Lecco (AFI: , pronuncia locale , , Lècch [ˈlɛkː] in dialetto lecchese ..) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia.
Lecco ottenne il titolo di città il 22 giugno 1848Decreto del Governo Provvisorio della Lombardia 22 giugno 1848 mentre venne elevata a capoluogo di provincia con decreto del presidente della Repubblica del 6 marzo 1992. Lecco è soprannominata "La Città Manzoniana" per essere il luogo in cui lo scrittore Alessandro Manzoni ambientò uno dei massimi capolavori della letteratura italiana con il celebre romanzo de I promessi sposi trovando ispirazione nel territorio circostante, compreso in uno dei vertici del Triangolo Lariano posto sulla riva sinistra idrografica dell'Adda, oltre ad affacciarsi sul ramo orientale del Lago di Como e stretto ad est dalle prealpi orobiche, incastonate tra il gruppo delle Grigne ed il Resegone.
Inclusa dal 2007 nell'ente della Regio Insubrica e crocevia strategico per la Valtellina e la Valsassina, Lecco assunse crescente importanza durante il Medioevo quando, a seguito della Pace di Costanza, fu annessa al Ducato di Milano che le conferì l'attuale impianto urbanistico, frutto dell'unificazione di ben dieci distinti comuni ciascuno sede di una propria parrocchia. Fu solo nella seconda metà del XIX secolo, durante il dominio austriaco, che la città attraversò un periodo particolarmente fiorente ereditando uno stile neoclassico di pregevole bellezza, testimoniato dalla presenza di portici coperti ed eleganti palazzi nobiliari. Dopo l'Unità d'Italia Lecco si affermò come uno dei primi centri industriali d'Italia grazie allo sviluppo delle industrie siderurgiche, già attive nel XII secolo, che le conferirono l'appellativo di città del ferro,. completando il suo processo di crescita nel 1995 quando ci furono le prime elezioni provinciali.Insieme a Varese, Monza e Sondrio. Come le prime due, Lecco fu storicamente sottoposta alla provincia milanese, alla cui diocesi ancora afferisce. Nell'epoca contemporanea, è stato soprattutto il turismo, legato alla letteratura, allo sport e alla natura del territorio lacustre e montano a primeggiare costantemente nella prosperità dell'economia locale, confermato nel 2013 a seguito del riconoscimento come Città alpina dell'anno, e progredita ulteriormente in conseguenza dell'apertura, nello stesso anno, del campus universitario del Politecnico di Milano.
Geografia fisica
Territorio Il territorio comunale si estende per una superficie di circa , di cui corrispondono all'estensione della porzione urbanizzata, che si sviluppa in prevalenza su depositi di conoide alluvionale e nei fondovalle delle incisioni torrentizie. Lecco sorge in una conca delimitata dalle Prealpi a est e dal Lario a ovest, più precisamente nel suo tratto terminale del ramo orientale, nel punto in cui finisce e l'Adda riprende il suo corso per poi riallargarsi nel lago di Garlate. Il territorio cittadino è solcato da tre torrenti principali, il Gerenzone, il Caldone e il Bione. Le montagne che circondano la conca naturale dove è situata la cittadina sono le seguenti: a nord il monte Coltignone e il San Martino, a est il monte Due Mani, il Pizzo d'Erna e il Resegone, a sud il Magnodeno. A ovest, sulla riva destra dell'Adda si trova il Monte Barro. Sull'Adda, nei pressi del Ponte Azzone Visconti, si trova la piccola Isola Viscontea.
Il territorio comunale ha una distribuzione altimetrica molto variabile: essa varia dai 198 metri s.l.m. nella zona lacustre, sino alla quota massima di 1875 metri s.l.m. del monte Resegone. Ciò offre alla città tre differenti aree contraddistinte da diverse caratteristiche morfologiche e climatiche, dovute alla presenza di rilievi montuosi, del lago e di una terza area intermedia tra la fascia montana e quella lacustre.
Morfologicamente il territorio lecchese è il risultato delle numerose glaciazioni che hanno colpito il pianeta, condizione ben evidente nell'aspetto delle montagne circostanti, una su tutte la Grigna, che mostrano tutte le caratteristiche dell'escavazione glaciale.
