Considerato uno dei maggiori architetti italiani della sua epoca, fu altrettanto celebrato come urbanista.
Biografia Giuseppe Samonà è una delle figure più complesse dell'architettura italiana del Novecento. La sua importanza è da ricondurre in particolare al Regio istituto superiore di Architettura di Venezia (poi IUAV), presso il quale svolse gran parte della propria attività accademica.
Primo di sette figli, entrambi i genitori appartenevano all'aristocrazia siciliana. Il padre Carmelo Samonà aveva studiato medicina ma non esercitò mai la professione, alternandosi tra la gestione dei propri beni e la passione per la filosofia e la psicologia; tra le sue frequentazioni figurava Giovanni Gentile, che ebbe un ruolo rilevante nella formazione di Giuseppe. La madre Adele Monroy, principessa di Pandolfina e di Formosa, apparteneva a una casata di origine estremegna. Il matrimonio portò alla formazione di un consistente patrimonio fondiario, con possedimenti anche fuori dalla Sicilia.
Negli anni del liceo frequentò gli atelier di vari artisti siciliani, tra cui Antonio Ugo, Bernardo Balestrieri ed Ettore Ximenes, che lo introdussero al disegno. Fu attratto dall'architettura probabilmente quando lo zio Ferdinando Monroy, tornato da Parigi, gli regalò la collezione dal 1840 al 1879 della Revue générale de l’architecture. Importante fu anche un altro zio materno, ingegnere presso il Comune di Palermo.
Laureatosi presso l'Università di Palermo nel 1922, nel 1927 intraprende la carriera da docente, insegnando dapprima all'Università di Messina e poi, dal 1931 al 1936 all'Università Federico II di Napoli.
Fra i suoi progetti più importanti, quello del 1929, che prevede la riedificazione dello scenario portuale della città di Messina con la cosiddetta "Palazzata" o "Teatro marittimo", costituito da una cortina di tredici edifici, stilisticamente omogenei, collegati da porte monumentali. La ricostruzione della Palazzata non fu mai portata a termine, e furono solo i primi due edifici (quelli dell'INA) con la relativa porta intermedia ad essere costruiti secondo il progetto della ricostruzione. Sempre a Messina insieme a Guido Viola nel 1937 progetta la Casa del Fascio.
Nel 1936 viene chiamato dall'Istituto Universitario di Architettura a Venezia, dove prosegue l'attività accademica fino al 1971 e dove fonda, fra l'altro, la cosiddetta "Scuola di Venezia". Dal 1945 fu direttore dell'istituto, che riorganizzò coinvolgendo personalità provenienti da differenti ambiti della cultura architettonica. Un tema centrale della sua impostazione didattica e teorica fu l'unità tra architettura e urbanistica, fondata sull'idea che lo studio sociale e urbano fosse parte integrante del progetto alle diverse scale.
Nel 1960 prese parte al convegno nazionale Salvaguardia e risanamento dei centri storico-artistici, tenuto a Gubbio dal 17 al 19 settembre, a conclusione del quale fu approvata all'unanimità la dichiarazione finale nota come Carta di Gubbio. Gli atti del convegno, pubblicati in Urbanistica n. 32, gli attribuiscono le Conclusioni del Convegno, mentre gli Orientamenti critici sulla salvaguardia dei centri storici furono affidati ad Antonio Cederna e Mario Manieri Elia. Nello stesso anno partecipò alla commissione nominata dal Consiglio direttivo nazionale dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) per l'elaborazione del Codice dell'urbanistica, presentato all'VIII Congresso nazionale di urbanistica di Roma nel dicembre 1960 e pubblicato in appendice a Urbanistica n. 33 nell'aprile 1961.
Il rapporto di Samonà con il dibattito sulla salvaguardia dei centri storici si intrecciò inoltre con le iniziative dell'Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici (ANCSA), che lo annovera tra i protagonisti della propria storia. Nella ricostruzione pubblicata dall'associazione, Egle Renata Trincanato, con la quale Samonà aveva avviato un lungo sodalizio professionale e accademico dal 1938, costituì nei primi anni Sessanta un collegamento tra Samonà e le idee promosse dall'ANCSA; la stessa fonte riconduce a entrambi una concezione fondata sulla continuità tra progetto urbanistico e disegno dell'architettura.
