I diritti umani negli Stati Uniti d'America trovano tutela nella Costituzione degli Stati Uniti, nel paragrafo riguardante la "Carta dei Diritti", ma spesso sono sotto osservazione critica da parte di organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch.

Buona parte di libertà e diritti fondamentali, ad esempio diritti civili come quello di manifestare il pensiero, la libertà religiosa e i diritti economici sulla libertà d'impresa sono tra i più ampi del mondo, mentre vi sono diverse mancanze riguardo a diritti sociali di vario tipo, e alcune limitazioni alle libertà civili introdotte dopo l'11 settembre 2001, introdotti con l'USA PATRIOT Act e il Military Commissions Act of 2006.

Nel I emendamento, parte della Carta dei Diritti, si stabilisce che

Il V e il VI emendamento garantiscono il diritto ad un giusto processo e il diritto alla difesa. Il XV emendamento garantisce il diritto di voto senza discriminazioni. L'VIII emendamento proibisce le punizioni crudeli o inusuali:

Tuttavia è in vigore la pena di morte, a livello federale, militare e in 38 Stati (sebbene solo una minoranza di essi esegua numerose condanne). Non vi sono garanzie riguardanti il diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione, anche se ci sono dei programmi pubblici (scuola pubblica, Medicare, Medicaid, Obamacare).

Il governo statunitense è stato frequentemente accusato di violare i diritti umani con atti come tortura sia su suolo nazionale che all'estero, estradizioni illegalicasi di Maher Arar, Muhammad Assad, Mamdouh Habib, Benyam Mohammed e l'imam rapito in Italia, omicidi mirati contro personalità straniere e atti di terrorismo contro Paesi esteri, carcerazioni senza processo (violazione del diritto di habeas corpus)cfr. il Military Commissions Act of 2006 che consente la sospensione dei processi durante "ribellioni o invasioni"., imperialismo, crimini di guerra, giusto processo, condizioni di detenzione, brutalità poliziesca, pregiudizio razziale, neocolonialismo, trattamenti inumani e degradanti e supporto a dittature esterevedi Stati Uniti d'America nella crisi di Abadan o Golpe cileno del 1973. Gli Stati Uniti sono firmatari della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la principale organizzazione per i diritti umani e i diritti civili interna agli USA è l'American Civil Liberties Union. Tuttavia non hanno riconosciuto la giurisdizione della Corte penale internazionale.

Storia

Periodo coloniale dal 1492 al 1775 Nel 1492 Cristoforo Colombo sbarca nell'attuale continente americano, su alcune isole caraibiche. Gli spagnoli sono i primi a esplorare il territorio americano, seguiti dagli inglesi nel 1497, dagli olandesi nel 1609 e dai francesi nel 1652. Nei secoli seguenti gli europei fondano diverse colonie: la prima colonia britannica di successo venne fondata nel 1607 dagli inglesi, a Jamestown nella Virginia. Sino al 1621 il rapporto tra nativi e coloni risulta pacifico. Nel 1622 iniziano i primi scontri con i nativi americani che durano sino al 1890, con il quasi totale sterminio delle popolazioni native (si stima ci siano nel continente americano, allo sbarco di Cristoforo Colombo, circa 90 milioni di persone, di cui tra gli 8 e i 40 nel Nord America). Secondo altri studiosi invece i nativi dell'America settentrionale sono soltanto un milione. Lo storico David Stannard stima che negli anni successivi al 1492 sono morte, a causa di violenza o malattia, tra le popolazioni native dell'intero continente, 100 milioni di persone."American Holocaust" di David Stannard, Oxford University Press 1992 Ward Churchill, professore di etnologia alla University of Colorado, stima la riduzione delle popolazioni indigene del Nord America da circa 12 milioni nel 1500 a circa 237.000 nel 1900 rappresentando ciò un "immenso genocidio... il più grande mai registrato." Sin dall'inizio le potenze europee deportano milioni di individui dal Continente Africano verso le Americhe. Si stima che la Tratta degli schiavi abbia coinvolto dai 12 ai 21 milioni di persone. Gli schiavi e le popolazioni native sono sottomessi, potendo contare i coloni sulla superiorità tecnica e militare nelle varie ribellioni e nei vari conflitti che si succedono in questo periodo storico."War not a major cause" Thornton, pp. 47-49 La popolazione dei coloni è principalmente formata da agricoltori. Secondo l'organizzazione femminista Women International Center l'uomo possiede virtualmente la moglie e i figli. Se un uomo povero decide di mandare i figli all'orfanotrofio, la moglie non ha possibilità legale di obiettare. Diverse comunità, comunque, modificheranno la common law per permettere alle donne di agire nei tribunali e, previo consenso del marito, per possedere beni propri. . Discusso è il contributo del Nordamerica nel cosiddetto black holocaust. Vi furono persecuzioni per motivi religiosi o ideologici verso le minoranze o singoli individui (cfr. processo alle streghe di Salem).

