Playmaker dotato di estro e fantasia, è ricordato come uno dei migliori giocatori italiani di sempre nel ruolo. Si è fatto conoscere anche al di fuori del mondo cestistico grazie alla sua personalità e al carattere estroverso.

Biografia Suo padre, Gianfranco "Franco" Pozzecco, ha un passato da cestista in Serie A tra gli anni '60 e '70, ed in seguito ha iniziato a lavorare come allenatore a livello regionale e giovanile. Suo fratello maggiore Gianluca ha giocato anch'egli a pallacanestro, pur senza raggiungere livelli professionistici.

Carriera Giocatore Club Gli inizi È nativo di Gorizia ma triestino di adozione: rimane nel capoluogo giuliano crescendo nel settore giovanile dell'Inter 1904 Trieste, con cui debutta anche in prima squadra in Serie D. Successivamente, non ancora diciottenne, viene ceduto per 25 milioni di lire a Cividale, che al termine della stagione conquista la promozione dalla Serie D alla C.

Nel 1991-1992 Pozzecco disputa il suo primo campionato di Serie A2 con l'APU Udine, disputando 21 partite ad una media di 7,4 minuti a gara. Nonostante il limitato minutaggio e una media di 2,8 punti a partita, nella trasferta di Sassari realizza un massimo stagionale di 14 punti. La squadra si classifica all'ultimo posto e retrocede, con Pozzecco che rimane in rosa anche l'anno dopo, in Serie B d'Eccellenza, con la società che nel frattempo viene trasformata in Libertas Udine.

Per la stagione 1993-1994 approda alla Libertas Pallacanestro Livorno, società nata due anni prima come risultato della fusione tra le due realtà cittadine rivali, ovvero la Libertas e la Pallacanestro Livorno. Il trasferimento di Pozzecco al club toscano avviene in un contesto in cui entrambe le società erano riconducibili alla famiglia di Francesco Querci, sia quella udinese sia quella toscana. Con i labronici disputa il suo primo campionato di Serie A1, partendo perlopiù dalla panchina ma chiudendo la regular season con una media di 8,3 punti in trenta presenze, cifre che salgono a 18,8 nelle nove gare di play-out che decretano la retrocessione in Serie A2, preludio al successivo fallimento societario.

Varese

Nell'estate 1994 passa alla Pallacanestro Varese a parametro zero, visti i problemi societari della società livornese. Nella formazione lombarda, appena risalita in Serie A1, Pozzecco entra fin da subito nel quintetto titolare con un utilizzo medio di quasi 25 minuti a partita e una media di 7,5 punti, nonostante alcune frizioni con l'allenatore Edoardo Rusconi che, pur riconoscendo il talento tecnico del giocatore, ne criticava l'esuberanza cestistica e certi aspetti di gioco estrosi considerati dal tecnico talvolta inutili. Le divergenze tra Pozzecco e Rusconi vengono riportate come uno dei fattori che portano poi alla separazione dal tecnico, sostituito con Carlo Recalcati a partire dalla stagione 1997-1998. Sotto la guida del nuovo tecnico, più propenso a concedergli libertà di gioco, Pozzecco continua il suo percorso di crescita anche in termini di numeri, con 21,4 punti e 4,6 assist di media realizzati in regular season in quella stagione.

L'anno seguente, nel 1998-1999, nonostante un monte stipendi più basso rispetto ad altre società e con una rosa in parte a trazione italiana (con il croato Mršić e il portoricano Santiago ad affiancarsi agli italiani Andrea Meneghin, Del Pol, Galanda, Vescovi e Zanus Fortes tra gli altri), Pozzecco, con il suo carisma e il suo basket veloce, guida i biancorossi a uno storico scudetto, quello della stella, conquistato al termine delle finali dominate per 3-0 contro la Benetton Treviso, riportando così in città un titolo che mancava da 21 anni. In quelle finali Pozzecco gioca con i capelli tinti di rosso fluo e, in gara 3, rimane in campo con la maglia sporca di sangue dopo essersi rotto il naso a seguito di una gomitata da parte di Marcelo Nicola.

