La Villa Reale di Monza è un palazzo in stile neoclassico realizzato a Monza durante la dominazione austriaca del XVIII secolo e progettato da Giuseppe Piermarini quale residenza privata degli Asburgo-Lorena.
Sotto il Regno d'Italia napoleonico, per volere del viceré Eugenio di Beauharnais assunse la funzione di residenza reale, mantenuta poi anche con il Regno d'Italia unitario, finché ai primi del '900 i regnanti di Casa Savoia cessarono di abitarvi.
Ospita mostre, esposizioni e in un'ala anche il liceo artistico Nanni Valentini di Monza.
Storia La costruzione
La costruzione della villa fu voluta dall'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo quale residenza estiva per la corte arciducale del figlio Ferdinando d'Asburgo-Este, governatore generale della Lombardia austriaca dal 1771, che inizialmente si era stabilita nella villa Alari di Cernusco sul Naviglio, presa in affitto dalla famiglia Alari. La scelta di Monza fu dovuta alla salubrità dell'aria e all'amenità del paese, ma esprimeva anche un forte simbolo di legame tra Vienna e Milano, trovandosi il luogo sulla strada per la capitale imperiale.
L'incarico della costruzione, conferito nel 1777 all'architetto imperiale Giuseppe Piermarini, fu portato a termine in soli tre anni, mentre per terminare l'allestimento dei curatissimi giardini si rese necessario qualche anno in più. Successivamente il giovane arciduca Ferdinando fece apportare aggiunte al complesso, sempre per opera del Piermarini, e usò la Villa come propria residenza di campagna fino all'arrivo delle armate napoleoniche nel 1796.
Tra i principali modelli da cui Piermarini prese ispirazione vi sono il Castello di Schönbrunn e la Reggia di Caserta del suo maestro Vanvitelli. Da Schönbrunn è ripresa in particolare la pianta a U rovesciata, che unisce il forte impatto scenografico che le ali laterali conferiscono alla facciata principale, alla comodità distributiva che prevedeva l'utilizzo del corpo centrale per le funzioni di rappresentanza, le ali laterali per gli appartamenti privati e gli avancorpi per le funzioni di servizio. A tale scopo, il corpo principale presenta solo due piani di altezza doppia rispetto ai locali delle ali laterali, oltre al belvedere centrale situato al terzo piano. Nelle ali destinate a funzioni private i piani sono invece cinque, con due di minore altezza destinati alla servitù. A differenza degli altri palazzi imperiali, è qui preferito l'orientamento est-ovest delle facciate, rispetto al classico orientamento nord-sud che garantiva un maggior irradiamento solare. È discusso se tale scelta fosse dovuta a garantire un clima più fresco nei locali della villa oppure la volontà di orientare la facciata sui giardini verso la capitale austriaca.
La villa è notevolmente estesa: 700 locali per un totale di 22 000 m².
Il periodo napoleonico
Eugenio di Beauharnais, nel 1805 nominato viceré dell'appena costituito Regno d'Italia napoleonico, fissò la sua residenza principale nella Villa che quindi in questa occasione assunse il nome di "Villa Reale".
Il nuovo viceré commissionò al suo architetto di fiducia Luigi Canonica delle migliorie per la villa, tra cui la costruzione del teatrino di corte - raccolta struttura per musica, canto, danza e teatro - realizzato nell'ala nord.
Fu sempre per volere di Beauharnais che, tra il 1806 e il 1808, il complesso della Villa e dei suoi Giardini venne esteso in dimensioni, tramite la realizzazione del vasto parco recintato oggi noto come Parco di Monza;Monica Torri e Paolo Patanè, La Villa Reale di Monza, ISBN 978-88-317-2220-9 pag.24 fu infatti proprio fra il 1807 e 1808 che fu costruito il muro di cinta attuale lungo , utilizzando il materiale di demolizione dell'antico castello visconteo. Negli stessi anni, venne realizzato un monumentale rettifilo, ornato da quattro filari di platani, per mettere in diretta comunicazione il così detto viale di Ponente, a ovest della Villa, con la vecchia strada postale per Milano, a Sesto San Giovanni. Ai due estremi vennero realizzati una piazza circolare (il rondò dei pini) e una ottagonale (il rondò di Sesto). Il viale venne portato a compimento nel 1838, con la realizzazione di un secondo rettifilo tra il rondò di Sesto e quello di Loreto, a Milano, in occasione della venuta dell'imperatore Ferdinando I d'Austria per la sua incoronazione aRe del Lombardo-Veneto, nel settembre di quell'anno.
