La partecipanza agraria è un'antica forma di proprietà collettiva di terreni interessati a bonifiche, che trae origine dal medioevo, tuttora in uso in Emilia e in Veneto nel Polesine di Rovigo. Lo stesso nome è utilizzato, per una proprietà collettiva riguardante un territorio boschivo, in Piemonte, a Trino VercelleseVedi anche articolo su stampa.it .

Origini storiche

Un'antica tradizione attribuisce l'istituzione delle partecipanze ai lasciti effettuati da Matilde di Canossa, che era signora di vasti feudi dall'una e dall'altra parte dell'Appennino. Non vi sono però prove documentarie di tali donazioni. Più probabile è che le partecipanze siano nate da enfiteusi perpetue volute dall'abate di Nonantola e dal vescovo di BolognaArioti E., Fregni E., Torresani S. (a cura di), Le partecipanze agrarie emiliane. La storia, le fonti, il rapporto col territorio, Nonantola (MO), Grafiche 4Esse, 1990.Fregni E. (a cura di), Terre e comunità nell'Italia Padana. Il caso delle Partecipanze Agrarie Emiliane: da beni comuni a beni collettivi, Brescia, Edizioni Centro Federico Odorici, 1992..

Lo sviluppo di questa forma di proprietà fu probabilmente dovuto all'incontro di diverse circostanze, quali le esigenze di bonifiche idraulicheAntonio Saltini, Dove l'uomo separò la terra dalle acque, Storia delle bonifiche in Emilia-Romagna, Diabasis Reggio Emilia 2005 ISBN 88-8103-433-6 di vasta portata, che richiedevano la disponibilità di molte braccia e nello stesso tempo di un coordinamento delle iniziative, i lasciti e le donazioni di interi feudi alle abbazie e ad altre istituzioni ecclesiastiche, la concessione in enfiteusi di vaste zone paludose agli abitanti di alcuni paesi, l'abitudine invalsa di gestire i terreni secondo turni fissati da estrazione a sorte.

Note

Bibliografia Cheiron n. 14-15: Terre e comunità nell'Italia Padana. Il caso delle Partecipanze Agrarie Emiliane: da beni comuni a beni collettivi. A cura di E. Fregni. Brescia, Ed. Centro Federico Odorici, 1992 Vittorio Tofanetti La casa della Decima. Storia delle origini di S. Matteo della Decima. Ed. Marefosca / Comune di S. Giovanni in Persiceto, 1989 (con ampia bibliografia su Partecipanze e idrografia del territorio) Giovanni Forni, Persiceto e S. Giovanni in Persiceto, Bologna, 1921 Girolamo Tiraboschi Storia dell'Augusta Badia di S. Silvestro di Nonantola, Modena, 1784 Carlo Frassoldati, Partecipanze Agrarie Emiliane, Padova, 1936 Mons. Antonio Samaritani, Il Comune rurale e la Partecipanza Agraria nel centopievese Cento . 1985 P. Edmondo Cavicchi, Il Cristo di Pieve nella tradizione e nella storia del Centopievese, Pieve di Cento, 1964 Vittorio Maccaferri, Il territorio persicetano. Analisi storica dalla centuria al nostro tempo, Ed. Strada maestra, S. Giovanni in Persiceto, 1984 Patrizia Cremonini, L'Archivio Storico Comunale di S. Giovanni in Persiceto. Inventario (1114-1949), Ed. Provincia-Comune 1999 Luigi Costato, I domini collettivi nel medio Polesine, Ed. Giuffré, Milano, 1968 Libero Poluzzi, "Toponomastica" Articoli vari sulla rivista "Marefosca" 1991 e 1992 e annate successive Carlo Poni e Antonio Samaritani (a cura di), Cento e la partecipanza agraria, Ferrara 1999

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