LEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale (in spagnolo Ejército Zapatista de Liberación Nacional, spesso abbreviato in EZLN) è un movimento armato clandestino, di stampo anticapitalista, anarchico e indigenista, attivo in Chiapas, lo Stato più meridionale e uno dei più poveri del Messico. La sua influenza è spesso indicata come uno dei motori della nascita del movimento no-global.
Il più famoso portavoce dell'EZLN è stato il subcomandante Marcos, ritiratosi volontariamente dal suo ruolo di portavoce nel maggio 2014 "rinascendo" come subcomandante Galeano (in onore del maestro della Escuelita Zapatista Jose Luis Solís López “Galeano”, ucciso da paramilitari)Subcomandante Marcos: “Smetto di esistere. Non sono malato né morto”, 26 maggio 2014, Il Fatto Quotidiano.. Uno dei loro motti è Democracia, justicia y libertad.
Storia Periodo 1983-1999
L'EZLN si formò il 17 novembre 1983, ricorrenza tutt'oggi festeggiata. I suoi fondatori provenivano in parte da altri gruppi, tra cui alcuni combattenti e altri pacifici. Hanno fatto irruzione nel panorama nazionale e internazionale il 1º gennaio 1994, in concomitanza con l'entrata in vigore del NAFTA (North American Free Trade Agreement), noto in spagnolo come TLC (Tractado de Libre Comercio), un accordo tra Messico, USA e Canada per l'agevolazione delle attività commerciali tra questi paesi. Hanno più avanti dichiarato che il loro motto fosse "Aquí estamos!" (siamo ancora qui) riferito a una globalizzazione che, a detta loro, imponesse nuove regole non tenenti conto delle loro necessità più basilari. I combattenti indigeni, indossando passamontagna e fazzoletti per coprire il volto, hanno preso quel giorno sette comuni del Chiapas (San Cristóbal de Las Casas, Altamirano, las Margaritas, Ocosingo, Oxchuc, Huixtán e Chanal; avrebbero voluto prendere anche Tuxtla Gutiérrez, ma non la conoscevano abbastanza). Dal comune di San Cristóbal, il subcomandante Marcos ha letto la prima dichiarazione della Selva Lacandona, nella quale dichiaravano guerra al governo del Messico e annunciavano libertà, giustizia e democrazia per tutti i messicani che ne avessero bisogno. È stato anche preso prigioniero di guerra l'ex-governatore del Chiapas, il generale Abasolón Castellanos Domínguez; quest'ultimo è stato in seguito giudicato e condannato da un simbolico tribunale indigeno, e in seguito rilasciato privo di lesioni corporali. Il giorno successivo sono fuggiti dai centri urbani chiapanechi, mentre l'esercito riprendeva il controllo. Vi furono ingenti manifestazioni da parte della popolazione civile, che chiedeva a entrambe le parti un cessate il fuoco, schierandosi però più dalla parte dell'EZLN. Dopo dodici giorni di combattimenti il presidente Carlos Salinas de Gortari, al suo ultimo anno di mandato, accettò la proposta dell'EZLN di un dialogo con la mediazione della diocesi di San Cristóbal.
Le trattative durarono tre anni, con alti, bassi e interruzioni. Terminarono con la firma degli accordi di San Andrés, secondo i quali il governo avrebbe dovuto modificare la costituzione inserendo il riconoscimento dei popoli e delle culture indigene, oltre a un'autonomia legislativa. Una commissione di deputati di vari partiti politici, chiamata COCOPA, ha modificato leggermente il testo dell'accordo con il consenso dell'EZLN. Il governo del Chiapas, ora guidato dal presidente Ernesto Zedillo Ponce de León, non ha tuttavia rispettato gli accordi e ha rafforzato la presenza militare nelle zone di influenza degli zapatisti. A ciò è seguito un silenzio dell'EZLN durato tre anni.
