Tra gli attori più celebri ed apprezzati di Hollywood, Pacino è considerato uno dei migliori interpreti di tutti i tempi. Nell'arco di una carriera quasi sessantennale, ha interpretato personaggi divenuti iconici, entrati nell'immaginario collettivo ed impressi nella cultura popolare; tra questi si annoverano maggiormente gangster quali Michael Corleone nella trilogia de Il padrino (1972, 1974, 1990) di Francis Ford Coppola, Tony Montana in Scarface (1983) e Carlito Brigante in Carlito's Way (1993), entrambi di Brian De Palma, Benjamin Ruggiero in Donnie Brasco (1997) di Mike Newell e il sindacalista Jimmy Hoffa in The Irishman (2019) di Martin Scorsese.
Ha poi consolidato la propria notorietà prendendo parte a diverse pellicole di successo come Serpico (1973) e Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975), entrambe di Sidney Lumet, Heat - La sfida (1995) e Insider - Dietro la verità (1999), ambedue di Michael Mann, L'avvocato del diavolo (1997) di Taylor Hackford e Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday (1999) di Oliver Stone. È inoltre uno degli attori maggiormente decorati; fra i numerosi riconoscimenti conferitogli vi sono due premi Emmy, un premio BAFTA, due Tony Award – con i quali ha completato la tripla corona della recitazione –, cinque Golden Globe, di cui uno alla carriera, e un premio Oscar, a cui venne candidato nove volte, che si aggiudicò per l'interpretazione del tenente colonnello Frank Slade in Scent of a Woman - Profumo di donna. È stato poi insignito del Life Achievement Award dall'American Film Institute nel 2007, della National Medal of Arts nel 2011 e del Kennedy Center Honors nel 2016.
Attore di formazione teatrale, ha ottenuto gli elogi della critica anche per le sue interpretazioni sul palcoscenico, contesto in cui si concentrò prevalentemente su ruoli shakesperiani;Lawrence Grobel, Io, Al Pacino - Sperling & Kupfer, 2006 - pagg. 15-17 dagli anni sessanta rappresentò inoltre opere di Bertolt Brecht, Eugene O'Neill, Oscar Wilde e David Mamet. Si cimentò anche alla regia e prese parte a diverse produzioni per la televisione; tra queste vi sono la miniserie Angels in America (2003), dove fece incetta di premi per il ruolo del malato terminale di AIDS Roy Cohn, e il film You Don't Know Jack - Il dottor morte (2010), prodotto da HBO, in cui interpretò Jack Kevorkian. La collaborazione con l'emittente televisiva proseguì con Phil Spector (2013) e Paterno (2018), in cui impersonò rispettivamente l'omonimo produttore cinematografico e l'omonimo allenatore di football americano.
Biografia Alfredo James Pacino nacque il 25 aprile 1940 a East Harlem, unico figlio di Salvatore Pacino (1922-2005) e Rose Gerardi (1918-1962); il padre era un venditore porta a porta di polizze assicurative, i cui genitori erano emigrati da San Fratello, in provincia di Messina; la madre, casalinga, era la primogenita di una famiglia di origini napoletane e corleonesi. I due divorziarono quando Pacino aveva solamente due anni e il padre si trasferì a Covina dedicandosi a tempo pieno all'attività di ristoratore e lasciando contestualmente la famiglia in condizioni economiche precarie. Proprio per questo motivo, Pacino e la madre si trasferirono nel South Bronx, all'epoca quartiere prevalentemente ebraico, trovando ospitalità presso la casa dei nonni materni: James – così ribattezzato dopo il suo arrivo, probabilmente clandestino, negli Stati Uniti, sebbene all'anagrafe fosse stato registrato come Vincenzo Giovanni – e Kate.
