Il muflone europeo (Ovis aries musimon ), chiamato semplicemente muflone in gran parte d'Europa, è un ovino rinselvatichito di antica origine, derivato da popolazioni di pecore primitive trasportate dall'uomo nel Mediterraneo occidentale durante il Neolitico. Le popolazioni storiche di maggiore interesse naturalistico sono quelle della Sardegna e della Corsica, introdotte nelle due isole circa 7000 anni fa e rimaste successivamente isolate per millenni. A partire soprattutto dal XVIII-XIX secolo animali provenienti dalle isole furono trasferiti nell'Europa continentale, dove numerose popolazioni vennero fondate a scopo venatorio e successivamente ulteriormente traslocate e, in alcuni casi, incrociate con pecore domestiche.

La posizione tassonomica del muflone europeo è oggetto di differenti interpretazioni. Nel corso del tempo sono state utilizzate, tra le altre, le denominazioni Ovis musimon, Ovis orientalis musimon, Ovis gmelini musimon e Ovis aries musimon. La valutazione della Lista Rossa IUCN di Ovis gmelini del 2020 esclude i mufloni di Sardegna e Corsica dalla specie, interpretandoli come popolazioni rinselvatichite derivate da antichi ovini domestici.

Le popolazioni sarde e corse sono fortemente differenziate rispetto a molte razze domestiche moderne e conservano lignaggi risalenti alle prime fasi della diffusione degli ovini domestici nel Mediterraneo occidentale. Uno studio mitogenomico pubblicato nel 2025, basato su 50 nuovi mitogenomi di mufloni sardi e corsi e 68 mitogenomi comparativi, ha mostrato che queste popolazioni appartengono a linee basali associate alla prima espansione europea delle pecore domestiche e ha proposto di riconoscerle come Ovis gmelini musimon.

Michel, Lovari, Ghoddousi e Herrero (2026), discutendo in particolare i mufloni introdotti in Spagna, hanno invece sostenuto che le popolazioni continentali europee discendano da pecore domestiche rinselvatichite e debbano pertanto essere attribuite a Ovis aries, non a O. gmelini. Sul piano biogeografico e conservazionistico, le antiche popolazioni sardo-corse si distinguono dalle popolazioni introdotte nell'Europa continentale, la cui storia comprende numerosi eventi di traslocazione, fondazione e introgressione genetica.

Descrizione Il muflone europeo è uno dei rappresentanti di minori dimensioni del genere Ovis. Ha una corporatura relativamente snella, arti sottili ma robusti e un aspetto che ricorda quello delle razze più primitive di pecora domestica.

Nei maschi la lunghezza testa-corpo è generalmente di circa 128-152 cm, mentre nelle femmine si aggira sui 120-130 cm. L'altezza al garrese è normalmente compresa tra 66 e 76 cm e la coda misura circa 11-13 cm. I maschi adulti pesano generalmente 40-60 kg, le femmine circa 30-40 kg. Dimensioni e peso possono tuttavia variare considerevolmente tra le popolazioni in funzione dell'origine genetica, dell'età e delle condizioni ambientali.

Il mantello dei maschi adulti è generalmente bruno-rossiccio, con tonalità più chiare in estate e più scure durante l'inverno. Una striscia bruno-nerastra può percorrere il dorso, mentre il ventre, la parte inferiore degli arti, il muso e le regioni perioculari sono biancastri. Tra le parti inferiori chiare e i fianchi può essere presente una sottile linea scura. Nei maschi maturi compare frequentemente sui fianchi una vistosa macchia chiara a forma di sella, particolarmente evidente nel mantello invernale, ma molto variabile per dimensioni e talvolta completamente assente.

Sul collo dei maschi adulti si sviluppa durante l'inverno una gorgiera di peli lunghi e scuri, che si prolunga dalla parte inferiore del collo al petto. A differenza di numerosi urial, manca generalmente un ampio pettorale bianco. Le femmine sono più piccole e presentano una colorazione bruna più uniforme e meno contrastata.

