La rete filoviaria di Modena è costituita da tre linee filoviarie.
Attivata nel 1950, ha conosciuto nel corso dei decenni diverse fasi di espansione e contrazione, conoscendo infine un deciso rilancio nell'ultimo decennio. È gestita da Società Emiliana Trasporti Autofiloviari (SETA) e di proprietà dell'agenzia aMo (Agenzia per la Mobilità e il trasporto pubblico locale di Modena s.p.a.).
Rete La rete è costituita da tre linee, di cui solo 2 attualmente in uso (la linea 11 è soppressa nei giorni festivi e la 7 diventa 7A seguendo un percorso modificato): via Chinnici - Autostazione [automobilistica] l'esercizio filoviario risulta attualmente non possibile a causa di varie tratte di linea bifilare inutilizzabili (giugno 2026) via Chinnici - Autostazione - via Santi [automobilistica] l'esercizio filoviario risulta attualmente non possibile a causa di varie tratte di linea bifilare inutilizzabili (giugno 2026) viale Gramsci - FFSS - Autolinee - via Emilia - Policlinico - via Gottardi (feriale) viale Gramsci - FFSS - Piazza Roma - via Emilia - Policlinico - via Gottardi (sabato pomeriggio e nei giorni festivi, la linea è deviata su corso Canalgrande, Piazza Roma, Vittorio Emanuele) Sant'Anna - via Zodiaco [automobilistica] l'esercizio filoviario risulta attualmente non possibile a causa di alcune tratte di linea bifilare rimosse (16 giugno 2026) (feriale, sostituito dal 13F durante i festivi)
In caso di manifestazioni che interessano il centro storico, le linee sono deviate sui viali di circonvallazione ed il servizio è svolto con autobus. Le principali manifestazioni sono: Fiera di s. Antonio (17 gennaio), Fiera di s. Geminiano (31 gennaio), Festival Filosofia (inizio settembre, date variabili). Il 17 gennaio vige l'orario feriale, mentre il 31 gennaio (ricorrenza del santo Patrono) l'orario festivo.
Storia
Nel 1949 l'Amministrazione Comunale di Modena decise di sostituire la rete tranviaria cittadina con una rete filoviaria, ritenuta più efficiente e moderna.
Le prime 2 linee della rete prevista (3/ Centro - San Faustino e 5 v.le Buon Pastore - San Cataldo) vennero attivate il 22 gennaio 1950; nei mesi successivi la rete si espanse gradualmente, a scapito del tram, fino all'inaugurazione di tutte le linee il 21 ottobre 1950.
Dal 1º settembre 1952, dopo quasi 2 anni di servizio, si rese necessaria una revisione dei percorsi, alla luce dei flussi di traffico rilevati; in particolare si rese necessario aggiungere al servizio delle due linee dette interstazionali un'ulteriore linea -la n. 5- in partenza dalla stazione delle Ferrovie ProvincialiAll'epoca, e fino al 2002, i treni delle ferrovie provinciali si attestavano solo alla "Stazione piccola", non esistendo un raccordo fino alla stazione FS.. La modifica fu resa possibile sostituendo per la linea 5 il capolinea originario di via Buon Pastore con la stazione Ferrovie Provinciali; il servizio per v. Buon Pastore venne garantito istituendo una nuova linea, la numero 6.
Proprio alla linea 5 toccherà anche il servizio per la nuova stazione Autolinee, inaugurata il 3 giugno 1953. A tale scopo la linea venne deviata -e così rimase definitivamente fino alla soppressione del 1972- per viale Molza e via Bacchini.
Per servire adeguatamente il nuovo quartiere della Sacca, posto a nord della ferrovia Milano-Bologna, il 30 settembre 1954 venne attivata la nuova linea 7 (p.za Torre - v. Farini - cavalcaferrovia - Sacca), che tuttavia restò in esercizio poco più di un anno: mancavano infatti le risorse per prolungare la linea verso ovest, fino al borgo della Madonnina (posando il bifilare sull'omonimo cavalcaferrovia inaugurato il 22 settembre 1954). La linea Madonnina-Sacca venne pertanto effettuata con autobus dal 26 novembre 1955 al 16 agosto 1959, data della nuova riorganizzazione dell'intero servizio filoviario. I lavori di elettrificazione del prolungamento alla Madonnina si svolsero da metà 1957 al 1959 (delibera del Comune di Modena 12 giugno 1957).
