La Scienza della logica è un'opera di Hegel, pubblicata tra il 1812 e il 1816, a cui seguirà una seconda edizione della prima parte pubblicata postuma nel 1831La traduzione italiana di A.Moni-C.Cesa per Laterza riporta il testo della seconda edizione per la prima parte (Dottrina dell'essere). Il testo della prima edizione (1812), invece, è disponibile in traduzione italiana come: Scienza della logica. Libro primo. L’essere (1812), a cura di P. Giuspoli, G. Castegnaro e P. Livieri, Verifiche, Trento 2009.. L'opera costituisce la prima parte di un progetto sistematico che prevede una Filosofia della natura e una Filosofia dello spirito come seconda e terza parte; di queste ultime due parti Hegel fornirà una trattazione soltanto nelle tre edizioni dellEnciclopedia del 1817, 1827 e 1830, senza pubblicarle mai come opere sistematiche a parte, come fece, invece, per la Scienza della logica.Bisogna però anche dire che Hegel pubblicò nel 1820 i Lineamenti di filosofia del diritto, che costituiscono la trattazione estesa dello spirito oggettivo (che fa parte della Filosofia dello Spirito) presente nella Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio.

La Scienza della logica ha come oggetto il pensiero puro, essa è "la scienza dellidea pura, dell'idea nell'elemento astratto del pensiero" (Enc. 1830, § 19).

L'opera è divisa in due volumi, contenenti nel complesso tre libri: Volume I. Logica oggettiva: Libro I: Dottrina dell'essere. Libro II: Dottrina dell'essenza. Volume II. Logica soggettiva: Libro III: Dottrina del concetto Nella Dottrina dell'essere vengono trattate le categorie della qualità, quantità e misura;

nella Dottrina dell'essenza le categorie relazionali (causa-effetto, azione reciproca etc.) e modali (necessità, possibilità etc.);

nella Dottrina del concetto, invece, troviamo (1) una trattazione della logica tradizionale (concetto, giudizio e sillogismo), (2) una trattazione delle categorie dell'oggettività (meccanicismo, chimismo, teleologia esterna), e infine (3) la trattazione delle categorie di vita (teleologia interna), conoscere e idea assoluta (ovvero del metodo).

La posizione della Logica nel sistema Tutta la filosofia secondo Hegel ha come proprio oggetto il "pensiero" inteso nel senso di pensiero oggettivo (dunque non come prodotto e attività cognitiva di un soggetto umano). Pensiero nel senso di razionalità immanente al reale, come si ricava dalla nota formulazione hegeliana secondo cui "ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale"G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (Prefazione), Laterza, Bari, 1954, pag.15. La massima va interpretata in un duplice senso: (1) che l'elemento razionale non è un prodotto esclusivamente soggettivo, cognitivo, che appartiene a un soggetto umano, ma è qualcosa che costituisce la struttura interna di tutte le cose naturali, e di ogni realtà in generale. È pensiero vero, razionale tutto ciò che trova corrispondenza, conferma nella realtà; (2) che ciò che è reale non è un che di estraneo e refrattario al pensiero ma, al contrario, è qualcosa di internamente articolato da una forza attiva che è il pensiero stessocfr. P. Giuspoli, L. Illetterati, G. Mendola, Hegel, Carocci, Roma 2010, pp. 113 ss.. Tutto ciò che esiste, esiste realmente solo se il pensiero lo può pensare razionalmente.

Nello specifico la Logica — che costituisce la prima parte della filosofia (seguita dalla Filosofia della natura e dalla Filosofia dello spirito) — ha come proprio oggetto di indagine il pensiero in quanto pensiero puro, vale a dire prima e indipendentemente da ogni sua realizzazione nella dimensione naturale e spirituale:

La natura è il pensiero nell'elemento dell'esteriorità; mentre lo spirito è il pensiero che diventa autocosciente, che si sa come pensiero.

Il rapporto con la Fenomenologia dello spirito e il nuovo progetto di sistema La Scienza della logica segna nello sviluppo della filosofia di Hegel una svolta rispetto al progetto sistematico presentato nel 1807 con la pubblicazione della Fenomenologia dello spirito. Nel 1807 Hegel presenta un progetto di "Sistema della scienza" con il seguente programma:

Con la stesura della Scienza della logica, Hegel abbandona questo schema quadripartito, e comincia ad adottare uno schema tripartito, che non contempla più una introduzione alla scienza, e che è costituito esclusivamente dalle tre discipline filosofiche. La fenomenologia resta un modo per adottare il punto di vista del sapere assoluto, quindi della scienza, ma come tale (ovvero come introduzione) non appartiene al sistema della filosofia. Con questa modifica sistematica, il progetto di "Sistema della scienza" del 1807 viene soppiantato da quello esposto nella Enciclopedia a partire dal 1817cfr. F. Chiereghin, Storia della filosofia e sistema: il significato storico-speculativo della trasformazione della metafisica in logica secondo Hegel, in La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno internazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), a cura di G. Movia, Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 25-47. - P. Giuspoli, Verso la «Scienza della logica». Lezione di Hegel a Norimberga, Verifiche, Trento 2000. - K. Brinkmann, Idealism without limits. Hegel and the Problem of Objectivity, Springer, Dordrecht-Heidelberg-London-NY 2011, § 4.. In quest'opera ritroveremo infatti la fenomenologia all'interno della sezione dedicata allo Spirito soggettivo insieme all'antropologia e alla psicologia.