I maschi sono muniti di grandi corna permanenti che possono raggiungere circa 80-85 cm lungo la curvatura. Le corna crescono lateralmente e posteriormente, descrivendo progressivamente una spirale; nei vecchi individui possono formare quasi un cerchio completo e le estremità tendono generalmente a rivolgersi verso il collo o il volto anziché divaricarsi fortemente verso l'esterno. Le femmine delle popolazioni sarde sono generalmente prive di corna, mentre in Corsica e in alcune popolazioni continentali possono comparire femmine munite di corna piccole e sottili.

Distribuzione e habitat Origine Il muflone non apparteneva alla fauna pleistocenica originaria di Sardegna e Corsica. Le testimonianze archeozoologiche indicano che ovini di origine vicino-orientale raggiunsero le due isole al seguito dei primi agricoltori neolitici. Una parte di questi animali tornò successivamente allo stato selvatico, dando origine alle popolazioni insulari sopravvissute fino all'epoca moderna.

La presenza del muflone in Sardegna risale a circa 7000 anni fa. Le popolazioni insulari sono quindi il risultato di millenni di rinselvatichimento, selezione naturale e isolamento genetico.

Le analisi genetiche hanno evidenziato una notevole individualità delle popolazioni sarde. In particolare, quella della foresta di Montes conserva un aplotipo mitocondriale ancestrale nella filogenesi dei mufloni europei, mentre altre popolazioni hanno subito colli di bottiglia e fenomeni di introgressione con pecore domestiche.

Anche le popolazioni di Sardegna e Corsica non costituiscono un insieme geneticamente uniforme. In Corsica sopravvivono principalmente due nuclei, nei massicci del Cinto e di Bavella, fortemente differenziati e oggi geograficamente disgiunti. Le analisi genetiche suggeriscono che entrambi derivino probabilmente da un unico gruppo fondatore, successivamente frammentatosi in due popolazioni isolate diversi secoli fa.

Lo studio mitogenomico di Mereu e collaboratori del 2025 ha mostrato che i mufloni sardi e corsi si collocano in linee basali associate all'espansione delle prime pecore domestiche verso l'Europa. Gli autori ritengono che la loro lunga storia evolutiva indipendente giustifichi il mantenimento della denominazione Ovis gmelini musimon per le popolazioni delle due isole.

Distribuzione Le popolazioni storiche del Mediterraneo occidentale sono quelle di Sardegna e Corsica. In Sardegna il muflone è presente soprattutto nei sistemi montuosi centro-orientali, in particolare nel Gennargentu, nel Supramonte e nell'Ogliastra, oltre che in diversi nuclei originati da reintroduzioni, tra cui quelli del Monte Albo, di Capo Figari, dell'Asinara e di altre aree protette.

In Corsica la distribuzione attuale è molto più frammentata. I due nuclei principali occupano il massiccio del Cinto, nella parte settentrionale dell'isola, e quello di Bavella, a sud; i rispettivi areali non sono più collegati.

A partire soprattutto dal XIX secolo il muflone venne introdotto in numerose regioni dell'Europa continentale come animale da caccia. Popolazioni libere sono state stabilite in gran parte dell'Europa centrale, occidentale e meridionale, tra cui Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Italia, Slovenia, Croazia e Spagna. Successive traslocazioni hanno prodotto una struttura genetica estremamente complessa, nella quale popolazioni con forte affinità sardo-corsa convivono con nuclei derivati da origini multiple o interessati da introgressione domestica.

Popolazioni introdotte sono state fondate anche al di fuori dell'Europa. Questi nuclei alloctoni presentano una storia biogeografica distinta da quella delle popolazioni neolitiche di Sardegna e Corsica.

Habitat Nelle isole mediterranee il muflone occupa prevalentemente ambienti collinari e montani accidentati, caratterizzati da un mosaico di macchia mediterranea, gariga, boschi aperti, praterie e affioramenti rocciosi. Nella foresta di Montes, in Sardegna centrale, utilizza leccete, macchia mediterranea, garighe, praterie e, in misura minore, impianti di conifere.

