Al XXXV Salone dell'automobile di Torino che si apre il 22 aprile 1953 viene esposta la capostipite di tutte le Lancia Appia, la berlina, che verrà successivamente definita come "prima serie". Caratterizzata da una carrozzeria che ricalca, in scala ridotta, quella della sorella maggiore Aurelia e da una meccanica piuttosto sofisticata (cilindri a V stretto, due alberi a camme nel basamento, valvole in testa inclinate con sedi riportate, camere di scoppio emisferiche, testa in alluminio) la nuova piccola di Casa Lancia (1090 cm³, 38 cv, 120 km/h), viene presto affiancata dalle versioni cosiddette commerciali (Furgoncino ed Autolettiga nel '54, anche Camioncino dal '55).

Caratteristiche tecniche delle Lancia Appia berlina Berlina prima serie tipo C10-C10S

Il motore dell'Appia è un 4 cilindri a V stretto (10°14') con misure di alesaggio e corsa dei pistoni (identiche a quelle del modello Fiat) rispettivamente di mm 68,00 e di mm 75,00 per una cilindrata totale di cm³ 1089,51. La testa cilindri è in alluminio (con sedi delle valvole riportate). Le valvole, ovviamente in testa, sono inclinate, disposte a "V" (con angolo di 67°) comandate con puntalini e bilancieri. Gli alberi a camme sono due, laterali (posti nel basamento), azionati da catena (con tenditore idraulico brevettato). Le camere di scoppio sono emisferiche, mentre l'albero motore, molto corto, ruota su due supporti. Con un rapporto di compressione di 7,4:1, il motore sviluppa 38 HP a 4400-4600 giri/minuto e dispone di una coppia massima di kgm 7,2 a 3000 giri/minuto. La lubrificazione è forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola regolatrice.

Nell'alimentazione, con pompa meccanica, viene impiegato un carburatore Solex invertito 32/30 BI. Il raffreddamento è ad acqua, a circolazione forzata (con pompa centrifuga coassiale con il ventilatore) e con regolazione termostatica all'uscita acqua dalle teste cilindri e termostato per azionamento persiana (posta davanti al radiatore). La ventola di raffreddamento, a due pale, ha cm 33 di diametro. L'impianto elettrico è a 12 Volt, la batteria è da 38 Ah, la dinamo da 130 W. L'accensione è del tipo più diffuso, a spinterogeno.

La disposizione dei gruppi meccanici è quella classica del periodo, con gruppo motore, frizione e cambio (in blocco) in posizione anteriore e trazione sulle ruote posteriori con trasmissione al retrotreno mediante albero tubolare unico con due giunti elastici in gomma alle estremità. La frizione è monodisco a secco. Il cambio è di tipo normale (albero secondario ed ingranaggi sempre in presa) e dispone di quattro rapporti avanti più la retromarcia, con le tre marce superiori sincronizzate. La quarta marcia è in "presa diretta". Il comando è mediante leva al volante, ma la posizione delle varie marce è diversa rispetto a quella prevista in tutte le altre più note vetture del periodo. L'albero di trasmissione è unico (non sdoppiato).

La scocca dell'Appia è del tipo "portante" e si distingue per l'assenza del montante centrale tra le due porte di ciascuna fiancata, un sistema , caro alla Lancia, che favorisce l'accessibilità ma che, a parere di alcuni, indebolisce l'insieme riducendone la rigidità.

La sospensione anteriore è del tipo classico Lancia a ruote indipendenti con elementi telescopici a scorrimento verticale, molle ad elica cilindriche ed ammortizzatori idraulici interni. Posteriormente, invece, troviamo un più classico assale rigido, con balestre longitudinali semiellittiche ed ammortizzatori idraulici telescopici.

Anche l'impianto frenante non presenta caratteristiche particolari: il sistema è naturalmente idraulico sulle 4 ruote, dove troviamo tamburi in ghisa (aventi cm 23 di diametro) e ceppi ad espansione. Il freno di stazionamento, azionato tramite tirante posizionato sotto al cruscotto, ha comando meccanico ed agisce sulle ruote posteriori.

Lo sterzo è del tipo a vite senza fine e settore elicoidale e la posizione di guida è a destra (a sinistra solo su richiesta).

Le ruote, in lamiera a disco, sono da 15" e gli pneumatici hanno misura 155 × 15.

