La scuola raccontata al mio cane è un pamphlet di Paola Mastrocola pubblicato dalla casa editrice Guanda nel 2004, lo stesso anno in cui la scrittrice vinse il Premio Campiello per il romanzo di ambientazione scolastica Una barca nel bosco.
L'autrice, scegliendo come ideale destinatario il suo cane "Perry Bau", si propone di spiegare come è cambiata la scuola italiana negli ultimi anni: riforme opinabili, progetti innovativi al posto delle lezioni cattedratiche e altre situazioni illogiche per un'insegnante di italiano e latino tradizionale come lei.
Contenuto Con una trattazione tutt'altro che scientifica o saggistica, ma decisamente confidenziale e pervasa da un'ironia di fondo, l'autrice riflette sulle conseguenze delle riforme Berlinguer e Moratti a partire dalla fine degli anni Novanta. La scuola superiore, in particolare, ha visto l'imporsi di alcune tendenze, quali l'incremento della burocratizzazione a carico degli insegnanti, la diffusione di teorie pedagogiche volte a contrastare il nozionismo, il garantismo deresponsabilizzante sbilanciato dalla parte degli studenti.
Mastrocola dissente sull'obbligo di esplicitare nelle programmazioni didattiche gli "obiettivi" disciplinari, dal momento che essi sono impliciti nelle materie che si insegnano. Il principio che l'insegnante debba far "imparare a imparare" rivela anch'esso delle criticità, poiché il docente non è un generico tuttologo, ma è ben radicato in uno specifico ambito di contenuti scientifici irrinunciabili. Analogamente, si dubita della razionalità della prassi di inviare costantemente comunicazioni ai genitori, essendo i voti già di per sé degli indici perspicui circa il profitto degli studenti, i quali non sembrano più sollecitati dalle politiche scolastiche ad aumentare il proprio impegno e a guadagnarsi meritocraticamente la promozione, bensì sono fatti oggetto di un eccesso di tutela diseducativo.
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