Ben-Hur è un film del 1959 diretto da William Wyler con protagonista Charlton Heston. Colossal a tema storico e drammatico, è uno dei più grandi e premiati successi della storia del cinema, ispirato all'omonimo romanzo del generale Lewis "Lew" Wallace, da cui erano già stati tratti due film: uno del 1907 e l'altro del 1925, divenuti punti di riferimento del cinema muto. Il sottotitolo del film, A Tale of the Christ ovvero "Un racconto del Cristo", è dovuto al fatto che tutta la vicenda si svolge al tempo e nei luoghi in cui avviene la storia di Gesù Cristo, che, interpretato da Claude Heater, compare tre volte nel film senza mai essere inquadrato in volto.
Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1960, è considerato uno dei migliori film mai realizzati e venne premiato con il maggior numero di Premi Oscar (undici) nella storia del cinema, record che detiene insieme a Titanic e a Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re. La scena della corsa delle quadrighe al Circo di Gerusalemme è considerata una delle più spettacolari scene d'azione della storia del cinema.
Nel 2004 fu scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l'American Film Institute lo inserì al settantaduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, scese al centesimo posto; lo stesso istituto lo inserì al secondo posto nella categoria epico.
Trama
I secolo d.C. Il film prende il via quando i magi Gaspare, Baldassarre e Melchiorre giungono alla grotta di Betlemme per adorare il neonato Gesù. La narrazione ha quindi un salto temporale in avanti di ventisei anni, quando a Gerusalemme, in Giudea, si prepara l'arrivo del nuovo governatore romano Valerio Grato, preceduto da quello del nuovo comandante della guarnigione, il tribuno Messala, inviato dall'imperatore Tiberio per reprimere le continue ribellioni dei Giudei all'autorità di Roma. Viene a salutarlo un suo fraterno amico d'infanzia, il principe e mercante Giuda Ben-Hur, l'uomo più ricco di Gerusalemme ed esponente di una delle famiglie più importanti della Giudea. Messala cerca di coinvolgerlo nei suoi piani illustrandogli i vantaggi dell'alleanza con Roma per il loro avvenire ma, quando gli chiede di tradire il suo popolo facendogli i nomi dei rivoltosi, Ben-Hur si rifiuta categoricamente e la loro amicizia inevitabilmente si rompe.
Durante la parata di benvenuto per l'arrivo del governatore Grato, dalla terrazza della casa di Ben-Hur, da cui è affacciata la sorella minore Tirzah, cadono accidentalmente delle tegole proprio sul governatore. Accusati di aver attentato alla vita del funzionario romano, pur sapendo della loro innocenza, Messala fa imprigionare Tirzah e sua madre Miriam, e condanna Ben-Hur alla schiavitù come rematore sulle galee, vendicandosi così del torto subito dall'amico. Mentre Ben-Hur è in cammino verso il suo destino con gli altri schiavi, il gruppo si ferma a Nazareth, nei pressi di un pozzo. I sorveglianti concedono ai prigionieri di dissetarsi, ma non a Ben-Hur, a cui Messala non fa lesinare trattamenti "speciali". Egli è però soccorso da un misterioso uomo, Gesù, che si mostra misericordioso e gli porge dell'acqua, facendogli riacquistare così la volontà di vivere che aveva perso.
Dopo tre anni trascorsi sulle galee come rematore, Ben-Hur viene assegnato alla nave ammiraglia del console romano Quinto Arrio che, avendo notato la sua determinazione ed autodisciplina, ordina che venga liberato dalle catene quando i pirati macedoni attaccano la flotta romana. Nel corso della battaglia, lo scafo della galea viene speronato da una nave nemica e Ben-Hur, dopo aver liberato gli altri rematori, si getta in mare per soccorrere Arrio, che riesce a salvare trascinandolo con sè su una tavola di legno che galleggia tra i detriti della galea naufragata. Dopo essere stati raccolti da una nave romana, Arrio scopre che la battaglia è stata vinta nonostante la perdita di diverse galee. In seguito si fa accompagnare da Ben-Hur a Roma ed ottiene dall'imperatore Tiberio la sua liberazione, adottandolo come figlio.
