È noto per la sua rivalità con Viktor Korčnoj nella seconda metà degli anni settanta e con Garri Kasparov negli anni ottanta. Con quest'ultimo ha dato vita a ben cinque match per il campionato del mondo, per un totale di 148 partite.

Biografia

Imparò a giocare a scacchi all'età di quattro anni, grazie agli insegnamenti del padre Evgenij Stepanovič. Anatolij era ancora in tenera età quando l'intera famiglia, con la madre Nina e la sorella Clarissa, si trasferì a Mosca per permettere a Evgenij di portare a compimento il corso di studi universitario in ingegneria meccanica.

Terminati gli studi del padre, la famiglia Karpov si trasferì nuovamente negli Urali, dove Anatolij fece le sue prime frequentazioni scacchistiche nel dopolavoro della fabbrica metallurgica di Zlatoust, in cui il padre occupava un ruolo dirigenziale. Durante la sua infanzia il giovane "Tolja", come veniva chiamato in famiglia, ebbe costanti problemi di salute, dovuti soprattutto alla sua fragile costituzione; questo però non gli impedì di segnalarsi per il suo precoce talento. Karpov infatti scalò rapidamente le categorie minori, sino a raggiungere il livello di candidato maestro a neppure dodici anni. In seguito a questa prestazione, pochi mesi dopo fu ammesso nella prestigiosa scuola di scacchi dell'ex campione del mondo Michail Botvinnik, che sarà poi maestro anche di Garri Kasparov.

Gli esordi

Nel primo periodo della sua permanenza presso il grande campione del passato, Karpov non brillò: si rivelò infatti un mediocre solutore di studi e problemi scacchistici e un giocatore dallo stile non ben definito, tanto da spingere Botvinnik ad un giudizio iniziale poco lusinghiero.

Probabilmente decisivo per il giovane Anatolij fu l'incontro con le partite e gli scritti di José Raúl Capablanca. Il campione cubano degli anni venti, molto conosciuto e amato in Unione Sovietica, possedeva infatti un gioco posizionale, all'apparenza semplice ma dotato di una profonda efficacia strategica, che ben si addiceva allo stile di Karpov. Per ammissione dello stesso Karpov il Manuale degli scacchi di "Capa" fu la sua prima lettura scacchistica.

Grazie allo studio e all'applicazione, aiutato da una forte volontà, Karpov sconfessò presto il giudizio negativo di Botvinnik, maturando anche dal punto di vista agonistico e divenendo nel 1966, all'età di 15 anni, il più giovane Maestro dell'Unione Sovietica.

Qualche mese più tardi la federazione sovietica lo inviò come proprio rappresentante al torneo internazionale di Třinec in Cecoslovacchia. La federazione scacchistica sovietica, organismo potente ma burocratico, era caduta in un equivoco sulla natura della competizione, credendo che fosse una gara giovanile, e si sfiorò un piccolo incidente diplomatico quando i cechi fecero presente che si trattava invece di un torneo principale, riservato ai giocatori adulti. La cattiva impressione degli organizzatori venne acuita dal fatto che Karpov, magro, non molto alto e fisicamente gracile, dimostrava ancor meno della sua età anagrafica. Il giovane russo tolse tutti dall'imbarazzo, prendendo parte al torneo e vincendolo senza problemi..

Nei mesi successivi Karpov mieté in rapida successione tutti gli allori riservati ai propri coetanei: nel 1967 si piazzò quinto nel campionato sovietico juniores di scacchi e, qualche mese dopo, vinse il campionato europeo nella medesima categoria. Nel suo girone, il comando fu preso immediatamente dall'olandese Jan Timman, che negli anni successivi diventerà uno dei più forti giocatori in circolazione. Al quarto turno Timmann, a punteggio pieno, dovette affrontare l'assalto del giovane russo distaccato di solo mezzo punto. L'apertura fu un'inglese (1.c4) e "Tolja" si affermò in 41 mosse. Con questo successo, Karpov prese il comando della classifica chiudendo vittorioso con 5½ su 7..

