Biografia

Figlia di Fabio Aconio Catullino Filomazio, praefectus urbi nel 342–344 e console nel 349, Paulina sposò nel 344 Vettio Agorio Pretestato, un importante funzionario imperiale e membro di diversi collegi pagani. Paolina stessa venne iniziata ai misteri eleusini, ai misteri lernici di Dioniso e Demetra, oltre che al culto di Cerere, Ecate, di cui era ierofante, Magna Mater, come tauroboliata, e di Isis,, probabilmente da un contesto privato, poi nella basilica dei Santi XII Apostoli, infine andata perduta: «Fabiae Aconiae Paulinae, c(larissimae) f(eminae), / filiae Aconii Catullini, v(iri) c(larissimi), ex praef(ecto) et consule ord(inario), / uxori Vetti Praetextati, v(iri) c(larissimi), praef(ecti) et consulis designati, / sacratae apud Eleusinam deo Iaccho Cereri et Corae, /(5) sacratae apud Laernam deo Libero et Cereri et Corae, / sacratae apud Aeginam deabus, tauroboliatae, Isiacae, / hierophantriae deae Hecatae, Graecosacraneae deae Cereris» ovvero «A Fabia Aconia Paulina, di grado clarissimus, figlia di Aconio Catullino, di grado clarissimus, già prefetto e console ordinarius, moglie di Vettio Pretestato, di grado clarissimus, prefetto e console designato, iniziata a Eleusi al dio Iacco, a Cerere e a Cora, iniziata a Laerna al dio Liber e a Cerere e Cora, iniziata a Egina agli dei, tauroboliata, iniziata di Iside, ierofante della dea Ecate, graecosacranea della dea Cerere». probabilmente nel periodo in cui fu in Grecia insieme al marito là Proconsole di Acaia.

Pretestato e Paulina avevano una domus sull'Esquilino, a (Roma), nella zona tra via Merulana e via dell'Arco di San Vito, nei pressi dell'attuale Palazzo Brancaccio.Federico Guidobaldi, s.v. «Domus: Vettius Agorius Praetextatus», in Eva Margareta Steinby (a cura di), Lexicon Topographicum Urbis Romae II, Roma, Quasar, 1995, p. 164. I giardini che circondavano l'abitazione, gli Horti Vettiani, si estendevano fino all'attuale stazione ferroviaria di Roma Termini. I ritrovamenti archeologici effettuati in questa area hanno riportato alla luce diverse evidenze riconducibili alla famiglia di Pretestato. Oltre ad alcuni tratti di fistulae aquariae vi è la base di una statua recante la dedica a Celia Concordia, ultima o penultima sacerdotessa di Vesta. Clelia aveva innalzato una statua a Pretestato dopo la sua morte (384): in cambio, Paulina le dedicò a sua volta una statua, con la dedica:

Sulla base di un monumento funebre dedicato a Pretestato, sono incisi il cursus honorum del marito di Paulina, due dediche di Pretestato alla moglie e un poema di Paulina dedicato al marito e al loro amore coniugale, forse una derivazione dell'orazione funebre declamata da Paulina per il funerale del marito.Kahlos

Paulina morì poco tempo dopo il marito.

Note

Bibliografia Fonti primarie

Fonti secondarie Rodolfo Lanciani, , Boston e New York, Houghton & Mifflin, 1898, pp. 169–170. Riportato da LacusCurtius Maijastina Kahlos, , Arduum res gestas scribere Jane Stevenson, Women Latin Poets: Language, Gender and Authority from Antiquity to the Eighteenth Century, Oxford University Press, 2005, pp. 71–72. ISBN 0198185022 Bill Thayer, , Lacus Curtius

Monografie Maijastina Kahlos, "Vettius Agorius Praetextatus. A senatorial life in between", Acta Instituti Romani Finlandiae n. 26, Roma 2002. ISBN 952-532305-6

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Collegamenti esterni

, Musei Capitolini.

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