Premiership Rugby, noto commercialmente come PREM Rugby, è il vertice dei campionati inglesi di rugby a 15 maschile. Organizzato da Premiership Rugby Ltd., si svolge ininterrottamente dalla stagione 1987-88; fino alla stagione 1996-97 fu noto come National Division One e gestito direttamente da Rugby Football Union, la federazione inglese.
Il torneo si tiene su base nazionale e consiste in una stagione regolare a girone unico al termine della quale si determinano le squadre destinate alla fase a play-off, che si affrontano in gara unica a eliminazione diretta; la finale si tiene allo stadio di Twickenham a Londra. Tale formula è in vigore continuativamente dall'edizione 2002-03; in precedenza il titolo veniva assegnato alla squadra prima classificata.
Al di sotto di Premiership si trovano RFU Championship e National League 1, rispettivamente secondo e terzo livello del rugby inglese; anche tali due divisioni sono, al pari di Premiership, organizzate su base nazionale.
La vittoria nel campionato conferisce al club che la consegue il titolo di campione d'Inghilterra per la stagione successiva; a tutto il torneo 2025-26 il club più vittorioso è (11), che fu anche il primo campione nel 1988. Alle sue spalle, con sette titoli, figura e, a seguire, con sei titoli ciascuno, (ultima vittoria nel 2008 ed escluso dal campionato nel 2023 per fallimento) e , fino all'inizio degli anni dieci privo di vittorie. Il club campione, insieme agli altri migliori cinque classificati della stagione regolare, partecipa all'edizione della stagione successiva di European Rugby Champions Cup; gli altri, tranne l'eventuale retrocesso, partecipano all'European Rugby Challenge Cup.
Per ragioni di sponsorizzazione il torneo è noto anche come Gallagher Premiership a seguito di accordo di naming stipulato con la compagnia statunitense d'assicurazioni e gestione finanziaria Arthur J. Gallagher.
Il club detentore del titolo è che, nella gara di finale disputata a Londra il , ha battuto 26-17.
Storia Le origini Nel 1987 l' proveniva da un'insoddisfacente campagna alla prima Coppa del Mondo, tenutasi in Australia e Nuova Zelanda: la compagine in maglia bianca, infatti, era stata eliminata dal ai quarti di finale e Rugby Football Union (RFU), sulla scia di tale deludente risultato, decise di varare una competizione di club che garantisse competitività ai propri giocatori.
L'unico momento di rugby formalmente strutturato in Inghilterra, infatti, all'epoca era la Coppa, istituita nel 1972 da RFU, e sola competizione a prevedere un trofeo ufficiale. Il resto delle competizioni erano amichevoli tra club e gare di rappresentativa di contea. Nonostante ancora nel 1987 si considerasse improbabile l'arrivo del professionismo nella disciplina, la stampa evidenziava come tuttavia gli sponsor, in presenza di una manifestazione organizzata con una struttura definita, non avessero problemi a investirvi significative somme di denaro: quando proprio quell'anno cessarono dopo sette stagioni i diritti di naming di Thorn EMI sul campionato delle contee, questi furono rilevati quasi immediatamente da Toshiba al costo di l'anno. Parimenti, il birrificio inglese Courage investì una cifra iniziale di circa nell'istituendo campionato, impegnandosi per ulteriori nel corso delle successive due stagioni.
Assicurata la copertura finanziaria, tuttavia, non era ancora stato deciso il calendario: RFU trovò un compromesso accettabile tra gli impegni di Coppa e quelli di contea prevedendo un torneo a gare di sola andata in cui ciascuna squadra disputasse 11 incontri. La federazione lasciò che gli incontri fossero organizzati dagli stessi club, e la prima National Division One si tenne su 27 fine settimana tra il e il . In alcuni casi le partite di coppa d'Inghilterra furono usate come valide anche per la classifica (per esempio la finale tra e fu inserita nel calendario del campionato). Ai nastri di partenza del campionato Londra partecipava con solo due club, e ; dal sudovest del Paese si presentarono , e ; dal centro , , il di Birmingham e il . e venivano dall'area di Manchester e il dal Merseyside, queste ultime due zone più di calcio che di rugby.