Fra gli altri progetti di Samonà, il Centro Traumatologico Ospedaliero di Bari (1948), Villa Scimemi a Palermo (1950), l'attuale Palazzo dell'Enel di Palermo, un tempo Palazzo SGES (1961), l'edificio sede della Banca d'Italia a Padova, il Municipio di Gibellina (1971) e il Teatro Popolare di Sciacca (1974), parzialmente completato nel 2015 (sala "A") ed aperto al pubblico nel maggio del 2015.
Dal 25 maggio 1972 al 4 luglio 1976 è senatore della Repubblica. Eletto in Veneto nella lista unitaria PCI-PSIUP, aderisce al gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente.
È ricordato anche per essere stato uno dei "quattro saggi", insieme a Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina e Anna Maria Sciarra Borzì, incaricati di redigere il "Piano Programma" del centro storico di Palermo (1979 - 1981).
Opere Architettura e urbanistica Principali opere
Concorso per la Cattedrale, La Spezia. Concorso per il Palazzo di Giustizia, Campobasso (I e II grado). Concorso per la nuova facciata tipo verso mare della Palazzata di Messina (con Camillo Autore, Raffaele Leone, Guido Viola) Concorsi per edifici ad uso dei Servizi postali, telegrafici e telefonici nel quartiere Appio Concorso per il Palazzo del Littorio e della Mostra della Rivoluzione fascista a Roma Concorso di I grado per la nuova sede della Cassa di Risparmio a Modena Concorso per l'Auditorium di Roma e progetto di sistemazione di un gruppo di teatri di posa per il cinema a Ostia Rilievo del Duomo di Cefalù Villa a Baja (Pozzuoli) Progetto di edificio ad appartamenti in piazza Dalmazia a Roma Concorso per la sistemazione dell’area del Crystal Palace a Londra (con A.G. Evans) Progetto per l’ingresso della Fiera del Mediterraneo a Palermo Concorso per l’ospedale traumatologico Inail a Roma Ospedale ortopedico traumatologico Inail a Bari Palazzo per uffici e abitazioni dell'Ina a Treviso (con Egle Renata Trincanato) Villa Scimemi a Mondello (Palermo) Palazzo per uffici e abitazioni Inail a San Simeone a Venezia (con Egle Renata Trincanato) Quartiere Ina-casa Villaggio San Giuliano a Mestre (L. Piccinato e G. Samonà coordinatori) Palazzi per abitazioni e uffici nella Palazzata di Messina Casa del Fascio di Messina (con Guido Viola) Quartiere sperimentale Borgo Ulivia a Palermo (con A. Bonafede, C. Calandra e E. Caracciolo) Sede degli uffici Sges-Enel a Palermo (con G. Marcialis e A. Samonà) Concorso internazionale per il piano particolareggiato della nuova Sacca del Tronchetto a Venezia, motto "Novissime" (con C. Dardi, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato) Centrale termoelettrica Tifeo a Termini Imerese (con G. Marcialis e A. Samonà) Concorso per il nuovo Centro direzionale di Torino (con C. Dardi, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato) Piano urbanistico comprensoriale del Vajont (con C. Dardi, E. Mattioni, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato) Progetto di edificio di abitazione a Mestre (con G. Marcialis e A. Samonà) Concorso per la nuova sede degli uffici e della biblioteca della Camera dei deputati a Roma (con A. Samonà) Nuova sede della Banca d’Italia a Padova (con A. Samonà, G. Pizzetti) Concorso internazionale di idee per un collegamento stabile viario-ferroviario tra la Sicilia e il continente (con altri) Centro civico, culturale e commerciale a Gibellina (con V. Gregotti, G. Pirrone, A. Samonà) Concorso per la nuova università degli studi di Cagliari (con altri) Teatro Popolare di Sciacca (con A. Samonà) Progetto di concorso per il Centro direzionale di Firenze (G. Samonà capogruppo) Progetto di concorso internazionale d’architettura per la Tête-Défence, Parigi (con G. Marcialis, A. Samonà e E. R. Trincanato)
Pubblicazioni La casa popolare, E.P.S.A. Editrice Politecnica S.A., Napoli 1935. Il duomo di Cefalù, collana I monumenti italiani, fasc. 16, Libreria dello Stato, Roma 1939. Il duomo di Cefalù, Nuove Grafiche S.A., Roma 1940. L'urbanistica e l'avvenire della città negli stati europei, Laterza, Bari 1959. L'unità architettura-urbanistica. Scritti e progetti 1929-1973, a cura di Pasquale Lovero, Franco Angeli, Milano 1975, ISBN 978-88-204-0917-3.
