Biografia Il padre di Saramago, José de Sousa, era un agricoltore, che si trasferì con la famiglia a Lisbona nel 1924, dove trovò lavoro come poliziotto. Il fratello minore di Saramago, Francisco, morì a soli quattro anni, pochi mesi dopo l'arrivo a Lisbona e in seguito a una broncopolmonite. A causa delle difficoltà economiche, Saramago fu costretto ad abbandonare gli studi all'Istituto Tecnico. Dopo occupazioni precarie di ogni tipo, trovò un impiego stabile nel campo dell'editoria e per dodici anni lavorò come direttore di produzione. Saramago sposò Ida Reis nel 1944. La loro unica figlia, Violante, nacque nel 1947.

Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo La vedova, che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato. Il libro, il cui titolo in lingua originale era Terra do pecado, ovvero Terra del peccato, non fu accolto benevolmente dal dittatore del Portogallo, Salazar, a cui Saramago si era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica. Dal 1955 Saramago lavorò inoltre come traduttore di Colette, Pär Lagerkvist, Jean Cassou, Maupassant, André Bonnard, Tolstoi, Baudelaire, Étienne Balibar, Nicos Poulantzas, Henri Focillon, Jacques Roumain, Hegel, Raymond Bayer per diversi editori ma nel 1966 rientrò nel mondo della produzione letteraria, con la sua prima raccolta di poesie, "I poemi possibili".

S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista Portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime. Successivamente s'avvicinò all'anarchismo, professandosi comunista libertario. Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Seara Nova. Negli anni settanta diventò direttore di produzione per una casa editrice e dal 1972 al 1973 curò l'edizione del giornale Diário de Lisboa. In quegli stessi anni pubblicò diverse poesie, Probabilmente allegria (1970), diverse cronache, come Di questo e d'altro mondo (1971), Il bagaglio del viaggiatore (1973) e Le opinioni che DL ebbe (1974), ma anche testi teatrali, romanzi e racconti.

Dal 1974 in poi, in seguito alla Rivoluzione dei garofani, si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria. Nel 1977 pubblicò il romanzo Manuale di pittura e calligrafia e nel 1980 Una terra chiamata Alentejo. Il successo arrivò, però, con Memoriale del convento (1982). Nello spazio di pochi anni videro la luce altre due opere importanti, L'anno della morte di Ricardo Reis (1984) e La zattera di pietra, che gli varranno, oltre al successo di pubblico, numerosi riconoscimenti della critica. Nel 1988 Saramago sposò, in seconde nozze, Pilar del Río, che ha tradotto le sue opere in lingua spagnola.

Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura perché "con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare". Del discorso che tenne alla consegna del premio famoso è lincipit: "l'uomo più saggio ch'io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere", disse riferendosi a suo nonno.

Nel 2002 fu eletto presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni (associazione Radicale) per la libertà di ricerca scientifica. Saramago è morto il 18 giugno 2010 intorno alle 13,00 nella sua residenza di Tías, nelle Isole Canarie. Nel 2011 viene pubblicato postumo un suo romanzo scritto nel 1953, Lucernario. Le ceneri del premio Nobel sono sepolte sotto un ulivo nel giardino di fronte alla Fondazione José Saramago a Lisbona.

Posizioni pubbliche Il rapporto con la religione Le posizioni di Saramago - dichiaratamente ateo - sulla religione suscitarono nel corso della sua vita notevoli controversie, soprattutto in Portogallo. Dopo la pubblicazione de Il Vangelo secondo Gesù Cristo, infatti, le aspre critiche rivoltegli e la censura imposta sul libro dal governo portoghese lo indussero a lasciare il paese per vivere alle Canarie. Di nuovo, nel 2009, con l'uscita del suo ultimo romanzo Caino, Saramago si ritrovò a polemizzare con la Chiesa cattolica portoghese, criticando la Bibbia, poiché descrive un Dio «vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia».

Il Vangelo secondo Gesù Cristo, uscito nel 1991, non è un'opera in sé blasfema, in realtà si tratta di una riscrittura della vicenda del Messia cristiano alla luce dei vangeli ritenuti dalla Chiesa apocrifi, che Saramago considera invece i soli attendibili, confrontati con i vangeli sinottici. Su tale base Saramago articola la storia di Gesù a partire da alcune realtà storiche che egli ritiene attendibili, ma inaccettabili per la dottrina cristiana. Tra le altre cose, Gesù quale primogenito avrebbe avuto otto fratelli partoriti in seguito da Maria: Giacomo, Lisia, Giuseppe, Giuda, Simone, Lidia, Giusto e Samuele. J.Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, in: Romanzi e racconti 1985-1998, Milano, Mondadori 1999, p. 818.

La presa di posizione contro Israele Nel commentare il conflitto israelo-palestinese, Saramago aveva affermato riguardo agli ebrei:

La Lega Anti-Diffamazione, "associazione contro la diffamazione del popolo ebraico", ha definito queste affermazioni antisemite. Abraham Foxman, presidente dell'ADL, ha dichiarato: «I commenti di José Saramago sono sovversivi e profondamente offensivi, oltre a dimostrare l'ignoranza relativa agli argomenti che porta a sostegno dei suoi pregiudizi nei confronti degli ebrei».

Saramago fece notare che le sue critiche non erano rivolte agli ebrei, ma alla politica che lo Stato di Israele porta avanti nei confronti dei palestinesi. Sostenne inoltre che Israele non poteva affermare di rappresentare legittimamente il giudaismo a livello mondiale e che stava usando le accuse di anti-semitismo per sminuire qualsiasi critica riguardante azioni ingiustificabili e che sarebbero considerate inaccettabili se perpetrate da qualsiasi altro Stato medio orientale. Tutto ciò è spiegato in questa lettera scritta con altri intellettuali:

La polemica sulle vignette anti-islamiche Nel 2007 José Saramago fu al centro di numerose critiche relative all'atteggiamento tenuto nei confronti delle reazioni verificatesi in alcuni paesi musulmani, dopo la pubblicazione da parte di un quotidiano danese di alcune vignette satiriche anti-islamiche (v. caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten).

Saramago si pronunciò in questo modo:

Vi è stato chi ha fatto notare la contraddizione di questa presa di posizione con il diverso atteggiamento successivamente assunto nei confronti di un analogo caso di satira rivolta a figure simbolo della religione cristiana e protestantePierluigi Battista, Quando lo scrittore diventa premio Nobel (del pensiero doppio), Corriere della Sera del 26 marzo 2007.

Iberismo Saramago è stato un convinto sostenitore dell'iberismo (cioè la necessità di avere un'unica entità politica nella penisola iberica). A luglio 2007 in una lunga intervista al Diário de Notícias (di cui è stato vice direttore) affermò che tra Spagna e Portogallo vi sarebbe stata una naturale integrazione che avrebbe portato ad una futura unità. In una sua opera, La zattera di pietra, lo scrittore immagina una separazione fisica della penisola dal resto d'Europa. Critiche a Berlusconi

È evidente in queste parole il richiamo all'incipit della prima Catilinaria di Cicerone. Saramago aprì un blog dove scriveva costantemente, mantenendo un contatto diretto coi suoi lettori. Qui contestò duramente Silvio Berlusconi per la sua politica. In seguito a tale articolo, la casa editrice Einaudi (controllata da Berlusconi dal 1994 tramite il Gruppo Mondadori) annunciò che non avrebbe pubblicato la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno, edita comunque in Italia dalla Bollati Boringhieri. Saramago decise quindi di passare l'intero corpus delle sue opere a Feltrinelli, tuttora l'editore italiano di tutti i suoi libri.