Sono state denunciate molte violazioni del cessate il fuoco e degli accordi da parte del governo chiapaneco, mentre il governo federale ha sempre cercato di non rimanere coinvolto, definendolo un problema locale. L'esercito e i paramilitari hanno compiuto vari atti di violenza, il più grave dei quali è senza dubbio la Mattanza di Acteal. In tale occasione i paramilitari attaccarono una comunità non zapatista e nonviolenta, massacrando 45 persone, tra le quali vi erano 4 donne incinte che furono sventrate con i machete. Le vittime, uccise senza che nessuna autorità pubblica muovesse un dito, non erano zapatisti. Facevano parte di un'associazione pacifista, Las Abejas, nata cinque anni prima. Alla vigilia di Natale erano riuniti in chiesa a pregare. Dopo la mattanza del 22 dicembre del 1997 il governo messicano accusò 20 indigeni, che dopo aver passato undici anni di prigione vennero messi in libertà per irregolarità nel processo. La storia del massacro è una storia di impunità e coperture, soprattutto dei vertici dell'esercito veri mandanti della violenza.
2000-2002 Il nuovo presidente Vicente Fox Quesada, eletto nel 2000, ha inviato al congresso la cosiddetta legge COCOPA (modifiche alla costituzione) il 5 dicembre 2000 come promesso in campagna elettorale. Molti esponenti del governo criticarono queste modifiche e questo spinse l'EZLN a organizzare una marcia pacifica fino a Città del Messico, dove avrebbero esposto il proprio punto di vista al governo messicano. Alla marcia, nel marzo del 2001, hanno partecipato gruppi politici di altre parti del mondo, la popolazione l'ha compresa e appoggiata e i media l'hanno seguita con attenzioneNaomi_Klein,Recinti_e_finestre._Dispacci_dalle_prime_linee_del_dibattito_sulla_globalizzazione, Milano, Baldini & Castoldi, 2003. ISBN 88-8490-298-3.
Poco dopo questo evento, il congresso ha approvato una versione modificata della legge COCOPA, che non comprendeva le clausole di autonomia, che secondo qualcuno violavano alcuni diritti costituzionali (proprietà privata e voto segreto). Per l'EZLN e per altri gruppi politici che si battono per i diritti degli indios, questo fu un tradimento, l'ennesima menzogna del governo. La legge COCOPA, o ciò che ne rimaneva, è entrata in vigore il 14 agosto 2001. Ciò, insieme alla recente vittoria elettorale di Fox (prima vittoria del PAN, Partido de Acción Nacional, dopo anni di dominio del PRI, Partido Revolucionario Institucional), ha rallentato il movimento, togliendogli anche copertura da parte dei media.
Successivamente, vi è stato un reclamo alla Corte Suprema di Giustizia, al quale seguì una sentenza del 6 settembre 2002, secondo la quale la COCOPA era un insieme di modifiche costituzionali e non una legge come veniva erroneamente chiamata; annullare cambiamenti costituzionali era al di là dei poteri della Corte, sarebbe stata una violazione dei poteri del congresso.
Il 12 ottobre 2002 il subcomandante Marcos ha scritto una lettera sugli ultimi avvenimenti in Spagna. Era, non casualmente, la stessa data dell'arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe, l'evento che gli indios identificano come l'inizio delle loro sofferenze attuali. In questa lettera lunga e appassionata, Marcos chiamava il giudice spagnolo Baltasar Garzón "un pagliaccio grottesco", soprattutto per aver bandito la festa dell'Indipendenza basca perché avrebbe supportato l'ETA; inoltre lo condanna per aver definito false le violazioni dei diritti umani contro cittadini spagnoli da parte del generale Pinochet. Il subcomandante muoveva anche pesanti critiche alla monarchia spagnola e al presidente José María Aznar. Dopo la pubblicazione della lettera da parte della stampa messicana il 25 novembre, iniziò uno scontro di parole tra Marcos e Garzón. Fra coloro che appoggiano l'EZLN, non tutti hanno apprezzato l'incidente: alcuni hanno criticato il fatto che il subcomandante si occupasse di questioni così lontane, altri hanno ritenuto improprio il tono delle lettere, altri ancora - esagerando - hanno interpretato le parole di Marcos come un elogio all'ETA.
