La nazionale maschile di pallavolo dell'Italia è una squadra europea composta dai migliori giocatori di pallavolo dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Pallavolo.
Storia Primi anni
La nazionale italiana conquistò la sua prima medaglia internazionale (un bronzo) nel 1948, in occasione dei campionati europei. Tuttavia l'Italia era nettamente inferiore alle forti nazionali dei paesi dell'Est Europa, e per questo motivo nel corso dei trent'anni successivi conseguì affermazioni solo in tornei snobbati dalle nazionali più quotate, come l'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1959 e l'argento nel 1963. Nel 1970 l'Italia vinse la VI UniversiadeIl ricordo di Carlo Gobbi, cinque anni dopo giunse seconda nei VII Giochi del Mediterraneo, mentre nel 1976 debuttò ai Giochi Olimpici, evento a cui sarà sempre presente nelle successive edizioni.
La rivelazione nel 1978 È in occasione del Campionato mondiale 1978 che l'Italia si innamora del volley: la squadra di Carmelo Pittera gioca in casa e stupisce tutto il mondo del volley, superando il girone di primo turno con tre vittorie in tre partite, le prime due con Belgio ed Egitto (entrambe 3-0) seguite dalla prima sorpresa con la vittoria 3-1 sulla ; nel girone di secondo turno l'Italia debutta con il , vincendo in cinque set, poi supera la per 3-1 e travolge per 3-0 la , mentre nell'ultima gara del girone l'Italia viene travolta 3-0 dall'. Nonostante la sconfitta, l'Italia accede alla semifinale contro la forte squadra cubana, e vince 3-1 tra lo stupore di tutti gli appassionati di pallavolo del mondo; in finale però c'è di nuovo l' che non lascia scampo agli azzurri, sommergendoli con un secco 3-0.
Nonostante la sconfitta, l'Italia del volley è contenta per aver visto all'opera una squadra competitiva, al punto che la stampa la ribattezzerà gabbiano d'argento: il nome deriva dal documentario realizzato in occasione di quei campionati da Giulio Berruti, considerato ancora oggi un vero cult per il mondo della pallavolo. In casa azzurra c'era però la sensazione di aver perso l'unica e irripetibile occasione di vincere un torneo importante.
Nei cinque anni successivi l'Italia torna a essere una squadra di secondo piano; vince ancora i Giochi del Mediterraneo nel 1983, ma per il resto è poca cosa. Tuttavia i miglioramenti rispetto agli anni precedenti sono notevoli; infatti, in precedenza le grandi squadre erano solite "travolgere" gli azzurri, mentre in questi anni le grandi nazionali si rendono conto delle difficoltà che devono affrontare scontrandosi con la rappresentativa azzurra (pur continuando a vincere).
Nel 1984 un'altra favola: al torneo olimpico di Los Angeles 1984 (privato delle nazionali dell'Est Europa, come reazione al boicottaggio degli Stati Uniti alle Olimpiadi di Mosca di quattro anni prima) l'Italia arriva fino alla semifinale, conquistando poi il bronzo. Ma anche stavolta c'è chi pensa di aver perso l'occasione della vita; fino al 1989 l'Italia continua a lottare per piazzamenti d'onore.
La generazione di fenomeni
L'era Velasco e il dominio assoluto
Nel 1989 sulla panchina azzurra giunge Julio Velasco: l'allenatore e i giocatori da lui plasmati (tra i quali Andrea Zorzi, Luca Cantagalli, Andrea Lucchetta, Paolo Tofoli, Lorenzo Bernardi, Andrea Gardini, Pasquale Gravina, Andrea Giani, Samuele Papi e Ferdinando De Giorgi) daranno vita nel decennio a seguire a un ciclo di successi assolutamente eccezionale e la squadra sarà ribattezzata generazione di fenomeni. L'era di trionfi inizia nel 1989, quando l'Italia vince a sorpresa il campionato europeo. Subito dopo arriva la conferma ai vertici mondiali con l'argento in Coppa del Mondo, dietro .
