Nipote di tre imperatori, figlia di uno, sorella di due, moglie di un re e di un imperatore, madre di un imperatore e zia di un altro, la nobilissima Galla Placidia fu dapprima ostaggio presso i Visigoti, poi loro regina; il suo matrimonio con re Ataulfo e la nascita del loro figlio Teodosio rientrarono in una politica di avvicinamento tra barbari e Romani, ma la morte del bambino e quella del sovrano posero fine a questa possibilità.
Galla sposò l'imperatore Costanzo III, ottimo generale e collega di suo fratello, l'Augusto Onorio, ma la morte del consorte fu seguita da un rapido degrado dei rapporti con l'imperatore e Galla dovette rifugiarsi con i due figli a Costantinopoli, alla corte del nipote Teodosio II. A seguito della morte di Onorio, in Occidente salì al trono un usurpatore; con l'aiuto dell'esercito orientale, Galla tornò in Occidente, depose l'usurpatore e pose sul trono il giovanissimo figlio Valentiniano III, per il quale fu reggente.
Nei dodici anni in cui regnò sull'Impero romano d'Occidente, Galla dovette gestire il confronto fra tre potenti ed influenti generali, Costanzo Felice, Bonifacio ed Ezio. Dopo che quest'ultimo emerse vincitore, Galla ne ostacolò le mire di influenza su Valentiniano.
Gli ultimi anni furono caratterizzati dalla gestione della turbolenta figlia Onoria e dal coinvolgimento nelle vicende religiose: fu una fervente cristiana, intransigente verso le ultime espressioni del paganesimo.
Biografia Infanzia (392–408) Galla Placidia era figlia dell'imperatore Teodosio I e della sua seconda moglie Galla, sposata nel 387, quando i due avevano quaranta e tredici anni circa rispettivamente. Prima della nascita di Placidia, Teodosio aveva già avuto tre figli dal precedente matrimonio con Flaccilla (Pulcheria Teodosia, Arcadio e Onorio) ed un figlio da Galla, di nome Graziano, morto infante..
In Placidia si riunirono due dinastie imperiali romane, quella valentiniana e quella teodosiana. Suo nonno materno era l'imperatore Valentiniano I, suoi zii materni gli imperatori Graziano e Valentiniano II; entrambi i suoi due fratellastri (Arcadio e Onorio) furono imperatori; dei suoi due mariti uno, Ataulfo, fu re dei Visigoti, l'altro, Costanzo III, imperatore romano d'Occidente assieme ad Onorio; furono pure imperatori il figlio di Galla, Valentiniano III, e suo nipote Teodosio II, figlio di Arcadio.
All'inizio degli anni 390 Placidia ricevette il titolo di nobilissima, che le dava una dignità pari a quella dei fratelli, e delle proprietà che la resero finanziariamente indipendente.. Possedeva per lo meno due palazzi a Costantinopoli, uno nella prima regio (Notitia urbis constantinopolitanae, ii.11) e uno nella decima regio chiamato domus Ausgustae Placidiae (Notitia urbis constantinopolitanae, xi.11). Nel 394 la madre Galla morì neanche ventenne, a seguito di un parto in cui morì anche il bambino, Giovanni.. In quello stesso anno Teodosio si recò in Occidente a combattere l'usurpatore Eugenio, che era succeduto a suo cognato Valentiniano II morto in circostanze misteriose; Teodosio lasciò a Costantinopoli Arcadio, mentre si fece seguire da Onorio e Galla Placidia, entrambi poi affidati alle cure di Serena, figlia di un fratello defunto di Teodosio e moglie del generale di origine barbarica Stilicone.. Pare che dalla cugina Galla Placidia abbia ricevuto un'educazione classica e che le sia stato insegnato anche a tessere e ricamare..
