Ranunculus (L., 1753) è un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, che comprende oltre 1600 specie (il numero è variabile secondo le varie classificazioni) originarie delle zone temperate e fredde del globo.

I ranùncoli sono fiori semplici ma eleganti provenienti dall'Asia. La conoscenza di queste piante è molto antica. I turchi chiamavano queste piante "fiori doppi di Tripoli"; mentre lo scrittore e filosofo romano Apuleio (125 – 170) le nominava come "erba scellerata" a causa della loro tossicità; i greci, più anticamente, avevano invece trovato il nome di "batrachion" (vedi paragrafo seguente). Così con queste informazioni il botanico italiano Paolo Bartolomeo Clarici (1664 – 1725) introduce la descrizione del ranuncolo in un suo scritto..

Etimologia Il nome generico (Ranunculus), passando per il latino, deriva dal greco batrachion,. e significa piccola rana (è Plinio scrittore e naturalista latino, che c'informa di questa etimologia) in quanto molte specie di questo genere prediligono le zone umide, ombrose e paludose, habitat naturale degli anfibi.

La denominazione scientifica attualmente accettata è stata proposta da Carl von Linné (1707–1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.

Descrizione

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane. Sono piante erbacee soprattutto terrestri con preferenza dei terreni palustri lievemente acidi, ma esistono anche specie acquatiche (anfibie). Il ciclo biologico è perenne (ma anche annuale). Possono raggiungere un metro di altezza. I tipi biologici prevalenti sono emicriptofite scaposae (H scap) per le perenni e terofite scapose (T scap) per le annuali, mentre quelle acquatiche sono in prevalenza idrofite radicanti (I rad). Tutte le piante sono prive di cellule oleifere.

Radici

Normalmente le radici sono secondarie da rizoma di tipo fascicolato. In alcune specie (Ranunculus bulbosus) le parti corticali (= corteccia primaria) della radice possono trasformarsi in parenchimi di riserva (contenenti granuli amilacei). In altre (Ranunculus ficaria) sono presenti dei tuberi radicali. Fusto Il fusto ha un portamento eretto o strisciante. Può essere più o meno foglioso e ramoso. Nelle specie acquatiche è sommerso e di tipo flaccido senza tessuti di sostegno. Foglie

Le foglie si dividono in basali o cauline. La lamina può essere intera o anche profondamente incisa in 3 o più lobi (di tipo palmatosetta) a sua volta ulteriormente suddivisi. I segmenti terminali possono essere lobati, lanceolati fino a strette lacinie. Quelle cauline sono disposte lungo il fusto in modo alterno, sono più ridotte e generalmente a forma di lacinie specialmente vicino all'infiorescenza. Nelle specie acquatiche le foglie sommerse sono divise in lacinie capillari, mentre le foglie emerse sono sviluppate normalmente. Infiorescenza

L'infiorescenza si compone di fiori peduncolati (raramente sessili) solitari di tipo monocasio. Il numero dei fiori varia da uno a 50. I vari peduncoli fiorali sono posizionati all'ascella delle foglie superiori. Fiore

I fiori sono ermafroditi, emiciclici e attinomorfi. I fiori sono di tipo molto arcaico anche se il perianzio. (o più esattamente il perigonio.) di questo fiore è derivato dal perianzio di tipo diploclamidato (tipico dei fiori più evoluti), formato cioè da due verticilli ben distinti e specifici: sepali e petali. Il diametro dei fiori varia (nelle specie europee) da 5 a 35 mm.

Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: K 5, C 5, A molti, G 1-molti (supero), achenio

Calice: il calice è formato da 5 sepali (alcune specie ne hanno solo tre) di colore verde-giallastro o bruno a disposizione embricata e alternata rispetto ai petali. La forma in genere è da ovata a lanceolata. In realtà i sepali sono dei tepali sepaloidi.. In alcune specie i sepali sono persistenti alla fruttificazione. La dimensione de sepali varia da 1 a 15 mm. Corolla: la corolla è composta quasi sempre da 5 petali (il numero dei petali comunque può variare da 3 fino a circa 15-20) di colore giallo o bianco (o altri colori per le specie extraeuropee); la forma è obovata o obcuneata; all'apice possono essere debolmente retusi; alla base dal lato interno è presente una fossetta nettarifera (= petali nettariferi di derivazione staminale). In effetti anche i petali della corolla non sono dei veri e propri petali: potrebbero essere definiti come elementi del perianzio a funzione vessillifera.. La dimensione de petali varia da 1 a 26 mm. Androceo: gli stami, inseriti a spirale nella parte bassa sotto l'ovario, sono in numero indefinito (fino a 100 e più) e comunque più brevi dei sepali e dei petali; la parte apicale del filamento è lievemente dilatata sulla quale sono sistemate le antere bi-logge, normalmente gialle, a deiscenza laterale. Al momento dell'apertura del fiore le antere sono ripiegate verso l'interno, ma subito dopo, tramite una torsione, le antere si proiettano verso l'esterno per scaricare così il polline lontano dal proprio gineceo evitando così l'autoimpollinazione. Il polline è tricolpato (caratteristica tipica delle Dicotiledoni). Gineceo: l'ovario è formato da diversi carpelli (in alcune specie oltre 200) liberi uniovulari di colore verde; sono inseriti a spirale sul ricettacolo; gli ovuli sono eretti e ascendenti e comunque in ogni ovaio è presente un solo ovulo. I pistilli sono apocarpici (derivati appunto dai carpelli liberi); sono disposti all'apice dei carpelli e sono colorati in genere di giallo tenue. Il ricettacolo può essere sia glabro che pubescente.

Frutti

I frutti sono degli aggregati di acheni e formano una struttura a spiga ovata o emisferica posta all'apice del peduncolo fiorale. Ogni singolo achenio, il quale contiene un solo seme, ha una forma ovata o subsferica, appiattita, compressa ai lati e con un rostro o breve becco apicale più o meno ricurvo. La superficie può essere liscia o rugosa oppure striata da solchi, glabra o pubescente fino a spinosa. In quest'ultimo caso viene favorita la dispersione zoocora dei semi. La massima dimensione degli acheni è 4,5 mm.

Riproduzione La riproduzione dei ranuncoli avviene per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi (soprattutto api) in quanto sono piante provviste di nettare (impollinazione entomogama). Sono possibili altri tipi di riproduzione; ad esempio alcune specie sono caratterizzate da alcune particolarità anatomiche e morfologiche come la possibilità di far germogliare le gemme ascellari..

Distribuzione e habitat Le specie di questo genere hanno una distribuzione mondiale e comunque zone a clima temperato; quindi, oltre al Mediterraneo e l'Europa, l'Asia centrale a nord delle grandi catene montuose, nella regione del Capo del Sudafrica, California, Florida e Cile centrale. L'habitat è il più vario: prati, zone paludose, ambienti rocciosi, aree incolte e altro ancora.

Tassonomia Il genere Ranunculus è un gruppo molto numeroso di piante comprendente oltre 1600 specie originarie delle zone temperate e fredde del globo, delle quali quasi un centinaio appartengono alla flora spontanea italiana. La famiglia delle Ranunculaceae invece comprende oltre specie distribuite su 58 generi.

Molte specie sono endemiche, altre frammentate in gruppi non sempre bene circoscritti (in tutto il mondo sono stati determinati oltre 25 gruppi di ranuncoli). Nella flora spontanea italiana sono definiti i seguenti gruppi:. Gruppo R. ficaria Gruppo R. auricomus Gruppo R. montanus Gruppo R. mellefoliatus Gruppo R. ophioglossifolius Gruppo R. nemorosus

La divisione del genere in due sottogeneri (quello terrestre e quello acquatico) non trova concordi tutti i botanici, alcuni dei quali preferiscono scindere il gruppo in due generi distinti. Anche la posizione della specie Ranunculus ficaria, all'interno del genere, è controversa probabilmente per le sue particolari caratteristiche riproduttive e anatomiche (la presenza di bulbilli all'ascella delle foglie,. o la presenza di un solo cotiledone invece dei due delle dicotiledoni.). Un'altra specie "ai margini del genere" è Ranunculus falcatus L. che ultimamente. è stata inserita nel genere Ranunculus, mentre in Pignatti. appartiene ad un altro genere: Ceratocephalus. La comprensione generale di questo genere è ostacolata anche dal fatto che tutti gli studi più recenti sono basati su flore locali e quindi le classificazioni proposte per una regione difficilmente possono essere utilizzate per altre zone poste anche in continenti diversi.

