Fu presidente della Repubblica francese dal 27 maggio 1974 al 21 maggio 1981In quanto tale, ha ricoperto ex officio per il medesimo periodo la carica di coprincipe d'Andorra e di Protocanonico d'onore della Basilica di San Giovanni in Laterano..
Dal 2002 al 2003 fu presidente della Convenzione europea, il cui progetto di Trattato costituzionale fallì a seguito del referendum negativo francese e olandese. Pur essendo europeista convinto, non condivise il progetto federalista di Trattato detto Penelope redatto su iniziativa del presidente della Commissione europea Romano Prodi: Giscard d'Estaing promuoveva per l'Europa una "terza via" tra l'Europa federale e l'Europa degli Stati.
Ispettore delle finanze di professione, fu eletto deputato nel Puy-de-Dôme nel 1956 e sempre rieletto. Sotto la presidenza del generale de Gaulle, fu segretario di Stato per le finanze (1959-1962), quindi ministro delle finanze e degli affari economici (1962-1966). Espresse in seguito le sue riserve sul governo gollista, in particolare nel referendum del 1969. Sotto la presidenza di Georges Pompidou dal 1969 al 1974, assunse nuovamente la carica di ministro dell'economia e delle finanze. Quindi presiedette la Federazione Nazionale dei Repubblicani e degli Indipendenti (FNRI), la seconda componente della maggioranza di destra.
Candidato alle elezioni presidenziali nel 1974, batté al primo turno il gollista Jacques Chaban-Delmas e vinse nel secondo turno contro il candidato dell'Unione della sinistra, François Mitterrand. A 48 anni, fu il più giovane presidente dal 1848. Promosse una "società liberale avanzata", fece votare l'abbassamento della maggiore età civile ed elettorale, la depenalizzazione dell'aborto, estendendo il diritto di deferimento al Consiglio costituzionale e fine della tutela della televisione pubblica. La sua politica internazionale fu caratterizzata dal rafforzamento della costruzione europea e dal coinvolgimento militare della Francia nella battaglia di Kolwezi in Zaire e l'operazione Caban nell'Impero Centrafricano.
In economia, favorì lo sviluppo del progetto del treno ad alta velocità (TGV) e il rilancio l'industria nucleare, ma dovette affrontare difficoltà economiche, con la fine del lungo periodo di espansione economica detto Trente Glorieuses. Nel 1976, dopo le dimissioni di Jacques Chirac, nominò primo ministro l'economista Raymond Barre, perseguendo una politica di rigore fino alla fine del suo mandato di sette anni. Il suo conservatorismo in materia di immigrazione contrastava con la sua immagine di liberale in altre aree. Sebbene la sua maggioranza di destra vinse le elezioni parlamentari del 1978 e per molto tempo la sua stessa rielezione era considerata probabile, fu sconfitto da François Mitterrand nelle elezioni presidenziali del 1981, principalmente a causa della riluttanza del RPR di Jacques Chirac a sostenerlo.
Dopo il mandato come presidente, fu in particolare vicepresidente e presidente del consiglio regionale dell'Alvernia. Eletto presidente dell'Unione per la Democrazia Francese (UDF), fu uno dei principali leader dell'opposizione al potere socialista. Un forte sostenitore della costruzione europea, fu deputato al Parlamento europeo e presidente della Convenzione sul futuro dell'Europa.
Nel 2004 si ritirò dalla politica, continuando comunque l'attività nel Consiglio costituzionale, di cui era membro a vita in qualità di ex presidente della Repubblica. Nel 2017 divenne il presidente della Repubblica francese con la maggiore longevità.
Autore di numerosi saggi e romanzi, fu ammesso all'Accademia di Francia nel 2003.
Biografia
Famiglia e istruzione Valéry Giscard d'Estaing è nipote acquisito di Anne Léonie Cécile Carnot, discendente del noto generale e politico Lazare Carnot, capositipite dell'omonima famiglia.
Il capostipite della famiglia Giscard, François, era di religione calvinista, e svolgeva la professione di commerciante e aveva sposato nel 1632 Marguerite Aymar (1609-1692), figlia di Pierre Aymar, o Meymar, e Jeanne Guyot.
Suo padre, Jean Edmond Lucien Giscard d'Estaing (1894-1982), è stato un alto funzionario di banca che al momento della nascita di Valéry si trovava in missione nella Repubblica di Weimar. Compie studi brillanti a Parigi, frequentando i licei Janson-de-Sailly e Louis-le-Grand, l'École polytechnique e l'École nationale d'administration. La madre, Marthe Clémence Jacqueline Marie "May" Bardoux (1901-2003), era la figlia del deputato Achille Octave Marie "Jacques" Bardoux (1874-1959) e di Geneviève Georges-Picot (1874-1959). Il bisnonno materno, Agénor Bardoux (1829-1897) era un politico e scrittore e aveva sposato Clémence Villa (1847-1939), figlia di Achille Villa (1818-1901), grosso banchiere, nonché presidente della camera di commercio e sindaco di Millau.
La famiglia Giscard non appartiene all'aristocrazia. Nel 1922, Edmond Giscard aveva ottenuto dal Consiglio di Stato il diritto di aggiungere il secondo cognome "d'Estaing", in virtù di una lontana parentela con un'omonima di un'amante di Luigi XV e di un ammiraglio di Luigi XVI. Tra gli antenati materni figura anche Adélaïde de Saint-Germain, ritenuta figlia illegittima dello stesso re Luigi XV.
Da diciottenne partecipa a qualche azione della Resistenza francese e dopo la liberazione di Parigi nell'agosto 1944 è inquadrato nell'esercito francese impegnato a combattere le ultime settimane di guerra contro i nazisti.