Nel corso del 1968 Karpov fu preso sotto l'ala protettrice di Semën Furman, un forte Grande Maestro sovietico, che fu il suo allenatore sino alla prematura scomparsa, avvenuta nel 1978. Furman lo condusse nel 1969 al trionfo nel campionato del mondo juniores disputatosi a Stoccolma, ottenuto con il perentorio punteggio di 10 punti su 11 disponibili. Immediatamente dopo raggiunse il quarto posto nel torneo internazionale di Caracas, ottenendo contemporaneamente la qualifica di Grande Maestro, all'epoca il più giovane del mondo.

Un giovane pretendente Con l'inizio del nuovo decennio il gioco di Karpov registrò un sensibile miglioramento, e il suo punteggio Elo ne risentì positivamente, passando dai 2540 punti del 1971 ai 2660 del 1973, quando giunse secondo nel campionato assoluto dell'Unione Sovietica e fece ancor meglio nel torneo Interzonale di Leningrado, piazzandosi primo, seppure in coppia con Viktor Korčnoj. La vittoria nell'Interzonale gli spalancò le porte del ciclo di selezione dei candidati del 1974, il cui vincitore avrebbe ottenuto il diritto di sfidare il campione del mondo in carica.

Il mondo scacchistico sovietico era ancora in subbuglio a causa della pesante sconfitta subita per mano di Bobby Fischer nel 1972, e la federazione cercava a tutti i costi un campione da contrapporre al fortissimo americano. Spasskij rimaneva uno dei più forti scacchisti al mondo, ma pareva «bruciato» psicologicamente dall'incontro in cui poco tempo prima aveva perso il titolo mondiale. I vertici scacchistici sovietici inoltre gli rimproveravano il suo carattere poco volitivo, imputandogli in particolare la sua condotta rinunciataria in quella circostanza. Botvinnik, ormai anziano, si era ritirato dalle competizioni attive; anche gli altri ex campioni del mondo ancora in attività, Vasilij Smyslov e Tigran Vartani Petrosyan, erano abbastanza in là con gli anni. Michail Nechem'evič Tal' pativa frequenti problemi di salute che gli avrebbero impedito di reggere la tensione di un incontro lungo e faticoso come quello per il titolo mondiale contro il fortissimo e lunatico giocatore americano. Il più forte degli scacchisti sovietici pareva all'epoca Korčnoj, che però aveva fama di dissidente politico (pochi anni dopo infatti avrebbe abbandonato l'URSS) e i sovietici non parevano intenzionati a sostenerlo appieno.

Anche in questo caso Anatolij Evgenevič tolse la federazione scacchistica sovietica dall'imbarazzo spazzando via tutta la vecchia guardia: al primo turno Leŭ Paluhaeŭski fu liquidato con un secco 5,5 a 2,5. In semifinale Spasskij, dopo aver vinto la prima partita, fu travolto per 7 a 4. Infine Karpov affrontò il temuto Korčnoj nella finale dei candidati, e fu l'incontro più combattuto: Karpov vinse 12,5 a 11,5 e divenne a sorpresa, a soli ventiquattro anni, lo sfidante del campione del mondo in carica.

Karpov era reputato forse troppo giovane per il ruolo, ma per il resto era perfetto per incarnare la volontà di rivincita dei sovietici: Karpov era infatti all'epoca un attivo membro del PCUS e faceva parte del Comitato Centrale del Komsomol (la gioventù comunista-leninista dell'Unione Sovietica). Inoltre, fatto non trascurabile, Karpov era un russo "puro", diversamente da buona parte dei maggiori campioni sovietici prima e dopo di lui: Botvinnik e Paluhaeŭski infatti avevano origini ebraiche, Tal' era lettone (oltre che ebreo anch'egli), Petrosyan armeno.

Il «gran rifiuto» di Fischer

Karpov tuttavia non riuscì mai a sedersi con lo statunitense alla scacchiera per il forfait dell'imprevedibile campione del mondo in carica. Infatti Fischer, che non aveva più giocato dall'epoca del precedente match con Spasskij, intendeva imporre allo sfidante ed alla federazione internazionale di scacchi una serie di condizioni economiche e regolamentari che quest'ultima ritenne inaccettabili. Per rimettere in palio il suo titolo, Fischer pretendeva infatti che venissero introdotte alcune regole che, a suo dire, trovavano giustificazione in alcuni precedenti storici.