Prima dell'inizio del campionato successivo, i campioni d'Italia in carica perdono coach Recalcati ed alcuni giocatori di spicco tra cui Mršić, De Pol e Galanda. A settembre il club conquista la Supercoppa italiana e a ottobre durante il torneo amichevole McDonald's Open tiene testa ai San Antonio Spurs cedendo solo negli ultimi minuti, tuttavia il resto della stagione a livello di squadra segna l'inizio del declino dai fasti dello scudetto, con piazzamenti di centro-bassa classifica e un cambio di allenatore, chiudendo la regular season al decimo posto, con Pozzecco che mette a referto 19,5 punti e 4,6 assist di media. Nel 2000-2001, stagione in cui anche Andrea Meneghin lascia la rosa e la società cambia proprietà, Varese chiude undicesima, mentre Pozzecco è capocannoniere del torneo per punti totali e secondo per media punti, con 865 punti in 32 partite, equivalenti a 27,0 punti di media, superato solo da Vincenzo Esposito che ne realizza 28,0 di media ma in sole 20 presenze.

Nell'estate 2001, Pozzecco vola negli Stati Uniti per disputare la NBA Summer League con i Toronto Raptors: la sua migliore prestazione del torneo arriva nell'ultima gara contro i San Antonio Spurs quando realizza 21 punti in 20 minuti, ma il passaggio in NBA poi non si concretizza. Torna quindi in Italia per una tribolata stagione 2001-2002 che vede i lombardi piazzarsi ancora al decimo posto con tre allenatori diversi nel corso del campionato, l'ultimo dei quali l'allenatore francese Gregor Beugnot, con il quale Pozzecco entra successivamente in contrasto. Già nel corso della stagione circolano voci su una possibile partenza del giocatore a fine anno, ed infatti alla conclusione del campionato Beugnot viene confermato con un contratto pluriennale mentre Pozzecco il 5 agosto 2002 lascia ufficialmente la società dopo otto stagioni nonostante avesse ancora due anni di contratto.

Fortitudo Bologna Svincolatosi da Varese, nell'agosto 2002 Pozzecco diventa un giocatore della Fortitudo Bologna, formazione che punta a rimanere competitiva nonostante un budget in parte più contenuto rispetto agli ingenti investimenti delle stagioni precedenti. Al primo anno in biancoblù, sotto la guida di Matteo Boniciolli prima e poi di Jasmin Repeša a partire da novembre, viene utilizzato in media 21,9 minuti a partita con 11,9 punti di media, numero che scendono leggermente a 18,8 minuti e 11,0 punti nei play-off che vedono gli emiliani arrivare fino alle finali scudetto perse contro la Benetton Treviso. Nonostante il rapporto non idilliaco con il general manager Zoran Savić e l'arrivo del playmaker Miloš Vujanić, Pozzecco rimane in rosa: nel campionato 2003-2004 realizza in media 7,3 punti in 18,2 minuti in regular season e 5,5 punti in 11,3 minuti nei play-off, durante i quali si infortuna in gara 3 dei quarti di finale contro Roma. Prima dell'infortunio aveva disputato anche le Final Four di Eurolega, segnando 10 punti sia nella vittoria in semifinale contro la Montepaschi Siena sia nella sconfitta in finale contro i padroni di casa del Maccabi Tel Aviv. Reduce dalla grande prestazione collettiva alle Olimpiadi di Atene 2004, in cui la nazionale italiana vince la medaglia d'argento, Pozzecco rimane alla Fortitudo anche per la stagione successiva: in 21 presenze in campionato segna 5,2 punti in 14,9 minuti di media. Ad aprile, tuttavia, viene sospeso a tempo indeterminato da allenamenti e partite a seguito di una lite con l'allenatore Jasmin Repeša nella partita esterna ad Avellino, che fa seguito a un precedente scontro negli spogliatoi durante la trasferta di Eurolega a Vitoria poi trapelato sulla stampa.

Estero Pochi giorni dopo essere stato sospeso, a fine aprile 2005, Pozzecco risolve il suo contratto con la Fortitudo – che nel giro di qualche settimana vincerà lo scudetto 2004-2005 – e va a terminare la stagione nella seconda serie spagnola al Saragozza. In tre gare di play-off, perse dalla sua squadra (sesta) contro il León (terzo), il playmaker italiano sigla 23,3 punti a partita.

