Il FAI - Fondo per l'Ambiente italiano ETS è una fondazione italiana senza scopo di lucro che opera grazie al sostegno di privati cittadini, aziende e istituzioni per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, nello spirito dell’articolo 118 della Costituzione Italiana. Fondato nel 1975 su modello del National Trust britannico e affiliato a INTO – International National Trusts Organisation, il FAI tutela il patrimonio collettivo, salvando, restaurando, aprendo al pubblico e valorizzando monumenti e luoghi di natura italiani, che riceve in donazione o in concessione.

Il FAI, inoltre, vigila sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali in conformità all’articolo 9 della Costituzione.

Storia Le origini Il 28 aprile 1975 Giulia Maria Crespi, insieme a Renato Bazzoni,Gli scritti sul patrimonio artistico e naturalistico italiano di Renato Bazzoni sono stati pubblicati a cura di Antonella Cicalò Danioni, Tutta questa bellezza, Milano, Rizzoli, 2014. Alberto Predieri e Franco Russoli firmò l’atto costitutivo del FAI, con l’intento di agire concretamente per la tutela e la valorizzazione del patrimonio italiano storico, artistico e naturalistico, dopo l’invito di Elena Croce – figlia del filosofo Benedetto Croce – a impegnarsi per creare in Italia una fondazione sul modello del National Trust britannico.

Le prime donazioni (1975 - 1977) La prima donazione arriva nel 1977 dall'avvocato Piero di Blasi che lascia al FAI un terreno di oltre a Cala Junco, sull'isola di Panarea, per scongiurare un piano di lottizzazione che avrebbe irrimediabilmente deturpato il paesaggio.

Sempre in quell'anno Emanuela Castelbarco, nipote di Arturo Toscanini, dona al FAI il Castello di Avio (Sabbionara d'Avio, TN) che, dopo due anni di restauri, nel 1979 viene aperto regolarmente al pubblico.

Al 1977 risale anche l'avvio del cantiere di restauro del Monastero di Torba, a Gornate Olona (VA), acquistato da Giulia Maria Crespi allo scopo di donarlo al FAI e salvarlo dal degrado.

Gli anni 1980 e 1990

Nel 1981 la famiglia De Grossi dona il Promontorio e la Torre di Punta Pagana a San Michele di Pagana, frazione di Rapallo (GE); sempre in ambito ligure, nel 1983 il FAI riceve in donazione dalla famiglia Doria Pamphili il borgo di San Fruttuoso a Camogli (GE) e trentadue ettari di macchia mediterranea, insieme all'annessa abbazia benedettina dell’XI secolo che, cinque anni dopo, viene inaugurata al termine di un primo importante intervento di restauro.

Nel 1985 è la volta del Castello della Manta (CN), donato al FAI da Elisabetta de Rege Thesauro Provana del Sabbione. Due anni dopo, la Fondazione acquisisce dall’Italsider la Baia di Ieranto (NA), primo grande bene naturalistico, oggi incluso nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Sempre nel 1987, la famiglia Carbone lascia al FAI l’omonima casa a Lavagna (GE) mentre, tra l’88 e l’89, il patrimonio della Fondazione si amplia attraverso l’acquisizione del Castello di Masino (TO), grazie a una donazione FIAT, Cassa di Risparmio di Torino e Maglificio-calzificio torinese; di Villa del Balbianello sul Lago di Como, lasciata al FAI da Guido Monzino; di Villa Della Porta Bozzolo (VA), donata dagli eredi Bozzolo, e della Torre di Velate (VA), grazie alla donazione di Leopoldo Zambeletti.Negli anni 1990 seguono altre acquisizioni: Castel Grumello in provincia di Sondrio (Donazione Fedital); la minuscola barbieria dagli interni decò a Genova (acquisita dagli eredi Giacalone grazie a sottoscrizione pubblica); un'edicola ottocentesca per giornali a Mantova (acquisita dalla famiglia Gandolfi grazie a sottoscrizione pubblica); il Maso Fratton-Valaia ai confini del Parco naturale provinciale dell'Adamello-Brenta (acquisito dai fratelli Endrizzi grazie a una donazione Bayer Italia) e il Teatrino di Vetriano a Pescaglia in provincia di Lucca (donazione di Anna Biagioni e concessione del Comune di Pescaglia).