Le dimensioni dell'Appia prima serie sono: passo cm 248,00; carreggiata anteriore cm 117,8; carreggiata posteriore cm 118,2; la carrozzeria, a 4 porte, ha una lunghezza di cm 386,5 (che diventano cm 387,7 nelle vetture con la protezione in gomma ai paraurti) ed una larghezza di cm 142,0; la vettura, scarica, è alta cm 142,2; il diametro di sterzata è inferiore ai 10 metri (mt 9,70 dichiarati); il peso in ordine di marcia è di kg 820 (quello massimo ammesso è di kg 1160). Il serbatoio del carburante ha una capacità di 38 litri.

La carrozzeria è quella classica di berlina 4 porte (senza montante centrale), 4 luci, 4 posti; realizzata in parte in alluminio (porte, paraurti, cofano, sportello baule-bagagliaio); pare che i primi esemplari avessero in alluminio anche i parafanghi posteriori; porte munite di vetri discendenti (quelle anteriori montano deflettori para-aria orientabili); lunotto posteriore a vetro curvo. È fornita di doppi sedili anteriori (a poltroncina) con schienale regolabile (leva anteriore, in basso, per lo scorrimento longitudinale, la cui escursione è di circa cm 10); il sedile posteriore è unico, a panchina.

Il vano motore non è illuminato; lo sbloccaggio cofano è dall'interno della vettura (leva sotto il cruscotto): il cofano si socchiude e richiede un successivo intervento per spostare una levetta di sicurezza, dopodiché un'asta di arresto lo mantiene sollevato (per richiudere serve liberare l'asta di arresto spingendo verso l'alto il cofano e riabbassare chiudendo di colpo).

Lo sportello bagagliaio si sblocca dall'interno della vettura (leva situata sul piano del finestrino posteriore, a destra); l'interno del baule-bagagliaio è illuminato dalle stesse lampade di illuminazione della targa; nel bagagliaio trovano alloggiamento la ruota di scorta (sulla destra, trattenuta da cinghia in gomma), la batteria ed il bocchettone per il rifornimento del serbatoio del carburante.

I comandi al volante prevedono la leva per commutazione luci, la leva comando cambio, i pulsanti per avvisatore elettroacustico (uno al centro del volante e due sulle razze). I comandi a pedale sono i classici per freno, frizione ed acceleratore.

Sotto al cruscotto si trova la leva per lo sbloccaggio cofano motore, la leva freno a mano, l'interruttore-regolatore per riscaldatore, acceleratore a mano, aereatore, azzeratore contachilometri parziale, starter, comando motorino avviamento, aereatore. I comandi al cruscotto prevedono l'interruttore a chiave per servizi ed accensione, il pomello luci esterne ed illuminazione strumentazione, il comando indicatori di direzione con relativa spia, il pomello comando tergicristallo.

La strumentazione è racchiusa in un quadro dalla singolare forma di ventaglio (ed illuminabile ruotando sulla destra il pomello comando luci di posizione/proiettori) comprendente: il tachimetro (da 10 a 130 km/h, con cifre ogni 20 km/h e con l'indicazione delle velocità da non superare nelle varie marce), il contachilometri progressivo e quello giornaliero azzerabile, l'indicatore della pressione dell'olio, l'indicatore del livello della benzina presente nel serbatoio, la spia per l'insufficiente tensione della dinamo e la spia per la riserva della benzina.

Gli accessori sono: il parabrezza a vetro curvo, con dispositivo per getto di aria calda all'interno per disappannamento o disgelo, funzionante con il riscaldatore; l'illuminazione abitacolo (due plafoniere) mediante comando su ciascuna plafoniera; il riscaldatore abitacolo, sotto il cruscotto, con sportelli di chiusura (tipo a radiatore d'acqua calda e ventilatore elettrico) con rubinetto di apertura/chiusura della presa d'acqua all'uscita del motore. Il comando del riscaldatore avviene tramite l'azionamento dell'apposito pomello e regolazione velocità del ventilatore sotto il bordo del cruscotto e gli aereatori consistono in due bocche d'aria sul cruscotto, con apertura e chiusura comandabili.