Tra gli sponsor più in vista del torneo, la distilleria Justerini & Brooks a ogni incontro mise in palio una bottiglia del suo migliore whisky J&B per premiare il giocatore che riuscisse a marcare tre mete; sempre per omaggiare lhat trick, il fornitore d'equipaggiamenti sportivi Gilbert avrebbe donato un pallone di rugby da quattro stagioni del valore di alla squadra del giocatore autore della performance. Primo campione d'Inghilterra fu , che ebbe la meglio sul pur disputando un incontro in meno del previsto; a finire in National Division Two furono e , tre vittorie in due.
La stagione appena conclusa, benché disputata in buona sostanza come una sorta di estensione della tradizione delle amichevoli tra club degli anni passati, purtuttavia aveva introdotto, ad avviso della stampa, alcuni elementi che conducevano a una professionalizzazione dell'approccio alla partita: era cambiata la preparazione atletica, più meticolosa del passato, e la politica degli innesti e sostituzioni era più orientata al risultato, iniziando così quella trasformazione che anticipava il professionismo, ancora formalmente al di là da giungere: RFU decise, comunque, di non lasciare ai club l'iniziativa sull'organizzazione delle date, e stilò in proprio il calendario della seconda stagione, che prevedeva tutti gli incontri al sabato con intervalli a novembre e gennaio-febbraio per la disputa dei test match di fine anno e il Cinque Nazioni; la vittoria del con due giornate d'anticipo segnò il periodo più felice del club, che dominò gli ultimi anni del rugby dilettantistico inglese.
Se, infatti, ancora nel 1990 a guadagnare il titolo fu il sul filo di lana contro , così decorando il palmarès della competizione con tre vincitori diversi in altrettante edizioni, già nel 1991 Bath divenne il primo plurivincitore conquistando il suo secondo titolo dopo una lunga battaglia con , cui ne fece seguito un terzo ancor più combattuto perché, a fronte dell'arrivo alla pari in testa di nuovo con Orrell, fu deciso dalla differenza a proprio favore dei punti fatti/subiti. Anche la vittoria del 1993 – la terza consecutiva e quarta assoluta – fu decisa solo per la differenza punti con , con entrambe le squadre in cima alla classifica con undici vittorie e una sconfitta a testa. A tentare di impedire il quarto successo consecutivo del club del Somerset fu, nel 1994, Leicester che tuttavia tenne fino alla penultima giornata di un torneo che vedeva l'introduzione della formula di andata e ritorno: i successi di Jack Rowell alla guida di Bath gli valsero la chiamata a C.T. della nazionale inglese dopo 5 campionati vinti.
Il successo sfuggito a Leicester nel 1994 giunse l'anno seguente, grazie proprio a una sconfitta interna di Bath contro alla penultima giornata.
Poco prima dell'inizio della stagione 1995-96 l'International Rugby Football Board fece cadere qualsiasi proibizione al professionismo nella disciplina, lasciando tuttavia alle singole federazioni la libertà di decidere lo status dei propri tesserati. La federazione decise di prolungare lo status di dilettantismo obbligatorio per un'ulteriore stagione al fine di evitare immediati squilibri economici; la manovra fu accolta con soddisfazione dai club i quali avevano preventivato – ipotizzando il peggior scenario possibile per cui tutta la rosa a disposizione dovesse essere stipendiata – un esborso di circa sette milioni e mezzo di sterline che i contratti televisivi in essere con BSkyB e BBC non erano in grado di garantire, in quanto stipulati in era dilettantistica quando i costi erano inferiori. RFU garantì solo un assegno annuale lordo di ai giocatori impiegati dalla nazionale. Purtuttavia, perfino la moratoria di un anno sul professionismo non poté impedire ulteriori rivendicazioni economiche da parte dei club. Questi, costituitisi in associazione per poter curare i propri interessi – che l'incipiente professionismo rendeva divergenti da quelli di RFU – fondarono lEnglish First Division Clubs Ltd (EFDC), primo abbozzo della lega che più tardi portò alla nascita della Premiership.
