Per "educazione permanente" si intende l'attività di perfezionamento e di studio svolta in modo costante da un singolo individuo o da un'organizzazione nel suo insieme per aggiornare e sviluppare le conoscenze e le tecniche professionali.
Storia L'idea originale di garantire all'essere umano un'educazione che lo caratterizzi durante tutto il corso della vita si può ricondurre a Giovanni Amos Comenio (1592-1670), considerato il padre della pedagogia, il quale riassume il concetto di educazione permanente in una frase: "Tutti siano educati in tutto totalmente"Per maggiori approfondimenti si veda il sito https://books.google.it/books?isbn=8871443470. Per Comenio l'educazione è intesa come un processo di apprendimento che inizia dalla giovane età per proseguire in quella adulta e anziana poiché l'uomo in ogni fase della sua vita sente il bisogno di progredire.
Il pensiero di Comenio viene ripreso tra il XVIII e il XIX secolo dal ceto borghese secondo il quale l'educazione è "per tutti", però in realtà non è ancora estesa a tutti i livelli della società: educazione e istruzione vengono sì allargate ai nuovi ceti emergenti ma non ai ceti popolari. L'idea borghese di educazione permanente vedeva la realizzazione della persona attraverso l'essere cittadino: bisognava formare cittadini che sapessero orientarsi in maniera ottimale nella società. Ci vorrà più di un secolo, intorno agli anni quaranta del Novecento, perché la realizzazione venga intesa come realizzazione di una persona, con i relativi bisogni che la società deve saper rilevare e soddisfare tramite processi di educazione. L'educazione democratica pone al centro la persona e l'idea che l'educazione sia per tutti, indifferentemente da età, ceto sociale, razza e sesso.
Le trasformazioni sociali dovute alla guerra e agli anni della contestazione portano alla riconsiderazione delle pratiche, delle politiche e delle teorie riguardanti l'educazione: le istituzioni devono garantire a tutte le persone i loro diritti di cittadini partecipi alla vita comunitaria tramite percorsi di formazione che uniscano due visioni educative: il lifelong learning e la learning society.
L'idea di educazione permanente comincia a modificarsi e ad avvicinarsi a come viene intesa oggi a partire dal 1972, quando viene emanato dall'UNESCO il Rapporto Faure dal titolo ‘Learning to Be’, che dà una prima definizione di educazione permanenteIstruzione che accompagna l'individuo lungo tutto l'arco della vita, in diversi luoghi e con diverse modalità..
Successivamente, in Europa, nel 1995 viene pubblicato il Libro bianco di CressonPer maggiori approfondimenti si rimanda al sito http://www.worldsocialagenda.org/3.1-Libro-bianco-dell-istruzione/, dove viene coniato il termine lifelong learning e si sviluppa il concetto di knowledge society, modificando dunque il termine 'educazione' con 'apprendimento'.
Con la Strategia di Lisbona del 2000, l'Europa si pone l'obiettivo di adattare l'istruzione e la formazione ai bisogni dei cittadini in tutte le fasi della loro vita, per promuovere l'occupabilità e l'inclusione sociale.
Nel 2002, l'educazione permanente diviene a tutti gli effetti chiamata lifelong e lifewide learning, apprendimento continuo per tutta la vita e possibile in ogni contesto per la formazione della coesione e dell'inclusione sociale e la formazione.
Descrizione Introduzione Il concetto di educazione permanente è un tema che emerge in tempi recenti e nasce dalla moderna pedagogia. L'educazione viene vista in continua evoluzione, ovvero come un processo che non coinvolge soltanto un'età definita, durante la crescita dell'individuo, ma abbraccia l'intera vita della persona come condizione permanente. Proprio per questo, rientra nel campo dell’educazione degli adulti poiché riguarda tutte le dimensioni della vita del singolo, dall'aspetto cognitivo, all'aspetto politico, economico dell'uomo, e comprende forme assai diversificate di iniziative e di interventi, ciascuna delle quali definisce i propri obiettivi in relazione alle variabili che ne caratterizzano la natura (scopo, tipo di utenza, contesto, ecc.).
L'odierna "learning society" L'Europa di oggi è alle prese con una trasformazione di portata comparabile a quella della rivoluzione industriale. La tecnologia digitale sta trasformando la nostra vita sotto tutti i punti di vista e la biotecnologia cambierà forse un giorno la vita stessa. Il commercio, i viaggi e le comunicazioni su scala planetaria allargano gli orizzonti culturali di ciascuno di noi e sconvolgono le regole della concorrenza tra le economie. La vita moderna offre al singolo maggiori opportunità e prospettive, ma presenta anche maggiori rischi e incertezze. Le persone sono al contempo libere di decidere tra diversi stili di vita e responsabili di gestire la propria vita. Sono sempre più numerosi coloro che protraggono gli studi, ma aumenta lo scarto tra coloro che hanno qualifiche sufficienti per sopravvivere sul mercato del lavoro e quelli che ne sono irrimediabilmente esclusi. Inoltre, la popolazione europea invecchia rapidamente, il che comporterà una trasformazione nella composizione della manodopera e nei modelli di domanda di servizi sociali, sanitari ed educativi. Infine, le società europee si stanno trasformando in mosaici pluriculturali. Tale diversità racchiude un notevole potenziale di creatività e di innovazione in tutte le sfere della vita.
La figura emergente di learning society sembra condensare la nuova consapevolezza circa la nostra società, che come tale non è solo luogo di apprendimento, ma è anche organizzazione in apprendimento, giacché a sua volta impara, giorno per giorno, dagli effetti dei suoi stessi processi (conoscitivi, economici, etici, istituzionali, ecc.) e seleziona, mediante il dibattito pubblico e, in itinere, i conseguenti orientamenti di governo.
