La Repubblica di Cina o Repubblica Cinese (in cinese ) fu uno Stato dell'Asia orientale nato in seguito alla Rivoluzione repubblicana del 1911, quando l'Impero Qing collassò. La repubblica venne proclamata il 12 febbraio 1912 e cessò di esistere con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese il 1º ottobre del 1949.

La repubblica ereditò la debole posizione internazionale risalente all'ultimo periodo Qing, aggravata da una forte instabilità politica interna. I governi repubblicani dovettero fronteggiare le pesanti interferenze dei paesi occidentali e del Giappone, sia in forme semi-coloniali che in vere e proprie aggressioni militari come nel caso dell'espansionismo nipponico. Anche sul piano interno i governi, spesso retti da figure legate agli ambienti militari, si rivelarono fragili e poco consistenti, almeno fino all'ascesa del Partito nazionalista.

Inoltre, durante la prima metà del Novecento si assistette ad una forte crescita del movimento comunista in Cina - sia pure con alti e bassi - che sfociò nella lotta armata col governo repubblicano. Tra il 1946 e il 1949, l'ultima fase della guerra civile vide la vittoria del Partito Comunista Cinese, che si affermò con la fondazione della Repubblica Popolare nella Cina continentale. Contemporaneamente, i nazionalisti si rifugiarono a Taiwan rivendicando l'eredità della Repubblica di Cina.

Storia Nascita della Repubblica Rivoluzione repubblicana

La rivoluzione repubblicana in Cina ebbe inizio con la rivolta di Wuchang, avvenuta il 10 ottobre del 1911 ad opera di alcune organizzazioni che puntavano a rovesciare la dinastia Qing. Tra esse, la più importante era la Lega giurata o Tongmenghui guidata da Sun Yat-sen. La rivolta ebbe successo e presto l'esempio si diffuse in tutto il paese, portando alla secessione di numerose province..

Nel frattempo la corte imperiale nominò primo ministro il generale Yuan Shikai, fondatore del Nuovo Esercito, con l'intento di riformare l'Impero in una monarchia costituzionale. Huang Xing, collaboratore di Sun Yat-sen, propose allora al generale la carica di presidente della futura repubblica se avesse appoggiato la rivoluzione con le sue armate. Il 1º gennaio 1912 venne proclamata la repubblica da parte dei delegati di sedici assemblee provinciali riunitesi a Nanchino; Sun Yat-sen venne nominato presidente provvisorio, ma nel giro di qualche mese dovette rinunciare a favore di Yuan Shikai..

Per l'Impero Qing invece era ormai la fine: il 12 febbraio del 1912 venne concordata l'abdicazione dell'imperatore Pu Yi, un fanciullo di sei anni, in cambio di un'indennità annuale e il privilegio di poter continuare a vivere nella Città Proibita..

Alla caduta della monarchia le province periferiche del Tibet e dello Xinjiang si resero autonome. La Mongolia divenne indipendente perché era soltanto un territorio della Corona, e al momento della dissoluzione della dinastia, non sussistevano ormai più legami con la Cina. Rimasero inoltre alcuni territori dominati da dinastie locali e indipendenti, i Resti dell'Impero del Grande Qing.

Governo di Yuan Shikai

Nel dicembre 1912 erano previste le prime elezioni per la neonata repubblica, per la composizione di una Assemblea nazionale. Per partecipare alla competizione elettorale Sun Yat-sen decise di trasformare la Lega giurata in un vero e proprio partito politico, che prese il nome di Partito nazionalista (Kuomintang). Il Partito nazionalista vinse le elezioni, tenutesi a suffragio ristretto, ottenendo il 45% dei seggi..

Il Kuomintang aveva designato come primo ministro Song Jiaoren, stretto collaboratore di Sun; tuttavia, nel marzo del 1913, venne assassinato mentre si recava a Pechino per formare il nuovo governo. Nel frattempo, la posizione di Yuan Shikai si fece progressivamente sempre più autoritaria: tra il 1913 e il 1914 sciolse tutte le assemblee rappresentative (compreso il neocostituito parlamento) e mise fuorilegge il Partito nazionalista. La reazione dei nazionalisti portò alla cosiddetta "Seconda Rivoluzione", che però venne subito arrestata e si risolse in una disfatta per i rivoluzionari..

Yuan Shikai era convinto che il continuo disordine sociale potesse essere fermato solamente costruendo un forte stato centralizzato. Per fare ciò, tentò un progetto di restaurazione imperiale. Nell'agosto del 1915 venne avviata una campagna di proclamazione di Yuan come nuovo imperatore, operazione che tuttavia incontrò sempre più dissensi, sia tra la popolazione che nelle stesse forze armate. La resistenza anti-imperiale sfociò in una rivolta che si interruppe solamente con la morte dello stesso Yuan Shikai nel giugno 1916..

Alla morte di Yuan la Cina versava in una forte instabilità politica; il vuoto di potere che si era creato lasciò spazio all'intervento di numerose figure, legate ad eserciti e fazioni militari, che saranno definite infatti "signori della guerra" (warlords o junfa in cinese)..

Periodo dei signori della guerra

Il periodo successivo al 1916 viene definito come "dei signori della guerra" poiché vide il susseguirsi di personaggi legati agli ambienti militari, intenti a contendersi le massime cariche della repubblica e a crearsi spazi di potere territoriali.. Molti di questi warlords provenivano dal Gruppo del Beiyang, legato all'omonima armata di cui era stato comandante Yuan Shikai. All'interno di questo gruppo emersero due principali fazioni, chiamate Anfu e Zhili; la prima era guidata da Duan Qirui, mentre la seconda da Feng Guozhang. Un'altra importante "cricca", come venivano chiamate, era quella del Fengtian, che aveva la propria base nel Nord-est (in Manciuria)..

Nel luglio del 1917 ci fu un breve tentativo da parte del generale monarchico Zhang Xun di riportare sul trono Pu Yi, in quella che venne definita Restaurazione Manciù; tuttavia Zhang venne rapidamente travolto dall'attacco degli altri comandanti militari. Questo fu il primo scontro di una lunga serie tra i diversi eserciti dei signori della guerra: nel 1920 scoppiò il primo serio conflitto tra Anfu e Zhili, seguito da altri due scontri tra Zhili e Fengtian..

Mentre la Cina centrale e settentrionale rimaneva coinvolta nei combattimenti tra diverse fazioni ed eserciti, nel 1917 a Canton venne fondato un governo dissidente da parte di Sun Yat-sen, con l'appoggio di gruppi militari locali. Sun si pose alla testa del Movimento di protezione della costituzione con l'obiettivo di ripristinare il parlamento di Pechino - sciolto per l'ennesima volta - in nome della Costituzione e combattere i signori della guerra al Nord, riunificando la Cina. Tuttavia il tentativo di Sun si infranse già l'anno successivo: i generali delle province meridionali non avevano intenzione di affrontare i loro omologhi, cercando piuttosto di creare una base di potere autonoma nel Sud e nel Sud-ovest..

Partecipazione alla prima guerra mondiale

Nonostante avesse proclamato inizialmente la propria neutralità, la Cina venne coinvolta nella Prima guerra mondiale sin dall'agosto del 1914, quando l'Impero giapponese attaccò la provincia dello Shandong, che di fatto era sotto controllo coloniale tedesco. Lo stesso Giappone l'anno successivo, approfittando della distrazione delle potenze europee, cercò di rafforzare i propri interessi sulla precaria Repubblica di Cina..

Nel gennaio del 1915 il Giappone presentò dunque al debole governo cinese le "ventuno richieste", nelle quali si imponeva il riconoscimento degli interessi giapponesi su larghe parti del territorio cinese, nonché la partecipazione di consiglieri giapponesi nella pubblica amministrazione. Ciò suscitò un'ondata di indignazione nella popolazione cinese, cosicché Tokyo dovette recedere almeno dall'ultimo punto, che di fatto avrebbe trasformato la Cina in un protettorato giapponese. Tuttavia, il debole governo di Yuan Shikai non poté che accettare le altre richieste..