A Roma, Ben-Hur diventa campione delle corse con le quadrighe ma il pensiero per la sorte della madre e della sorella continua a non dargli pace, cosicché decide di tornare nella sua terra natia. Durante il tragitto verso Gerusalemme, Ben-Hur incontra Baldassarre, uno dei Magi, il quale si sta recando in Giudea alla ricerca del Messia, cioè Gesù, che già aveva adorato alla nascita e che accidentalmente aveva confuso con lo stesso Ben-Hur durante il loro primo precedente incontro. Il vecchio mago gli fa conoscere lo sceicco Ilderim, il quale, apprezzatane la competenza e la perizia, gli propone di correre per lui nella grande corsa delle quadrighe in programma a breve a Gerusalemme. Il principe, tuttavia, nonostante scopra che alla corsa parteciperà anche Messala, rifiuta perché desidera raggiungere casa sua il prima possibile.
Ritornato nella sua vecchia dimora di famiglia, ormai in rovina e dimenticata da tutti, Ben-Hur vi ritrova l'anziano e fedele servo Simonide e sua figlia Ester, da sempre innamorata di lui e da anni in attesa del suo ritorno. Forte della sua posizione di figlio adottivo del console Arrio, Ben-Hur intima a Messala di restituirgli la madre e la sorella ma, quando i suoi uomini riaprono la cella per trovare le due donne, scoprono che hanno contratto la lebbra. Prima di lasciare definitivamente la città per via della loro malattia, Miriam e Tirzah tornano nella loro vecchia casa e vi trovano Ester, da cui si fanno giurare di nascondere la loro triste sorte a Ben-Hur per risparmiargli ulteriore dolore. Avuta la falsa notizia della morte della madre e della sorella in prigione, Ben-Hur giura vendetta contro Messala e decide di accettare la proposta di Ilderim, perciò affronta eroicamente la corsa delle quadrighe nell'arena di Gerusalemme, uscendone vincitore nonostante il comportamento scorretto del tribuno, che tenta più volte di sopraffarlo ma finisce per rimanere mortalmente ferito dopo essere stato calpestato dai cavalli di un altro carro. Negli ultimi istanti di vita, tra terribili sofferenze, Messala rivela a Ben-Hur la verità su Miriam e Tirzah, vive ma confinate nella valle dei lebbrosi poco fuori dalla città. Ben-Hur si reca da loro ma incontra la ferma opposizione di Ester che gli impedisce di vederle.
Sulla via del ritorno, ormai avvilito e pieno di rancore, incontra nuovamente Baldassarre, il quale afferma di aver finalmente trovato il Messia che cercava e si sta appunto recando a sentirlo predicare. A differenza di Ben-Hur che si reca dal governatore Ponzio Pilato per rifiutare la paternità di Arrio ed esprimere così il suo disprezzo verso Roma e ciò che essa rappresenta, Ester si ferma insieme a Baldassarre ad ascoltare il Sermone della Montagna e si convince che quell'Uomo è il vero Messia. Nella speranza di ottenere da Lui la guarigione di Miriam e Tirzah, vince la loro ostinata opposizione ad incontrare Ben-Hur per poi condurle a Gerusalemme alla presenza di Gesù, nonostante Tirzah sia in fin di vita. Ma proprio nel momento del loro arrivo, Gesù è condannato a morte da Pilato e viene caricato della croce. Ben-Hur riconosce in Lui l'uomo di Nazareth che alcuni anni prima lo aveva dissetato e sarà questa volta lui ad offrire l'acqua a Gesù caduto sotto il peso della croce, ricambiando così il suo gesto di carità. La morte di Gesù e il sangue da Lui versato per la salvezza dell'umanità provocano la miracolosa guarigione di Miriam e Tirzah dalla lebbra. Avendo finalmente capito grazie a Cristo l'assurdità della vendetta, Ben-Hur abbandona per sempre la lotta. Dopo di ciò, il film si conclude con un pastore che pascola il proprio gregge, con sullo sfondo il Golgota e le tre croci vuote al tramonto.