Sin dall'infanzia, Pacino manifestò un profondo interesse per il cinema, a cui si appassionò grazie alla madre, la quale lo accompagnava frequentemente nelle sale cinematografiche di New York. La sua adolescenza si svolse in un ambiente complicato, poiché negli anni quaranta e cinquanta il South Bronx era un quartiere operaio segnato da povertà, criminalità e tensioni sociali; egli cominciò a fumare all'età di nove anni e a tredici aveva già avuto esperienze con alcol e marijuana; tuttavia, non fece mai uso di droghe pesanti, scelta che attribuì sia all'influenza protettiva della madre – che ringrazierà per averlo tenuto lontano dal mondo della delinquenza – sia alla morte per overdose di tre amici stretti: Bruce, Petey e Cliffy.Lawrence Grobel, Io, Al Pacino, Sperling & Kupfer, 2006 - pag. 8 Soprannominato Sonny Boy – dall'omonimo brano che la madre era solita cantargli – ma anche Pacci, Pistacchio, dal suo gusto di gelato preferito, e l'attore, a causa del suo temperamento, egli venne spesso coinvolto in piccole risse e problemi con la legge; l'episodio più noto risale al 1961, quando venne arrestato per porto abusivo d'arma da fuoco e si giustificò affermando che essa lo avrebbe aiutato a immergersi più facilmente nel personaggio che avrebbe dovuto interpretare in una pellicola.Lawrence Grobel, op. cit., pag. 6
Pacino frequentò la Herman Ridder Junior High School, dove mostrò scarso interesse per tutte le materie, fatta eccezione per l'inglese. In tale contesto incontrò l'insegnante Blanche Rothstein, che ne riconobbe il talento precoce e lo incoraggiò a prendere parte alle recite scolastiche; gli affidò inoltre letture pubbliche durante le assemblee e si recò presso la casa della famiglia Gerardi, comunicando alla nonna che il nipote era nato per fare l'attore. Dopo aver abbandonato l'istituto, venne ammesso alla High School of Performing Arts, in cui avrebbe potuto seguire i corsi dedicati al metodo Stanislavskij, ma fu costretto a interrompere il percorso formativo a causa delle gravi condizioni di salute materne, le quali avevano già portato a un tentativo di suicidio; per questo motivo, Pacino dovette svolgere numerose occupazioni per guadagnarsi da vivere, tra cui il facchino, il fruttivendolo, l'operaio e il lustrascarpe, oltre ad essere impiegato nell'ufficio postale della rivista Commentary, unica mansione da cui non fu licenziato. In seguito frequentò l'HB Studio, dove conobbe l'insegnante di recitazione Charlie Laughton, che divenne il suo mentore, nonché uno dei suoi amici più cari. Lo studio gli consentì di frequentare gratuitamente i corsi in cambio della pulizia dei corridoi e delle sale prove. Durante questo periodo condivise l'appartamento nel Greenwich Village con Martin Sheen, suo compagno di corso,Al Pacino, Sonny Boy, La nave di Teseo, p. 58, ISBN 978-8834618820. il quale individuò Pacino quale figura adatta a sostituirlo in The Wicked Cooks, opera teatrale nella quale Sheen avrebbe dovuto recitare, ma si ammalò poco prima della rappresentazione. L'attore rivelò inoltre che all'età di vent'anni visse in Sicilia e che, al fine di garantirsi vitto e alloggio, decise di offrire l'unico bene che aveva a disposizione, ovvero il suo corpo, a una donna più anziana di lui; ammise poi che per un periodo della sua vita recitò in alcune commedie nei seminterrati dei teatri di New York, tentando di entrare al prestigioso Actors Studio, nel quale venne ammesso sul finire degli anni sessanta.
Anni sessanta: gli esordi Nel corso degli anni sessanta Pacino fece i primi passi in ambito teatrale; all'inizio del decennio debuttò nella scena off-Broadway prendendo parte all'opera drammatica Hello Out There! di William Saroyan, in cui fu diretto dall'amico Charlie Laughton. L'esperienza, la prima in cui dovette recitare davanti a un pubblico adulto, gli provocò diverse insicurezze, tanto da spingerlo a rimanere lontano dal palcoscenico per oltre un anno. Dalla seconda metà del decennio ottenne i primi riconoscimenti, tra cui una nomination agli Obie Award come miglior attore per la sua performance in Why is a Crooked Letter, e nel 1967 si esibì per un'intera stagione al Charles Playhouse di Boston, dove recitò in Awake and Sing! di Clifford Odets – primo incarico teatrale che gli fruttò una retribuzione considerevole, pari a 125 dollari settimanali – e in America, Hurrah di Jean-Claude Van Itallie; durante questo periodo conobbe la collega Jill Clayburgh, con cui, all'inizio degli anni settanta, intraprese una relazione destinata a protrarsi per cinque anni. Nel 1968 interpretò il giovane teppista Murph, protagonista dell'opera teatrale The Indian Wants the Bronx di Israel Horovitz, ruolo che gli valse una prima affermazione e per cui si aggiudicò un Obie Award quale miglior interprete; la commedia debuttò a gennaio in una doppia programmazione con It's Called the Sugar Plum dello stesso Horovitz, in cui Pacino condivise il palcoscenico con Clayburgh. I due collaborarono anche in ambito televisivo prendendo parte all'episodio Deadly Circle of Violence della serie NYPD - New York Police Department, trasmessa nel novembre dello stesso anno.
