Cleopatra è un film del 1934 diretto da Cecil B. DeMille.

Nel cast, molti attori ai primi passi della loro carriera cinematografica, come John Carradine o David Niven, e alcuni altri invece, già nomi famosi del cinema muto, che qui partecipano in qualità di figuranti o in piccoli ruoli. Tra questi, Julanne Johnston che, solo dieci anni prima, era stata protagonista del kolossal Il ladro di Bagdad a fianco di Douglas Fairbanks. Questa è l'ultima apparizione sullo schermo dell'attrice.

Trama

Cleopatra, in lotta con il fratello per il trono d'Egitto, viene rapita da Potino e portata nel deserto, dove viene abbandonata insieme al suo fedele consigliere Apollodoro. Apollodoro aiuta Cleopatra a liberarsi e le suggerisce di chiedere il sostegno di Roma, che ha inviato Giulio Cesare ad Alessandria per risolvere la disputa.

Nelle sue stanze, Cesare tratta con Plotino per assegnare a Tolomeo il trono d’Egitto. Poco prima che possa apporre il suo sigillo al trattato, però, arriva Apollodoro, che gli porta un tappeto in dono da parte della regina Cleopatra. All’interno del tappeto si trova la stessa Cleopatra, che chiede aiuto a Cesare. Cesare non sembra particolarmente impressionato e preferisce dedicarsi ai suoi affari, ma cambia idea quando Cleopatra, su suggerimento di Apollodoro, menziona l’India. A questo punto Cesare manda indietro Plotino e rimanda la firma del trattato. Accetta poi di parlare privatamente con Cleopatra, che prova invano a sedurlo. L’operazione le riesce solo quando scorge i piedi di Plotino dietro una tenda e lo uccide, affermando di aver salvato la vita a Cesare. Cesare a questo punto si riunisce con i suoi generali e proclama Cleopatra regina d’Egitto.

A Roma, tutti parlano della relazione tra Cesare e Cleopatra e cercano invano di non farsi sentire da Calpurnia, la moglie di Cesare. L’unico a ricevere notizie da Cesare è Marco Antonio, fatto che scatena la gelosia del nipote di Cesare, Ottaviano. Antonio riferisce che Cesare sta per tornare a Roma. Cesare viene accolto da una folla esultante e si prepara a farsi dichiarare re di Roma. Antonio ed Enobarbo, altro suo fidato consigliere, provano a distoglierlo dall’intento, accusandolo di farsi manovrare da una donna, ma Cesare è determinato a sfruttare il legame con Cleopatra per mettere le mani sulle ricchezze dell’Egitto e dell’India. Cleopatra stessa arriva a Roma, accolta dalla folla, e suscita i sospetti di Bruto, Cassio e Casca, che vorrebbero sbarazzarsi sia di lei che di Cesare.

Cesare sta per recarsi in Senato per farsi proclamare imperatore, ma Antonio cerca di dissuaderlo. Davanti al suo rifiuto di ascoltarlo, Antonio se ne va, lasciando Cesare da solo. Anche Calpurnia prova a convincerlo a rimanere a casa, parlandogli di una sua terribile visione, ma fallisce. Cleopatra stessa chiede a Cesare di rimanere con lei, ma lui decide di recarsi comunque al Senato. Qui viene pugnalato a morte dai congiurati e muore ai piedi della statua di Pompeo. La notizia viene riferita a Cleopatra, che si stava invece preparando per assistere all’incoronazione. La regina, distrutta perché le viene spiegato che Cesare non l’ha mai amata, fugge di nuovo in Egitto.

I senatori discutono su cosa fare e decidono di trattare con Cleopatra. Marco Antonio promette loro di riportare la regina a Roma in catene e parte per incontrarla a Tarso. Le manda diverse lettere e alcuni dei suoi generali come ambasciatori, ma non riceve risposta. Decide allora di salire di persona sulla barca di Cleopatra per verificare la situazione. La regina ammette subito di volerlo sedurre e ingannare. Inizialmente Antonio resiste, ma poi cede davanti ai numerosi spettacoli offerti dalla regina e intraprende anche lui una relazione con lei.