Nel frattempo, sul continente si formava l'European Rugby Cup, che aveva dato vita all'Heineken Cup, l'equivalente rugbistico della UEFA Champions League, cui presero parte da subito club da , , , Italia e ma non quelli inglesi, che aderirono nella stagione 1996-97. Il campionato 1995-96, quindi, l'ultimo formalmente dilettantistico, servì anche come qualificazione alle Coppe europee della stagione successiva. Per la sesta volta in nove edizioni fu a vincere il titolo, fino al 2025 il suo più recente. Le prime squadre inglesi a misurarsi nella Heineken Cup furono Bath, Leicester, Harlequins e .
Lavvento del professionismo La National Division One 1996-97 fu al contempo la prima dell'epoca professionistica e l'ultima sia con tale denominazione che con la sponsorizzazione di Courage, cessata dopo dieci anni di diritti di naming. Novità pure nel campo dell'organizzazione del torneo, con i club che demandarono tale compito all'organismo da essi fondato, l'English Professional Rugby Union Clubs (EPRUC); la manovra provocò un contenzioso con la RFU, che si era impegnata a garantire un contributo annuo di a club, mentre questi ultimi ritenevano che una buona operazione di marketing presso le reti televisive avrebbe fruttato fino a 2 milioni a club. Con la vittoria finale del dopo sette anni, il palmarès europeo delle prime dieci edizioni vide Bath a quota sei titoli, con Leicester e Wasps a dividersi equamente gli altri quattro.
Il campionato successivo partì con un nuovo nome, Premiership Rugby, e un nuovo sponsor, la compagnia britannica d'assicurazioni Allied Dunbar. Le controversie iniziate nella stagione precedente non si placarono: la RFU cassò un calendario stilato dall'EFDR che prevedeva nelle pause del campionato alcuni incontri non ufficiali di tutti i club a turno contro e , che avevano manifestato la propria intenzione di partecipare al campionato inglese invece di quello della propria federazione, a cui volevano riservare le proprie squadre cadette. In aggiunta a ciò, contenziosi economici anche con l'ERC provocarono la diserzione in massa dei club inglesi dalla Heineken Cup 1998-99 nonostante la vittoria di alla prima partecipazione in tale competizione. A sorpresa si laureò campione una formazione del nord del Paese, il appena promosso dalla Division Two, primo caso di matricola a vincere la Premiership. Dall'edizione successiva i club partecipanti passarono da 12 a 14, quindi il turnover stagionale fu di una retrocessione e tre promozioni dalla Premiership Two.
La dodicesima Premiership vide il terzo successo di Leicester, vincitore matematico proprio nel turno in cui batté i campioni uscenti di Newcastle; dopo un solo anno a 14 squadre, il campionato tornò a 12 perché e terminarono in amministrazione controllata e furono fusi in un'unica entità giuridica acquistata dal , e i due posti lasciati liberi dai loro ritiri non furono rimpiazzati; in corso di campionato i club della Premiership decisero anche di cessare il boicottaggio delle Coppe europee e di farvi ritorno nella stagione successiva.
Ultimo torneo sponsorizzato Allied Dunbar, la Premiership 1999-2000 si distinse per l'adozione di tre punti a partita; tale modifica non retroattiva, tuttavia, fu introdotta solo dopo la disputa della nell'intento di livellare gli squilibri verificatisi a causa dell'indisponibilità dei giocatori internazionali impegnati nel torneo mondiale, durante il quale la Premiership continuò a essere disputata; per tale motivo alcune vittorie risultano premiate con due punti in classifica e altre con tre. Leicester, al suo quarto titolo, si confermò campione per il secondo anno consecutivo.