La specie mostra una considerevole plasticità ecologica. Le popolazioni introdotte possono vivere in colline boscose, foreste decidue o miste e territori relativamente pianeggianti, purché sia disponibile un mosaico di aree aperte utilizzabili per l'alimentazione e ambienti più coperti o accidentati utilizzabili come rifugio.

La neve profonda costituisce un limite importante. Rispetto a molti caprini propriamente alpini, il muflone è meno efficiente nel muoversi e alimentarsi quando il terreno è coperto da spessi strati di neve; nelle regioni continentali può quindi effettuare spostamenti verso quote inferiori durante gli inverni più rigidi.

In Sardegna la presenza del bestiame domestico può modificare sensibilmente l'utilizzo dell'habitat. Uno studio nella foresta di Montes ha dimostrato che i mufloni selezionano preferenzialmente le praterie quando la qualità dell'erba è elevata, ma tendono ad abbandonarle in presenza ravvicinata di bovini, capre e pecore; l'effetto diventa particolarmente marcato quando il bestiame si trova a meno di circa 650 m.

Biologia Alimentazione Il muflone è un erbivoro generalista, prevalentemente pascolatore ma dotato di notevole plasticità alimentare. Si nutre soprattutto di graminacee e altre piante erbacee, integrando la dieta con foglie, germogli, arbusti, frutti e ghiande quando le erbe verdi sono scarse.

La proporzione dei diversi alimenti varia stagionalmente e secondo l'ambiente. Nelle popolazioni sarde le praterie con vegetazione giovane e ricca di nutrienti costituiscono una risorsa particolarmente importante, tanto che gli animali le selezionano attivamente quando non vengono disturbati o allontanati dal bestiame domestico.

Il fabbisogno di acqua libera è relativamente modesto e il muflone può ricavare una parte rilevante dell'acqua necessaria dalla vegetazione, caratteristica vantaggiosa negli ambienti mediterranei aridi.

Comportamento Il muflone è un animale gregario e mostra una marcata segregazione sessuale per buona parte dell'anno. Femmine, agnelli e giovani formano gruppi relativamente stabili, mentre i maschi adulti tendono a costituire gruppi separati. Con l'avvicinarsi della stagione riproduttiva questa segregazione diminuisce e i maschi raggiungono i gruppi femminili.

Studi radiotelemetrici sulle popolazioni sarde hanno mostrato un ritmo di attività fortemente influenzato da fotoperiodo, stagione, sesso, stato riproduttivo e temperatura. L'attività tende a presentare picchi nelle ore vicine all'alba e al tramonto; con temperature elevate diminuisce nelle ore centrali e può aumentare durante quelle notturne.

Vista, udito e olfatto sono molto sviluppati. Quando percepiscono una minaccia gli animali possono correre rapidamente verso pendii accidentati e zone rocciose, dove la conformazione del terreno rende più difficile l'inseguimento.

Durante il periodo degli amori i maschi stabiliscono gerarchie attraverso esibizioni ritualizzate e combattimenti. Gli avversari si allontanano reciprocamente per alcuni metri e si lanciano quindi frontalmente, urtandosi violentemente con le corna. La taglia corporea, lo sviluppo delle corna e l'età contribuiscono al rango sociale e al successo riproduttivo.

Riproduzione Il periodo degli amori cade generalmente tra ottobre e novembre, con una certa variabilità geografica e climatica. In questa fase i maschi maturi abbandonano la segregazione sessuale tipica del resto dell'anno e frequentano i gruppi di femmine, contendendosi l'accesso a quelle in estro.

La gestazione dura circa 150-160 giorni, cioè approssimativamente cinque mesi.

I parti avvengono prevalentemente in primavera. In uno studio radiotelemetrico condotto nella foresta di Montes, le femmine monitorate partorirono tra l'11 aprile e il 9 maggio e modificarono sensibilmente l'uso dello spazio in prossimità del parto, selezionando maggiormente la macchia mediterranea che offriva una maggiore copertura.