La relazione tra Antonio e Cleopatra suscita di nuovo lo sdegno dei Romani, in particolare di Ottaviano. Erode, re di Giudea, viene mandato in Egitto per convincere Cleopatra ad avvelenare Antonio, con la promessa di rapporti pacifici con Roma. Cleopatra è scettica, ma inizia comunque a testare vari veleni per cercare quello che potrebbe dare ad Antonio la morte meno dolorosa. Erode riferisce ad Antonio l’ordine dato a Cleopatra come se fosse una diceria. Antonio ci ride su, ma poi inizia a preoccuparsi quando sente che la regina sta sperimentando dei veleni. Durante una cena, la costringe ad assaggiare per prima il suo vino e, visto che lei lo beve tutto senza problemi, le dichiara ancora una volta il suo amore. Cleopatra gli versa un altro vino e vi immerge una rosa avvelenata. Prima che Antonio possa berlo, però, arriva un messaggio: Roma ha dichiarato guerra all’Egitto. Enobarbo dice ad Antonio che, se lasciasse Cleopatra e tornasse a Roma, la situazione si risolverebbe, ma lui rifiuta. Questo spinge Cleopatra a impedirgli di bere il vino avvelenato. Antonio inizia i preparativi per la guerra, ma viene abbandonato da tutti i suoi generali, compreso Enobarbo.

Lo scontro finale avviene ad Azio, dove le truppe di Antonio e Cleopatra vengono sconfitte. Antonio sfida Ottaviano e i suoi uomini a duello per risolvere la questione, ma viene deriso. Cleopatra allora entra nell’accampamento nemico per trattare, in modo da permettere ad Antonio di fuggire incolume. Cleopatra propone a Ottaviano di cedergli l’Egitto in cambio della possibilità per lei e Antonio di ritirarsi a vita privata, ma lui rifiuta. Ottaviano vorrebbe catturare subito Cleopatra, ma Enobarbo lo convince a rispettare l’inviolabilità dei messaggeri e a rimandarla nel suo palazzo.

Una volta rientrata, Cleopatra scopre che Antonio si è trafitto con la sua stessa spada. Il generale muore tra le sue braccia e i Romani sono alle porte. Cleopatra allora si sistema sul suo trono e si fa mordere da un aspide per togliersi anche lei la vita.

Produzione Prodotto dalla società Paramount Pictures, la pellicola venne girata in esterni in California a El Segundo e a Muroc. Per gli interni, vennero usati gli studios della Paramount.

Distribuzione Il film fu distribuito dalla Paramount Pictures e uscì nelle sale cinematografiche nell'ottobre 1934.

Data di uscita Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui: Stati Uniti d'America, Cleopatra 5 ottobre 1934 Francia, Cléopâtre 16 ottobre 1934 Finlandia 28 ottobre 1934 Germania, Cleopatra novembre 1934 Inghilterra 10 novembre 1934 Turchia 1935 Danimarca, Cleopatra 14 gennaio 1935 Austria, Kleopatra novembre 1953 (si trattava di una riedizione) Finlandia, Kleopatra 27 maggio 1955 (si trattava di una riedizione)

Manifesti e locandine La realizzazione dei manifesti del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester.

Edizione italiana Il film ebbe due edizioni italiane: la prima fu nel 1935, con Marcella Rovena, Emilio Cigoli che doppiarono Claudette Colbert (Cleopatra) e Warren William (Giulio Cesare); la seconda fu realizzata nel 1951, e il ridoppiaggio vide la partecipazione dei migliori doppiatori dell'epoca della C.D.C., di nuovo con le voci di Rovena e Cigoli sui due protagonisti.

Accoglienza Critica Il Morandini definisce Claudette Colbert «impertinente civettona», per l'involontaria comicità interpretativa.

Riconoscimenti Premi Oscar 1935 Oscar per la miglior fotografia (Victor Milner)

Note

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