La storia della pittura è una branca della storia dell'arte che si occupa di dipinti e, più in generale, di opere d'arte bidimensionali realizzate con tecniche legate al disegno e alla stesura di colori.
Dalla preistoria fino al mondo contemporaneo, ha rappresentato una continua tradizione tra le più diffuse e significative nell'ambito delle arti figurative, che abbraccia un po' tutte le culture e i continenti. Fino al XX secolo, in Europa e nei paesi da essa influenzati, la rappresentazione pittorica ha avuto principalmente soggetti "figurati", cioè rappresentanti caratteristiche e attività umane, tutt'al più temi religiosi, simbolici e trascendenti, mentre nel XX secolo si sono sviluppati approcci più astratti e concettuali, con la sperimentazione di nuove tecniche in ricerca di nuovi orizzonti.
Lo sviluppo della pittura orientale ha avuto un corso proprio, parallelo a quello occidentale, non senza però punti di contatto, soprattutto a partire dell'evo moderno. L'arte africana, islamica, indiana, cinese, e giapponeseJaponisme: The Japanese Influence on Western Art Since 1858 (Paperback) by Siegfried Wichmann# Publisher: Thames & Hudson; New Ed edition (19 November 1999), ISBN 0-500-28163-7, ISBN 978-0-500-28163-5 hanno avuto tutte influenze significative sull'arte occidentale e viceversa.The Meeting of Eastern and Western Art, edizione rivista ed ampliata, di Michael Sullivan, University of California Press, ISBN 978 0520059023
Variazioni stilistiche
La rappresentazione di un qualsiasi soggetto su una superficie bidimensionale pone diversi problemi all'artefice, che è obbligato a fare alcune scelte di stile, privilegiando un effetto o un altro. Si può cercare ad esempio di rendere artificiosamente un effetto tridimensionale o, all'opposto, di stilizzare una figura comprimendola nel formato a due dimensioni. Nel corso del tempo, a seconda dei luoghi, delle scuole e delle personalità artistiche, sono state privilegiate diverse componenti, che hanno portato a risultati di estrema varietà.
Tra gli elementi fondamentali dello stile di una rappresentazione c'è la linea, intesa sia come contorno delle figure, sia come elemento determinante di motivi stilizzati. Nel primo caso lo storico dell'arte Roberto Longhi parlò di linea scattante che esalta il movimento, la linea "funzionale", nel secondo di linea "floreale" (la linea degli arabeschi, del gotico, dell'arte giapponese e del Liberty).
Un altro elemento chiave è il colore, che può essere applicato scegliendo una gamma di toni piuttosto che un'altra, e privilegiando effetti soffusi o, al contrario, accesi e contrastanti. Coloristi puri sono gli artisti che creano effetti paragonabili a quelli di un tappeto, dove tutto l'accento è posto sull'accostamento di colori: tra questi alcune correnti dell'arte bizantina, gli impressionisti, i fauves, gli artisti aborigeni.
Assieme al colore entrano in gioco gli effetti di luce, che possono dare l'illusione del volume, della profondità, della distanza. L'illuminazione può essere forte e brusca, come in Caravaggio, oppure delicata e soffusa, come in Leonardo da Vinci.
Un quarto elemento può essere considerata la composizione dell'immagine, intesa sia come scelta di accostamenti, sia come criterio di disporre le figure in modo da creare un effetto di profondità.
Naturalmente queste caratteristiche vengono combinate ad ottenere gli stili più disparati: la sintesi tra volume e prospettiva degli artisti del primo Rinascimento, il colore e la forma dei veneti, l'attenzione lenticolare agli effetti luminosi dei fiamminghi.
Variazioni tecniche
La pittura ha avuto molti cambiamenti dal punto di vista della tecnica, a partire dalle pitture parietali rinvenute in Egitto, realizzate con pigmenti naturali, passando all'affresco, tecnica utilizzata per diversi secoli, in particolar modo nella pittura religiosa occidentale.