Lo stile narrativo

La narrativa di Saramago è stata spesso ricondotta a una forma di racconto allegorico. Nella motivazione del Premio Nobel per la letteratura del 1998, l'Accademia svedese ha definito le sue opere «parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia», capaci di rendere nuovamente percepibile una realtà elusiva.

Nei suoi romanzi, anche quando il punto di partenza è un evento storico, fantastico o apertamente impossibile, l'attenzione tende a spostarsi sulle reazioni degli individui, della collettività, delle autorità.

Un elemento distintivo del suo stile è l'uso non convenzionale della punteggiatura. Saramago tende a costruire periodi molto lunghi, dove il discorso diretto non è separato dal resto della narrazione attraverso virgolette o trattini, ma viene integrato nel flusso della frase. Questo procedimento contribuisce a fondere narrazione, dialogo e pensiero dei personaggi in un continuum digressivo e riflessivo.

Spesso, nei suoi romanzi, la vicenda prende avvio da un fatto improvviso, surreale o impossibile, in uno spazio non definito con precisione; da questo presupposto si sviluppa un'indagine narrativa sulle conseguenze sociali, morali e politiche dell'evento.

In Le intermittenze della morte, per esempio, la narrazione parte dall'ipotesi che, in un paese senza nome, improvvisamente si smetta di morire. Analogamente, in Cecità l'epidemia inspiegabile che colpisce i personaggi diventa il punto di partenza per osservare il comportamento umano in una condizione estrema.

La prosa di Saramago alterna spesso ironia, riflessione morale e attenzione per la vita quotidiana. I suoi personaggi (spesso senza nome) non sono eroi, ma esseri umani esposti a fragilità, egoismi, slanci di solidarietà e contraddizioni. La critica ha sottolineato come le premesse fantastiche dei suoi romanzi siano bilanciate da un interesse per le routine, i lavori e le esperienze ordinarie che costituiscono gran parte dell'esistenza umana.

Opere Romanzi La vedova (Terra do pecado, Editorial Minerva, Lisbona, 1947), Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, 2022, ISBN 978-88-070-3516-6. Manuale di pittura e calligrafia (Manual de pintura e caligrafia, Moraes Editores, Lisbona, 1977), trad. di R. Desti, Bompiani, Milano 1996; Einaudi, Torino, 2003, ISBN 978-88-07-72239-4. Una terra chiamata Alentejo (Levantado do chão, Caminho, Lisbona, 1980), trad. di R. Desti, Bompiani, Milano, 1992; Einaudi, Torino, 2006; Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72183-0. Memoriale del convento (Memorial do convento, Caminho, Lisbona, 1982), trad. di R. Desti e Carmen M. Radulet, Einaudi, Torino, 1993; Feltrinelli, Milano, 1999, ISBN 978-88-07-72207-3. L'anno della morte di Ricardo Reis (O ano da morte de Ricardo Reis, Caminho, Lisbona, 1984), trad. di R. Desti, Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72170-0. La zattera di pietra (A jangada de pedra, Caminho, Lisbona, 1986), trad. di R. Desti, Einaudi, Torino, 1997; Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72217-2. Storia dell'assedio di Lisbona (História do cerco de Lisboa, Caminho, Lisbona, 1989), trad. di R. Desti, Bompiani, Milano 1990; Einaudi, Torino, 2000, ISBN 978-88-06-17887-1 Il Vangelo secondo Gesù Cristo (O Evangelho segundo Jesus Cristo, Caminho, Lisbona, 1991), trad. di Rita Desti, Bompiani, Milano, 1998; Einaudi, Torino, 2002; Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72169-4. Cecità (Ensaio sobre a cegueira, Caminho, Lisbona, 1995), trad. di R. Desti, Einaudi, Torino, 1996; Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72182-3. Tutti i nomi (Todos os nomes, Caminho, Lisbona, 1997), trad. di R. Desti, Einaudi, Torino, 1997; Feltrinelli, Milano, 2010, ISBN 978-88-07-72218-9.