Riforma del 16 agosto 1959 Gli anni cinquanta si chiusero con una sostanziale riforma delle sei linee filoviarie circolanti, basandosi nuovamente sulle mutate esigenze di mobilità da parte degli utenti. Tra le novità principali si ricordano: nuovo abbinamento tra i capilinea periferici, rispetto ai percorsi del 1º settembre 1952; linee interstazionali 1 e 2 spostate da corso Canalchiaro a viale Tassoni; linea 3 spostata da viale Tassoni a corso Canalchiaro. soppressione dell'autolinea 7 Madonnina-Sacca con assegnazione del capolinea Madonnina alla linea 4 e capolinea Sacca alla linea 6.
Gli anni '60 Negli anni successivi entrarono in servizio nuovi prolungamenti, contestuali tuttavia alle prime soppressioni; l'autobus cominciava ad essere visto come mezzo più flessibile, sia nel districarsi nel traffico divenuto caotico, sia nell'inseguire l'espansione urbana senza bisogno di costruire nuove infrastrutture. dall'8 dicembre 1963 la linea 6 venne prolungata all'interno del quartiere della Sacca -via Don Monari-via Oberdan (capolinea)-via Anderlini-, per servire il nuovo quartiere INA Casa; dal 14 giugno 1965 -data di inizio dei costruzione del cavalcaferrovia della Crocetta- la linea 4 venne provvisoriamente sospesa con demolizione contestuale del capolinea e bifilare tagliato all'altezza di via Piave. Per circa un mese il servizio venne effettuato con autobus ma l'Ufficio Tecnico AMCM ritenne necessaria una sistemazione più razionale: dal 24 luglio 1965 venne pertanto istituito un nuovo tracciato, Madonnina-via Emilia Ovest-centro-via Emilia est-nuovo ospedale Policlinico (quest'ultimo terminato nell'estate 1963). Si noti che il progetto di installare il bifilare sul nuovo cavalcaferrovia Crocetta per prolungare la linea 4 in realtà non venne mai attuato: il quartiere Crocetta non avrebbe mai più avuto servizi di tipo filoviario. La linea 4 venne infine definitivamente soppressa dal 18 giugno 1966 e sostituita dalla nuova linea 7, istradata da largo Sant'Agostino alla stazione FS seguendo il nuovo tracciato di viale Monte Kosica. Venne così abbandonata anche la tratta per la Madonnina. Il collegamento Madonnina-Crocetta sarà ripristinato come linea automobilistica P. Da notare che una versione più corta della linea 7 (Piazza Torre-via Emilia centro-largo Garibaldi-via Emilia est-nuovo Policlinico) era stata in funzione dal 1963 al 1965 per garantire alla cittadinanza i collegamenti al nuovo polo ospedaliero. Effettuata con autobus, verrà sostituita dalla linea 4 modificata (1965). Il 2 ottobre 1967 fu inaugurato il prolungamento della linea 6 da viale Buon Pastore a viale fratelli Rosselli-via Conco-via Pordenone (capolinea), comprendente anche un attraversamento a raso della linea SEFTA per Sassuolo. Tale prolungamento rimase per molti anni (fino al 2000) l'ultima tratta realizzata ex novo.
La soppressione avvenuta nel 1964 della ferrovia per Mirandola, e la prevista chiusura (messa in pratica nel 1969) della linea per Vignola, fecero perdere importanza alla "Stazione piccola", e di riflesso alle filovie interstazionali 1 e 2. Esse furono così soppresse dal 21 agosto 1968, insieme alla filovia 3, i cui percorsi furono in buona parte assorbiti dalle nuove autolinee 11, 12 e 14. Modena rimaneva con le sole linee 5, 6, 7.
Gli anni '70; austerity e riforma del 1º ottobre 1973 Dal 2 ottobre 1972, approfittando della trasformazione in senso unico di v.le Fabrizi (in direzione largo Garibaldi), fu soppressa anche la linea 5, assorbita dall'autolinea 15. Vale la pena precisare che in realtà la cessazione della linea filoviaria 5 era già stata valutata nel 1968 (piani di riorganizzazione della rete urbana AMCM) e confermata da una delibera della Commissione Amministratrice AMCM del 17 dicembre 1971. La lunga sequenza di soppressioni fu fermata, almeno in parte, dalla cosiddetta austerity e dal contemporaneo diffondersi di una coscienza ecologica.