Una riforma della logica: la "logica speculativa"

La critica alle logiche formali e trascendentali La logica hegeliana è "logica speculativa", logica del concreto, che si oppone tanto alla logica formale (o logica dell'astratto, come quella aristotelica), che si limita a considerare il pensiero nella sua struttura formale, facendo astrazione da ogni contenuto e come tale non è capace di esprimere il concreto, quanto alla logica trascendentale di impronta kantiana. Quest'ultima, pur essendo una logica non astratta ma che prende in considerazione il contenuto, tuttavia procede secondo un punto di vista unilaterale e limitato che è quello del pensare intellettualistico e soggettivocfr. L. LUGARINI, La trasformazione hegeliana della problematica categoriale, in G.Movia (a cura di), La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno inter-nazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 159-183. - cfr. anche S. HOULGATE, Hegel’s Logic, in F.C. Beiser (ed. by), The Cambridge Companion to Hegel and Nineteenth-Century Philosophy, Cambridge University Press, NY 2008, pp. 111-134. Secondo Kant, infatti, questo modo di pensare è attività dell'intelletto (Verstand), dunque di qualcosa che si arresta a determinazioni finite, a opposizioni assolute fra determinazioni, che non è in grado di cogliere l'unità di determinazioni opposte e quindi non è in grado di cogliere il concreto, come invece è proprio della ragione (Vernunft). Inoltre per Kant il pensare è soggettivo nel senso che viene considerato esclusivamente come un'attività del soggetto umano, finito.

Per Hegel, al contrario, il pensare è un che di oggettivo, qualcosa che non si esaurisce nell'attività del soggetto. Il pensare costituisce l'anima immanente delle cose: la realtà è pensiero e quindi il reale è razionale, nel senso in cui si afferma che esistono leggi nella natura, che c'è della ragione nel mondo, che le cose in generale obbediscono a principi e a regole.

Dalla metafisica alla logica La logica speculativa per Hegel non deve soltanto superare i limiti delle logiche formali e trascendentali, ma anche quelli della metafisica. La posizione di Hegel sulla metafisica, pur essendo ambivalente (di critica e ammirazione a un tempo), è tutto sommato chiara: Hegel infatti sostiene che una delle colpe di Kant è stata quella di avere privato il popolo tedesco della metafisica, ma «un popolo civile senza metafisica [è] simile a un tempio riccamente ornato, ma privo di santuario»G.W.F. Hegel, Prefazione alla prima edizione , in Id., Scienza della logica [1831²], trad. it. di A. Moni , rivista e aggiornata da C. Cesa , vol. I, Laterza, Roma-Bari 2004, p. 4.; con ciò, però, non si deve pensare che l'operazione di Hegel sia un ritorno ingenuo alla metafisica dogmatica pre-critica: Hegel è ben consapevole dei limiti e difetti della metafisica (come è evidente nel paragrafo dedicato alla metafisica classica nel Considerazioni del pensiero sull'oggettività, in Enc. 1830)cfr. S. Houlgate, Hegel’s Logic, in F.C. Beiser (ed.), The Cambridge Companion to Hegel and Nineteenth- Century Philosophy, Cambridge University Press, NY 2008, pp. 111-134.. Dunque, quando Hegel scrive che intende dire che la Logica costituisce lo sviluppo e l'inveramento di quello che un tempo si chiamava metafisicaA conferma del fatto che la logica speculativa costituisca un superamento della metafisica si può riferire il fatto che Hegel stesso ha esplicitamente abbandonato il progetto di scrivere una metafisica con la stesura della Fenomenologia. Negli anni di Jena antecedenti al 1807, infatti, il sistema di Hegel presentava una struttura assai diversa da quella che si troverà realizzata nell'Enciclopedia: la prima parte del Sistema, infatti, era costituita da una Logica e Metafisica (cfr. G.W.F. Hegel, Logica e Metafisica di Jena 1804-05, a cura di F. Chiereghin, Verifiche, Trento 1982.), in cui la logica faceva da introduzione alla metafisica speculativa; a partire dal 1807 Hegel modifica il progetto di sistema, e con esso il ruolo della Logica che ora sostituisce la Metafisica come prima parte del sistema (cfr. F. Chiereghin, Storia della filosofia e sistema: il significato storico-speculativo della trasformazione della metafisica in logica secondo Hegel, in La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno internazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), a cura di G. Movia, Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 25-47.), per cui Hegel, come Kant sia pure in modo diverso<ref>Hegel condivide la critica di Kant alla metafisica portata avanti nella Dialettica trascendentale" della KrV; la reputa, però, inadeguata e fallimentare, nella misura in cui (1) non è capace di mettere in discussione il modello finito di razionalità promosso da quella, e (2) promuove una visione delle categorie logiche come prive di qualsiasi oggettività e realtà, ridotte a mere forme del pensare soggettivo. cfr. S. Houlgate, Hegel, Nietzsche and the Criticism of metaphysics, Cambridge University Press, Cambridge 1986, pp. 119-21.</ref>, è critico nei confronti della metafisica. Per Hegel infatti la metafisica presenta due grandi difetti: (1) tratta i suoi oggetti con categorie del pensare finito tipiche dell'intelletto, arrestandosi alle opposizioni fra determinazioni di pensiero; (2) è compromessa con forme rappresentative (come Dio, l'anima etc.) e non concettuali, e dunque non possiede ancora il punto di vista della logica, che deve avere a che fare esclusivamente con determinazioni di pensierocfr. A. Nuzzo, Introduzione. Logica e metafisica hegeliane: problemi interpretativi, in La logica e la metafisica di Hegel. Guida alla critica, a cura di A. Nuzzo, Carocci, Roma 1993; - Id., La logica, in Guida a Hegel, a cura di C. Cesa, Laterza, Roma-Bari 1997, 2002, pp. 39-82; - S. Hpulgate, The Opening of Hegel's Logic: From Being to Infinity, Purdue University Press, West Lafayette 2006..