LUnione Sportiva Sassuolo Calcio, meglio nota come Sassuolo, è una società calcistica italiana della città di Sassuolo. Milita in Serie A, la massima divisione del campionato italiano.

Costituita nel 1920,Giovanardi, Rossi, Sassuolo nel pallone. Storia del calcio sassolese dalla Z alla... A, Edizioni Artestampa. i suoi colori sociali sono il nero e il verde, da cui il soprannome di neroverdi; altro soprannome noto del club è Sasôl ("Sassuolo" in dialetto modenese).

Il Sassuolo si trova al 28º posto della classifica perpetua della Serie A dal 1929. Insieme al ,Anteriormente al 1992, quando la città divenne capoluogo di provincia. all', al , al ,Anteriormente al 30 gennaio 2024, quando la città è diventata capoluogo della Provincia di Forlì-Cesena al pari di Forlì. al , alla di Busto Arsizio e al , è anche uno dei club di città non capoluogo di provincia, al tempo della militanza, che hanno preso parte alla massima serie calcistica italiana (da quando essa è a girone unico).

Ha disputato 13 campionati in Serie A, 6 campionati di Serie B, 2 di Serie C1 e 14 di Serie C2. La società è stata promossa per la prima volta in massima serie nel 2013, ottenendo come miglior piazzamento il 6º posto della stagione 2015-2016, con cui ha raggiunto per la prima volta la qualificazione alle coppe europee, in tal caso la UEFA Europa League. Nella sua storia, il Sassuolo ha vinto due campionati di Serie B, uno di C1 e una Supercoppa di Serie C1.

Dopo aver usufruito per decenni dello stadio Enzo Ricci di Sassuolo e aver giocato per un breve periodo allo stadio Alberto Braglia di Modena, dal 2013 i neroverdi disputano le loro partite casalinghe al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Storia

Dagli inizi agli anni 1970 La società sassolese, istituita nel 1920 come Sassuolo Football Club, si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio il 17 luglio dello stesso anno, e utilizzava in principio gli stessi colori dello stemma comunale, ovvero il giallo e il rosso. La squadra partecipò per molti anni ai tornei dilettantistici emiliani dove nacquero molte rivalità, tra le quali , Roteglia, Vignola, Guastalla, Mirandolese e Baracca Lugo quelle principali.

Nel 1966, a seguito della fusione tra Sassuolo Sportiva e la S.C. Sassolese, il sodalizio emiliano diventò Sassuolo Sportiva Football Club. Il primo risultato significativo la squadra lo ottenne nel campionato 1968-1969 quando partecipò al campionato di Serie D, girone B, con squadre lombarde e altre formazioni emiliane (tra le quali Carpi e Mirandolese). Al termine della stagione arrivò la salvezza. L'annata successiva in un girone simile, con l'inserimento di Parmense, e , la squadra si piazzò a centro classifica con 33 punti. Dalla stagione 1970-1971 sempre in Serie D gli emiliani si presentarono con i colori neroverdi e la denominazione di Football Club Sassuolo; la sede era in via Mazzini, presso il campo comunale, al tempo formato da una sola tribuna in legno. Presidente era Primo Costi con allenatore Angelo Ottani, che portò il club a una salvezza sofferta sempre nel girone B; 2 punti di vantaggio sui rivali di sempre del che retrocessero. Nel campionato 1972-1973, inserite ancora nel girone B c'erano due squadre sassolesi, il "San Giorgio Sassuolo" che fino ad allora svolgeva attività minore (nota localmente come Giofil), dai colori viola e nero, piazzatosi infine al 12º posto, e il Sassuolo Sportiva F.C. classificatosi ultimo e quindi retrocesso con Cisanese e Guastalla.

Nella stagione 1973-1974, sotto la guida del presidente Cantelli il Sassuolo chiude al 6º posto il girone B della Promozione emiliano-romagnola, mentre il San Giorgio Sassuolo divenuto nel frattempo "A.C. Sassolese" ingaggia come allenatore Ezio Pascutti, che da poco ha smesso di giocare nel , piazzandosi al 9º posto nel girone D della Serie D, vinto dai rivali di sempre del Carpi.