Successivamente alla morte di Yuan, la Cina venne sollecitata più volte per l'ingresso nel conflitto. Nell'aprile del 1917 venne dichiarata guerra alla Germania da parte del primo ministro Duan Qirui, con il determinante sostegno del Giappone, nonostante le critiche rivolte da più parti come ad esempio da Sun Yat-sen. La motivazione dell'intervento di Duan era di poter riacquistare la sovranità sullo Shandong in caso di sconfitta della Germania.. Tuttavia, alla conferenza di Versailles le aspettative cinesi furono infrante: lo Shandong infatti fu assegnato al Giappone, con solo una vaga promessa di restituzione da parte di quest'ultimo alla Cina..

Il dopoguerra Nel dopoguerra si verificarono notevoli cambiamenti nella politica cinese, con la riorganizzazione delle forze rivoluzionarie attorno alla figura di Sun Yat-sen e l'ingresso sulla scena politica dei movimenti di massa. La contestazione più importante fu il Movimento del 4 maggio 1919 che vide la protesta di numerosi giovani e studenti in diverse città, in seguito alla delusione scaturita dalle decisioni prese alla Conferenza di Versailles. Nel frattempo, il 10 ottobre dello stesso anno, Sun rifondò il Partito nazionalista cinese con il determinante sostegno dei sovietici.. Il 1º luglio del 1921 invece venne fondato a Shanghai il Partito Comunista Cinese, mentre nello stesso periodo ci fu una forte mobilitazione da parte delle masse urbane, in particolare degli operai e delle organizzazioni sindacali, con frequenti scioperi e manifestazioni popolari..

Con l'obiettivo di rovesciare il governo di Pechino e riunificare la Cina, nel 1924 i nazionalisti strinsero un'alleanza col Pcc che venne chiamato "Fronte Unito". Nei piani di Sun, da Canton, base dei rivoluzionari, sarebbe dovuta partire una spedizione verso Nord: per farlo però occorreva creare un esercito efficace. Grazie all'appoggio dell'URSS, che inviò armi, finanziamenti e consiglieri militari, venne fondata l'Accademia militare di Whampoa (Huangpu) al cui comando venne posto Chiang Kai-shek..

Tra il 1924 e il 1925 il neocostituito esercito rivoluzionario riuscì a consolidare il governo nazionalista di Canton grazie alle vittorie conseguite contro le truppe di Chen Jiongming, ex alleato di Sun, e alcuni signori della guerra. La strada per la conquista del Nord sembrava pronta; tuttavia, nell'autunno del 1924 si aprì l'ipotesi di mediazione diplomatica coi signori della guerra. Infatti, in seguito al colpo di Pechino da parte di Feng Yuxiang, Sun venne invitato da quest'ultimo a partecipare ad una Conferenza per la riunificazione nazionale. Il tentativo però si dimostrò fallimentare, anche per via della morte di Sun Yat-sen, avvenuta a Pechino il 12 marzo del 1925..

Con la morte di Sun si verificarono profondi rivolgimenti, sia nella società cinese che all'interno del Fronte Unito. Il 30 maggio del 1925 ci fu un'ondata di manifestazioni popolari che prese il nome di Movimento del 30 maggio; scioperi e proteste si susseguirono in tutta la Cina meridionale in maniera sempre più intensa e violenta. Nel frattempo nel Partito nazionalista si diffuse un clima di tensione tra i sostenitori e gli antagonisti del Fronte Unito, che sfociarono nella "crisi di marzo" del 1926..

Decennio di Nanchino

Spedizione al Nord e riunificazione

Il 1º luglio del 1926 Chiang Kai-shek diede avvio alla Spedizione del Nord contro i signori della guerra, primo tra tutti Wu Peifu, che nel mentre si era alleato col vecchio rivale Zhang Zuolin. In realtà l'Esercito nazionale rivoluzionario non marciò immediatamente su Pechino, controllata da Zhang; la prima fase prevedeva la conquista dell'area dello Yangzi e della Cina meridionale. All'inizio del 1927 erano state prese le province dell'Hunan, l'Hubei, lo Jiangxi e il Fujian, mentre lo Guangxi e il Guizhou avevano concordato una resa..