Le specie spontanee del genere Ranunculus della nostra flora sono suddivise in tre sezioni (suddivisione storica a carattere pratico in uso presso gli orticoltori organizzata in base al colore della corolla):. Xanthoranunculus: i fiori sono gialli (raramente rossi); Batrachium (DC.) A.Gray: i fiori sono bianchi; le piante in maggioranza sono sommerse; i peduncoli fruttiferi sono arcuati con acheni rugosi; Leucoranunculus Boiss: i fiori sono bianchi; sono piante terrestri con peduncoli fruttiferi diritti e acheni non rugosi.

Un'altra suddivisione, che prende in considerazione caratteristiche morfologiche ed anatomiche più consistenti, è quella che divide il genere in due sottogeneri (o subgeneri): subgenere Ranunculus, caratterizzato da piante con fusti eretti (e quindi forniti di tessuti di sostegno), peduncoli dell'infiorescenza eretti alla fruttificazione, lamina fogliare ben sviluppata e petali gialli o bianchi subgenere Batrachium: comprende soprattutto le specie acquatiche con fusti molli.

Oltre alle sezioni sopraindicate elenchiamo altre sottodivisioni del genere relative alle specie europee: Sect. Acetosellifolii Tutin Sect. Coptidium (Prantl) Tutin Sect. Crymodes (A.Gray) Tutin: il colore dei petali è rosso o bianco (quando immaturi); gli acheni sono alati. Sect. Echinella DC: i fiori sono piccoli; gli acheni sono papillosi o spinosi. Sect. Halodes (A.Gray) L.D.Benson: le piante sono stolonifere; i fiori hanno 5 petali; il becco dell'achenio è breve (0,1 – 0,2 mm). Sect. Hecatonia (Lour.) DC. : il fiori sono gialli; gli acheni sono lisci. Sect. Insulares Tutin Sect. Micranthus (Ovcz.) A.Nyár. Sect. Pallasiantha (L.D.Benson) Tutin Sect. Physophyllum Freyn Sect. Ranuncella (Spach) Freyn Sect. Ranunculastrum DC.

Qui di seguito viene proposta una possibile classificazione scientifica di questo genere:

Famiglia: Ranunculaceae, definita dal botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu (1748 – 1836) nella pubblicazione "Genera Plantarum, secundum ordines naturales disposita juxta methodum in Horto Regio Parisiensi exaratam" del 1789. Sottofamiglia: Ranunculoideae, definita dal botanico scozzese George Arnott Walker-Arnott (1799 – 1868) in una pubblicazione del 1832. Tribù: Ranunculeae, definita dal botanico e micologo svizzero Augustin Pyrame de Candolle (1778 – 1841) in una pubblicazione del 1817. Genere: Ranunculus L.

Filogenesi

Nella famiglia delle Ranunculaceae il genere di questa voce insieme ai generi Clematis, Trautvetteria (genere di piante dell'Asia e America del Nord) e Anemone formano probabilmente un clade ben definito basato su alcune sinapomorfie quali la particolare morfologia dell'achenio, la presenza del glucoside "ranunculina" e naturalmente sull'analisi di alcune sequenze del DNA di queste piante.. All'interno di questo clade altri generi affini come Ceratocephalus Pers. e Myosurus L. si sono rivelati come "clade-sorella" del genere Ranunculus (ma sempre generi distinti), mentre da quest'ultimo andrebbe escluso il gruppo Ficaria (come pure il gruppo Coptidum). Generi come Peltocalathos, Callianthemoides, Halerpestes e Beckwithia occupano posizioni intermedie.