Il tergicristallo è a doppia racchetta (con arresto del tergitore in posizione abbassata); vi sono doppie alette parasole orientabili e rivestite in stoffa; il portacenere è inserito nel cruscotto, in posizione centrale; il vano portaoggetti è piuttosto ampio (anche se ufficialmente definito come vano portaguanti) al cruscotto; l'avvisatore elettroacustico con comando tramite pulsante al centro del volante e sulle razze del volante stesso; gli interni sono in panno (grigio oppure nocciola).

La gamma colori prevede: nero, amaranto, beige, blu scuro, blu pastello, verde scuro, verde pastello, grigio chiaro, grigio medio, grigio scuro.

Le prestazioni dichiarate dalla Lancia per l'Appia sono: velocità massima 120 km/h (30 km/h in prima marcia, 54 km/h in seconda, 84 km/h in terza), pendenza massima superabile, in prima marcia, 32% (17,8% in seconda, 10,4% in terza e 6,4% in quarta), consumo secondo norme CUNA (in quarta marcia, ad una velocità costante pari ai 2/3 di quella massima - quindi a 80 km/h - litri 8 ogni 100 chilometri (12,5 chilometri con un litro). Le pendenze massime superabili con il motore al regime di coppia massima sono: in prima marcia=32%; in II=17,8%; in III= 10,4%; in IV=6,4%; in retromarcia 45%.

Nei suoi tre anni di vita l'Appia prima serie è oggetto di numerosi aggiornamenti tecnici che tuttavia non ne alterano le caratteristiche generali. Il motore subisce interventi alle valvole (modificati i ritegni delle valvole, a partire dal motore C10/9400-C10S/4748 e le sedi di scarico delle valvole, a partire dal motore C10/10838-C10S/7768), alla catena di distribuzione (variata a partire dal motore C10/10501-C10S/6138). Il cambio di velocità, subisce modifiche ai sincronizzatori della seconda velocità a partire dalla vettura C10/9310-C10S/4661, ed ai sincronizzatori della terza velocità a partire dalla vettura C10/11091-C10S/8794.

All'inizio del 1954 viene modificato l'accoppiamento tra vite e settore e variato il rapporto di riduzione della scatola guida (4x51 invece di 4 × 48). Anche molti particolari della carrozzeria vengono variati in corso di produzione: oltre alla applicazione di una striscia protettiva in gomma ai paraurti e a molte altre piccole variazioni di dettaglio, si ha precisa notizia della modifica del marchio sulla calandra anteriore (dal 3 marzo 1954) e del montaggio di una nuova selleria interna (dal 20 giugno 1955). Gli ultimi esemplari (prodotti a partire dal 26 agosto 1955) montano fanalini di posizione anteriori più pronunciati dei precedenti e con plastica trasparente anziché bianco opaco.

Periodo di produzione: dall'aprile 1953 al gennaio/febbraio 1956 Modelli: tipo C10, berlina 4 porte, 4 posti, con guida a destra tipo C10S, berlina 4 porte, 4 posti , con guida a sinistra Motore: tipo C10 oppure C10S Numerazione progressiva telai: tipo C10: da 1001 a 11257 tipo C10S: da 1001 a 10768 Numerazione progressiva motori: tipo C10: tra 1001 a 12500 (include i derivati "commerciali") tipo C10S: tra 1001 a 12000 (include i derivati "commerciali") Unità prodotte: tipo C10: 10.257 tipo C10S: 9.768 totale 20.025 Bollo auto Potenza fiscale in Italia CV 13; bollo auto: nel 1953/54 lire 13.500 nel 1955/57 lire 20.300 dal 1959 al 1962 lire 20.700 dall'1-1-1963 al 31-12-1980 lire 21.700 Prezzo in Italia al debutto, nell'aprile 1953: lire 1.331.500 (prezzo di listino, escluse: IGE, trasporto, collaudo, immatricolazione), rimane praticamente invariato nei tre anni di commercializzazione. nel febbraio 1956, quando ormai l'uscita della seconda serie è imminente, il prezzo di listino è di lire 1.328.600, mentre gli accessori disponibili sono: a) gomme fianco bianco lire 9.000; b) gomme Michelin “X” lire 14.500; c) apparecchio radio da lire 62.000 a lire 71.500 a seconda del modello. Prezzo in Svizzera nel marzo 1954: 12.850 Franchi Svizzeri nel marzo 1955: 12.850 Franchi Svizzeri nel marzo 1956: ribassata a 9.975 Franchi Svizzeri

Berlina seconda serie tipo C10-C10S