Sia Onorio sia Galla Placidia erano a Milano all'inizio del 395, dove assistettero alla morte di loro padre; la leggenda vuole che l'imperatore abbia affidato i propri figli alle cure del vescovo Ambrogio da Milano.Paolino di Nola, Vita Ambrosii, 32, da confrontare con Ambrogio, De obitu Theodosii, 34 (). Alla morte di Teodosio, l'Impero romano fu diviso in una parte orientale, sotto Arcadio, ed una occidentale, governata da Onorio; in realtà, però, il governo effettivo era nelle mani di Rufino e poi di Eutropio in Oriente e del generale Stilicone in Occidente. L'ambiziosa Serena intendeva legarsi strettamente al cugino Onorio e, nel 399 gli diede in sposa la figlia Maria, ma probabilmente il matrimonio non fu consumato a causa dell'impotenza di Onorio e allora, nel 400 Serena organizzò il fidanzamento di Galla Placidia con suo figlio Eucherio, che all'epoca avevano rispettivamente otto e undici anni.. Il fidanzamento è accennato in .
Il matrimonio tra Galla ed Eucherio fu rimandato per la giovane età dei due fidanzati, e alla fine non fu più celebrato. Accadde infatti che Stilicone, sempre più influente, fu oggetto di una congiura e assassinato, senza l'opposizione di Onorio, il 22 agosto 408. Quello stesso anno i Visigoti di Alarico, il quale era legato a Stilicone, calarono in Italia e discesero verso Roma, contando di trovare sostegno lì tra gli amici del generale barbarico assassinato e in particolare quello di Eucherio; questi fu però ucciso da alcuni emissari di Onorio, il quale stava rinchiuso a Ravenna..
Alarico giunse a Roma e la cinse d'assedio, desistendo solo per la robustezza delle sue mura. Nella città assediata, però, crebbe il rancore contro i sostenitori di Stilicone e la vittima fu Serena, processata dal Senato romano con l'accusa di aver chiamato i Visigoti a Roma. Al processo partecipò Galla Placidia, sia come membro della famiglia imperiale, sia come persona che conosceva bene Serena; è significativo il fatto che la sentenza capitale fosse emanata dal Senato e da Galla insieme,. segno di un suo aperto schierarsi contro il partito di Stilicone e a favore della corte ravennate di Onorio..
Prigioniera e regina dei Visigoti (409–416)
Alarico aveva due scopi: ottenere un territorio dove stanziare il proprio popolo e vedersi riconoscere il grado di generale dell'impero. Tuttavia Onorio era assolutamente contrario a queste eventualità: i due anni che seguirono (409–410) videro il precipitare degli eventi, mentre Alarico cercava di forzare la mano di Onorio e l'imperatore tentava di neutralizzare la minaccia del re barbaro..
Alarico accettò di levare l'assedio a Roma in cambio di un notevole tributo. Il Senato romano inviò allora due ambascerie presso Onorio a Ravenna, con lo scopo di perorare la causa del sovrano visigoto; sia la prima (gennaio 409), guidata dal senatore pagano Prisco Attalo,. sia la seconda (avvenuta nella primavera dello stesso anno), il cui esponente principale era papa Innocenzo I, non ebbero successo: Onorio sapeva infatti che Alarico non aveva accesso a sufficienti forniture di viveri e poteva quindi solo saccheggiare le contrade italiche. Alarico tornò allora ad assediare Roma, nell'ottobre del 409. In questa occasione il sovrano visigoto e il Senato romano decisero di elevare al trono un nuovo imperatore, da opporre ad Onorio, e scelsero Attalo: questi non fu riconosciuto da Onorio, ed è improbabile che abbia avuto l'assenso di Galla, anche in considerazione del fatto che l'usurpatore si fece battezzare da un vescovo ariano e promulgò leggi in favore di questa dottrina, cui l'ortodossa Galla non può essere stata favorevole. Alarico si rese però rapidamente conto di non poter minacciare militarmente Onorio, rinchiuso al sicuro tra le paludi di Ravenna, e, come gesto di distensione, depose Attalo; Onorio sembrava dunque aver riportato una vittoria, quando un suo ex-generale, Saro, attaccò proditoriamente e a sua insaputa Alarico, il quale, sentendosi tradito dall'imperatore, rimise l'assedio a Roma per la terza volta (agosto 410).. La città cadde il 24 agosto e fu messa a sacco, il famoso sacco di Roma, spogliata dei suoi beni preziosi e, soprattutto, dei viveri..
