Monteleone d'Orvieto è un comune italiano di abitanti della provincia di Terni in Umbria.

Geografia fisica Monteleone d'Orvieto si trova sulle colline all'estremo nord della provincia di Terni, nel sub-comprensorio dell'Alto Orvietano, confina con due comuni della provincia di Perugia, Piegaro a nord e Città della Pieve ad ovest, e due della provincia di Terni, Fabro a sud e Montegabbione ad est.

Dal paese la vista si estende sulla lunga e stretta Val di Chiana - quella che fu la Valdichiana Romana - e sui monti toscani e laziali.

È unito per tutta la sua lunghezza dalla S.R. 71 Umbro-casentinese, un tempo strada di competenza statale.

Le varie località e frazioni sono poste alle seguenti altezze: Capoluogo 500 m s.l.m. Santa Maria 251 m s.l.m. Spiazzolino: 300 m s.l.m. Colle Basso 340 m s.l.m. Colle Alto 352 m s.l.m. San Lorenzo 409 m s.l.m.

Monteleone faceva parte della Comunità montana Monte Peglia e Selva di Meana, ed oggi appartiene a quella ancor più ampia del dell'Orvietano-Narnese-Amerino-Tuderte (ONAT); è all'interno del patto territoriale VATO (Val di Chiana-Monte Amiata- Lago Trasimeno-Orvietano) e del GAL trasimeno-orvietano. È localizzato inoltre all'interno dello STINA, il sistema territoriale di interesse naturalistico del Monte Peglia.

Classificazione climatica: zona E, 2275 GR/G

Territorio

Monteleone d'Orvieto è attraversato dai fiumi Chiani, dai torrenti Ripignolo e Fossalta; non lontano dal capoluogo, alla Fonte del Ss. Crocifisso, nasce il fiume Nestore, importante affluente di destra del Tevere.

Il paese è all'interno della Val di Chiana romana, indicando con tale termine la parte della valle che nel Medioevo apparteneva allo Stato Pontificio e distinguendola così dalla Valdichiana aretina e senese un tempo ricompresa nel Granducato di Toscana; Fabro e Monteleone d'Orvieto sono i due ultimi comuni della lunga e stretta valle del fiume Chiani che inizia nella provincia di Arezzo, attraversa la provincia di Siena e finisce con le due province Umbre di Perugia e Terni.

L'assetto geologico del territorio in cui si trova la dorsale collinare di Monteleone d'Orvieto è il risultato delle vicende tettoniche che hanno interessato la zona fra il miocene ed il plio-pleistocene.

Il Cattuto nel 1988 propone una ricostruzione paleogeografica per un'area ricomprendente anche Monteleone. Da tale studio si desume che durante il pliocene medio-superiore, la linea di costa del mare era orientata in direzione Nord/Ovest-Sud/Est ed occupava le attuali valli dei fiumi Chiani e Paglia.

In questo mare del pliocene, in corrispondenza del territorio compreso fra Città della Pieve e Monteleone, si depositarono ampie zone di sedimenti trasportati poi dal paleo fiume Nestore che, defluendo verso Sud-Ovest, portò il suo carico solido in corrispondenza dell'antica linea di costa.

Il materiale risulta oggi distribuito in maniera regolare, presentando una classificazione molto tipica, su un'ampia superficie, i cui insiemi di strati orizzontali più alti ed interni del materiale depositato (caratterizzato dai sedimenti più grossolani), è oggi ben evidenziato dalla formazione del conglomerato di Città della Pieve, cittadina situata a pochi chilometri da Monteleone.

La struttura della dorsale collinare è quindi costituita in alto da sedimenti fini, medi e grossolani.

Procedendo dall'alto verso il basso della serie si ritrovano le seguenti sequenze:

sabbie e sabbie limose deposito di conglomerato sabbie limose argillose sabbie gialle

I versanti che definiscono la dorsale collinare su cui si erge l'abitato del capoluogo sono interessati da fenomeni di dissesto attivi e/o quiescenti. I fossi si trovano in fase di scalzamento dell'alveo e ciò crea valli incassate fra pareti anche a strapiombo. Non a caso fra il novembre 2012 ed i primi mesi del 2013, il clima particolarmente piovosoSecondo le serie storiche a disposizione dei meteorologi che iniziano dal 1811, solo nel 1876 un vi fu un inverno similare, ma in quel caso le punte di maggiore piovosità ebbero una minore consistenza, ha creato gravi dissesti idrogeologici alcuni dei quali - in particolare ad ovest del capoluogo - hanno dato vita a modificazioni significative della morfologia dei luoghi, con lo scivolamento, orizzontale e verticale, di ampie zone adiacenti all'abitato.