Il 1990 è il primo di una serie di anni d'oro per l'Italia. La FIVB fa partire la World League, nella cui prima edizione l'Italia vince il girone eliminatorio, batte la quotata Unione Sovietica al quinto set in semifinale e sconfigge i in finale con un secco 3-0. Nello stesso anno gli azzurri vincono i Goodwill Games, ma la prima grande impresa degli uomini di Velasco avviene al campionato mondiale 1990. L'Italia si piazza seconda nel proprio girone (vincendo con e Bulgaria e venendo sconfitta da Cuba a qualificazione raggiunta), quindi elimina la negli ottavi (3-0), l' nei quarti (3-0) e il Brasile paese ospitante in semifinale (3-2), per poi trionfare nella finale contro Cuba per 3-1, con l'ultimo punto di Lorenzo Bernardi dopo 9 match ball. Avendo vinto il mondiale, l'Italia viene invitata all'World Top Four maschile 1990, dove supera agevolmente il Giappone, ma viene sconfitta in finale dall' al tie-break.
Nel 1991 il ciclo azzurro di vittorie continua: l'Italia vince l'oro alla World League e ai Giochi del Mediterraneo, mentre al campionato europeo cede in finale all'. Dopo la mancata partecipazione alla Coppa del Mondo, nel 1992 gli azzurri vincono la World League per la terza volta in tre edizioni, battendo per 3-1 Cuba in finale, ma perdono clamorosamente l'occasione di vincere il titolo olimpico venendo sconfitti ai quarti di finale dai Paesi Bassi per 3-2.
Nel 1993 l'Italia vince la Grand Champions Cup e il campionato europeo, battendo in entrambi i casi i Paesi Bassi in finale (prendendosi così la rivincita per la sconfitta alle Olimpiadi) e dando inizio a una vera e propria rivalità sportiva tra le due nazionali, che si spartiranno i principali trofei negli anni futuri. Gli azzurri perdono, invece, la semifinale della World League 1993 contro i padroni di casa del , futuro campione, e devono accontentarsi del bronzo.
Nel 1994 l'Italia non lascia nulla alle altre squadre. La nazionale debutta in estate classificandosi seconda (dopo la Russia, anche se solo per differenza di set) nel girone eliminatorio della World League 1994. Si qualifica così per il girone dei quarti di finale del torneo (giocato a Milano), in cui si piazza terza alle spalle di Brasile e Bulgaria. In semifinale batte nettamente i bulgari per 3-0 e in finale regola Cuba con il medesimo punteggio, aggiudicandosi il quarto oro in cinque edizioni del torneo.
In ottobre gli azzurri vanno in Grecia per il campionato mondiale 1994 con l'obiettivo di difendere il titolo conquistato quattro anni prima in Brasile. Gli azzurri vincono il girone di primo turno (nonostante la sconfitta al quinto set contro il Giappone nell'ultima gara), sconfiggono la Grecia (3-0) padrona di casa agli ottavi e poi la Russia (3-1) ai quarti. In semifinale è Cuba a cedere allo strapotere azzurro con un netto 3-1. In finale l'Italia affronta ancora i rivali dei Paesi Bassi, che stavolta vengono regolati con un netto 3-1; l'Italia vince l'ultimo set addirittura per 15-1. Essendo arrivata sul podio al mondiale, l'Italia viene invitata a giocare il World Top Four maschile 1994, dove supera i tre avversari del girone senza problemi: Stati Uniti (3-0), Paesi Bassi (3-1) e Giappone (3-1). In semifinale regola ancora gli Stati Uniti (3-1) e in finale sconfigge per l'ennesima volta gli olandesi (3-1).
Nel 1995 si ripetono appieno i successi del trionfale anno precedente, con la squadra azzurra che vince i tre tornei a cui prende parte: la Coppa del Mondo, il campionato europeo (entrambi ai danni dei ) e la World League (ai danni del ). Con queste vittorie l'Italia trionfa in tutti i principali tornei del mondo, eccetto i giochi olimpici, e per le Olimpiadi di Atlanta 1996 viene considerata da molti la favorita.