Nelle rappresentazioni orientali, invece, negli imperi delle grandi dinastie cinesi e dinastie giapponesi, si era soliti utilizzare tessuti e seta come supporti, colorati con inchiostro. Si passa poi alla tempera su legno, in epoca tardo-medioevale in Italia e in Spagna, dove si era soliti rappresentare soggetti religiosi.
Nel Quattrocento iniziò la diffusione del colore ad olio, soprattutto da parte dei pittori fiamminghi, in particolare da Jan van Eyck, considerato l'iniziatore di questa tecnica. Nel corso di diversi secoli la tecnica dell'olio rimase, ma rappresentata su diversi supporti, come legno, carta, masonite e télé; permase fino al XXI secolo, durante il quale comparvero i primi prodotti industriali, come i colori acrilici, caratterizzati da tonalità più accese.
I colori si ottengono inizialmente macinando le terre, sono presenti le ocre gialle e rosse, nei secoli si aggiungono alla tavolozza nuovi pigmenti, questo dipende dalla reperibilità della materia prima. Il blu ad esempio era raro e quindi costosissimo in Italia: si otteneva pertanto dalla triturazione del lapislazzulo.
Gli impasti per ottenere i colori si arricchiscono e anche l'imprimitura del supporto contribuisce alla resistenza dell'opera e alla luminosità. Le imprimiture delle tavole servono a rendere l'assorbimento dei colori più omogeneo e a fissarsi meglio. Le vernici finali, ottenute da resine proteggono il lavoro e saturano i colori rendendoli più “carichi“.
Cambia il modo di inserire le figure nello spazio ad esempio con la nascita della prospettiva con punto di fuga all'infinito.
Variazioni concettuali
Cambia la funzione dell'arte, da celebrativa e simbolica può essere un modo di descrivere la realtà in modo naturalistico, fino a divenire un'interpretazione della realtà libera dall'imitazione della realtà, come per l'arte astratta.
Molte delle regole che si creano vengono stravolte con l'arte concettuale quando la pittura non è più imitazione della Natura, ma ne diventa l'interpretazione.
I trattati di pittura Ci sono diversi trattati di pittura nella storia dalla Naturalis Historiae di Plinio arrivato a noi attraverso Vitruvio a quello di Leonardo da Vinci al Manuale di Gino Pivaautore di diversi manuali di pittura e restauro tra cui "manuale pratico di tecnica pittorica". Cennino Cennini scrive nel Trecento un vero e proprio manuale in cui descrive i modi per preparare la carta e gli strumenti fino alle tecniche di rappresentazione dei soggetti. Alla base di una buona rappresentazione c'è il disegno, la progettazione del dipinto comincia dalle bozze e dagli studi. Per poter dipingere bisogna prima saper disegnare.
Un altro trattato importante è quello di Leonardo da Vinci dove sono riportate moltissime annotazioni sullo studio della percezione della realtà e la sua rappresentazione, ad esempio come un soggetto in lontananza appaia più chiaro e soffuso rispetto ad uno in primo piano (si tratta della cosiddetta prospettiva aerea). Descrive la preparazione della tavola e la stesura del colore, i procedimenti per imitare la natura, dipingere paesaggi e soggetti. Molto importanti sono anche le annotazioni riguardanti il ritratto, come l'espressione risultante da uno stato d'animo influisce sui muscoli del viso. Descrive dettagliatamente anche le differenze anatomiche dei soggetti a seconda della loro età e del loro sesso.
Uno dei trattati più importanti sull'argomento, purtroppo misconosciuto per motivi da ascrivere al ventennio fascista, è il libro (quasi un breviario) di Leone Augusto Rosa: "La Tecnica Della Pittura Dai Tempi Preistorici ad oggi". E possibile trovarlo nelle principali biblioteche nazionali. Si tratta di un vero e proprio trattato suddiviso in due parti, analitica la prima descrittiva la seconda con un'incredibile quantità di notizie e di ricette preziose, altrove introvabili. Un manuale scientifico, basilare per chi vuole apprendere da una condizione di esperienza sperimentale tutto lo scibile sulle tecniche antiche e moderne, svelate, senza misteri di ricette segrete. Una pietra miliare della scienza delle tecniche pittoriche che anticipa le più accurate e sofisticate indagini odierne.
