Soprannominato Gattone, alle Olimpiadi di Seul del 1988 ha vinto la medaglia d'oro in singolare e quella di bronzo in doppio, difendendo i colori della Cecoslovacchia, e ha disputato due finali del Grande Slam. Ha raggiunto il 4º posto nel ranking ATP sia in singolare, nel febbraio del 1988, che in doppio, nel marzo 1988.

Vanta inoltre altri 10 titoli in singolare e 9 in doppio nel circuito maggiore, nonché la World Team Cup vinta con la Cecoslovacchia nel 1987. Il titolo più prestigioso in doppio è quello vinto in coppia con Tomáš Šmíd alle finali Masters del 1987. Nel 2020 è stato inserito dalla ESPN nella lista degli otto migliori giocatori che non hanno mai vinto un torneo del Grande Slam. Si è ritirato a soli 26 anni per problemi alla schiena. Dopo il ritiro è stato allenatore della squadra slovacca di Coppa Davis dal 1994 al 2017.

Biografia Impara a giocare tra i 6 e i 7 anni dal padre, che era tennista di un club locale. Mečíř era conosciuto dagli appassionati di tutto il mondo con il soprannome italiano “gattone” per i movimenti felpati, l'imprevedibilità e l’atteggiamento indolente che aveva in campo. Un altro soprannome era "Swede killer", ammazza svedesi, per la regolarità con cui sconfiggeva gli svedesi, molti dei quali erano in quel periodo tra i migliori tennisti del mondo; l'unica eccezione era Stefan Edberg, che ha vinto 10 dei 15 incontri disputati con Mečíř. Spirito libero e introverso, giocava senza coach e alle riunioni mondane preferiva la pesca, sua grande passione. Sposato con Petra, anche il figlio Miloslav junior, nato nel gennaio 1988, ha intrapreso la carriera di tennista professionista.

Caratteristiche tecniche

Apparentemente lento nei movimenti, sorprendeva gli avversari colpendo la palla con largo anticipo e con un'andatura leggera che gli consentiva di arrivare sulla palla dando l'impressione di non essersi mosso (per questo Gianni Clerici lo ribattezzò "gattone" Mečíř). Giocatore destrimano, colpiva di rovescio a due mani con grande precisione, generalmente di piatto e con una grande rotazione del torso. Aveva un ottimo senso tattico e sapeva sfruttare i punti deboli dell'avversario. Era particolarmente bravo nei colpi incrociati, trovando angoli che pochi altri riuscivano a trovare. Per evitare i suoi insidiosi colpi incrociati, Lendl vinse contro di lui due finali dello Slam giocando soprattutto potenti palle vicino alla linea di mezzeria a fondo campo. Era particolarmente incisivo quando veniva attaccato e trovava difficoltà con tennisti come Lendl che giocavano con aggressività e potenza da fondo campo. Non era un giocatore d'attacco ma era efficace nel gioco a rete e le volée con cui chiudeva il punto sono state definite "superbe". Nonostante fosse molto alto, si muoveva con disinvoltura ed eleganza. Giocava bene su tutte le superfici e sapeva uscire con fluidità da situazioni critiche.

Imponeva un gioco non potente ma fantasioso e imprevedibile, variando spesso i colpi, per poi trovare il punto con improvvisi fendenti, soprattutto di rovescio. Tra i suoi colpi più sorprendenti vi era la demivolée passante di rovescio da fondo campo. A partire dal 1989 il suo rendimento è calato a causa del mal di schiena che l'ha costretto al ritiro l'anno successivo. È stato uno degli ultimi tennisti del circuito a giocare con una racchetta di legno, e in particolare è stato l'ultimo a vincere un torneo; nell'ultimo titolo conquistato in carriera, al torneo di Indian Wells del 1989, utilizza una Snauwaert di legno rivestito in grafite.