Produzione Sviluppo
Nel 1958 la Metro-Goldwyn-Mayer era sull'orlo della bancarotta e, per salvarsi, chiese al produttore Sam Zimbalist (reduce dal successo del colossal religioso Quo Vadis) di realizzare una trasposizione cinematografica del romanzo Ben-Hur (Ben-Hur: A Tale of the Christ), scritto dall'eroe della guerra di secessione americana Lew Wallace. Questo romanzo aveva già avuto altre due versioni cinematografiche mute. Zimbalist affidò la regia del progetto a William Wyler, già regista di film come Figlia del vento (1938), Vacanze romane (1954) e Il grande paese (1958). Pur di assicurarsi Wyler come regista, Zimbalist non esitò a offrirgli un ingaggio di un milione di dollari: mai nessun regista era stato pagato così tanto. La produzione partì quindi per Roma per andare a girare negli stabilimenti cinematografici di Cinecittà.
Il sottotitolo del romanzo originale, A Tale of the Christ, che significa Un racconto del Cristo, è dovuto al fatto che tutta la vicenda si svolge al tempo e nei luoghi in cui si consuma la storia di Gesù Cristo; nel film egli, interpretato da Claude Heater, compare tre volte, senza mai essere mostrato in volto. Viene raccontata la sua nascita a Betlemme, lo si incontra di nuovo a Nazaret, dove dà un po' d'acqua a Ben-Hur che, in catene, è portato alle galee attraverso il deserto, e lo si vede (inizialmente da lontano, poi più da vicino, ancora di spalle) all'inizio del Sermone della Montagna. Infine si vede Cristo, durante la Via Crucis, sfilare con la croce in spalla davanti a Ben-Hur, Miriam e Tirzah.
Fu invece Maurizio Lodi-Fè a fare da direttore di produzione e svolgere tutta la produzione a Cinecittà e nelle vie di Roma, seguito dal suo collega nonché amico William Wyler, conosciuto durante la lavorazione di Vacanze romane.
Sceneggiatura
La costruzione dei set stava per terminare, ma ancora non c'era un copione. La MGM aveva a disposizione 40 sceneggiature, ma alla fine venne scelta quella scritta da Karl Tunberg, ultimata il 27 aprile 1958. A William Wyler, però, non piacque molto e così commissionò ampie modifiche al commediografo S. N. Behrman e al giornalista Maxwell Anderson, affidandosi in seguito allo scrittore Gore Vidal, che aveva un contratto con la MGM. Vidal ebbe l'idea di trasformare l'amicizia fraterna tra Giuda Ben-Hur e Messala in un amore omosessuale, cosa che tuttavia non piacque affatto a Wyler, che lo cacciò via. A sostituire Vidal venne chiamato il drammaturgo Christopher Fry, che diede ai dialoghi del copione un linguaggio formale e aristocratico. A lavoro finito, però, la corporazione degli scrittori stabilì che la sceneggiatura era stata scritta solo da Karl Tunberg, il cui nome resta infatti il solo nei titoli di testa. In un'intervista acclusa al DVD del film, Vidal affermò che - per ripicca - Wyler (il quale stimava unicamente Fry) non fece poi candidare Tunberg agli Oscar.
Casting Charlton Heston
Per la parte di Giuda Ben-Hur la MGM voleva Paul Newman, ma lui rifiutò. Allora vennero presi in considerazione Marlon Brando, Burt Lancaster, Rock Hudson e Kirk Douglas. Quest'ultimo voleva interpretare a tutti i costi Ben-Hur, ma Wyler voleva che facesse Messala. Allora Douglas decise di vendicarsi diventando produttore esecutivo e attore protagonista del celeberrimo film Spartacus.Kirk Douglas. The Ragman's Son (Autobiography). Pocket Books, 1990. Chapter 26: The Wars of Spartacus. La MGM fece un provino a diverse persone per il ruolo, tra cui Cesare Danova.
Infine Wyler scelse Charlton Heston che aveva già lavorato con lui ne Il grande paese.
Stephen Boyd
Per la parte di Messala venne sottoposto a provino Leslie Nielsen, futura star del cinema comico. Wyler scritturò l'attore irlandese Stephen Boyd dopo aver visto la sua performance da antagonista nel film L'uomo che non è mai esistito (1956) ma c'era un problema: egli voleva un attore con gli occhi castani perché la maggior parte degli interpreti li aveva blu. Boyd, per interpretare Messala, fu costretto a usare le lenti a contatto.
Altri componenti del cast