Storia

La prima testimonianza storica del territorio comunale di Monteleone d'Orvieto fu rinvenuta nel 1878, quando venne scoperta, nelle vicinanze del capoluogo, una tomba a camera contenente alcune urne appartenenti al periodo etrusco; su di esse sono presenti iscrizioni in latino e tirreno.

La circostanza fa presupporre una comunità etrusca nel territorio, risalente al II-III secolo a.C., soggetta alla lucumoniaTerritorio sottoposto al lucumone, magistrato supremo che detiene il potere politico, militare e religioso presso gli Etruschi. di Chiusi, dodecapoli etrusca molto vicina. Lo storico cinquecentesco Cipriano Manente afferma che il castello di Monteleone viene fondato da Orvieto nel 1052 a guardia dei suoi confini settentrionali. Lo studioso monteleonese Pietro Momaroni sposta la data di fondazione del castrum alla fine del 1100.

Fino a qualche tempo fa si poteva affermare con certezza che il primo documento ufficiale in cui si legge il nome di Monteleone è un atto di Federico II del 1243 (vedi tabella a lato) dove l'imperatore fissa i nuovi confini di Castel della Pieve (Città della Pieve) a lui fedele. Contrariamente a tale tesi il Corgna scrive nel 2004 che, in una Bolla pontificia di Celestino III del 1191, la Misurati inopiam, vengono citate le parrocchie dipendenti dal Vescovo di Chiusi in numero di venticinque Pievi; al confine con le Diocesi di Perugia ed Orvieto il documento richiama "Pozzuolo Umbro, Casamaggiore, Paciano, Panicale, Tavernelle, Piegaro, Castel della Pieve, Monteleone, Salci, Camporsevoli, Trevinano, Santa Fiora". In realtà, in tale documento, non si cita espressamente Monteleone ma la Chiesa di S. Pietro, probabilmente riferendosi alla chiesa di S. Pietro e Paolo la collegiata di Monteleone, ma di questa circostanza, al momento, non vi è certezza.

Nel 1278 il Comune di Orvieto determina i confini dei propri castelli e nel relativo documento Monteleone viene indicato come Piviere; nel catasto del contado orvietano del 1292 è descritto, con le relative stime anche il “Plebarium Montis Leonis.

Dal punto di vista ecclesiastico è assoggettato all'antichissima Diocesi di Chiusi, città all'epoca controllata da Orvieto; nel Seicento entra a far parte della Diocesi di Città della Pieve.Oggi si trova nell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve dopo che nel 1977 Ferdinando Lambruschini, già arcivescovo di Perugia, diviene anche vescovo di Città della Pieve, unendo così in persona episcopi le due sedi.

Durante la costruzione del duomo di Orvieto, nella prima metà del XIV secolo, sorgono a Monteleone alcune fornaci per la costruzione di laterizi e la fabbricazione di materiale musivo e vetri; alcuni artigiani locali, primo fra tutti Consiglio Dardalini, ma non solo, sono impegnati nell'opera di doratura delle tessere dei mosaici.

Al XIV secolo risale pure la prima stesura di un antico statuto di cui si dota la Comunità per regolare la vita interna del Castello.

Sempre in quel periodo già esistono od hanno origine alcune Confraternite religiose: la Confraternita del SS.mo Sacramento sorge sulla scia del miracolo eucaristico di Bolsena (1263), dell'istituzione, ad Orvieto, della festività del Corpus Domini, e alla traslazione del Sacro Corporale; tale culto viene alimentato dalla predicazione di Bernardino da Siena e successivamente il Concilio di Trento (1545-1563) stimola una capillare diffusione delle Confraternite del Sacramento. la Confraternita della Morte, che si prefigge il compito del seppellimento dei defunti, ha una origine anteriore, legata forse alla costruzione del castello.