Mostre Giuseppe e Alberto Samonà. Lezioni di architettura, mostra a cura di Francesco Tentori e Marco Pogacnik, con Ilhyun Kim, 16 maggio > 26 luglio e 5 settembre > 15 novembre 2002, ; Giuseppe Samonà. Due mostre all'Università Iuav di Venezia, 1 marzo > 11 maggio 2018, Università Iuav di Venezia : Per la città pubblica. progetti 1949-1983, a cura di Giovanni Longobardi e Giovanni Marras con Stefano Balzanetti e Laura Pujia; La vita delle opere. Fotografie di Umberto Ferro, Paolo Monti, Claudio Sabatino, Egle Renata Trincanato, a cura di Angelo Maggi.
Archivio Il fondo Giuseppe Samonà è conservato presso l'Università IUAV, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Archivio Progetti.
Note
Bibliografia Laura Pujia, Giuseppe Samonà. La casa popolare come organismo moderno, collana Maestri Moderni Mo_Ma, n. 9, Clean, Napoli 2022, ISBN 978-88-8497-836-3. Laura Pujia (a cura di), Rileggere Samonà | Re-reading Samonà, collana Patrimonio culturale e territorio, n. 12, Roma TrE-Press, Roma 2021, ISBN 979-12-5977-031-8. Giovanni Longobardi e Giovanni Marras (a cura di), Giuseppe Samonà. Progetti per la città pubblica; con scritti di Alberto Ferlenga, Giovanni Longobardi, Serena Maffioletti, Angelo Maggi, Giovanni Marras, Laura Pujia, Franco Purini, Vieri Quilici, Luciano Semerani, Universalia, Pordenone 2020, ISBN 978-88-941359-8-5.
Pasquale Lovero, La Professione dell'Urbanistica - Architettura. Progetti dello studio Giuseppe ed Alberto Samonà 1968-1972, in Controspazio, n. 2, 1973.
Cina Conforto, Gabriele De Giorgi, Alessandra Muntoni e Marcello Pazzaglini, Il dibattito architettonico in Italia 1945-1975, Bulzoni, Roma 1977. Carlo Doglio; Paola Venturi, Giuseppe Samonà. La pianificazione organica, Cedam, Padova 1977. AA.VV., Giuseppe Samonà. 1923-1975 Cinquant'anni di architetture, Officina, Roma 1980. Giuseppina Marcialis, Il contributo di Giuseppe Samonà, in Urbanistica, n. 78, 1985.
Giuseppe Samonà e la scuola di architettura a Venezia, a cura di Giovanni Marras e Marco Pogačnik, Il Poligrafo, Padova 2006, ISBN 978-88-7115-416-9. Francesco Cardullo, Giuseppe e Alberto Samonà e la Metropoli dello Stretto di Messina, Officina, Roma 2006, ISBN 88-6049-008-1. Matteo Iannello; Glenda Scolaro, Palermo. Guida all'architettura del '900, Edizioni Salvare Palermo, Palermo 2009, ISBN 978-88-95964-06-5. Francesco Cardullo, Il Pilone del Ponte sullo Stretto di Giuseppe Samonà, Officina Edizioni, Roma 2016, ISBN 978-88-6049-140-4.
Voci correlate Alberto Samonà (architetto) Raffaele Leone (architetto)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Archivio Giuseppe Samonà, fondo conservato presso l'Università Iuav di Venezia, SBD-: catalogo online. (fonte utilizzata)
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