Quando i Visigoti di Alarico lasciarono l'Urbe, portarono con loro anche un prezioso ostaggio, Galla Placidia, da utilizzare per costringere Onorio a cedere alle loro richieste: iniziarono così diversi anni di prigionia per la giovane principessa, all'epoca diciottenne. Galla seguì i Visigoti in Campania (dove conobbe il vescovo Paolino di Nola, anch'egli fatto prigioniero, cui in seguito scrisse una lettera conservatasi), in Lucania e in Calabria, dove tentarono inutilmente di passare lo stretto di Messina, per poi riprendere la strada verso nord, lungo la quale, in provincia di Cosenza, Alarico morì.. Il successore di Alarico, Ataulfo, condusse i Visigoti e Galla Placidia in Puglia, Sannio, Piceno e poi verso nord, in Gallia, dove, nel 412, fu prima alleato e poi nemico dell'usurpatore Giovino, che catturò e consegnò ai Romani: Ataulfo sperava di essersi guadagnato il riconoscimento della corte ravennate, ma Onorio gli oppose la richiesta che fosse riconsegnata Galla Placidia.. A Ravenna Flavio Costanzo, il generale che aveva fermato Alarico in Calabria, si rifiutò di trattare; Ataulfo decise di puntare allora su Marsiglia, ma qui fu bloccato dal generale Bonifacio, che difese la città dagli attacchi visigoti, durante i quali Ataulfo fu persino ferito..
Ataulfo riuscì finalmente ad entrare a Narbona; qui nel 414, all'età di quaranta anni circa, sposò con cerimoniale romano la ventiduenne Galla Placidia. – anche se lo storico goto Giordane afferma che il matrimonio era stato celebrato a Forlì nel 411,. forse alludendo a una cerimonia di rito goto, ovvero ariano. Il senso del matrimonio, che faceva di una principessa imperiale una regina dei Visigoti, era quello di permettere più facilmente il riconoscimento da parte romana dei diritti dei Visigoti, i quali interpretavano il ruolo della componente lealista dei complessi giochi politici dell'epoca: Onorio avrebbe potuto ora riconoscere i Visigoti come alleati senza perdere la faccia, in particolare con Costanzo, cui si era sempre più avvicinato e il cui matrimonio con Galla Placidia sembrava la via per risolvere il problema della successione dinastica dovuto alla mancanza di figli dell'imperatore.Dopo la morte della prima moglie Maria nel 408, l'imperatore aveva sposato l'altra figlia di Stilicone e Serena, Termanzia, ma l'aveva poco dopo ripudiata alla caduta della famiglia del generale, senza più risposarsi.. Il matrimonio si celebrò nel palazzo del nobile e ricco Ingenius; Ataulfo, vestito alla romana, sposò secondo la cerimonia romana Galla Placidia e fece sfilare cinquanta giovani con vassoi recanti parte del bottino del sacco di Roma, restituito dal sovrano barbaro alla sua sposa romana. Furono poi declamati degli epitalamii, quello di Attalo, quello di Rustico e quello di Febadio.
Il matrimonio, che avrebbe dovuto unire i Visigoti ai Romani, non fu riconosciuto a Ravenna. Ataulfo reagì rieleggendo imperatore Prisco Attalo, sempre nel 414, con potere nominale sulla Gallia. Costanzo si recò con un esercito in Gallia per affrontare i Visigoti; Ataulfo e Galla abbandonarono la regione e si recarono in Spagna (fine 414, inizi 415), lasciando indietro Attalo, il quale fu catturato e spedito a Onorio. Fu a Barcellona che Galla diede alla luce il figlio di Ataulfo, Teodosio;. la scelta di dare al bambino, morto poco dopo la nascita e seppellito in una chiesa di Barcellona,Il bambino, sepolto in una bara d'argento, fu poi traslato a Ravenna e infine a Roma. il nome del nonno materno e fondatore della dinastia regnante indicava la volontà dei genitori di inserirlo nella linea di successione imperiale, ma forse fu questo gesto ad aumentare lo scontento dei «nazionalisti» visigoti, i quali ordirono una congiura che, nell'estate del 415, causò la morte di Ataulfo..