Periodo dalla Dichiarazione d'Indipendenza del 1776 al 1848 In seguito ad un anno di guerra, grazie anche all'alleanza con la Francia e i Paesi Bassi, il Congresso delle Tredici colonie britanniche proclama l'indipendenza degli Stati Uniti dalla Gran Bretagna. Continuano però le battaglie tra i coloni e l'esercito britannico, in quella che viene definita come Rivoluzione americana, sino al 1783, anno in cui viene sottoscritto il Trattato di Parigi, che pone fine alla guerra. Inizia così il percorso che porta nel 1789 alla Costituzione Americana e all'elezione del primo presidente degli Stati Uniti, George Washington. In seguito il Congresso approva molte leggi per l'organizzazione del governo e la Carta dei Diritti degli Stati Uniti d'America. La situazione in tutto il periodo rimane, per quanto riguarda le condizioni della gran parte della popolazione, comunque terribile; tra sanguinose guerre interne e contro l'impero britannico, carestie e migrazioni dei coloni dal sud al nord, la schiavitù perdurante di milioni di individui, lo sterminio delle popolazioni native, la guerra intrapresa contro il Messico dal 1846 al 1848, che porta all'annessione del Texas, della California e del Nuovo Messico, i valori umani finiscono sempre in secondo piano rispetto alle mire espansionistiche e economiche del Congresso e della classe dominante.

La Guerra Civile dal 1849 al 1865

Le grandi differenze culturali e sociali, tra il nord industrializzato e il sud agricolo, le divergenze sullo schiavismo, sostenuto soprattutto dai proprietari terrieri del sud, portano alla secessione del 1861, con la creazione degli Stati Confederati d'America. . Un ulteriore peggioramento avviene allo scoppio della Guerra dii conclude la guerra: per via principalmente della maggior miseria e minori risorse, i sudisti escono soccombenti.

Periodo della Ricostruzione dal 1866 alla fine della Seconda guerra mondiale del 1945

Alla fine della guerra gli Stati Uniti sono ancora divisi. Nel sud la politica di ricostruzione continua per un decennio e molte leggi sui diritti civili vengono abbandonate. Continua l'espansionismo verso ovest, alimentato da nuovi flussi migratori, che porta a ulteriori conflitti con i nativi Sioux e Apache, che vengono allontanati dai loro territori. L'industria si espande rapidamente e gli Stati Uniti divengono potenza economica dominante tra le potenze del periodo. L'esplosione economica viene accompagnata dalla crescita del populismo e del movimento operaio americano (nel 1892 viene creato il Partito Populista). Nell'arco di tempo dal 1840 al 1920 avviene un flusso migratorio dall'Europa, senza precedenti: 37 milioni di individui, in cerca di opportunità economiche e terreni da coltivare, giungono dall'Italia, dall'Irlanda, dalla Germania, dalla Gran Bretagna. Le procedure di immigrazione sono rese particolarmente complesse per giapponesi e cinesi con lo scopo di ridurre, sin quasi ad azzerare, i nuovi arrivi. Gran parte dei lavoratori delle fabbriche e degli agricoltori vivevano in condizioni pessime, sotto pagati, senza assistenza sanitaria, né diritto all'istruzione o alla casa; la condizione della gran parte della popolazione di basso ceto permase di estrema miseria. Dal 1890, in seguito ad una grave crisi economica e soprattutto su pressione dei leader dell'industria spinti dal fine di aumentare il commercio nei mercati d'oltremare, inizia una politica d'espansionismo, che porta alla Guerra ispano-americana per il possesso di Cuba, alla Guerra filippino-americana iniziata nel 1899, all'occupazione militare di molti paesi dell'America Latina.

