Kochi (; AFI: ), precedentemente nota come Cochin, è una città situata nello Stato federale indiano del Kerala. È uno dei porti marittimi principali della nazione ed è situata nel distretto di Ernakulam, a circa a nord della capitale dello Stato, Thiruvananthapuram. Ha una popolazione stimata in circa abitanti, che aumenta fino a 1,5 milioni considerando l'area urbana; è la seconda città per dimensioni del Kerala, dopo la capitale.

Fin dall'undicesimo secolo, la città era sede del Regno di Cochin; chiamata La regina del Mare Arabico, Kochi fu un importante centro per il commercio delle spezie sulla costa di questo mare. In molti degli scritti lasciatici da mercanti e viaggiatori dell'epoca, troviamo riferimenti a questa città, chiamata ora Cocym, ora Cochym; talvolta Cochin e altre volte Cochi. Occupata dai portoghesi nel 1503, fu il primo centro colonizzato dagli europei nel subcontinente indiano; divenne la capitale dell'India portoghese fino al 1530, quando questo titolo fu trasferito a Goa. In seguito, la città cadde prima sotto il controllo degli olandesi, poi sotto il regno di Mysore, infine sotto l'egemonia britannica. Quando l'India raggiunse l'indipendenza, nel 1947, Kochi aderì alla neonata Federazione Indiana.

Dall'indipendenza dell'India fino all'inizio degli anni 2000, la città attraversò un periodo di stagnazione economica; l'industria informatica prese piede nel 2003, rilanciando così un'economia precaria, e rendendo Kochi quasi in grado di condividere il primato di città tecnologica con la capitale Thiruvananthapuram, nella quale il settore era già consolidato da tempo. Come buona parte delle grandi città dei Paesi in via di sviluppo, Kochi affronta continuamente il problema della congestione del traffico e il degrado ambientale. A differenza della capitale del Kerala, sono presenti diverse baraccopoli.

Varie ondate migratorie nel corso della storia hanno reso la città un fertile centro culturale, riuscendo a conservare la sua eredità coloniale e tradizionale nonostante il tumultuoso sviluppo degli ultimi anni.

Geografia fisica Aspetti fisici

Kochi è localizzata sulla costa sud-ovest dell'India, all'estremità settentrionale di una penisola lunga e larga . Verso ovest, si apre il Mare Arabico, su cui confluiscono, ad est, i fiumi che si originano tra i monti dei Ghati occidentali.

L'area urbana, di notevole estensione, occupa, oltre al settore storico di Kochi, anche la grande città continentale di Ernakulam, più le città-satelliti di Edapally, Kalamassery e Kakkanad, verso nord-est, Tripunithura a sud-est e un gruppo di isole abitate nella vicina laguna di Vembanad.

Il terreno è formato da grandi accumuli di sedimenti alluvionali; suoli idromorfici ad alto tasso di salinità si ritrovano anche nell'immediato entroterra, alle spalle dello stagno. Dal punto di vista naturalistico si tratta di un'area originariamente molto ricca, ma la forte presenza di attività antropiche ha fortemente compromesso il delicato equilibrio lacustre; per cercare di tutelare ciò che resta dell'ambiente originario, sono state create delle aree protette, tra cui il Mangalavanam Bird Sanctuary, a ridosso del centro della città. Le lagune interne, caratterizzate dalla presenza di mangrovie, sono anche l'habitat di alcune specie di delfini.

Clima La sua bassa latitudine fa sì che l'escursione termica stagionale sia minima. Le temperature raggiungono i livelli massimi durante i mesi di aprile e maggio, quando si possono registrare anche punte di ; nei primi giorni del mese di giugno, con l'arrivo del monsone di sud-ovest, apportatore di ingenti precipitazioni, le temperature subiscono un calo di oltre 10 gradi: le massime si stabiliscono intorno ai , mentre il tasso di umidità supera spesso il 90-95%. Con l'esaurirsi del monsone, verso settembre, e la ripresa del cosiddetto monsone di ritorno (spirante da nord-est), si registrano le temperature più basse, le quali comunque difficilmente scendono al di sotto dei , anche di notte. Le precipitazioni medie annue si aggirano mediamente sui , con una media annuale di 132 giorni piovosi.