2003
Nel febbraio 2003, ha scritto una nuova lettera in cui condannava alcuni esponenti del PRD (Partido Revolucionario Democratico), per aver approvato nell'anno precedente la versione modificata della COCOPA proposta dall'EZLN. La lettera e le risposte che hanno seguito, hanno trovato poco seguito nella società civile. Avendo perso molto supporto da parte della popolazione, Marcos ha scritto molti altri comunicados per il resto dell'anno, ma molti sono passati quasi inosservati. A parte le critiche al mondo della politica istituzionale, ha spiegato il lavoro che l'EZLN stava svolgendo nei suoi territori e i cambiamenti alla sua organizzazione intera.
Dal dicembre del 1994, gli zapatisti hanno iniziato a formare gradualmente diversi comuni autonomi. Nell'agosto 2003, Marcos ha scritto comunicati che spiegano come questi comuni hanno sviluppato delle giunte per autogovernarsi, programmi comunitari di produzione del cibo e sistemi sanitari e scolastici gratuiti in parte supportati dalle ONG. Tutto questo era assolutamente indipendente dai servizi offerti dal governo, che non prestavano alcuna attenzione alla cultura, ai bisogni e alla medicina indigeni. Ha poi annunciato la creazione di quattro (oggi cinque) juntas de buengobierno (giunte di buongoverno), formate da rappresentanti dei comuni e supervisionate dall'EZLN. Esse servivano a verificare l'assenza di corruzione e di abusi di potere e che si seguisse sempre il dettame zapatista mandar obedeciendo (comandare obbedendo; compare anche nei cartelli di benvenuto posti al confine dei territori dell'EZLN: aqui manda el pueblo y el gobierno obedece, qui comanda il popolo e il governo obbedisce). Molti analisti hanno applaudito a tale iniziativa: il governo del popolo per il popolo, di fronte all'inefficacia dello Stato che disattende ai bisogni delle persone; altri però, hanno ritenuto che l'iniziativa di creare uno stato dentro lo Stato fosse quantomeno pericoloso.
2004 Nel 2004 si diffonde la voce che il subcomandante non si trovi più in Chiapas. In effetti non è stato visto nella zona per parecchio tempo, né ha risposto alle richieste di interviste. Per un lungo periodo, i suoi scritti arrivano alla società civile esclusivamente attraverso l'email e il web. Queste non sono certamente delle prove, ma alcuni giornalisti scrivono che Marcos ha lasciato lo stato. Secondo alcuni, addirittura, lo ha lasciato da parecchio tempo e ora vive in Europa.
Per la prima metà del 2004, Marcos ha mantenuto il silenzio. Dalla metà dell'anno, Luis H. Alvarez, capo della COCOPA, l'unico collegamento ufficiale tra il governo e l'EZLN, ha dichiarato che Marcos non era più stato visto in Chiapas di recente e che non sapeva dove si trovasse. L'EZLN comunque, nel frattempo, era rimasto attivo.
Nell'agosto 2004, il subcomandante ha mandato brevi comunicati alla stampa messicana. Essi, nel loro insieme, si intitolano "Leggendo un video", pubblicati dal 20 al 28 agosto. Il primo e l'ultimo si presentavano come una descrizione di un immaginario video zapatista a basso budget, gli altri erano commenti di Marcos su avvenimenti politici e sulla situazione e lo sviluppo dell'EZLN. In particolare, descrive i risultati di un anno di lavoro dei comuni autonomi e delle giunte di buongoverno. Questi hanno membri in continua rotazione per promuovere la trasparenza e dare a tutti l'opportunità di servire la comunità. I comunicati sono passati inizialmente inosservati, in parte a causa dei giochi olimpici di Atene 2004 e del congresso delle riforme del sistema di pensionamento IMSS, in parte per un calo di interesse da parte del pubblico.
2005