Nel 1993, con il sostegno delle sue delegazioni di volontari, il FAI lanciò la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera aprendo 90 luoghi solitamente inaccessibili in tutta Italia, con un'affluenza di 70mila visitatori. Da allora l'evento divenne un appuntamento annuale, dal 2012 affiancato dall’edizione autunnale Giornate FAI d’Autunno che, nella prima edizione rese accessibili 70 luoghi visitati da 25mila persone.

Nel 1999 arriva il primo grande bene in concessione: il giardino della Kolymbethra, autentico gioiello archeologico e agricolo ai piedi della Valle dei Templi di Agrigento, viene affidato per 25 anni al FAI dalla Regione Sicilia allo scopo di recuperarlo dopo decenni di abbandono. Anni 2000

L’anno successivo, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, apre al pubblico Villa Panza a Varese, donata nel 1996 da Giuseppe Panza di Biumo, insieme alla sua collezione di arte contemporanea americana nota in tutto il mondo. Due anni più tardi, l’Agenzia del demanio affida in concessione al FAI Villa Gregoriana a Tivoli (RM), mentre nel 2003 la Regione Sardegna gli affida la Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego, vicino a Palau (SS). L’anno successivo la Fondazione acquisisce Casa Noha a Matera grazie alla donazione delle famiglie Fodale e Latorre.

Nel 2003, in collaborazione con un Intesa Sanpaolo, il FAI lancia “I Luoghi del Cuore”, una campagna nazionale di sensibilizzazione sul valore del patrimonio culturale italiano che prevede un censimento biennale aperto a tutti i cittadini, alternato a una selezione di progetti da sostenere tra quelli rivolti ai luoghi che hanno raggiunto un numero minimo di voti.

Nel 2005 Lydia Campatelli dona la Torre e la Casa omonimi a San Gimignano, mentre il Mulino “Maurizio Gervasoni” a Baresi, in Provincia di Bergamo, segnalato durante il primo censimento nazionale "I Luoghi del Cuore" nel 2003, entra nel patrimonio della Fondazione attraverso l’acquisto dalla famiglia Gervasoni, reso possibile grazie a una donazione di Intesa Sanpaolo. Nello stesso anno, Maria Teresa Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese lasciano al FAI Villa dei Vescovi in provincia di Padova, in memoria di Vittorio Olcese.

Nel 2008, dopo tre anni di restauro, apre nel centro di Milano Villa Necchi Campiglio, mirabile esempio di architettura residenziale degli anni 1930 su progetto di Piero Portaluppi, lasciata al FAI da Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi nel 2001.

Sempre nel 2008, l’azienda vinicola siciliana Donnafugata dona alla Fondazione un giardino tipico dell'Isola di Pantelleria; poi, grazie a una donazione Intesa Sanpaolo, il Bosco di San Francesco ad Assisi (PG) entra a far parte dei beni istituzionali del FAI, che lo inaugura tre anni dopo insieme all’opera di land art “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto.

Nel 2009 Giuseppe Roi lascia Villa Fogazzaro di Oria Valsolda (CO) alla Fondazione che, nello stesso anno, acquisisce dall’Immobiliare Fiascherino Podere Lovara a Punta Mesco, tra Levanto e Monterosso (SP).

Anni 2010 Seguono nel 2010 la Torre del Soccorso detta “del Barbarossa” a Tremezzina (CO), entrata nel patrimonio della Fondazione grazie al legato testamentario di Rita Emanuela Bernasconi e, nel 2011, un’antica pensilina del tram a Varese donata dalla famiglia Festi Mainone; l’Alpe Pedroria e Madrera in provincia di Sondrio, lasciate da Stefano Tirinzoni; la collezione di dipinti otto e novecenteschi conservati a Villa Flecchia a Magnano (BL), entrambe donate al FAI da Piero e Franca Enrico; la casa-barca firmata BBPR “Velarca”, donata da Aldo e Maria Luisa Norsa e il Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia, in concessione da Assicurazioni Generali.

La Provincia di Lecce nel 2012 dà in concessione al FAI l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate. Nel 2015 la Fondazione riceve in donazione dai fratelli Bruno e Liliana Collavo il Monte Fontana Secca sul Massiccio del Grappa e, in eredità da Marialuisa Macchi, l’omonima casa a Morazzone (VA). Del 2015 è anche la concessione da parte del Comune di Milano della Palazzina Appiani all’Arena Civica del Parco Sempione.

