La Moldavia o Moldova (in rumeno Moldova, ), definita anche Moldavia storica, è una regione storica dell'Europa orientale, oggi suddivisa tra Romania, Ucraina e lo stato moderno di Moldavia.

Storicamente è appartenuta al principato di Moldavia, uno stato plurisecolare, ma nel 1812 una porzione del territorio è stata ceduta all'impero russo, portando allo sviluppo da una parte della macroregione romena della Moldavia, e dall'altra dello stato moderno omonimo, assieme alla disputa sull'identità nazionale dei moldavi.

Il nome Moldavia deriva dall'omonimo fiume in Romania.

Definizione

Anticamente la regione della Moldavia era delimitata dai monti Carpazi Orientali Esterni ad Ovest che la dividono dalla Transilvania, dai fiumi Čeremoš e Nistro (Dnestr) a Nord e Nord-Est e dai fiumi Siret, Prut e Milcov (tutti affluenti del Danubio) che sfociano nel Mar Nero e la separano dalla Valacchia.

La Moldavia storica è suddivisa in più regioni: Moldavia (o Moldova) propriamente detta – la parte ovest della storica provincia occupata dallo stato storico; mentre oggi compone una regione della Romania. Bucovina – la parte nord-ovest della storica provincia medioevale, annessa dagli Asburgo nel XVIII secolo; oggi è spartita fra Romania e Ucraina. Bessarabia (o Basarabia) – la parte orientale della Moldavia Storica, cioè il territorio tra il fiume Prut e il fiume Nistro.

La Bessarabia a sua volta è stata suddivisa in: Bessarabia propriamente detta, occupata dal territorio della repubblica di Moldavia. Bessarabia Storica o Bessarabia Vecchia (anche chiamata Budžak o Bugeac), è la pianura a nord del Mar Nero, oggi compone parte dell'oblast' di Odessa in Ucraina.

Il territorio originario della Moldavia Storica è suddiviso quindi tra Romania, repubblica di Moldavia e Ucraina (con in più gli stati non del tutto riconosciuti di Transnistria e Gagauzia).

Etimologia L'etimologia della parola "Moldavia" è discussa, ed esistono numerose teorie.

Il nome della regione deriva dal fiume Moldavia, che oggi scorre nella Romania settentrionale. Secondo infatti una leggenda, riportata da storici quali Dimitrie Cantemir e altre fonti antiche, la Moldavia sarebbe stata fondata dal nobile Dragoș, che durante una battuta di caccia sarebbe giunto presso le rive del fiume e avrebbe poi convinto gli altri del suo popolo a trasferirsi in quella terra. Un'aggiunta posteriore riferisce che insieme a lui c'era anche il suo cane Molda, che sarebbe in seguito morto dopo aver catturato una bestia, per ricordare il suo fedele amico avrebbe chiamato la regione Moldavia, dall'unione del nome Molda con il sostantivo rumeno apă che significa acqua.Dimitrie Cantemir, Descriptio Moldaviae.

Risulta invece che il nome del fiume abbia origini slave, derivando dalla parola mold- che significa "abete", il linguista A. I. Sobolevskij lo fa invece derivare da *moldu, ovvero "tenero, soffice, giovane". La terminazione -ov(a)/-av(a) è un suffisso tipicamente slavo che indica appartenenza o nomi femminili, spesso in caso genitivo.Grigore Nandriș, Moldova-The Name of the River and the Country, Studies in Slavic Linguistics and Poetics in Honor of Boris O. Unbegaun. New York (1986), pp. 119–128.

Altre ipotesi sostengono invece che possa derivare dal lemma gotico 𐌼𐌿𐌻𐌳𐌰, ᛗᚢᛚᛞᚨ (Mulda), traducibile come "polvere" o "terra" (da qui deriva la parola inglese mould), dal tedesco antico molde (miniera all'aria aperta), oppure dal nome di un certo Alexa Moldaowicz, contadino al servizio di Jurij II di Galizia. Storicamente la regione veniva anche definita Moldo-Valacchia.