Nell'estate del 1974 la Sassolese e il Sassuolo Sportiva FC decidono di dar vita a un sodalizio comune fondendosi nella Unione Sportiva Sassuolo Calcio, , probabilmente in onore del . Il sodalizio ha inizialmente sede a Fiorano Modenese, così come anche il campo da gioco è situato nella vicina cittadina. Presidente è Carlo Alberto Giovanardi, mentre allenatore è sempre Pascutti. La squadra ha ancora maglia rossoblù e calzoncini bianchi. I sassolesi raggiungono il 7º posto, a pari punti (36) con la Maceratese. Nell'annata seguente (1975-1976) in panchina non troviamo più Pascutti, ma ritorna Angelo Ottani con Igino Guazzi alla presidenza. Stagione certo non fortunata che si conclude con il ritorno nei campionati regionali dopo un arrivo a pari punti con e Baracca Lugo, questi ultimi salvatisi per la miglior differenza reti. Nel campionato 1977-1978, stagione dell'ultima riforma dei campionati, gli emiliani che hanno cambiato ancora presidenza e guida tecnica, sono sempre nel girone D con formazioni marchigiane, romagnole ed emiliane. Salvezza di un soffio con un solo punto di vantaggio sul quartetto delle retrocesse. Nuova stagione sportiva (1978-1979) e nuovo staff con Gilberto Prati alla presidenza che riporta alla guida tecnica Augusto Vaccari. Cambio anche nella tenuta da gioco, con i pantaloncini che diventano blu.

Cambiamenti che non giovano, infatti il club retrocede mestamente con soli 17 punti conquistati.

Anni 1980

Il Sassuolo si ripresenta al campionato di Interregionale al via della stagione 1981-1982, sempre con Prati alla presidenza e Franco Martinelli in panchina, partecipando nel girone C, emiliano-romagnolo, ottenendo il 6º posto finale grazie alle 13 reti di Piero Maini. L'annata seguente, il bomber neroverde si conferma con 12 segnature e per i neroverdi è 8º posto, in un girone misto emiliano-veneto, ponendo le basi per il salto di categoria, con la società che passa nelle mani di un nuovo proprietario il ragioniere Claudio Sassi.

La stagione 1983-1984 è una di quelle storiche per la squadra di Sassuolo, in quanto si ha un primo appoggio esterno di Giorgio Squinzi tramite la sponsorizzazione Mapei, e i risultati si vedono: al termine di un lungo duello a distanza con il Rovigo, gli emiliani vincono il girone D, con sole 3 sconfitte, approdando per la prima volta nel campionato di Serie C2; sempre sugli scudi Maini, questa volta con 15 reti. Per la C2, dove viene inserito nel girone C, si ha la conferma di tutto lo staff a partire dal tecnico della promozione Aurelio Dotti, per una squadra formata da quasi tutti giocatori della zona, nel primo anno di Interregionale. Una stagione da incorniciare per i neroverdi, con un ottimo sesto posto finale, una sola sconfitta interna, spinti come sempre dai gol di Maini, il quale conferma le sue qualità anche nella categoria superiore con 11 centri. Nel campionato successivo 1985-1986, il Sassuolo pur confermando lo stesso gruppo, incontra alcuni problemi sul cammino, riuscendo comunque a centrare una sofferta salvezza.

La stagione 1986-1987, vede gli emiliani spostati nel girone B; presidente è sempre il Rag. Sassi, mentre in panchina Ezio Galbiati, che in squadra può contare su buoni giocatori di categoria come lo stopper Malaguti, il mediano Residori e il centrocampista Alessandro Pane in seguito all'. Per i sassolesi, da registrare anche il ritorno di Ezio Pascutti a rilevare Galbiati, per cercare di centrare la salvezza che arriva. Nel 1987-88, sempre inseriti nel girone B, da registrare alcuni cambiamenti importanti. La Mapei diventa sponsor e mette come general manager, l'ex ala di Inter e Fiorentina Giorgio Mariani, mentre in panchina troviamo Giancarlo Magrin. Viene abbandonata la storica sede di via Fossetta 1, per passare in Piazza Risorgimento 47, dove è situato lo stadio "Ricci". Confermati Residori, Montanini, in prima squadra si affacciano anche l'attaccante Cosimo Francioso, prelevato dal Galatina e anche un giovane Marco Schenardi, al tempo nemmeno ventenne, arrivato in prestito dalla . Per il centrocampista alla fine della stagione saranno 33 le presenze e due reti, ma la squadra arranca, arrivando terzultima con 28 punti e arriva la retrocessione con il Suzzara e la Pro Patria. Al termine del campionato per Suzzara e Sassuolo ci sarà anche il ripescaggio in categoria. Nel campionato successivo il tecnico è Guido Mammi, con un Sassuolo che trova una sua precisa identità con Aloise, Paraluppi, Zuccheri in difesa, Schenardi, Liset, Residori e Lagrasta a centrocampo, oltre agli attaccanti Paraluppi e D'Agostino con 24 gol complessivi. Un gruppo che nonostante il cambio di panchina da Mammi ad Adelmo Capelli, ottiene un 5º posto di tutto rispetto.