Idrografia L'idrografia lecchese costituisce circa il 16% del territorio comunale ed è composta principalmente dal tratto del fiume Adda in uscita dal ramo orientale del Lario. Vi scorrono inoltre una serie di torrenti, con relativi affluenti, che hanno origine nella fascia montuosa che sovrasta la città. Essi sono interessati da un regime di portata molto variabile a seconda delle precipitazioni e della stagionalità con diffusi fenomeni franosi e quindi soggetti a particolare erosione del corso; presentano un itinerario relativamente breve e, con uno scorrimento prevalentemente da nord-est a sud-ovest, sfociano tutti nel golfo di Lecco o nel Lago di Garlate.
Da nord a sud si snoda il torrente Val Cascee; il torrente Gerenzone, che scorre per poco più di il quale, per molti anni, dette da vivere agli abitanti del luogo che, grazie ai suoi sfioratori e al suo ripido corso, convogliavano l'acqua in tratti di rogge e a cascatelle utili al lavaggio e al pescaggio delle ruote dei magli, i quali, man mano coprivano l'intero corso del torrente facendo sorgere sulle sue rive fabbriche metallifere e facendo sviluppare al contempo i quartieri alti di Lecco tra cui Malavedo e Laorca, in passato considerata la vera patria dei lavoranti del ferro, quei ferascét o tirabagia che sono la fama della città; riceve nel suo breve percorso i torrenti Valle Calolden, Val di Streciura, il Val Pozza e il Valle Spesseda; il torrente Val Nera. Più a sud scorre il torrente Caldone che si sviluppa per circa . Esso possiede quattro affluenti: il Varigione, il Valle del Pieno, il Val Boazzo e il Grigna tutti immissari nel Lago di Lecco. A partire dal 1965 fu quasi interamente coperto per creare un viale di circonvallazione. Nel lago di Garlate, invece, sfociano il Bione che, con il suo affluente Valle Comera, percorre il suo tragitto per ; il torrente Tuf; il torrente Cif con il suo affluente Valle Ibraula; il torrente Valle di Culigo, il Merla e il Roggia Fornace Lansera. Nel tratto sud-orientale scorre per un certo tratto il torrente Valle Galaveso.
Orografia La conca nella quale giace Lecco è circoscritta, a nord, a est e a sud-est, da una catena montuosa di notevole altezza, calcarea e dolomitica, dominata dal Resegone e dal gruppo delle Grigne mentre a ovest è delimitata dai rilievi collinosi della Brianza nord-orientale che culminano nel monte Barro (). Lecco è più propriamente così delimitata: a nord si innalza il massiccio del monte Coltignone (), prevalentemente di calcare e dolomia di Esino, porgendo direttamente sulla conca cime meno elevate, come il monte San Martino () e la ripida parete del Corno Medale () che sovrasta imponente il rione di Laorca oltre il quale si trovano il monte Melma () e il monte Due Mani (). Ad est il gruppo del Resegone, che, con i suoi 1875 metri s.l.m., domina la città caratterizzando il paesaggio lombardo sin da Milano. È così chiamato a causa dei suoi molteplici denti rocciosi che, visti dall'abitato, lo fanno assomigliare a una sega di gigantesche dimensioni; domina imponente con le sue propaggini, che sono i Piani d'Erna () e il Pian Serada. A sud-est, oltre Maggianico, la maggiore elevazione è rappresentata dal Magnodeno (). Ad ovest si elevano i rilievi collinari estremi della Brianza nord-orientale, tra cui spicca il monte Barro nel quale è stato costituito l'omonimo parco regionale a tutela della flora e fauna che custodisce.
