La Valle Olona è una valle che inizia a sud di Bregazzana (una frazione di Varese) e che termina a Castellanza. Solcata dal fiume Olona, da cui il nome della valle, si è formata durante la glaciazione Riss grazie all'azione erosiva del ghiacciaio che scendeva dal Lago di Lugano. L'Olona, nel corso dei secoli successivi, ne ha dapprima riempito parte delle zone alluvionali con ghiaia e sabbia ed in seguito, nel corso delle ripetute piene alluvionali, vi ha depositato buona parte dei sedimenti terrosi su cui oggi crescono varie forme di vita vegetale.
La Valle Olona è in genere caratterizzata da un fondovalle senza centri abitati se non per l'eccezione di Castegnate (che è una delle due frazioni di Castellanza e che è situata allo sbocco della vallata) e delle due frazioni di Gornate Olona (Torba e San Pancrazio). Più a nord, invece, uno degli ultimi centri ancora abitati è quello dei Mulini di Gurone, luogo oggi ospitante anche la diga destinata a proteggere i centri abitati sottostanti dalle esondazioni dell'Olona.
Sul fondovalle, e disseminati tra le numerose zone umide e tra i boschi di latifoglie che ne caratterizzano le pendici circostanti, è spesso riscontrabile la presenza di complessi industriali dismessi od abbandonati, nonché di alcuni mulini ad acqua lungo l'Olona, un tempo parte integrante delle economie locali.
Nella valle è anche presente il tracciato della ferrovia della Valmorea, un tempo abbandonato ed oggi trasformato in pista ciclopedonale nel tratto tra Castellanza a Castiglione Olona e che in parte fu ristrutturato per poter permettere il passaggio di un treno turistico sulla tratta Malnate-Mendrisio fino al 2013. È in progetto la Ciclovia Olona Lura, un itinerario ad anello di 165 km in grado di connetterla al torrente Lura lungo l'itinerario europeo EuroVelo 5.
Geografia fisica
Territorio
Situata a sud della Valmorea (che è solcata dal torrente Lanza) e della valle incisa dal torrente Bevera, la Valle Olona raccoglie le acque dell'Olona e dei suoi affluenti lungo la parte sud orientale della provincia di Varese.
La Valle Olona inizia a sud di Bregazzana, frazione di Varese, in corrispondenza della confluenza del ramo dell'Olona che proviene dalla Val di Rasa e di quello che ha origine in Valganna, confluenza che forma un unico corso d'acqua che prosegue poi fino a Milano, dove termina il suo percorso sfociando nel Lambro Meridionale.
I citati torrenti Lanza e Bevera confluiscono nell'Olona a sud dell'unione del ramo proveniente dalla Val di Rasa con il ramo proveniente dalla Valganna, dato che Lanza e Bevera hanno, perlomeno nel primo tratto, un'idrografia indipendente, visto che le loro sorgenti si trovano relativamente distanti e – come già accennato – più a nord rispetto a quelle dell'Olona.
Oltre che dalla fonte principale, che si trova in località Fornaci della Riana, alla Rasa di Varese, frazione dell'omonimo capoluogo di provincia, l'Olona sgorga infatti anche da altre cinque piccole sorgenti, due in Val di Rasa e tre in Valganna.; queste sorgenti danno poi luogo a due citati rami che si uniscono a valle di Bregazzana.
Dopo aver tagliato in direzione sud-est la provincia di Varese, la Valle Olona termina a Castellanza, dove si stemperano, da un punto di vista altimetrico, i pendii ai suoi lati: da Castellanza in poi l'Olona inizia a scorrere, da un punto di vista geomorfologico, in pianura, mentre in precedenza il terreno è considerato collinare e poi prealpino. Il punto più basso della Valle Olona si trova a Castellanza (216 m s.l.m.), mentre quello più alto è rappresentato dal Pian Valdes, che ha un'altitudine massima di 718 m s.l.m.