Primi incarichi politici
Ministro dell'economia Ispettore delle finanze dal 1952, consigliere ufficioso, quindi consigliere tecnico e poi vice direttore di gabinetto di Edgar Faure, ministro delle Finanze e presidente del consiglio tra il 18 giugno 1954 e il 24 gennaio 1956.
Eletto deputato all'Assemblée nationale nel 1956 per il Centre national des indépendants et paysans (CNI), una formazione di centrodestra. È nominato sottosegretario alle Finanze nel governo formato il 18 ottobre 1957 da Antoine Pinay, che tuttavia non ottiene l'investitura dell'Assemblée nationale. Rieletto deputato nel 1958,Costantemente rieletto a tutte le elezioni successive, lascia il seggio all'Assemblée Nationale ogni qualvolta ricopre una carica di governo o di parlamentare europeo o allorché eletto presidente della Repubblica. è favorevole all'avvento della Quinta Repubblica francese. Segretario di Stato alle Finanze dal 1959 al 1962In tale veste, è il principale collaboratore di Antoine Pinay, ministro fino al 13 gennaio 1960.. È ministro delle Finanze e degli Affari economici dal 1962 al 1966 e dell'Economia e delle Finanze dal 1969 al 1974, diventando in pratica l'uomo forte dell'economia francese. Nel 1966 esce dal CNI - da cui aveva già incominciato a prendere le distanze dal 1962 - e fonda il movimento dei Républicains Indipéndents (RI), d'ispirazione liberale.
Il distacco da De Gaulle Nel 1966, escluso dal governo, incomincia a prendere le distanze dal presidente della Repubblica Charles de Gaulle e, in occasione del referendum indetto da quest'ultimo per il 27 aprile 1969, avente come oggetto la riforma del Senato e delle Regioni, si schiera nettamente per il "no", che sarà infatti prevalente costringendo l'ormai anziano capo dello Stato a dimettersi all'indomani della consultazione.
Presidente della Repubblica La marcia verso l'Eliseo
Alle elezioni presidenziali del 1969 appoggia la candidatura di Georges Pompidou, che una volta eletto presidente della Repubblica richiamerà Giscard al governo affidandogli il ministero dell'Economia e delle Finanze. Giscard asseconda la linea economica promossa da Pompidou, che mira a favorire in tutti i modi il processo di industrializzazione della Francia e la piena occupazione, ma affronta blandamente la galoppante inflazione. In occasione di un rimpasto del governo di Pierre Messmer, nel marzo 1973 Giscard è promosso al rango di ministro di StatoOssia numero due del governo.. Pochi giorni dopo la morte di Pompidou, avvenuta in corso di mandato il 2 aprile 1974, si candida alle elezioni presidenziali presentandosi come l'espressione dello schieramento liberale, estraneo alle idee golliste. La sua candidatura ha immediatamente l'effetto di spaccare il centrodestra: in rotta con i "baroni del gollismo",I seguaci della prima ora del generale De Gaulle, come Jacques Chaban-Delmas, Michel Debré, Jacques Foccart, Roger Frey, Olivier Guichard e André Malraux. il ministro dell'Interno Jacques Chirac dichiara che voterà per Giscard, e insieme con lui 39 deputati e tre membri del governo appartenenti al suo partito. Con l'effetto di spiazzare il candidato ufficiale del partito gollista, l'ex Primo ministro Jacques Chaban-Delmas, già indebolito da una campagna di stampa diffamatoria e da alcuni errori tattici.In particolare, una campagna elettorale maldestra e un'infelice sortita televisiva a fianco di un André Malraux visibilmente alticcio. Dal suo canto, Giscard sperimenta per la prima volta una campagna presidenziale all'americana, e anche grazie al suo aspetto giovanile riesce a "bucare" perfettamente il teleschermo.
Al primo turno, Giscard conquista il 32,6% dei voti, andando al ballottaggio con François Mitterrand che ha il 43,2% dei voti. Chaban-Delmas raccoglie solo il 15,1%, ed è quindi escluso. Al dibattito televisivo che precede il secondo turno Giscard ha la meglio sul candidato socialista, grazie anche a una frase memorabile assestata alla sprovvista: "Lei, signor Mitterrand, non ha il monopolio del cuore". Il 19 maggio, giorno del ballottaggio, Giscard vince di misura con il 50,8% dei voti. A 48 anni, è il più giovane presidente della Quinta Repubblica francese, primato battuto successivamente solo da Emmanuel Macron (eletto a 39 anni nel 2017).
Il "cambiamento nella continuità"
Il 27 maggio 1974, una volta insediatosi all'Eliseo,L'uomo forte nel corso di una prima fase del settennato giscardiano sarà Michel Poniatowski (1922-2002), ministro di Stato e dell'Interno fino al 1977. Giscard si sdebita con Jacques Chirac nominandolo Primo ministro.Appena eletto, Giscard non si avvarrà della prerogativa di sciogliere l'Assemblée Nationale e indire nuove elezioni, cosa che in quel frangente avrebbe avuto conseguenze catastrofiche sul partito gollista. Eviterà di fare lo stesso passo nella primavera del 1976, nonostante Chirac premesse per le elezioni anticipate. Ma i rapporti fra i due finiscono per deteriorarsi. Chirac si dimette sbattendo la porta il 25 agosto 1976,È il primo, e finora unico caso nella storia della Quinta Repubblica francese di un Primo ministro che si dimette di propria iniziativa. Nella conferenza stampa con la quale annunciò le sue dimissioni, Chirac disse senza mezzi termini di non essere stato messo nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni. ed è sostituito dall'economista liberale Raymond Barre.