Tali istituzioni religiose sopravvivono per molti secoli fino agli anni cinquanta, quando vengono sciolte dalle autorità ecclesiastiche per motivi politici legati alla presenza di elementi iscritti a partiti di matrice marxista (PCI e PSI) all'interno delle stesse, cosa che la Chiesa non può, in quel periodo di guerra fredda, evidentemente sopportare.In diverse parti d'Italia il decreto del Sant'€Uffizio viene reso pubblico attraverso la stampa e l'affissione di manifesti (vedi Scomunica ai comunisti)

Il Castello di Monteleone rimane sotto il diretto controllo orvietano fino al 1373, poi, per volere di Carlo IV passa al Visconte di Turrena, quindi viene ceduto al Conte Ugolino di Montemarte da Corbara ma è anche conteso dai Conti di Marsciano che possiedono già il vicinissimo fortilizio denominato Castel BrandettoSe il passaggio di Monteleone ai Montemarte in quel periodo è un fatto certo, della vicenda vi sono discordanti versioni, quella appena prospettata è solo l'ipotesi più attendibile, ma dai documenti si ricavano almeno quattro tesi alternative su come avviene effettivamente l'acquisizione: Ugolino acquista nel gennaio 1369 i castelli dall'Imperatore Carlo di Boemia e nel 1375 ne acquista i diritti anche dal Signore di Chiusi. Guglielmo di Beaufort, sempre nel gennaio 1369, muove lite sopra i castelli di Monteleone e Montegabbione e li vende ad Ugolino di Montemarte; la tesi è sostenuta da Filippo Antonio Gualterio. Nel 1370 Monteleone, insieme al castello di Montegabbione, viene donato dall'Imperatore a Guglielmo di Beaufort che usa il castello nella sua guerra contro Orvieto; nel 1373 Monteleone passa ad Orvieto ed è affidato ad Ugolino che però non può entrarvi perché contrastato dai Bulgarelli conti di Marsciano. Nel 1373 il Visconte di Turenna (Lorena) conquista Monteleone appartenente a Chiusi; l'anno successivo lo vende ai Montemarte ai quali lo riprende nel 1377; infatti come ricorda il Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni del 1848.

Nel 1398 Papa Bonifacio IX cede il castello al conte Francesco di Corbara al prezzo di un falcone annuo che deve essere pagato nel giorno di San Pietro. I discendenti del conte Francesco di Montemarte rimangono senza prole e il castello passa sotto il dominio di Bartolomeo Della Rovere, nipote di Papa Sisto IV; nel 1481 il Comune di Orvieto riacquista il castrum.

Nel finire del XV secolo la Contessa Manfilia, dei Conti di Montemarte da Corbara, sposatasi con un Bandini di Città della Pieve, rivendica i diritti ereditari su Monteleone; ha così inizio una causa legale che vede però i Bandini passare alle vie di fatto con l'invasione di parte del territorio orvietano: è l'origine di una lunga guerra che si protrae per alcuni anni e si conclude l'11 luglio 1497 con il Trattato di Pace di Monteleone; le condizioni sono sfavorevoli ad Orvieto che perde Salci, ma riesce a mantenere il castello di Monteleone.

In questo stesso periodo il Comune di Orvieto provvede a restaurare e rinforzare le costruzioni difensive del castello: commissiona i lavori all'architetto Belforte di Jacopo da Como. In particolare viene ristrutturata la porta nord del paese con la creazione di una vera e propria rocca, il cassero difeso da robuste mura e da un fossato con ponte levatoio.

Nel 1601 viene istituita la nuova Diocesi di Città della Pieve di cui Monteleone è uno dei principali paesi (ved. tabella " Terre, castelli e ville della nuova Diocesi )

Nel 1643, durante la Guerra per il Ducato di Castro, tra il Papa ed i Farnese, duchi di Parma, Monteleone è assediato, occupato, smantellato e saccheggiato da Firenze, alleato dei Farnese.

A questo periodo risale la costruzione della chiesa del SS.mo Crocifisso, recentemente restaurata.

Nel 1738 vengono traslati a Monteleone i resti del Santo Martire Teodoro che è proclamato coprotettore del paese accanto ai titolari della chiesa principale: i SS.mi Apostoli Pietro e Paolo.