La stagione 1989-1990, vede la formazione neroverde sempre nel girone B di C2, si registrano alcune partenze importanti come Liset che approda all'ambiziosa Solbiatese di Caravatti, che poi verrà sconfitta nello spareggio promozione dalla a Verona. Il Sassuolo conferma comunque la solita intelaiatura, con Schenardi sempre più simbolo della squadra; inizialmente in panchina Adelmo Capelli, quindi Raffaello Vernacchia ex ala dell' in B e poi il sempiterno Gianni Seghedoni, ma non riesce a raddrizzare la baracca. Al termine del campionato i sassuolesi non possono evitare la caduta in Interregionale accompagnati da JuveDomo e Orceana.

Anni 1990 Il ritorno nei dilettanti vede l'abbandono di Squinzi, che si defila preferendo le sponsorizzazioni ciclistiche e la conseguente cessione dei pezzi più importanti, come Schenardi, prelevato dal Bologna dell'allora presidente Corioni, il quale lo piazza momentaneamente nella sua società satellite . Gli emiliani vengono inseriti nel girone C, dove ritrovano vecchie avversarie come la Virtus Roteglia, il Fanfulla, Reggiolo, Vogherese, Crema e Brescello. La formazione sassolese si piazza dunque a centro classifica. Stessa posizione raggiunta anche nelle due annate successive. 5º posto invece nel campionato 1993-1994, mettendo in evidenza il bomber Spezia con 16 centri, secondo solo a Pompini che ne siglò 17 nella Casalese. Altro 7º posto nel 1994-95 e 6º nel campionato seguente dove si evidenzia il tandem d'attacco Luconi (18 gol) e Mollica (8).

La stagione 1996-1997 è invece di sofferenza nonostante un duo d'attacco formato sempre da Luconi (14) e da Paraluppi (13), tornato alla base dopo un lungo girovagare nelle squadre emiliane di categoria. Arriva una salvezza stentata per un solo punto, che vale però come trampolino di lancio per la stagione seguente, che segna una nuova era per il Sassuolo con il riavvicinamento di Squinzi e di conseguenza della Mapei, con Giorgio Mariani che ritorna nelle vesti di general manager. Il girone C del CND vede un lungo duello tra Trento e Sassuolo, che hanno tra le proprie file l'ex comasco Oreste Didonè, con le due squadre che conquistano gli stessi punti sia all'andata che al ritorno. Inevitabile quindi lo spareggio che viene disputato allo stadio di Masnago a Varese. Trentini trascinati da Daniele Giulietti che segna 20 reti. La promozione si decide ai rigori con i gialloblu che hanno la meglio sui neroverdi per 5-4. Per il Sassuolo arriva comunque la promozione in C2 con un ripescaggio per inadempienze finanziarie di altre società.

Ai nastri di partenza della C2, con l'iscrizione nel girone B, con squadre adriatiche, i neroverdi si presentano con Baldelli alla presidenza, Mariani come G.M. e l'ex difensore del Pisa Stefano Garuti in panchina. In campo il portiere Bizzarri, il difensore Rosario Biondo, che poi approderà in Serie A e Serie B, il centrocampista ex Padova Andrea Cuicchi oltre a una buona punta di categoria come Ramacciotti. La squadra non ingrana e soffre il salto di categoria, Garuti viene sostituito da Roberto Busi, che guida la formazione al 10º posto. Nel campionato 1999-2000 arriva la salvezza con allenatore l'esperto Gianni Balugani in porta anche Graziano Vinti (ex Perugia).

Anni 2000