Una curiosità astronomica: nelle giornate del 6 aprile e del 27 agosto, il Sole a mezzogiorno si presenta perfettamente allo zenit.

Origini del nome Vi sono varie teorie sull'origine del nome "Kochi", tutte da verificare. Una di queste, suggerisce l'idea che il nome moderno della città derivi dalla fusione delle parole malayalam Koch azhi, la "piccola laguna"; un'altra teoria, indica il nome come derivazione dal sanscrito Go shree, che significherebbe "ricco di vacche". Alcuni testi antichi si riferiscono al nome Balapuri (parola sanscrita che sta per "piccola città"), che in seguito si sarebbe evoluto in Cochin. Altre teorie sostengono che il nome sia stato dato dai commercianti del re cinese Kubilai Khan, in ricordo della loro terra natìa; alcuni studiosi affermano invece che derivi dalla parola Kaci, che significa "porto".

L'esploratore italiano Niccolò de' Conti (XIV secolo) riporta il nome Kochchi, riferendo inoltre che la città porta il nome del fiume che collega la laguna al mare aperto.

Dopo l'arrivo dei Portoghesi, il nome Cochin diventò quello ufficiale; nel 1996, il nome fu cambiato in Kochi, il quale, secondo i più, sarebbe maggiormente vicino alla tradizione malayalam. Tuttavia, ci si riferisce ancora diffusamente a questa città con il nome di Cochin.

Storia Origini e riferimenti storici Kochi fu un notevole centro di commercio delle spezie fin dalle sue origini: era conosciuta in Europa sia dai Greci (che in India venivano chiamati Yavanas), sia dai Romani; vi erano rapporti commerciali pure con gli Ebrei e gli Arabi, ad occidente, e i Cinesi, ad est. Kochi sorse come importante centro di commercio soprattutto dopo la distruzione del porto di Kodungallur (Cranganore) ad opera di un'inondazione del fiume Periyar nel 1341; i primi riferimenti storici di questa città si ritrovano tra i manoscritti del commerciante cinese Ma Huan, durante la sua visita in città nel XV secolo. Altri importanti riferimenti ci giungono dal viaggiatore italiano Niccolò Da Conti, che visitò Kochi nel 1440.

Dal Regno di Kochi al colonialismo Il Regno di Kochi nacque nel 1102, dopo la caduta dell'Impero di Kulashekara. Il re di Kochi controllava l'area in cui sorge la città, più i territorî che oggi fanno parte del distretto di Ernakulam e di quello di Alappuzha; il trono veniva ereditato, e la famiglia che dominò su Kochi in quel periodo è conosciuta come Cochin Royal Family, o Perumpadappu Swaroopan. Il Regno di Kochi rimase intatto, sebbene legato ai coloni europei, fino al Settecento; di fatto, dopo l'arrivo degli europei, il titolo di re di Cochin era solo nominale.

Il Forte di Kochi fu la prima stazione coloniale europea in India. Dal 1503 a 1663, il territorio attorno al forte si trovò sotto il dominio dei portoghesi: fu un periodo difficile sia per gli Ebrei insediatisi in città, sia per i nativi del luogo, in quanto vi era attiva l'Inquisizione. La città ospitò in quegli anni anche la tomba dell'esploratore Vasco de Gama, che fu sepolto nella S. Francis Church, dove rimase fino a quando, nel 1539, le sue spoglie furono traslate in Portogallo. Al dominio portoghese successe, nel 1663, quello degli olandesi, i quali si allearono con i sovrani di Kozhikode (gli Zamorins) per ottenerne il controllo.