La prima condizione fu quella di una sfida senza numero massimo di partite: come nell'incontro tra Capablanca e Alechin del 1927 non si sarebbe tenuto conto delle patte. Ma, mentre Alechin dovette vincere sei partite per strappare il titolo a Capablanca, il nuovo incontro avrebbe portato la soglia a dieci vittorie. La richiesta era probabilmente fuori luogo: come avrebbero dimostrato le sfide seguenti, gli scacchi erano molto cambiati da quello storico duello. Con lo sviluppo della teoria avvenuto negli ultimi quarant'anni le patte erano divenute assai più frequenti, e giocare senza tenerne conto sarebbe risultata un'impresa assai difficoltosa. La fama e il carisma di Fischer tuttavia erano tali che il presidente della FIDE, lo stimato campione olandese del passato Max Euwe, si dichiarò pronto a modificare in tal senso le regole.

A questo punto Fischer alzò la posta e, basandosi sul precedente della sfida Lasker - Schlechter del 1910, pose come condizione che, in caso si raggiungesse una situazione di parità sul 9-9 il campione avrebbe conservato il titolo; di fatto questo significava che Karpov avrebbe dovuto vincere dieci incontri mentre a Fischer ne sarebbero bastati nove poiché lo sfidante era nella pratica obbligato a sopravanzare il campione uscente di almeno due punti, lasciando il campione in carica a massimo 8 vittorie. La federazione dichiarò assolutamente irricevibile quest'ultima richiesta: oltre a risalire agli albori del campionato del mondo, quando la FIDE non esisteva ancora, la condizione imposta da Lasker a Schlechter fece scandalo già all'epoca ed è tuttora nota come uno dei più ingiusti capestri della storia degli scacchi.

La lunga trattativa tra Fischer e Euwe non approdò dunque a nulla: la federazione mondiale decretò Fischer decaduto e Karpov nuovo campione del mondo. Karpov fu nominato campione il 3 aprile 1975 e come tale incoronato il 24 dello stesso mese nel corso di una solenne cerimonia nella sala delle Colonne., nel centro di Mosca. Un campione privato del titolo da una decisione d'ufficio ed un titolo assegnato senza muovere neppure un pedone: era la prima volta nella storia che si verificava un fatto del genere ma, come si vedrà in seguito, non sarebbe stata l'ultima.

Approfittando di questa inattesa pausa Karpov si laureò in economia politica all'università di Leningrado. Nella sua tesi, dicono le biografie, non c'è alcun riferimento agli scacchi. Dopo la laurea tornò a vivere a Mosca, dove nel 1980 si sposò ed ebbe un figlio. Nel 1982 si separò dalla prima moglie.

Il giovane russo venne sminuito dai molti critici che non credevano ad una sua vittoria nel caso che la sfida si fosse effettivamente consumata ma Karpov seppe farsi valere vincendo pochi mesi dopo la sua ascesa al trono mondiale il torneo di Milano 1975 Milano 1975, uno dei più forti mai disputati fino ad allora. In seguito Karpov seppe evidenziarsi come un fortissimo giocatore da torneo e ribadì senza mezzi termini il suo diritto alla corona mondiale.

Contro il "terribile Viktor"

Nel 1978 Karpov si trovò a difendere il titolo a Baguio nelle Filippine, il paese del futuro presidente della FIDE, Florencio Campomanes. L'avversario era ancora Viktor Korčnoj, già incontrato e sconfitto nella finale dei candidati del 1974.

I due giocatori non potevano essere più diversi: Karpov giovane e Korčnoj di vent'anni più anziano; Karpov abituato ad uno stile vicino a quello di Botvinnik e della maggior parte dei campioni russi, votato ad una manovra posizionale e razionale, Korčnoj portabandiera di un gioco aggressivo, come nello stile di Fischer e Larsen, votato all'attacco, ai sacrifici e a suo agio nelle posizioni involute. Soprattutto, come già detto, Karpov era un esponente del partito, mentre Korčnoj era un dissidente da poco fuoriuscito dall'URSS, che per rappresaglia l'aveva privato della cittadinanza.