Il 1996 è l'anno della delusione più grande della storia della pallavolo italiana: al torneo olimpico di Atlanta la nazionale sbaraglia tutti gli avversari vincendo tutte le cinque partite del girone di primo turno, senza mai perdere nemmeno un set. Ai quarti di finale, poi, perde il primo set con l'Argentina, ma recupera vincendo gli altri tre e accede dunque alle semifinali, dove gli azzurri dominano e vincono per 3-1 con la , presentandosi da favoriti alla finale. All'ultimo atto i Paesi Bassi (già affrontati e sconfitti 3-0 nel girone eliminatorio) si prendono la più pesante delle rivincite: battono per 3-2 l'Italia e vendicano le sconfitte patite negli anni precedenti, superando di nuovo l'Italia a livello olimpico, come avvenuto quattro anni prima. Nello stesso anno l'Italia perde anche la finale di World League, ancora contro gli olandesi e ancora al quinto set.
Al termine di questo ciclo sfortunato, Velasco decide di lasciare la panchina azzurra.
L'era Bebeto Nel 1997 l'Italia si rimette in piedi, con il nuovo commissario tecnico Paulo Roberto de Freitas, semplicemente Bebeto, che cerca di colmare il vuoto lasciato dal suo pluridecorato predecessore chiamando in nazionale nuovi elementi e dando fiducia ad alcuni giovani già scoperti da Velasco. Alla World League 1997 l'Italia sconfigge Cuba nella finale e si aggiudica il suo sesto titolo in otto edizioni (prendendosi anche la rivincita con gli olandesi nel girone finale), poi all'europeo gioca un ottimo girone e si qualifica per la semifinale, ma ancora una volta gli olandesi si mettono tra gli azzurri e il successo e stavolta sono loro a spuntarla con un secco 3-0; nella finale di consolazione l'Italia sconfigge la e conquista il bronzo, continuando la tradizione che la vuole sempre sul podio nel torneo continentale dal 1989 in poi.
Nel 1998 per la prima volta da anni gli azzurri non partono come gli uomini da battere in vista del mondiale di novembre; i favori del pronostico, infatti, vanno agli olandesi campioni olimpici ed europei. Una condizione che pare trovare conferma nel percorso di avvicinamento al torneo iridato, in cui l'Italia, pur con l'attenuante di una rosa sperimentale, in luglio consegue un deludente quarto posto nella World League 1998 giocata a Milano, rimanendo per la prima volta fuori dal podio in questa competizione. Pur degradati al ruolo di outsider, al mondiale d'autunno gli azzurri si riconfermano un po' a sorpresa ai vertici del volley planetario, aggiudicandosi il terzo titolo consecutivo (primi nella storia a riuscire nell'impresa) dopo aver eliminato in semifinale il Brasile e ottenuto una facile vittoria (3-0) con la .
Nonostante tutto alla fine dell'anno il commissario tecnico Bebeto lascia la panchina azzurra.
L'era Anastasi, successi e delusioni Nel 1999 l'Italia viene guidata da Andrea Anastasi. L'arrivo del nuovo commissario tecnico sembra continuare i successi dei suoi due predecessori: in estate la nazionale italiana conquista la World League '99 (3-1 su ), e in settembre si ripete all'europeo (sulla ), ma in dicembre arriva solo terza nella Coppa del Mondo superata da Russia e Cuba. I risultati bastano però a garantirsi l'accesso alle Olimpiadi di Sydney 2000.
Nel frattempo l'Italia vince la World League 2000 a Rotterdam (dove la nazionale di casa dei naufraga, uscendo dalle migliori del mondo), dopo aver battuto in finale ancora la Russia (3-1). Al torneo olimpico 2000 l'Italia, trascinata da Andrea Sartoretti (alla fine del torneo secondo nella classifica dei top-scorer), vince il girone del primo turno imbattuta, sconfiggendo in sequenza (3-0), (3-2), (3-0), (3-1) e (3-1); ai quarti poi batte l'Australia (3-1) e riaffronta gli slavi in semifinale, dove gli azzurri incappano in una sconfitta per 3-0. Nella finale per il terzo posto l'Italia sconfigge 3-0 l'Argentina conquistando la medaglia di bronzo.