Il ritorno austriaco Dopo la caduta di Napoleone nel 1815, vi fu il ritorno degli austriaci, con la nomina a viceré di Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena per il nuovo Regno Lombardo-Veneto. L'arciduca Ranieri era un appassionato di botanica e fu grazie a lui che il Parco e i Giardini si arricchirono di nuove e preziose essenze.
Fu sempre grazie a Ranieri che nel 1819 fu aperta nel parco una scuola per formare dei giardinieri professionisti atti a curare i giardini delle residenze imperiali. L'arciduca commissionò all'architetto Giacomo Tazzini un riammodernamento della villa. Operò in particolare sugli appartamenti riservati ai figli e alle figlie dell'arciduca, oltre che sui pavimenti, che furono arricchiti di decori preziosi, e sui bagni. Ranieri lasciò Monza nel 1848 e per un brevissimo lasso di tempo vi si stabilì il maresciallo Radetzky.
Nel 1857 giunse il nuovo governatore del Lombardo-Veneto, l'arciduca Massimiliano d'Asburgo, che la occupò in modo sporadico per soli due anni, chiudendo così definitivamente il periodo austriaco della Villa Reale.Monica Torri e Paolo Patanè, La Villa Reale di Monza, pag.31-35
Il Regno d'Italia
Con la fine della seconda guerra di indipendenza (1859), la Villa Reale divenne patrimonio di Casa Savoia.
Nel 1868 la villa fu donata da Vittorio Emanuele II di Savoia al figlio, il futuro Umberto I, in occasione del suo matrimonio con Margherita di Savoia. La villa fu un regalo molto gradito e utilizzato dalla coppia principesca; dopo la morte del re Vittorio Emanuele furono intrapresi lavori di ammodernamento di cui furono incaricati gli architetti Achille Majnoni d'Intignano e Luigi Tarantola.
A disposizione della Villa, per la casa reale e i suoi ospiti, nel 1882 viene realizzata la vicina Stazione Reale sulla nuova linea ferroviaria Monza-Chiasso (prolungamento della linea Milano-Monza del 1840).
Il 29 luglio 1900 Umberto I di Savoia fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci mentre assisteva a una manifestazione sportiva organizzata dalla società sportiva "Forti e Liberi". A seguito del luttuoso evento il nuovo re, Vittorio Emanuele III, non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferendone al Quirinale gran parte degli arredi.
XX secolo
Nel 1934 con Regio decreto Vittorio Emanuele III di Savoia fece dono di gran parte della Villa congiuntamente ai Comuni di Monza e di Milano, ma già nel 1919 era stata ceduta in uso all'Opera nazionale combattenti insieme al parco di MonzaTurista in casa (terza parte), 2002 (pubblicazione allegata al trimestrale La Provincia in Casa, edita a cura della direzione centrale presidenza settore comunicazione della Provincia di Milano), p. 19. e nel 1923 in un'ala venne aperto l'istituto superiore per le industrie artistiche che vi organizzò la Biennale delle arti decorative (divenuta poi la Triennale di Milano). Mantenne però la porzione sud con le sale dell'appartamento del padre, re Umberto I, tenute costantemente chiuse in sua memoria.
Durante la Repubblica Sociale Italiana fu sede del comando della Guardia Nazionale Repubblicana.
Le vicende dell'immediato dopoguerra della seconda guerra mondiale provocarono occupazioni, ulteriori spoliazione e decadenza del monumento.
Con l'avvento della Repubblica, l'ala sud è diventata patrimonio e amministrata dallo Stato. Il resto della Villa Reale è amministrato congiuntamente dal Comune di Monza e dalla Regione Lombardia.