Flora e fauna La posizione geografica favorevole e il conseguente clima mite ha permesso lo sviluppo sulle sponde del Lago di una lussureggiante vegetazione e dalla presenza di numerose varietà di piante, arbusti e fiori che normalmente crescono in regioni molto più meridionali. Nelle aree montuose si trovano numerose zone boschive di cui le più abbondanti sono le foreste ad aghifoglie nelle quali si possono ammirare fiori rari come le genziane. Le montagne circostanti, a parte sulle pendici, si presentano piuttosto spoglie con zone estese di prati adatti al pascolo. Nei parchi circostanti il fiume Adda la vegetazione è molto ricca di latifoglie tra cui platani, querce, pioppi, betulle, aceri e salici. Dal punto di vista faunistico il territorio lacustre presenta una grande varietà di specie ittiche tra cui trote, lucci, alborelle, cavedani, agoni e persici oltre ad anfibi quali la raganella e la rana verde mentre le specie di uccelli che popolano l'area, molte delle quali considerate specie protette, sono le anatre tuffatrici, anatre di superficie, cigni, germani reali, cormorani, gabbiani e aironi. La fauna delle valli e delle vette circostanti, invece, sono popolate da cinghiali, caprioli, volpi, lepri e cervi, mentre i cieli sono spesso sorvolati da falchi, poiane e gufi.
Sismologia Dal punto di vista sismico la città di Lecco presenta un rischio molto basso e distribuito in modo uniforme sul territorio. Il comune è stato infatti classificato come zona 3 (sismicità medio bassa) dalla protezione civile nazionale. Le località epicentrali per gli eventi che hanno prodotto i maggiori risentimenti/danni (osservazioni macrosismiche) provengono da zone appartenenti alle province vicine, corrispondenti al Bresciano, al Bergamasco e, soprattutto, all'Appennino emiliano-romagnolo. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato comunque nel database macrosismico italiano del 2004 una serie di eventi piuttosto sporadici sul territorio nell'arco temporale di circa 110 anni dal 1884 al 1995. Nello specifico sono ben 17 gli eventi tellurici fra i quali spicca il terremoto del 24 aprile 1918 di magnitudo 5,07 che ebbe come epicentro la bassa val Brembana. Altri tre episodi hanno invece avuto come epicentro proprio il territorio lecchese e sono riportati dalla letteratura; essi sono risalenti al 1887 (raccontato dal libro di Giuseppe Mercalli: Il terremoto di Lecco del 20 maggio 1887), al 5 marzo 1894 (raccontato nel libro di Mario Baratta: Il terremoto di Lecco del 5 marzo 1894) e al 1695 (raccontato sempre da Mario Baratta nel 1901 nel suo saggio di storia e geografia sismica: I terremoti d'Italia). L'ultimo evento registrato nel capoluogo e in tutta la provincia risale al 18 dicembre 2021 alle ore 11:34 con un sisma di magnitudo 4,4 della scala Richter che ha avuto come epicentro il paese di Bonate Sotto situato a soli di distanza da Lecco.
Clima
Il territorio di Lecco risulta ben riparato dalle catene montuose, e dal punto di vista climatico, gode dei benefici influssi delle acque del lago e del soffio del Tivano che spira dalla Valtellina da nord-est tutto l'anno nelle prime ore del mattino, dalle 6 alle 10. La sua totale assenza indica l'avvicinarsi del brutto tempo. La Breva, è un altro noto vento che soffia da sud nelle prime ore pomeridiane, generalmente fra le 10 e le 18. Questi due venti in passato venivano sfruttati per la pesca e la navigazione: i barcaioli discendevano verso sud nelle prime ore del mattino e risalivano le acque del Lario nelle ore pomeridiane.
Nell'insieme la città gode di un clima continentale, solitamente accompagnato da un alto tasso di umidità, mitigato appunto dai suoi venti presentando inverni non particolarmente rigidi ed estati piuttosto gradevoli fermo restando che nel territorio comunale si registrano notevoli differenze termiche nei valori minimi tra i quartieri, sia per l'altitudine sia per l'esposizione o meno alle brezze del lago. Dalle valli che sboccano sul lago soffiano all'improvviso le varie montive, brezze che nelle giornate estive attenuano gradevolmente la calura ma, durante i temporali possono essere anche molto violenti e forti. Altro vento poco noto ma assai violento, con raffiche intorno ai , è il Ventone che soffia dalla Valchiavenna all'improvviso solitamente in primavera. Quasi inesistente in città la nebbia che caratterizza invece la vicina pianura padana, già in parte presente oltre le colline della Brianza in alcune occasioni.