Medioevo

Origini Le origini latine della Moldavia si sviluppano durante il periodo dell'occupazione romana della Dacia (regione storica poi provincia romana che includeva anche parte dei territori delle attuali Romania, Bulgaria e Serbia), negli anni 105–270 d.C., quando si è formata una nuova cultura sulla base dell'assimilazione delle popolazioni locali da parte dei coloni romani. Dopo che l'Impero romano si ritirò dalla zona, un gran numero di popoli migratori attraversò questa zona, manifestando violenza: Unni, Ostrogoti, Gepidi, Avari e Slavi, Peceneghi e Cumani.Victor Spinei (1986). Moldavia in the 11th–14th Centuries. Editura Academiei Republicii Socialiste Româna. Nell'Alto Medioevo la zona fu ragione di contesa tra il primo impero bulgaro da una parte, e dal principato d'Ungheria dall'altra. La zona fu poi abitata dai Valacchi, che in base al punto di vista erano o gli antenati o direttamente gli antichi rumeni.

Nel XIII secolo l'impero mongolo invase l'Europa e inginocchiò le principali forze nella regione, che in seguito fece parte dell'Orda d'Oro, khanato tataro-mongolo che verrà lentamente cacciato dalle forze europee.

Principato di Moldavia

Una leggenda sostiene che un voivoda valacco chiamato Dragoș, dalla regione di Maramureș attraversò i Carpazi e si stabilì con altri valacchi nella pianura tra le montagne e il Mar Nero, questo evento (passato alla storia come descălecat, "discesa da cavallo") sarebbe avvenuto intorno alla metà del '300. Non fondò uno stato indipendente, ma probabilmente una provincia difensiva per conto del regno d'Ungheria.

La Moldavia divenne un principato indipendente intorno al 1365 con il voivoda Bogdan I che proveniva anch'egli dalla terra di Dragoș e che dichiarò l'indipendenza dagli ungheresi, diventando il primo reggente del nuovo stato. Inizialmente denominato Bogdania, il principato, che si estendeva dai Monti Carpazi al fiume Dnestr, fu poi denominato Moldavia, prendendo il nome dal fiume Moldavia nell'attuale Romania.

Il Principato si espanse progressivamente sotto Roman I e i suoi successori; sotto Ștefan cel Mare (Stefano III il Grande, 1457-1504), il più conosciuto principe moldavo, si arrivò a formare un vasto dominio che comprendeva il territorio tra i Carpazi a ovest, il fiume Nistro a est, il Mar Nero a sud, e la Bucovina a nord.

Stefano spronò i contadini della Moldavia organizzando un'armata di 55.000 uomini, e respinse un attacco da parte delle forze del re ungherese Mattia Corvino in un azzardato assalto notturno. Insieme ad un'armata di nobili e piccoli proprietari lottò contro i Polacchi e i Tatari. L'armata di Stefano invase poi la Valacchia nel 1471 e sconfisse i Turchi, anche se questi contrattaccarono nel 1473 e 1474. Dopo queste battaglie, Stefano implorò papa Sisto IV di formare un'alleanza cristiana contro i Turchi. Il Papa rispose con una lettera in cui nominava Stefano "Atleta di Cristo", ma non badò alla chiamata di Stefano per un'alleanza cristiana.Șerban Papacostea, Stephen the Great, Prince of Moldavia, 1457–1504. Editura Enciclopedică (1996).

Negli ultimi decenni del regno di Stefano, i Turchi incrementarono la pressione sulla Moldavia. Catturarono dei porti strategici sul Mar Nero nel 1484 e bruciarono la capitale moldava, Suceava, nel 1485 (fu poi spostata a Iași pochi anni dopo). Fu questa una delle poche battaglie maggiori che Stefano perse, sulle totali che condusse. Stefano riguadagnò una vittoria nel 1486, ma in seguito limitò i suoi sforzi ad assicurare l'indipendenza della Moldavia nello scenario diplomatico. Frustrato dai vani tentativi di unire l'Occidente contro i Turchi, Stefano, sul letto di morte, a quanto pare disse a suo figlio di sottomettersi ai Turchi se questi avessero offerto una sovranità degna di onore. La Moldavia divenne così uno stato vassallo dell'impero ottomano e ciò caratterizzerà la sua storia per i prossimi tre secoli.

Una grave crisi seguì la morte di Stefano, con la quale la Moldavia decadde e si impoverì. Questo periodo fu anche segnato dall'ascesa dei boiardi, l'aristocrazia e i grandi proprietari terrieri che erano vassalli del voivoda, i quali inizieranno progressivamente ad arricchirsi e diventare più imponenti sullo scenario politico locale.Neagu Djuvara, Între Orient și Occident. Țările române la începutul epocii moderne, Bucharest (2009).

Non potendo sempre far arrivare i pagamenti del tributo richiesti dall'impero ottomano, e nemmeno difendere i propri interessi locali, intervenendo nella scelta dei principi di Moldavia (dal momento che non sempre era possibile corrompere le autorità ottomane per influenzarle nelle loro nomine), il popolo moldavo dovette alternativamente soffrire anche numerose invasioni dirette da parte degli stessi Turchi, dei Tatari, e poi dei Russi. Col tempo gli ottomani iniziarono ad aumentare la loro influenza sulla Moldavia iniziando a nominare loro i sovrani di Moldavia, che adesso provenivano spesso da ricche famiglie di origine greca, i Fanarioti (perché provenivano dal quartiere Fener di Istanbul).

Nel XVII secolo i tre stati romeni di Moldavia, Transilvania e Valacchia si unirono, per un breve periodo, sotto il principe di Valacchia, Michele il Coraggioso, che aveva congiunto le proprie forze con quelle dei potenti principi della Moldavia e della Transilvania per combattere i Turchi. L'unità durò però solamente un anno. Nel 1775 la parte settentrionale della Moldavia, la Bucovina, venne annessa all'impero asburgico.

Età moderna

L'espansione russa e l'unificazione della Romania

A partire dal XVIII secolo, la Russia iniziò ad intromettersi sempre di più negli affari dei Balcani, nel contesto delle guerre contro l'impero ottomano, e spesso hanno attraversato il territorio del principato moldavo.

Durante la guerra russo-turca del 1710–1711 (parte della grande guerra del Nord), il voivoda moldavo Dimitrie Cantemir si alleò con lo zar Pietro il Grande per contrastare gli ottomani, ma alla fine entrambi furono sconfitti da questi ultimi a Stănilești, e il conflitto si risolse con la pace del Prut. I russi tornarono brevemente in Moldavia durante la cosiddetta guerra austro-russo-turca (1735–1739) risolta con il trattato di Nyssa e durante la guerra russo-turca del 1768–1774, nel conseguente trattato di Küçük Kaynarca la Russia ottenne diverse concessioni territoriali e il permesso dagli ottomani di intervenire direttamente sui suoi stati vassalli per questioni non-politiche.

Nel 1792, in base al trattato di Iași che pose fine alla guerra russo-turca del 1787–1792 (battaglie di Focșani e di Rymnik), l'Impero ottomano fu costretto a cedere all'Impero russo i territori che prima aveva detenuto nella regione oggi chiamata Transnistria, al tempo chiamata Jedysan.

L'espansione russa continuò nella guerra russo-turca del 1806–1812, nel contesto delle guerre napoleoniche, quando la Bessarabia fu annessa e più tardi incorporata nell'impero russo, ai sensi del trattato di Bucarest del 1812.

La Russia controllò direttamente per un periodo di tempo i principati di Moldavia e Valacchia dopo la vittoria nella guerra russo-turca del 1828–1829 e il successivo trattato di Adrianopoli, ma questo periodo venne interrotto dopo la sua sconfitta nella guerra di Crimea (1853-1856), il trattato di Parigi stipulò infatti che la Moldavia (e la Valacchia) fossero poste sotto la garanzia collettiva delle sette potenze straniere che avevano vinto la guerra, che poi, firmando il trattato di re-incorporazione della Bessarabia Meridionale nella Moldavia, ponevano fine al possesso russo sulle regioni della Bessarabia Meridionale di Izmaïl, Bolhrad, e Cahul.

Nel 1859 la Moldavia e la Valacchia si unirono, in seguito alla comune elezione di un solo signore per entrambi i principati, precedentemente separati, nella persona di Alexandru Ioan Cuza, erigendo in questo modo una pietra miliare nella formazione del moderno stato di Romania. Formalmente la nuova entità era ancora vassalla all'impero ottomano, ma de facto era del tutto autonoma, e ottenne il riconoscimento dell'indipendenza dopo la guerra d'indipendenza rumena (1877–1878) e il trattato di Berlino del 1878, il governo romeno fu però costretto a cedere di nuovo la Bessarabia Meridionale all'Impero Russo, in cambio ottenendo dagli ottomani la Dobrugia.