No. Il caso è felicemente risolto è un film del 1973 diretto da Vittorio Salerno.

Trama Mentre si trova a pescare di domenica sul lago di Grasciano, l'impiegato alla biglietteria della Stazione Termini, Fabio Santamaria, assiste casualmente all'omicidio di una prostituta da parte di Edoardo Ranieri, un rispettabile professore di matematica di un liceo di Roma. Ranieri si accorge di essere stato visto e i due si scambiano sguardi fino a quando Santamaria inizia a scappare.

Per paura delle possibili conseguenze, Santamaria decide di non denunciare il fatto alla Polizia e così il professore, per crearsi un alibi e per salvare la sua reputazione, denuncia di aver visto proprio Santamaria uccidere la donna. Lo stesso Santamaria passa quindi dei giorni terribili, nascosto fuori di casa come un latitante e tormentato dall'angoscia.

Alla fine Santamaria fronteggia il professore e gli urla in faccia che è intenzionato a raccontare la verità alla Polizia, ma questi riesce a convincerlo che per entrambi è meglio che le cose rimangano come sono.

Convinto da un sacerdote, Santamaria decide infine di costituirsi per dire la verità, ma non basta e al processo viene condannato a ben ventiquattro anni di carcere nonostante l'intervento del giornalista Giannoli, che aveva capito fin dall'inizio come stavano veramente le cose. Solo il suicidio del professore Ranieri, con una lettera che scagiona Santamaria libererà il poveretto innocente dell’omicidio.

Produzione La pellicola venne girata tra l'aprile e il maggio del 1973 a Roma e in parte sul lago di Bracciano.

La versione originalmente voluta dalla produzione presentava un finale in cui, dopo il processo, doveva avvenire il suicidio del professore, che, ripresosi momentaneamente dalla sua personalità disturbata lasciava, un messaggio nel quale confessava tutto. Questo avrebbe fatto sì che Fabio venisse finalmente scarcerato. Il finale doveva essere infatti tragico e lo stesso Cucciolla aveva accettato la parte purché la storia non si risolvesse in maniera positiva.>

Distribuzione Il film venne iscritto al Pubblico registro cinematografico con il n. . Ottenne il visto censura n. del 7 agosto 1973 ed ebbe la prima proiezione il 15 agosto 1973.

Accoglienza

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici Categoria:Film poliziotteschi Categoria:Film con composizioni originali di Riz Ortolani