Carriera da tennista 1982-1983: prima finale Grand Prix, debutto in Coppa Davis e top 100 Debutta tra i professionisti nell'ottobre 1982 raggiungendo i quarti di finale nel Challenger di Porto. Dopo questo isolato torneo, inizia a giocare con maggiore frequenza nel circuito internazionale nel 1983, anno in cui si laurea campione cecoslovacco; Torna nei quarti in luglio al Neu Ulm Challenger e perde in due set contro il vincitore del torneo Tomáš Šmíd. Nel settembre 1983 debutta nel circuito maggiore nel torneo ATP di Bordeaux e raggiunge subito la semifinale sconfiggendo tra gli altri il coetaneo Martín Jaite; viene eliminato perdendo 6-8 il set decisivo da Pablo Arraya che vincerà il titolo. La settimana successiva esordisce nella squadra cecoslovacca di Coppa Davis nella sfida dei playoff contro l'Unione Sovietica e vince il primo singolare in 5 set contro Andrej Česnokov dopo essere stato sotto di due set. Perde l'incontro contro Aleksandr Michajlovič Zverev sul risultato di 4-0 in favore dei cecoslovacchi. In ottobre partecipa al prestigioso torneo Godó e al secondo turno elimina il veterano Manuel Orantes prima di cedere in due set a Anders Järryd. A fine torneo fa il suo ingresso nella top 100 del ranking ATP. In novembre disputa il suo primo torneo dello Slam all'Australian Open ed esce al primo turno. Nell'ultimo torneo stagionale gioca la sua prima finale Grand Prix sull'erba di Adelaide e viene sconfitto in rimonta da Mike Bauer con il punteggio di 6-3, 4-6, 1-6.

1984: 2 finali Grand Prix e 38º nel ranking Salta i primi tornei del 1984 e rientra a fine febbraio a Madrid, uscendo al secondo turno per mano della testa di serie nº 8 Vitas Gerulaitis. Al successivo torneo di Metz raggiunge la semifinale e perde in due set dal vincitore del titolo Ramesh Krishnan, risultato che gli permette per la prima volta l'accesso nella top 50. Torna nel circuito due mesi dopo per affrontare la stagione sulla terra rossa che si rivela deludente con tre eliminazioni al primo turno, in particolare al suo esordio al Roland Garros con la sconfitta al quinto set subita da Juan Aguilera, dopo essere stato avanti 2 set a 0. A Wimbledon vince il suo primo incontro in una prova dello Slam ma non va oltre il secondo turno. La trasferta estiva negli Stati Uniti si conclude con 3 sconfitte su 4 incontri. Disputa la sua seconda finale del Grand Prix in settembre a Palermo; al secondo turno concede solo 4 giochi alla testa di serie nº 1 Henrik Sundström e nell'atto conclusivo ne raccoglie solo 3 contro il padrone di casa Francesco Cancellotti. Tra i migliori risultati nei tornei disputati in autunno vi sono i quarti di finale a Bordeaux e a Barcellona e la finale di Colonia, nella quale viene battuto 6-7, 2-6 da Joakim Nyström dopo aver eliminato Stefan Edberg e Tim Wilkison. Esce al primo incontro disputato all'Australian Open e negli altri tornei australiani di fine anno si mette in luce solo ad Adelaide, raggiungendo i quarti di finale. Nel ranking di fine anno è al 50º posto, dopo essere stato al 38º in ottobre.

1985: primi 2 titoli Grand Prix e top 10 Disputa il primo torneo del 1985 a Filadelfia, al secondo turno supera per la prima volta il nº 11 ATP Nystrom, che l'aveva battuto nei due precedenti incontri. Negli ottavi si prende la rivincita anche su Krishnan e in semifinale ottiene la vittoria più significativa contro il nº 2 del mondo Jimmy Connors, battuto per 5-7, 6-4, 6-3. In finale si arrende al nº 1 John McEnroe con il punteggio di 3-6, 6-7, 1-6 e a fine torneo entra nella top 30 del ranking. In marzo risulta decisivo nella sfida di Coppa Davis vinta dalla Cecoslovacchia per 3-2 a Tbilisi sull'Unione Sovietica imponendosi in entrambi i singolari. A fine mese vince il suo primo titolo Grand Prix in carriera a Rotterdam, dopo aver perso le prime tre finali fino ad allora disputate. Al primo turno perde l'unico set di tutto il torneo contro Paul McNamee, al secondo elimina il nº 6 del mondo Anders Järryd, nei quarti l'emergente Boris Becker e in semifinale ha di nuovo la meglio su Nystrom; in finale concede solo 3 giochi a Jakob Hlasek. Sei settimane dopo si ripete ad Amburgo, dominando il torneo senza perdere alcun set; negli ultimi tre incontri supera i quotati svedesi Joakim Nyström (nº 10 del mondo), Mats Wilander (nº 4), e in finale il nº 14 Henrik Sundström con il punteggio di 6-4, 6-1, 6-4. Piega di nuovo Wilander in semifinale agli Internazionali d'Italia e in finale si inchina a Yannick Noah, che si impone in 4 set.

Perde il primo incontro nella World Team Cup contro Thierry Tulasne ma la Cecoslovacchia si qualifica per la finale anche grazie a i suoi successi contro Jarryd e Vijay Amritraj. Nella sfida con gli Stati Uniti decisiva per l'assegnazione del titolo, Mečíř viene sconfitto da Connors e gli americani vincono la coppa affermandosi per 2 incontri a 1. Il terzo turno raggiunto al Roland Garros gli è sufficiente per arrivare al 10º posto del ranking. A Wimbledon si presenta con la testa di serie nº 12 e al primo turno viene eliminato a sorpresa dal nº 99 ATP Tom Gullikson. Nella trasferta estiva in America arriva ai quarti solo a Indianapolis e viene sconfitto dalla rivelazione dell'anno Boris Becker, reduce dal trionfo a Wimbledon. Si ferma al secondo turno agli US Open, ma contribuisce con due vittorie al passaggio in semifinale di Coppa Davis della Cecoslovacchia, che in agosto supera 5-0 l'Ecuador a Guayaquil. Nella semifinale contro la Germania di Becker in ottobre, Mečíř perde entrambi i singolari e i tedeschi si impongono per 5-0. Chiude la stagione in anticipo a fine ottobre e si sottopone a due interventi chirurgici al ginocchio sinistro che lo tengono lontano dai campi per alcuni mesi. A fine anno è al 9º posto nella classifica mondiale, nuovo best ranking.

1986: 3 titoli Grand Prix, finale agli US Open e nº 6 del ranking Torna a giocare in marzo in occasione della sfida di Coppa Davis a Calcutta contro l'India, vince i suoi due singolari e la Cecoslovacchia elimina gli indiani per 4-1. La settimana dopo raggiunge le semifinali a Milano e viene eliminato dal ceco nº 1 del mondo Ivan Lendl. Nei quarti del successivo torneo di Bruxelles sconfigge il nº 9 ATP Anders Järryd e viene battuto in semifinale dal nº 109 Broderick Dyke. Alle WCT Finals di Dallas esce al primo turno. Non ripete i buoni risultati della primavera precedente sulla terra battuta, raggiunge i quarti solo a Monaco di Baviera mentre al Roland Garros viene sconfitto in 5 set da Martín Jaite al secondo turno. Alla World Team Cup perde il suo primo incontro in carriera contro Wilander e la Svezia si qualifica per la finale. Recupera buona parte delle posizioni perdute nel ranking a Wimbledon; dopo aver eliminato Stefan Edberg e Brad Gilbert si arrende in tre set nei quarti a Boris Becker, che a soli 18 anni si riconfermerà campione dello Slam londinese. La settimana dopo Mečíř si impone sia nei due singolari che in doppio nella sfida valida per i quarti di Davis vinta 5-0 con la Jugoslavia. Termina positivamente la stagione sulla terra battuta con le semifinali a Båstad, i quarti di finale a Hilversum e soprattutto con il titolo vinto a Kitzbühel, dove supera in finale in 5 set il nº 11 ATP Andres Gomez. A Hilversum si aggiudica anche il primo titolo in doppio in carriera, in coppia con Tomáš Šmíd sconfigge in finale per 6-4, 6-2 i padroni di casa Tom Nijssen / Johan Vekemans.