Durante la paura rossa e a causa del timore dell'immigrazione ci furono grandi discriminazioni nei confronti di immigrati e ceti deboli, come si vide nel caso degli anarchici Sacco e Vanzetti; casi simili di intolleranza politico-sociale risalgono all'episodio dei martiri di Chicago o ai numerosi linciaggi di persone di colore. Inoltre l'imposizione del proibizionismo sugli alcolici e sulla droga arricchì la mafia italoamericana e favorì le carcerazioni facili.

Bombardamenti durante la seconda guerra mondiale Gli USA sono stati accusati dopo la seconda guerra mondiale di aver violato il diritto bellico e le Convenzioni di Ginevra con il bombardamento di Dresda e quello atomico su Hiroshima e Nagasaki.

Situazione attuale (1946-oggi) Movimenti Statunitensi per i Diritti Umani Una delle più antiche associazioni per i diritti umani è l'NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), attiva dal 1909, viene costituita con l'intento di assicurare uguaglianza di diritti politici, all'istruzione, sociali e economici di tutte le persone e di eliminare l'odio e la discriminazione razziale. Altro importante movimento per i diritti umani è la Leadership Conference on Civil and Human Rights fondata nel 1950 da 30 associazioni dei diritti civili,; una coalizione che oggi raggruppa 200 associazioni statunitensi per i diritti umani. Nasce con lo scopo di promuovere il rafforzamento e l'entrata in vigore di legislazioni e politiche per l'affermazione dei diritti civili. La più celebre associazione è però l'American Civil Liberties Union (ACLU). Diritto all'alimentazione e all'acqua potabile I diritti all'alimentazione e all'acqua potabile, così come in generale i cosiddetti diritti sociali, non sono in alcun modo garantiti al di fuori di una ristretta cerchia di aree urbanizzate, e sono generalmente preclusi alle minoranze etniche e alle classi più povere della popolazione. La situazione generale è in linea con quella degli altri paesi in via di sviluppo dell'America centrale, ben al di sotto degli standard europei.

Secondo il Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti d'America l'11,1% degli statunitensi, ossia 37 milioni, non possiede alcuna sicurezza di approvvigionamento alimentare. Tuttavia, secondo i dati forniti dal governo statunitense, il livello di denutrizione sarebbe inferiore al 2,5%.

Per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico, i dati forniti dal governo statunitense alle organizzazioni internazionali preposte sostengono che l'acqua potabile sia accessibile dal 100% dei cittadini mentre i dati rilevati da associazioni nonprofit indipendenti, come la US Water Alliance, stimano che circa 2 milioni di cittadini statunitensi siano al contrario privi di accesso a fonti d'acqua potabile sicure. Il sistema idrico pubblico, oltre ad essere carente e inadeguato per un paese sviluppato, sarebbe inoltre causa frequente di episodi d'inquinamento o avvelenamento, anche fatale, subiti ancora una volta dalle minoranze etniche povere.

Diritto all'abitazione Il diritto all'abitazione, protetto dall'articolo 8 della Dichiarazione ONU sul Diritto allo Sviluppo, non è garantito, anche se esistono, solo in alcune zone, programmi di edilizia popolare.

Diritto all'istruzione