XXI secolo Sedi decentrate dei ministeri
Dal 23 luglio 2011, con il governo Berlusconi IV, la villa ospitò sedi distaccate del Ministero dell'economia e delle finanze e di alcuni dipartimenti della Presidenza del Consiglio (Riforme, Semplificazione e Turismo) inaugurate in presenza dei ministri rispettivi titolari: Giulio Tremonti, Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Michela Vittoria Brambilla.
Il 19 ottobre dello stesso anno il tribunale di Roma annullò i decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri a Villa Reale per condotta antisindacale, dato che tali sedi erano state istituite senza coinvolgere le organizzazioni sindacali e/o senza attivare preliminarmente, come previsto dalla legge, l'informazione preventiva o la concertazione con le organizzazioni sindacali.
Con la caduta del governo Berlusconi le sedi distaccate furono definitivamente soppresse dal nuovo governo Monti.
Epoca recente
Dopo un lungo periodo di degrado dovuto anche al frazionamento delle amministrazioni, nel 2012 sono iniziati i lavori di restauro all'interno della villa, che prevedono il recupero e la valorizzazione del corpo centrale, il recupero parziale delle ali nord e sud, la realizzazione dell'area tecnica esterna alla Villa nel lato nord e il recupero del Cortile d'onore dell'avancorte.
Per quanto riguarda la struttura edilizia, è stato previsto il consolidamento delle murature del piano terra, il restauro e consolidamento delle volte e dei solai lignei, l'esecuzione di opere di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza della corte e il ripristino della pavimentazione, della cancellata e della facciata sud dell'area nord. Inoltre, il progetto ha previsto la riqualificazione del Belvedere curata dall'architetto Michele De Lucchi e il restauro delle sale del piano terra.
Dopo il termine dei lavori, il 26 giugno 2014, la villa è stata inaugurata l'8 settembre 2014.
Al momento si possono visitare gli appartamenti reali di Umberto I e di Margherita di Savoia che conservano ancora parte degli arredi, oltre alle sale di rappresentanza e gli altri appartamenti privati allestiti per la visita dell'Imperatore di Germania Guglielmo II nel 1889, per il Principe di Napoli, futuro re Vittorio Emanuele III, e per la Duchessa di Genova, Elisabetta di Sassonia, madre della Regina Margherita.
La Villa, i Giardini Reali e il Parco sono gestiti da un consorzio unico, di cui fanno parte gli enti proprietari della Villa.
Valorizzazione dell’arte contemporanea
Negli ultimi anni la Villa Reale di Monza ha consolidato il proprio ruolo come spazio espositivo anche per l’arte contemporanea, ospitando mostre temporanee e progetti che mettono in dialogo opere moderne e contemporanee con gli ambienti storici del palazzo.
Dal dicembre 2023 è attivo il progetto Reggia Contemporanea, che ha riallestito il Secondo Piano Nobile e parte del Primo Piano Nobile con oltre cento opere di arte e design italiani del periodo repubblicano, affiancate ad arredi sabaudi e asburgici. L'Orangerie della Villa Reale, edificio neoclassico, è invece destinata in maniera stabile a esposizioni temporanee di arte moderna e contemporanea.
Mostre selezionate Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière (2019) – circa 150 opere dall’Herakleidon Museum di Atene, esposte tra aprile e settembre 2019, prorogate fino al gennaio 2020; curata da Stefano Zuffi. Arte e Diamanti / Esposizione d’Arte Contemporanea di Cesare Catania (2019) – mostra personale con circa quaranta opere, allestita nel piano nobile dal 1 al 30 giugno 2019. Royal Dalí (2019–2021) – esposizione dedicata a Salvador Dalí al Piano Belvedere, aperta dal 7 dicembre 2019 al 7 dicembre 2021. Artisti d’Italia (2022) – collettiva curata da Vittorio Sgarbi con oltre 200 opere di più di 100 artisti, ospitata al terzo piano Belvedere dal 25 marzo al 25 aprile 2022. Keith Haring. Radiant Vision (2022–2023) – mostra itinerante su Keith Haring all’Orangerie, dal 30 settembre 2022 al 29 gennaio 2023. Artisti d’Italia (2023) – nuova edizione della collettiva, all’Orangerie dal 1 al 18 giugno 2023, con circa 120 opere tra pittura, scultura e fotografia.