Il perimetro del territorio della Valle Olona comprende parte delle aree comunali delle municipalità di Varese, Induno Olona, Malnate, Vedano Olona, Lozza, Castiglione Olona, Lonate Ceppino, Gornate Olona, Castelseprio, Cairate, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Marnate e Castellanza, più diverse zone di alcuni loro comuni confinanti che occupano parte dei pianalti moreniciGiorgio De Cesare, Le stagioni in Valle Olona pagina 17, GMC Editore - Induno Olona Dicembre 1999 facenti parte del bacino idrografico dell'Olona: questo è il caso, ad esempio, dei comuni di Busto Arsizio e Tradate.
Idrografia
L'Olona, nel tratto che scorre nell'omonima valle, riceve numerosi affluenti che nascono dalle colline circostanti come la Bevera, il Lanza (detto anche Ranza, Anza, Clivio o Gaggiolo), il Fogascè (detto anche Gerre), la Quadronna, la Selvagna, il Mornaga, il Riale delle Selve, il Marubbio, il Valdessera, il Riale San Pancrazio, il Riale di Torba, il Riale di Castelseprio, il Rile e il Tenore.
In Valle Olona si trovano alcune zone umide: Lo Stagno Buzonel, che è situato nel fondovalle tra Castelseprio e Lonate Ceppino e che è alimentato dal torrente Bozzone, dopo il quale confluisce nell'Olona. Lo Stagno di Cairate, posto al confine tra Cairate e Lonate Ceppino, che è alimentato da alcune risorgive. Il Refreddo o Fontanile Crotto, è invece un corso d'acqua che sgorga in località Crotto Valle Olona (situata nel fondovalle di Castelseprio) e che confluisce nell'Olona poco più a valle.
Geologia
Essendo una valle formatasi durante la glaciazione Riss grazie dall'azione erosiva del ghiacciaio che scendeva dal Lago di Lugano, il profilo trasversale della Valle Olona mostra la caratteristica forma ad "U" presente in tutte le valli che hanno avuto la medesima origine e dove, dopo il ritiro dei ghiacci, hanno iniziato a scorrere uno o più corsi d'acqua.
Questi fiumi o torrenti, nel corso dei secoli successivi, ne hanno dapprima riempito parte delle zone alluvionali con ghiaia e sabbia ed in seguito, nel corso delle ripetute piene alluvionali, vi hanno depositato buona parte dei sedimenti terrosi su cui oggi crescono varie forme di vita vegetale.
Clima
Il clima della Valle Olona è di tipo continentale fatto di estati calde e moderatamente piovose con un'umidità relativamente elevata. Gli inverni sono freddi e con varie settimane di gelo. Durante l'inverno possono essere anche presenti dei giorni con nevicate.
La ventilazione è in genere piuttosto scarsa, ma molto dipende anche dalle zone più o meno esposte a questo fenomeno: nella zona di valle posta direttamente a sud delle Prealpi Varesine si può infatti incorrere in una giornata resa serena grazie a una leggera ventilazione, mentre nell'Alto Milanese (specialmente nel periodo invernale) perdura la nebbia a causa della totale assenza di vento.
I dati climatologi misurati alla stazione meteorologica di Milano Malpensa (che prende il nome dall'Aeroporto di Milano-Malpensa, il quale deriva la denominazione da Cascina Malpensa) per il periodo 1961-1990 sono:
Storia Il Medioevo
Dato che la Valle Olona termina a Castellanza, la confinante Legnano, che si trova poco più a sud lungo l'Olona, fu scelta non casualmente dalla Lega Lombarda come luogo per collocare il Carroccio, simbolo delle autonomie comunali, durante la quinta e ultima discesa di Federico Barbarossa, che era in lotta con i comuni mediavali del Nord Italia: questo scontro culminò con la vittoria comunale nella battaglia di Legnano (29 maggio 1176) concludendosi poi con la pace di Costanza (25 giugno 1183), con la quale l'Imperatore riconobbe la Lega Lombarda dando concessioni amministrative, politiche e giudiziarie ai comuni e ponendo ufficialmente fine al suo tentativo di egemonizzare l'Italia Settentrionale..