Storia Si possono così suddividere i periodi storici della storia dell'arte e le fondamentali correnti artistiche:
Pittura preistorica
Erodoto raccontava come la pittura fosse nata come disegno che ricalcava un'ombra su una parete, fatta da una ragazza per fissare le fattezze del suo uomo in partenza per la guerra. In questa leggenda si possono già cogliere alcune delle caratteristiche base della pittura: il suo basarsi su un segno, la finalità di fissare l'aspetto delle cose, e la sua relativa semplicità, rispetto ad altre possibili forme artistiche.
Le testimonianze più antiche di pittura, legate all'arte rupestre preistorica, mostrano scene di caccia con esili figurette tracciate tramite sfregamento di una pietra o di un tizzone su una parete rocciosa, a cui poi si aggiunsero i colori impiegando varie terre colorate e/o pigmenti di origine per lo più vegetale. La rappresentazione di persone e animali segue delle regole intuitive, basate sulla sovrapposizione e il collocamento a varie livelli dei soggetti, in modo da dare idea di un'azione sviluppata nel tempo e nello spazio, in maniera non molto diversa da quello che fanno i bambini disegnando.
I ritrovamenti nelle grotte di Lascaux risalgono al 15000 a.C.; le figure umane erano stilizzate, filiformi, mentre gli animali erano voluminosi, anche perché queste immagini erano legate a scopi propiziatori per la caccia, con significato magico-religioso, auspicavano abbondanza. Nella grotta del Pech-Merle, nel dipartimento del Lot, in Francia, si vedono impronte di mani ottenute soffiando il colore e lasciando una silhouette neutra in una macchia di colore.
Pittura precolombiana La pittura precolombiana non si sviluppò tanto quanto l'architettura e la scultura, ma ci sono molti resti archeologici di pittura murale, specialmente in Messico: a Teotihuacán, le pareti degli edifici erano coperte da uno strato di stucco dipinto con scene narrative o motivi decorativi; nei templi maya di Bonampak e Chichen Itza, sono stati decorati con affreschi in stile realistico che raccontano eventi storici, in Cacaxtla, murales che rappresentano divinità, sacerdoti e guerrieri sono stati recentemente scoperti. I murali sono stati trovati anche in Sud America, generalmente con disegni geometrici, come in Tierradentro (Colombia), o tema mitologico, come in Panamarca (Perù).
Dobbiamo anche menzionare la straordinaria capacità di molti popoli (Maya, Mixteco e Azteca) per la scrittura pittografica, specialmente nei codici illustrati, che era solito avere figure e simboli di un disegno attento e intensità cromatica, narrare fatti storici o mitologici, come il Codex Nuttall (British Museum). Altri campioni di pittura precolombiana si trovano nella decorazione ceramica, in particolare le navi Maya, la cultura peruviana Moche e Nazca.
Pittura orientale La pittura cinese è una delle più antiche tradizioni artistiche continuative in tutto il mondo. I primi dipinti non erano rappresentativi, ma ornamentali, e consistevano in simboli o disegni, piuttosto che immagini. Inizialmente, la ceramica era dipinta con spirali, linee, punti o animali. Fu solo durante il periodo dei regni combattenti (403-221 a.C.) che gli artisti iniziarono a rappresentare il mondo che li circondava.
La pittura giapponese comprende una grande varietà di generi e stili, come una lunga storia di sintesi tra l'estetica dei nativi giapponese e l'adattamento alle correnti importate.
La storia della pittura coreana datata al circa 108 d.C., quando appare per la prima volta come una forma indipendente. Tra quel tempo e le pitture e gli affreschi che compaiono sulle tombe della dinastia Goryeo non c'è stato molto sviluppo, tanto che fino alla dinastia Joseon l'influenza primaria era ancora la pittura cinese, anche se raffigurante paesaggi coreani, temi buddisti e sulla osservazione celeste, in linea, questi ultimi, con il rapido sviluppo di astronomia coreana.