L’anno successivo, il Parco Nazionale della Sila affida al FAI la gestione della riserva naturale dei Giganti della Sila (CS), cui seguono nel 2017 le Saline Conti Vecchi a Cagliari (allora affidate in concessione alla Ing. Luigi Conti Vecchi – Eni Rewind, Eni – e valorizzate dal FAI) e l’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), affidato in concessione dal Comune di Recanati, dal Centro Nazionale Studi Leopardiani e dal Centro Mondiale della Poesia e della Cultura "Giacomo Leopardi", inaugurato nel 2019 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Altre recenti acquisizioni riguardano Casa Bortoli a Palazzo Contarini a Venezia (2017), lasciata in eredità al FAI da Sergio e Carla Bortoli; la Cappella del Simonino a Trento (2018), grazie al lascito testamentario di Marina Larcher Fogazzaro e Palazzo Moroni a Bergamo (2019), con la collaborazione della Fondazione Museo di Palazzo Moroni.

Anni 2020 Il lascito testamentario di Maria Adele “Pupa” Carnevale Miniati consente alla Fondazione di acquisire Villa Rezzola a Lerici (SP) nel 2020, anno in cui Filippo Perego di Cremnago dona al FAI la sua cascina ottocentesca insieme a una tenuta di 40 ettari in Lomellina (PV).

Nel 2021 la Fondazione riceve il Bosco “Carmela Cortini” di Valzo di Valle Castellana (TE) alla cui memoria il marito Franco Pedrotti intitola la donazione.

Nel 2022 apre al pubblico Casa e Collezione Laura a Ospedaletti (IM), donata al FAI nel 2001 da Luigi Anton e Nera Laura, e il Memoriale Brion a San Vito di Altivole (TV) – capolavoro dell’architettura del Novecento firmato da Carlo Scarpa e a lui commissionato da Onorina Brion in memoria del marito Giuseppe – viene donato alla fondazione dai figli Ennio e Donatella.

Nel 2023 la Fondazione acquisisce il convento e la chiesa di San Bernardino a Ivrea, con il ciclo di affreschi “Vita e passione di Cristo” del pittore Giovanni Martino Spanzotti (1455-1528), grazie alla donazione di Tim s.p.a., e l’annessa Casa Olivetti, donata dagli eredi di Adriano Olivetti. Nello stesso anno, i fratelli Filippo, Laura ed Edoardo Grandi donano al FAI Casa Livio e Collezione Grandi a Milano.

Dopo un lungo restauro iniziato nel 2013, a settembre 2024 viene inaugurata la Velarca, una casa-barca progettata dal gruppo BBPR per i coniugi Fiammetta ed Emilio Norsa nel 1959, e donata al FAI dal figlio Aldo. A luglio dello stesso anno viene riaperta l'Aula del Simonino, una piccola cappella nel Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro di Trento, che era stata lasciata in eredità al FAI nel 2018 da Marina Larcher Fogazzaro.

Nel 2025, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione, il FAI amplia la rete dei Beni visitabili con cinque nuove aperture al pubblico: Podere Lovara a Punta Mesco (SP), che grazie a un accordo con il Parco delle Cinque Terre e il Comune di Levanto diventa un presidio di educazione ambientale; il Giardino di Villa Rezzola a Lerici (SP), uno dei più importanti giardini inglesi del Levante ligure affacciato sul Golfo dei Poeti; nuovi spazi del seicentesco Casino Mollo nel Parco Nazionale della Sila, a pochi passi dalla riserva naturalistica I Giganti della Sila (CS); la malga sul Monte Fontana Secca sul Massiccio del Grappa (BL) e le Case Montana al Giardino della Kolymbethra, antichi edifici rurali che raccontano la civiltà che ha plasmato il paesaggio della Valle dei Templi di Agrigento.

Altri beni istituzionali del FAI Rientrano infine tra i beni istituzionali della Fondazione:

le Aree boschive sul Monte di Portofino (GE) rispettivamente donate da eredi Casana in memoria di Renato Casana nel 1977, Carla Salvucci nel 1981, Benito Brignola nel 1986, Ida Marta Oliva nel 2001, famiglia Falconi nel 2015, famiglia Capurro nel 2016; l’Area costiera sull'Isola di Capraia (LI) donata da Ignazio Vigoni Medici di Marignano nel 1978; l’Area costiera a San Giovanni a Piro (SA) donata da Fiamma Petrilli Pintacuda nel 1984;