Assistendo a queste interpretazioni, il produttore cinematografico Martin Bregman, colpito dalle notevoli doti artistiche di Pacino, decise di assumerne la rappresentanza; il loro sodalizio si rivelò particolarmente proficuo e determinante per la carriera dell'attore poiché permise a quest'ultimo di prendere parte a numerose pellicole di rilievo, le quali contribuirono ad accrescerne la notorietà.Grobel; p. 16
Nel febbraio 1969 Pacino debuttò a Broadway con l'opera Does a Tiger Wear a Necktie? di Don Petersen, che nell'occasione venne rappresentata al Belasco Theatre; benché quest'ultima fosse rimasta in cartellone per poche repliche, l'interpretazione di Pacino suscitò ampi consensi da parte della critica, permettendogli inoltre di aggiudicarsi un Tony Award, un Drama Desk Award e un Theatre World Award. Poco dopo venne contattato dalla responsabile del casting Marion Dougherty, la quale decise di offrirgli un parte minore in Me, Natalie, commedia drammatica diretta da Fred Coe;Grobel; p. xx la sua prova attoriale, seppur molto fugace, non passò inosservata e venne accolta favorevolmente da diversi critici, tra cui Judith Crist del New York Herald Tribune. Parallelamente all'attività teatrale, Pacino proseguì la propria formazione presso l'Actors Studio, dove ebbe come mentore Lee Strasberg, da lui stesso più volte indicato quale il principale maestro che ne influenzò maggiormente il percorso artistico. Nel 1982, alla morte di quest'ultimo, Pacino ne raccolse l'eredità assumendo la direzione artistica dell'istituzione; tredici anni più tardi ne divenne copresidente insieme a Ellen Burstyn e Harvey Keitel – questìultimo sostituito nel 2017 da Alec Baldwin.
Anni settanta: l'affermazione
Il primo film nel quale recitò da protagonista fu Panico a Needle Park, che scelse accuratamente dopo aver declinato undici proposte. La pellicola fu accolta favorevolmente dalla critica specializzata e gli valse l'attenzione del regista Francis Ford Coppola, che decise di scritturarlo per il ruolo di Michael Corleone ne Il padrino, adattamento dell'omonimo romanzo di Mario Puzo. Nonostante fossero stati presi in considerazione interpreti maggiormente conosciuti e affermati quali Jack Nicholson, Warren Beatty, Robert Redford e Dustin Hoffman, e il produttore esecutivo avesse manifestato dubbi in merito al provino di Pacino, arrivando a definire quest'ultimo con l'epiteto di nano, Coppola riuscì a convincere la produzione mostrando loro un filmato di otto minuti circa la performance dell'attore in Panico a Needle Park. Dopo le prime settimane di lavorazione, tuttavia, quest'ultima espresse nuovamente insoddisfazione per la sua interpretazione; determinante fu, ancora una volta, l'intervento di Coppola, il quale anticipò le riprese della sequenza in cui Michael Corleone assassina il narcotrafficante Virgil Sollozzo e il corrotto capitano della polizia McCluskey, convincendo definitivamente gli addetti ai lavori. Pacino percepì un compenso di trentacinquemila dollari; tuttavia, poiché nel momento in cui gli venne offerto il ruolo aveva già firmato un contratto con la Metro-Goldwyn-Mayer per recitare nella pellicola La gang che non sapeva sparare, egli dovette destinare l'intera cifra in spese legali.