Campione del mondo WBO dei pesi massimi nel 1993.

Dopo una brillante carriera da dilettante, nel 1988 diventa professionista. Nel 1993 diventa campione dei pesi massimi WBO, battendo ai punti il 44enne George Foreman, difendendo successivamente il titolo contro Tim Tomashek prima di passare il testimone a Michael Bentt. Nel 1995 riconquista la cintura mondiale IBC battendo Donovan Ruddock. Nel match a seguire verrà sconfitto dalla star inglese Lennox Lewis. Durante la sua carriera fu spesso indicato dai giornali come "La speranza bianca", essendo stato l'unico pugile bianco riuscito, negli anni novanta, ad affermarsi in una categoria di peso dominata da atleti neri. Il soprannome "The Duke", invece, gli venne affibbiato perché Morrison sosteneva di essere pronipote dell'attore John Wayne (soprannominato a sua volta "The Duke"). Recitò anche nel film Rocky V a fianco di Sylvester Stallone nel 1990, nel ruolo del pugile esordiente Tommy Gunn.

Caratteristiche tecniche Pugile professionista con uno stile spiccatamente aggressivo dotato di un fisico imponente, di grande potenza e di una non comune velocità di tronco e braccia, Morrison aveva nel gancio sinistro un colpo terribilmente travolgente. Oltre a essere abile nella corta distanza, da cui sferrava potenti montanti e rapidissime combinazioni, era anche un notevole power-puncher ed un ottimo incassatore.

Biografia Carriera amatoriale Tomas David Morrison nacque a Gravette, in Arkansas, nel 1969. La sua infanzia fu molto difficile, a causa dei problemi che gravavano sulla sua famiglia: sua madre Diana fu accusata di omicidio, suo padre univa il vizio dell'alcol con quello delle percosse per i familiari, mentre suo fratello fu condannato a quindici anni di carcere per stupro. Cominciò a boxare in giovanissima età, a tredici anni, falsificando i documenti per poter combattere "regolarmente" in competizioni locali, per i quali l'età minima era di ventuno. Dopo il divorzio dei genitori iniziò a dedicarsi a tempo pieno al pugilato, vincendo ben 315 incontri KO (su un totale di 343 vittorie, a fronte di 24 sconfitte e 1 no contest). Vinse anche una gara di Golden Gloves, e si qualificò alle Olimpiadi di Seul, venendo però sconfitto al primo turno da Ray Mercer, che in Asia avrebbe poi vinto la medaglia d'oro. La sua avvenenza e il suo stile attirarono le attenzioni di Sylvester Stallone, che, nel 1989, lo mise sotto contratto per Rocky V e costruì sul suo fisico e i suoi modi il personaggio di Tommy "The Machine" Gunn.

Carriera professionistica

Il 1989 fu l'anno del debutto professionistico. Fino al 1991, Morrison riportò 28 vittorie consecutive, di cui ben 23 per KO. La WBO gli consentì dunque di competere per il titolo mondiale, affrontando Ray Mercer ad Atlantic City il 18 ottobre. Morrison partì benissimo, e colpì il rivale con combinazioni veloci e potenti. Mercer incassò di tutto e, non appena Morrison mostrò segni di stanchezza, lo punì, alla quinta ripresa, con uno dei KO più cruenti della storia della boxe. Pochi mesi dopo, Morrison tornò sul ring, collezionando nuove vittorie. Nel 1993 affrontò il 44enne George Foreman per il vacante titolo WBO dei massimi. L'incontro si svolse il 7 giugno, a Las Vegas, e Morrison, contro ogni pronostico, abbandonò il suo solito stile aggressivo a favore di un combattimento a breve distanza. La sua tattica si rivelò vincente: Morrison si aggiudicò l'incontro ai punti, diventando il nuovo campione del mondo. Morrison non conservò a lungo il titolo: dopo una facile difesa contro Tim Tomashek, il pugile di Gravette incappò nei micidiali colpi di Michael Bentt, perdendo il titolo alla prima ripresa, a quasi quattro mesi dalla vittoria su Foreman. Nello stesso periodo, inoltre, prese a pugni uno studente dell'università dello Iowa, perché a suo dire lo stava fissando in modo strano. Morrison si dichiarò colpevole e pagò una multa di $ 310, ma si proclamò innocente.

Nei due anni successivi continuò a collezionare vittorie e, il 10 giugno 1995, si aggiudicò il titolo pesi massimi International Boxing Council, battendo Donovan Ruddock per knock-out tecnico al sesto round. Anche questa volta, però, non riuscì a conservare il titolo a lungo, perdendolo pochi mesi dopo contro Lennox Lewis, con un KO alla sesta ripresa. Nonostante questa sconfitta, Morrison venne contattato da Don King, che lo convinse a rilanciarsi. Il pugile firmò un contratto di dieci milioni di dollari per tre incontri, il primo dei quali nel 1996 contro Arthur Weathers in Nevada. Ma a poche ore dall'incontro, Morrison venne trovato positivo a un test per l'HIV e, di conseguenza, fu sospeso dalla Commissione Atletica del Nevada. Il pugile, che aveva inutilmente cercato di sottrarsi al controllo (obbligatorio in Nevada per gli incontri di pugilato), non ebbe altra scelta che ammettere pubblicamente la sua malattia e, contestualmente, annunciò il ritiro dal pugilato. La notizia sconvolse l'intero ambiente pugilistico americano, mettendo in allarme gli avversari del pugile, vecchi e nuovi: la sospensione della Commissione arrivò soltanto sette ore prima del combattimento, che per Morrison doveva essere una sorta di trampolino di lancio verso un possibile match con Mike Tyson.

Il ritorno sul ring e la morte Nel 2007, dopo essersi interessato alle ipotesi alternative sull'AIDS, dichiarò che il test del 1996 era stato falsificato e che non aveva mai contratto l'HIV. Di conseguenza smise di considerarsi malato, interruppe qualsiasi terapia antiretrovirale e decise di ricominciare la sua carriera agonistica, ottenendo la licenza dallo stato della Virginia Occidentale. Alla soglia dei 40 anni, Morrison tornò due volte sul ring, battendo John Castle per KO alla seconda ripresa e poi stendendo Matt Weishaar alla terza. Chiuse così la sua carriera agonistica con un record di 48 vittorie (con 42 KO), tre sconfitte e un pareggio.

Morrison morì il 1º settembre 2013 in un ospedale di Omaha, Nebraska, all'età di 44 anni. Secondo la moglie Trisha, morì a causa della sindrome di Guillain-Barré. Invece, la madre Diana Morrison, poco prima del decesso del figlio, ammise che era in fin di vita devastato dall'AIDS. Sempre nella stessa occasione raccontò che Morrison era infermo immobilizzato a letto da un anno. Il certificato di morte di Morrison riporta come immediate cause del decesso setticemia da Pseudomonas aeruginosa, che ha comportato una sindrome da disfunzione multiorgano e arresto cardiaco.Nel certificato medico è riportato l'ordine cronologico degli eventi avversi delle 24 ore precedenti l'exitus, da cui si evince che la morte è avvenuta per setticemia sostenuta da pseudomonas aeruginosa, la quale ha condotto a sindrome da disfunzione multiorgano, la cui conseguenza secondo l'ipotesi endotossica, è stata la SIRS. Quest'ultima sindrome è causata generalmente da setticemia (ma non dalla sindrome di Guillain-Barré), in particolare da sepsi sostenute da gram negativi (come pseudomonas aeruginosa), che provoca un'infiammazione sistemica incontrollata con perdita dell'omeostasi, la quale a sua volta può provocare l'arresto cardiaco. La cascata dello shock sarebbe stata dunque: Batteriemia → Infezione → SIRS → Setticemia → Shock settico → Sindrome da disfunzione multiorgano → Arresto cardiaco. Si noti per inciso che normalmente lo P. aeruginosa, pur molto virulento ed ubiquitario, è incapace di sostenere seri quadri patologici in soggetti immunocompetentiO nei soggetti non affetti da fibrosi cistica; in questa ultima tipologia di pazienti la p. aeruginosa può provocare infezioni estese, che possono causare la morte dei tessuti e il decesso per setticemia..

Morrison è stato sepolto nel Cimitero Butler Creek a Sulphur Springs, Arkansas.

Carriera nel pugilato Risultati nel pugilato RisultatoRecordAvversarioMetodoRoundDataCittàNoteVittoria48-3-1 Matt WeishaarTKO3 Vittoria47-3-1 John CastleTKO2 Vittoria46-3-1 Marcus RhodeTKO1 Sconfitta45-3-1 Lennox LewisTKO6 Vittoria45-2-1 Donovan RuddockTKO6 Vittoria44-2-1 Terry AndersonKO7 Vittoria43-2-1 Marcellus BrownKO3 Vittoria42-2-1 Ken MerrittTKO1 Ritiro41-2-1 Ross PurittySD10 Vittoria41–2 Sherman GriffinUD10 Vittoria40–2 Brian ScottKO2 Vittoria39–2 Tui ToiaKO3 Sconfitta38–2 Michael BenttTKO1 Vittoria38–1 Tim TomashekTKO4 Vittoria37–1 George ForemanUD12 Vittoria36–1 Dan MurphyTKO3 Vittoria35–1 Carl WilliamsTKO8 Vittoria34–1 Marshall TillmanKO1 Vittoria33–1 Joe HippKO9 Vittoria32–1 Art TuckerKO2 Vittoria31–1 Kimmuel OdumTKO3 Vittoria30–1 Jerry HalsteadTKO5 Vittoria29–1 Bobby QuarryTKO2 Sconfitta28–1 Ray MercerTKO5 Vittoria28–0 Ladislao MijangosTKO1 Vittoria27–0 Yuri VaulinTKO5 Vittoria26–0 Pinklon ThomasRTD1 Vittoria25–0 James TillisTKO1 Vittoria24–0 Mike AceyTKO1 Vittoria23–0 John MortonTKO5 Vittoria22–0 Charles WoolardKO2 Vittoria21–0 Ken LakustaUD6 Vittoria20–0 Lorenzo CanadyUD6 Vittoria19–0 Charles HostetterKO1 Vittoria18–0 Harry TerrellKO1 Vittoria17–0 David JacoKO1 Vittoria16–0 Rick EnisTKO1 Vittoria15–0 Jesse ShelbyTKO2 Vittoria14–0 Mike RobinsonKO2 Vittoria13–0 Aaron BrownUD10 Vittoria12–0 Steve ZouskiUD4 Vittoria11–0 Ricky NelsonTKO2 Vittoria10–0 Mike McGradyKO1 Vittoria9–0 Lorenzo BoydKO2 Vittoria8–0 Alan JamisonKO1 Vittoria7–0 Lee MooreKO2 Vittoria6–0 Traore AliTKO4 Vittoria5–0 Mike FoleyKO1 Vittoria4–0 Elvin EvansKO1 Vittoria3–0 Joe AdamsKO1 Vittoria2–0 Tony DewarKO1 Vittoria1–0 William MuhammadKO1

Filmografia Rocky V, regia di John G. Avildsen (1990)

Doppiatori italiani Vittorio De Angelis in Rocky V

Note

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