Nell'estate 2005 accetta la ricca offerta del club russo emergente Chimki, con cui firma un contratto annuale. Con la formazione gialloblù raggiunge le finali sia del campionato, perse contro il CSKA Mosca campione d'Europa in carica, sia della Coppa di Russia, persa anch'essa contro il CSKA, e infine della FIBA EuroCup, dove a prevalere sono gli spagnoli del Badalona. Rimane in Russia per un'ulteriore stagione, sempre trascorsa con la canotta del Chimki.

Capo d'Orlando e ritiro Dopo aver deciso di tornare a giocare nel campionato italiano, Pozzecco nel luglio 2007 è sul punto di accettare la chiamata della Virtus Bologna per poi rinunciare all'offerta, motivando la scelta in virtù del suo passato nella Fortitudo. Si accorda così con l'Orlandina Basket, formazione di Serie A capitanata dal suo amico Francesco Orsini, progettando di ritirarsi a fine campionato. La stagione del trentacinquenne Pozzecco presso il club siciliano lo vede viaggiare a 17,6 punti e 7,8 assist di media (miglior assistman del torneo), con un contributo determinante al raggiungimento del sesto posto in classifica che qualifica i biancazzurri per i quarti di finale dei play-off scudetto della Serie A 2007-2008.

A fine stagione conferma il ritiro dal basket professionistico, decisione maturata già prima che, all'inizio della stagione 2008-2009, il Consiglio Federale della FIP estromette la società dalla Serie A. Nel frattempo, Enzo Sindoni, presidente del club e sindaco della cittadina, conferisce a Pozzecco la cittadinanza onoraria.

Nella stagione 2008-2009 veste per una partita la casacca della Servolana Trieste, formazione partecipante al campionato di Serie C regionale (ex C2) in cui militava il fratello maggiore Gianluca. In quell'occasione Gianmarco Pozzecco mette a referto 34 punti e 10 assist.

Nel marzo 2010, Pozzecco scende in campo per una partita di Serie C Dilettanti con la nuova Orlandina Basket, ripartita dal basso proprio in quella stagione: in quell'occasione segna 10 punti contro l'Amatori Basket Messina.

Nazionale Il 27 dicembre 1994 gioca la sua prima partita con la nazionale maggiore, in occasione di un'amichevole ad Atene contro la Grecia.

Il CT Bogdan Tanjević lo include tra i dodici convocati per i Mondiali 1998, ma non per gli Europei 1999, che vedono gli azzurri conquistare la medaglia d'oro. La scelta, che suscita ampio dibattito poiché Pozzecco ha appena trascinato Varese allo scudetto della stella, viene successivamente giustificata dal tecnico montenegrino con la necessità di avere giocatori dalle caratteristiche differenti. Viene escluso per scelta tecnica anche dai convocati per gli Europei 2003, nonostante in quel caso il CT sia Carlo Recalcati, l'allenatore con cui aveva vinto lo scudetto del 1999 a Varese.

Pozzecco torna a vestire la maglia azzurra per un torneo maggiore nel 2004, anno in cui è tra i protagonisti della spedizione guidata dal CT Carlo Recalcati che ottiene la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene. In occasione della semifinale olimpica vinta 100-91 contro la Lituania, contribuisce con 17 punti in 21 minuti di gioco. Lo stesso CT Recalcati lo convoca anche per gli Europei 2005.

Nel suo periodo in nazionale, dal 1994 al 2005, Pozzecco totalizza 84 presenze e 595 punti.

Allenatore Gli inizi, l'esperienza croata

Il 13 novembre 2012 viene nominato nuovo allenatore dell'UPEA Capo d'Orlando in sostituzione di Massimo Bernardi. Prende la squadra in ultima posizione (0-6) e chiude la stagione all'undicesimo posto (12-16) per un totale di 12 vittorie e 10 sconfitte alla prima stagione da allenatore. In estate decide di prolungare il suo rapporto con l'Orlandina Basket. Nella stagione 2013/2014 diventa l'allenatore di Matteo Soragna e Gianluca Basile, suoi ex compagni in nazionale, ingaggiati nel mercato estivo dalla dirigenza paladina. La sua Orlandina chiude seconda la stagione regolare e arriva in finale, perdendo la serie 3-0 contro l'Aquila Basket Trento.