Nel 1773, il re del Mysore, Hider Ali, riuscì ad ottenere il controllo sull'area ove sorge la città, strappando così ai coloni europei l'egemonia sulla costa del Malabar. Intanto gli olandesi, temendo una guerra civile in patria, firmarono un con il Regno Unito il trattato anglo-olandese del 1814 che sanciva la cessione di Cochin agli inglesi, in cambio dell'isola di Bangka, posta presso Sumatra: uno scacchiere decisamente più strategico per gli interessi coloniali dei Paesi Bassi.

Nel 1866, il Cochin Fort divenne un municipio; la prima elezione del consiglio municipale fu condotta nel 1883. Il maharaja di Cochin, che regnava sotto il controllo britannico, iniziò l'amministrazione locale formando consigli cittadini sia a Mattancherry che ad Ernakulam, le due città più vicine. Nel 1925, fu concessa l'assemblea legislativa, a causa delle forti pressioni che i cittadini esercitavano sullo Stato.

Verso l'inizio del Novecento, il volume commerciale legato alle attività portuali aumentò notevolmente, e si sentì il bisogno di adeguare le carenti strutture portuali dell'epoca alle nuove esigenze lavorative. L'ingegnere portuale Robert Bristow fu condotto in città dietro l'ordine di Lord Willingdon, futuro Governatore di Madras. Nel giro di 21 anni, Bristow trasformò il porto di Cochin nella più grande e sicura struttura operativa lungo la costa del Malabar, in grado di ospitare un gran numero di navi mercantili, che venivano caricate e scaricate con l'ausilio di una gru azionata a vapore.

Dall'indipendenza ai giorni nostri Nel 1947, l'India ottenne l'indipendenza dal dominio britannico; Cochin fu il primo Stato principesco ad esprimere l'adesione alla nascente federazione. Nel 1949, nacque lo Stato di Travancore-Cochin (o Thiru-Cochin), creato dalla fusione del Regno di Travancore (con capitale Trivandrum) con quello di Cochin: questa entità durò dal 1949 al 1956, quando il Government of India's States Reorganisation Act sancì la nascita dello Stato del Kerala, incorporandovi lo Stato Thiruv-Cochin ed escludendo il Distretto del Malabar, assegnato al Karnataka, e i quattro talukas (sottodistretti) a sud di Trivandrum, che rientrarono entro i confini del Tamil Nadu.

Il 9 luglio 1960, il consiglio di Mattacherry formalizzò una richiesta, inviata al governo del Kerala, di unire sotto un'unica associazione municipale le città di Cochin, Mattancherry ed Ernakulam; il governo, dopo uno studio approfondito sulla fattibilità del progetto, approvò la richiesta, e l'associazione fu formalmente creata il 1º novembre 1967, ad 11 anni esatti dalla creazione dello Stato del Kerala. A questa associazione si aggiunse l'isola di Willingdon, più le isole minori di Gundu e Ramanthuruth.

Dopo l'indipendenza dell'India, tuttavia, venne a mancare per la città la principale fonte di reddito, il prospero commercio con il Regno Unito; iniziò così un lungo periodo di stagnazione economica, terminato con le riforme economiche introdotte dal Governo Centrale durante gli anni novanta. Negli ultimi anni, anche l'attività portuale ha avuto un impulso alla crescita, trasformando Cochin, ormai divenuta Kochi, nel più grande e attivo porto del Kerala. Nel suo porto è attraccata la petroliera italiana Enrica Lexie nel corso dell'incidente che provocato una controversia internazionale tra Italia e India.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Mandir

Diversi sono i Mandir, i templi induisti, a Kochi. Uno dei più importanti è il Ernakulam Shiva, dedicato a Shiva e situato a Ernakulam, nella parte orientale della città. Altri templi maggiori sono il Ettumanoor Shiva, il Chottanikkara, il Kaduthuruthy e il Poornathrayesa. A differenza che in altre zone dell'India, nel Kerala in passato hanno convissuto pacificamente diverse religioni, tuttavia con l'afflusso del turismo occidentale degli ultimi decenni in alcuni templi è stato posto il divieto di entrata agli stranieri.

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