All'epoca il borgo di Legnano rappresentava per chi proveniva da nord un facile accesso al contado milanese, dato che si trovava allo sbocco della Valle Olona.; tale varco doveva essere quindi chiuso e strenuamente difeso in caso di attacchi militari destinati a Milano, che erano agevolati anche dalla presenza di un'importante strada che esisteva fin dall'epoca romana, la via Severiana Augusta, che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbanus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore.), e da qui al passo del Sempione (lat. Summo Plano)..
La Valle Olona era anche il cuore del Contado del SeprioMatteo Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Menaresta Editore, Monza, 2011, della cui capitale si conserva le rovine nel comune di Castelseprio. Nel 1287 l'intero Seprio fu ufficialmente annesso alla Signoria di Milano, che nel 1395 si trasformò in "Ducato di Milano". La Valle Olona e il Seprio appartenne ai domini milanesi fino all'epoca napoleonica, quando furono creati, in sequenza, alcuni Stati fantoccio napoleonici il cui territorio andava oltre i confini della moderna Lombardia. Con la caduta di Napoleone, la Valle Olona e il Seprio entrarono poi a far parte del Regno Lombardo-Veneto, Stato direttamente dipendente dall'Impero austriaco.
Sin dal Medioevo questa parte del territorio lombardo fu tra i maggiormente sfruttati per la presenza dell'Olona e dei suoi affluenti: fu infatti possibile l'edificazione di numerosi mulini destinati a usare la forza motrice delle acque per azionare macine, magli, frantoi e le segherie necessarie alla lavorazione dei prodotti locali come il legno, il grano ed i semi oleosi del ravizzone e della colzaAlberto Garlandini, Il patrimonio industriale tra tutela e cancellazione: un problema di politica culturale, pagina 291, Annali della fondazione Luigi Micheletti N. 3, 1987. Nel 1610, quando venne creato il consorzio del fiume Olona con l'obiettivo di disciplinare l'uso di queste acque, i mulini sull'Olona (che erano distribuiti sull'intero corso del fiume fino a Rho) erano 116 ed erano forniti di 463 rodigini.
L'Ottocento e l'industrializzazione
Tra il 1826 e il 1828, durante i lavori di rifacimento di Porta Comasina spagnola a Milano (dal 1860 chiamata "Porta Garibaldi") in stile neoclassico, furono aggiunte, sopra questa porta cittadina milanese, quattro statue colossali, opera di Giambattista Perabò, che simboleggiano allegoricamente i principali fiumi della Lombardia: Po, Adda, Ticino e Olona.
Verso la metà dell'Ottocento, e durante il primo sviluppo dell'industria, anche i sistemi di sfruttamento economico della Valle Olona subirono un cambiamento, ed i mulini vennero soppiantati (oppure affiancati) da complessi industriali moderni come i cotonifici (ad esempio il Cotonificio Cantoni di Legnano, il Cotonificio Ponti di Solbiate Olona ed il Cotonificio Candiani di Fagnano Olona), le concerie (Conceria Fraschini di Varese), le cartiere (Cartiera Vita-Mayer di Cairate e la Cartiere Molina di Varese e Malnate), le fornaci da laterizi o calce e gli impianti di filatura o tintoria, tutte aventi a servizio delle moderne ruote idrauliche, che sono ben più efficienti delle ruote dei mulini ad acqua.
La valle e la conurbazione dell'Olona divennero quindi una delle maggiori aree industriali italiane. L'utilizzo intensivo delle sue acque, sia come forza motrice che per le lavorazioni dirette, ebbe un tale risvolto inquinante sull'Olona che fece diventare questo fiume il corso d'acqua più inquinato d'Italia. Un triste primato avvicinato solo dal Lambro, il Seveso, la Lura, il Mella e l'Arno, altri fiumi della Lombardia che tuttora attraversano zone ad alta concentrazione industriale.
Dopo l'avvio della nuova era dell'economia industriale avvenuto negli anni settanta, ed al conseguente periodo di crisi e di fallimenti che afflisse l'economia delle industrie presenti nella valle (spesso messe in ginocchio anche dalle frequenti esondazioni), la qualità delle acque dell'Olona è costantemente migliorata fino a raggiungere e superare il grado sufficiente nel tratto tra Varese e Castellanza anche grazie alla realizzazione di depuratori.
Aree protette Il Parco Valle del Lanza