Infatti la scarsità di carburante a disposizione per il traffico privato aveva reso necessario l'aumento della frequenza dei mezzi pubblici, ma per evitare un transito troppo intenso di autobus nelle vie del centro storico, si decise di deviarli sui viali di circonvallazione lasciando in centro i soli filobusIl centro storico fu chiuso al traffico privato nel 1973., da concentrare su due linee navetta nord-sud ed est-ovest aventi frequenze elevate di passaggio.
L'insieme di modifiche, note anche come "riforma Fioretti" (dal nome dell'allora direttore generale di AMCM, ing. Divo Fioretti) entrarono in vigore il 1º ottobre 1973. Si prevedeva l'istituzione di 2 nuove linee filoviarie: linea NS (nord-sud): Ferrovie Stato-centro-piazzale Risorgimento linea EO (est-ovest): largo Garibaldi-centro-stazione Autolinee Poiché le vetture filoviarie (tredici veicoli, dal n.29 a 41) erano sufficienti solo di misura allo scopo, AMCM acquistò altri 2 filobus usati dalla rete di Livorno, appena dismessa. AMCM e Comune di Modena decisero di mantenere inoltre in esercizio la linea 7, giudicata importante perché collegava alcuni punti fondamentali della città e perché il suo percorso poteva integrarsi perfettamente con quello di EOLa navetta est-ovest si configurava come un rinforzo della linea 7.. In maniera diametralmente opposta si decise di sopprimere la linea filoviaria 6: essa venne trasformata in servizio con autobus, esclusa dal centro deviandola sui viali esterni e prolungata oltre gli storici capilinea di Buon Pastore e Sacca rispettivamente alle estremità periferiche di viale fratelli Rosselli e di strada Sant' Anna. Tuttavia la maggior parte delle corse, da quel momento identificate però come 6/ (6 barrato), mantenevano i capilinea filoviari originali. Dopo meno di un anno, dal 15 giugno 1974 si attuò un'ulteriore modifica, prolungando la linea EO dalla stazione autolinee alla stazione FS lungo il percorso della linea 7; come conseguenza, a sua volta la linea 7 divenne completamente autolinea, percorrendo come previsto per tutte le linee non filoviarie l'itinerario esterno sui viali attorno al parco delle Rimembranze.
Inoltre la linea NS provenendo dal centro della città percorreva corso Canalchiaro poi Calle di Luca (nuova elettrificazione) per servire la fermata di P.le Risorgimento angolo con v.le Vittorio Veneto e agevolare l'interscambio con le linee automobilistiche. L'ultimo tratto di corso Canalchiaro (eredità storica delle linee 1 - 2 e poi della 3) veniva quindi definitivamente abbandonato -seppure in un solo senso di marcia- e Calle di Luca rimarrà in servizio fino alla fine degli anni novanta per la linea 6/ (vedi paragrafi successivi).
Gli anni '70; riforma del 1975 Al termine del periodo di Austerity, fu possibile eliminare le navette EO e NS, che essendo le uniche linee urbane a percorrere il centro storico avevano provocato ripetute richieste da parte dei cittadini per il ripristino dei collegamenti diretti periferia-centro della città. Dal 1º ottobre 1975 le navette NS/EO furono soppresse e vennero così riattivate delle linee filoviarie 6/ e 7 con i seguenti percorsi: linea 6/ Buon Pastore-Sacca: stesso percorso del periodo 1967-1973, con l'aggiunta di Calle di Luca in direzione Buon Pastore. Il cambio di nome in "6 barrato" era motivato dal fatto che dal 1973 la linea 6 "nero" identificava il percorso prolungato rispettivamente a viale fratelli Rosselli e strada Sant' Anna e che continuava ad esistere come autolinea non transitante per il centroLa maggior parte delle corse erano comunque filoviarie, limitate al percorso 6/.. linea 7 Policlinico-Autolinee-Stazione FS: stesso percorso del periodo 1966-1973.
Sebbene la rete fosse ormai ridotta a queste due sole linee, AMCM decise di valorizzarla, puntando su un servizio filoviario forte, caratterizzato da elevate frequenze di corse delle due linee, come una sorta di prolungamenti delle ex-navette NS/EO: linea 6/ : ogni 8 minuti nei giorni feriali; ogni 10 minuti nei giorni festivi. linea 7: ogni 8 minuti, tutti i giorni feriali e festivi.