Una vampata di violenza è un film del 1966 diretto da Robert Enrico.

La pellicola ha per protagonisti Lino Ventura, Bourvil e Marie Dubois.

Trama Francia, nell'ambiente dei boscaioli sulla catena montuosa dei Vosgi. Laurent, personaggio dal passato poco chiaro, vuole vendicarsi di un torto subìto ad opera di un uomo al momento in prigione. Quando sa che egli fa parte di un gruppo di detenuti che a scopo rieducativo saranno inviati al lavoro presso il taglialegna Hector Valentin, si fa assumere da questi ed attende l'occasione per ucciderlo. Ma l'uomo che lui cerca non arriva e le cose vanno diversamente. La rude vita quotidiana condivisa anche con un gruppo di carcerati spediti nel luogo a fini rieducativi, le dinamiche con l'arrogante e potente vicino che cerca di scoraggiare con vere e proprie spedizioni punitive Hector Valentin, sempre fallite per l'unione del gruppo che si stava formando intorno a lui e, soprattutto, una nuova atmosfera portata dalle due figure femminili, trasforma totalmente Laurent. Prima l'amore per Marie e poi un'amicizia nata in condizioni estreme, che fa si che sia proprio Laurent a salvare la vita a Hector in una situazione completamente ribaltata rispetto alla premessa iniziale, chiudono la storia lasciando aperte nuove prospettive. Il giocatore Mick fallisce invece il suo percorso rieducativo e perde anche la bella parigina Christiane innamorata a tal punto da fargli visita periodicamente in quel posto inospitale dei Vosgi con la sua spider.

Accoglienza Si è scritto, a proposito di questo film, «che si richiama volutamente al genere western, a dispetto della localizzazione geografica e dell’epoca in cui è ambientato».

Critica Il regista appartiene alla generazione della nouvelle vague «rimanendone un po' appartato», scrive Georges Sadoul che considera questo film, insieme a I tre avventurieri, il suo ritorno al cinema dopo una pausa durante la quale realizzò per la televisione La Redevance du fantôme con Marie Laforêt.

Sandro Toni dedica una scheda al regista dove si legge tra l'altro che La belle vie , primo lungometraggio a soggetto, è «l'unico suo film che risente dei fermenti della nouvelle vague» ritenendo gli altri che seguono un ripiegamento sulla convenzionalità.

Note

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Categoria:Film diretti da Robert Enrico