Una simile società necessita pertanto di un lifelong learning da parte dei suoi componenti, poiché in un simile contesto non si può immaginare un'azione educativa, un'istruzione e una formazione temporalizzate in un segmento particolare della vita. Tale lifelong learning dovrà dunque consistere in una multiforme offerta di educazione/formazione rivolta alla società, in un'ottica di continuità che permetta una continua manutenzione, aggiornamento ed innovazione delle conoscenze in una dimensione di spendibilità sociale che non sia limitata esclusivamente alla sfera lavorativa ed aziendalistica.
Elementi caratteristici dell'educazione permanente Oggigiorno la società si trova a giocare nuove sfide rispetto al passato. Questi nuovi tempi richiedono una maggiore flessibilità a seguito dei continui cambiamenti che coinvolgono tutte le dimensioni della vita: politica, sociale ed economica. Molti parlano di una società della conoscenza che accompagna i nostri tempi. Una società che vuole valorizzare l'individuo e il suo continuo crescere, riflettere e acquisire nuovi saperi e nuove conoscenze come capitale intellettuale a fondamento dello sviluppo sociale del paese. La nostra società è sempre più volta ad impegnarsi in nuove logiche di processo e di innovazione in tutti gli ambiti dell'attività umana. L'uomo deve allora saper coltivarsi, ovvero saper apprendere. L'apprendimento non è più un percorso che deve concludersi al termine dell'istruzione, ma deve divenire un apprendimento continuo, per tutta la vita per promuovere una nuova cultura dello sviluppo.
Il concetto di educazione permanente è dunque rappresentazione di questa società dove si deve favorire l'apprendimento in contesti formaliSi svolge negli istituti d'istruzione e di formazione e porta all'ottenimento di diplomi e di qualifiche riconosciute., informaliSi svolge al di fuori delle principali strutture d'istruzione e di formazione e, di solito non porta a certificati ufficiali. e non formaliÈ il corollario naturale della vita quotidiana, non è necessariamente intenzionale, come negli altri due apprendimenti, e pertanto può non essere riconosciuto dal soggetto interessato. e non solo in quei contesti tradizionali volti all'apprendimento, bensì in qualsiasi ambito e durante l'intero arco della vita.
L'educazione permanente, in questa prospettiva, offre un miglioramento delle conoscenze, delle capacità, delle competenze al fine di promuovere la cittadinanza attiva, l'autorealizzazione, l'inclusione sociale e l'adattamento professionale. L'educazione richiede dunque una continua ricerca di strumenti affinché tutti possano essere inclusi in questo processo.
Promuovere un'educazione permanente è oggi uno degli obiettivi delle politiche internazionali e delle comunità europee.
Educazione permanente degli adulti Comune a tutta l'educazione permanente degli adulti è una intenzionalità educativa orientata su tre obiettivi di fondo:
Lo sviluppo dei soggetti, nel senso della loro autonomia nel comprendere, valutare e scegliere la propria vita come cittadini, lavoratori e detentori di ruoli sociali; Lo sviluppo della società, sotto il profilo culturale, economico e politico, tenuto conto della sua complessità e dell'accelerato ritmo di cambiamento; Lo sviluppo degli aggregati sociali nei quali avviene - a diversi livelli - l'incontro tra le potenzialità e le scelte individuali e le scelte collettive (lavoro, famiglia, associazionismo, ecc.).
Nei confronti dei soggetti a cui l'Eda si propone, le finalità comuni a ogni tipo di attività di educazione degli adulti (e in questo senso prioritari, quale che ne siano gli scopi ed obiettivi specifici) è quella di incrementare le loro capacità di:
a) Imparare ad imparare, nel senso di costruire significati in relazione alle esperienze di vita, di lavoro, di cittadinanza;
b) Aumentare il benessere fisico, culturale, economico, sociale e civile;
c) Partecipare come cittadino, nel senso di contribuire consapevolmente, responsabilmente ed efficacemente ai processi di democratizzazione come pratica della libertà propria e altrui nel rispetto di diritti e doveri uguali per tutti.
Tali finalità si realizzano adottando strategie che:
favoriscono il processo di apprendimento, nelle dimensioni cognitiva, operativa e relazionale; stimolano a utilizzare consapevolmente il lavoro della mente, nelle dimensioni fruitiva, normativa e creativa; rispettano l'autonomia delle diverse individualità circa tempi e modi di apprendere, esprimere, interpretare, scegliere, decidere, comunicare, agire.Dante Bellamio, "La formazione, il lavoro, la vita", in Adultità n. 16, Formazione lavoro. Guerini, e Associati, Milano, ottobre 2002
Tra le Istituzioni italiane che si occupano di educazione permanente degli adulti va doverosamente ricordata l'Università popolare che con centinaia di sedi opera su tutto il territorio nazionale con riconoscimenti, ricevuti sia da numerose Regioni d'Italia (che hanno appositamente legiferato), sia da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Documenti internazionali
Memorandum sull'istruzione e la formazione permanente Il Memorandum sull'istruzione e la formazione permanente, pubblicato dalla Commissione europea riunitasi a Bruxelles il 30 ottobre 2000, afferma come la nozione di istruzione e formazione permanente deve divenire il principio promotore di qualsiasi aspetto umano. Inoltre sottolinea l'importanza che ha l'educazione permanente nel: costruire una società che offra a tutte le stesse opportunità; sollecitare tutti i cittadini a cooperare sempre più attivamente in tutte le dinamiche della vita pubblica (sociale, economica e politica); elevare il livello di studi e delle qualifiche in tutti i settori, garantendo un'offerta di qualità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali.