è un manga scritto e disegnato da Keiko Suenobu. Il manga è iniziato con la serializzazione sulla rivista Bessatsu Friend della casa editrice Kodansha dal 7 agosto 2002 al 7 aprile 2009. Venne pubblicato anche in Italia da Panini Comics dal 14 luglio 2005 al 24 ottobre 2010.
È un titolo molto discusso per le tematiche affrontate, come il bullismo e le violenze a scuola. L'autrice aveva già fatto parlare di sé con il volume autoconclusivo Vitamin, manga ambientato a scuola dove la protagonista veniva seviziata dai propri compagni, ma in Life tutte queste vicende sono inasprite dalle macchinazioni di una ragazza dalla doppia personalità che arriva a toccare i limiti della pazzia.
Ne è stato tratto un dorama live action in 11 puntate andato in onda su Fuji TV nel 2007.
Trama Ayumu Shiba è una ragazzina all'ultimo anno delle medie e come tutti i suoi compagni di classe deve affrontare gli esami di ammissione al liceo. Legatissima all'amica Yuko Shinozuka, vuole tentare l'ammissione allo Nishidate, prestigioso liceo scelto da Yuko; ma non è una brava studentessa, mentre Yuko è la migliore della classe. Il rischio di non poter frequentare lo stesso liceo spaventa Shiba, anche se Yuko le promettere eterna amicizia anche oltre la scuola. Shiba non si arrende e studia giorno e notte, arrivando a tagliarsi il dorso della mano con l'ago di un compasso per non addormentarsi. I voti della ragazza cominciano a migliorare, mentre Yuko comincia ad esserne invidiosa. Arriva infine l'esame di ammissione al Nishidate: Yuko totalizza 240 punti e Shiba 247. Shiba viene così ammessa, mentre Yuko no; la loro amicizia termina e Yuko accusa Shiba di averla tradita.
Per la perdita dell'amica Shiba diventa autolesionista; si isola dal resto della nuova classe e si infligge tagli sulle braccia. Manami, una bella ragazza, farà amicizia quasi con prepotenza con Shiba e le presenta le sue quattro amiche del cuore e il suo ragazzo Katsumi. Shiba sembra quasi felice ma nonostante tutto si sente soffocare e continua a tagliarsi, non può parlare con le altre compagne di classe perché il gruppo le definisce "sfigate" e quindi sono off limits, non può parlare con Hatori, una ragazza particolarmente affascinante, perché il gruppo non lo sopporta...insomma, una sorta di regime.
Katsumi nel frattempo litiga con Manami e la lascia creando un forte dolore nella ragazza che ben presto si ammala d'amore e tenta il suicidio. Nello stesso periodo (periodo delle piogge) Shiba si bagna per strada e Katsumi la invita a casa sua per asciugarsi e lì la ragazza scopre un album di fotografie pornografiche di studentesse legate ed ammanettate. Il ragazzo si accorge che Shiba ha scoperto tutto ma fa finta di nulla. Il giorno dopo Shiba, sempre preoccupata per Manami, chiede a Katsumi l'indirizzo di casa della ragazza per portarle i compiti e sapere il suo stato di salute ma l'indirizzo è relativo a un secondo appartamento del ragazzo: Shiba è in trappola e con la violenza e l'uso di un pugnale, Katsumi le fa delle fotografie da aggiungere al suo prezioso album. Ben presto la morbosa attenzione di Katsumi nei confronti di Shiba salta all'occhio di Hirose, Emi, Iwa e Chika, le quattro amiche di Manami che racconteranno alla ragazza che l'innocente Shiba sta tentando di soffiarle il ragazzo: è l'inizio della fine. Manami e le quattro amiche subiscono una trasformazione. Picchiano, umiliano, bastonano Shiba fino allo sfinimento ma la cosa peggiore è che la classe si diverte perché "Manami fa così" e allora tutti si sentono legittimati a bullizzare la ragazza.
In classe c'è sempre Hatori che la osserva e diventano amiche. Hatori cerca di consolare Shiba dicendo di stringere i denti e di resistere ma quando scopre le cicatrici sul braccio cambia atteggiamento: sprona in tutti i modi Shiba di smetterla di tagliarsi, di volersi più bene, di amarsi e di vivere. Shiba ha finalmente una vera amica che l'aiuta ma smettere di tagliarsi è difficile. Un giorno, dopo l'ennesima vessazione subìta, Shiba vuole sparire e si sfoga con la taglierina ma il taglio è profondo e il sangue non si ferma: la paura l'assale e le vengono in mente le immagini di un reportage visto il giorno prima con la propria famiglia proprio sull'autolesionismo e le balza in testa i commento della sorella "mamma che schifo tutte quelle cicatrici". Tra il terrore di essere scoperta dalla famiglia, la forza trasmessa di Hatori e forse anche un minimo di orgoglio personale, Shiba riesce a liberarsi definitivamente della taglierina che da sempre l'accompagnava nascosta nella tasca della sua divisa.
Ma se si è liberata dell'autolesionismo, di certo le angherie contro di lei non diminuiscono, anzi...aumentano! Manami è completamente folle, il suo unico desiderio è distruggere Shiba e Hatori che l'appoggia e per arrivare ai suoi obiettivi arriva anche a cedere il suo corpo ad Akira, un teppista amico dai tempi delle medie che fa il lavoro sporco. Per questo, ed altri motivi, farà pestare il suo ragazzo Katsumi così da farlo finire il ospedale e per giustificare il tutto viene simulato uno scippo. L'altro lavoro sporco, e il più grave, è il rapimento di Hatori e Shiba con l'intenzione di rinchiuderle in un ospedale abbandonato e lasciarle in balìa del resto della banda. Akira è pronto con la telecamera a riprendere lo stupro di gruppo per rendere felice la sua Manami ma qualcosa va storto e tra calzi vari le ragazze riescono a evitare la tragedia. Nel tentativo delle due ragazze di difendersi scoppia un incendio. I ragazzi scappano lasciando le ragazze ammanettate al letto, che dopo tanto fumo inalato riescono a liberarsi. Nel frattempo arriva Sonoda, compagno di classe unitosi a loro due, allarmato da una telefonata fatta di nascosto dalla stessa Shiba in cui urlava aiuto. Il suo arrivo è tempestivo, Sonoda si trova a viso scoperto con Akira... Anche loro si conoscono dai tempi delle medie e Sonoda era il giocattolo preferito del ragazzo ma stavolta i ruoli sono invertiti. Conscio di quello che stavano facendo alle ragazze, il ragazzo libera tutta l'ira sopita da anni dentro di sé e picchia selvaggiamente Akira spingendolo infine giù dalla finestra con la vana speranza di averlo liquidato definitivamente.
Il giorno dopo la scuola tenta di insabbiare tutto raccontando che Shiba e Hatori sono state vittime di un incidente automobilistico ma Sonoda non avrà problemi nel raccontare a tutti cosa è realmente successo. I sospetti ovviamente ricadono su Manami, difesa dalle sue ormai guardie del corpo ma questa sorta di faida comincia a essere scomoda sia per la classe che per il corpo insegnanti e tutti danno la colpa a Shiba visto che Manami è figlia di un uomo molto influente in Giappone. Anche se Manami ha finto di piangere disperata alla notizia dell'arresto dei colpevoli dell'incendio, accusati anche per il pestaggio di Katsumi, la professoressa Toda comincerà ad avere in mente l'immagine fissa di Shiba che piangendo le ha chiesto "Ma lei ha mai pensato a come mi sento io?". Toda comincia ad avere dei ripensamenti e Manami passa alle maniere forti: si sporca con terra, fango, si strappa la divisa presentandosi a casa. I genitori allibiti chiedono cosa è successo e lei piangendo dirà che Shiba e Hatori la seviziano. Contemporaneamente Hirose scopre il lato oscuro di Manami e che è stata proprio lei che ha organizzato il rapimento a scopo di stupro sfruttando Akira ma la ragazza è stata zittita da un'evidente minaccia di morte.
Come ogni genitore potente il signore Anzai si presenta a scuola e chiede al preside di espellere le due ragazze, il preside fa inchinare a forza le due dicendo che ormai le ragazze si sono amaramente pentite di quello che hanno fatto a Manami ma c'è un colpo di scena: Shiba si alza e denuncia davanti a tutti che è lei la maltrattata e che a capo di tutti c'è proprio Manami, reclama una vita normale e accusa tutta la classe di aver partecipato alle sevizie da lei subite. Il signor Anzai chiede l'intervento del corpo docenti e della polizia di indagare sulla verità, in quanto è certo dell'innocenza di sua figlia. Dopo questo colpo di scena, Emi in classe urlerà a Shiba che è stata lei a cominciare perché ha tentato di rubare ma interverrà Hatori con "E se ciò non fosse vero? Voi che cosa sapete esattamente? Che cosa avete visto?" scatenando l'ira di Emi che accusa Hatori di credere a Shiba ma dopo la sua risposta "L'unica cosa che so è che Shiba non mente" riferito al gruppetto mentre le frasi "E voi potete dire lo stesso? Siete certe che Anzai e le vostre amiche dicano sempre la verità? Ci mettereste la mano sul fuoco?" sono riferite al resto della classe. Sentendo le ultime parole Hirose ha un mancamento perché non si fida più di Manami, tace per la minaccia ricevuta, la confessione dell'amica è troppo pesante e comincia a dubitare pubblicamente di Manami creando così un gelo collettivo.
Hirose si è definitivamente scavata la fossa con le sue mani, Manami è isolata insieme alle sue tre amiche mentre il resto della classe comincia ad avere seri dubbi sulla credibilità di Manami del suo gruppetto, ma la vendetta della ragazza, definitivamente impazzita, si allarga anche nei confronti della "traditrice" Hirose. La punizione per Hirose non tarda a giungere e l'isolamento è solo l'inizio, ma la ragazza ha una luce di speranza: le vacanze estive. Vacanze estive che per il primo anno saranno però annullate a seguito dei recenti avvenimenti: Hirose capirà subito cosa sarebbe successo nel mese seguente (Manami comunque lo precisa: le cicale muoiono alla fine dell'estate) e quindi, disperata, si getta dal tetto della scuola. La ragazza comunque si salverà, rigettando però nel caos l'istituto. Le vacanze arrivano comunque e le protagoniste si concedono una settimana fuori: Ayumi va nel villaggio dove è cresciuta Miki, Manami invece invita le sue amiche in una sua villa fuori città, però Iwa abbandona il gruppo (successivamente si saprà che la ragazza ha proprio cambiato città per sfuggire a Manami) mentre Chika ed Emi sono sempre più impaurite dalla loro amica e carceriera. Ma il ritorno a scuola per Manami è ancora peggiore, infatti nella scuola la voce che lei avesse isolato Hirose sta iniziando a girare e si sommano anche a quelle che la vedrebbero come aguzzina di Ayumu, così tenta una mossa strategica: ricatta Hirose e la obbliga a confessare tutte le malefatte commesse invece da Manami. I professori si impegneranno a fondo affinché questa sembri la verità, ma una voce esce dal coro, è la professoressa Hiraoka, viceresponsabile della classe delle ragazze, la quale ha nel frattempo raccolto le testimonianze degli alunni che vedono Manami come la colpevole. A Manami sarà sufficiente una scenata in famiglia per far sì che il padre la faccia trasferire.
Contemporaneamente anche Katsumi sta tendendo la sua tela di intrighi e ha messo nel mirino la Toda, stressata dalla situazione della classe: l'obbiettivo è chiaro, ingraziarsela per poterla sfruttare in caso i problemi di Manami dovessero riversarsi anche su di lui. La Toda cede alla lusinghe del ragazzo, tanto da rinascere, ma Emi e Chika la scoprono e di conseguenza Manami: ora è lei a poter ricattare Katsumi e la Toda. La ragazza non si fa scappare l'occasione anche perché ha bisogno di dare il colpo di grazia a Miki ed Ayumu, infatti è riuscita a costruire una buona trama di bugie però comunque l'ombra del sospetto ancora le è addosso, anche perché comunque molti sono i testimoni contro di lei.