La chiesa parrocchiale di San Maurizio è il principale luogo di culto cattolico del borgo di Bioggio.
È considerata un importante esempio del primo stile neoclassico nel Canton TicinoStaffieri, 1985, 83Patricia Cavadini-Bielander, Rossana Cardani Vergani, Giovanni Maria Staffieri, Bioggio, (Guide ai monumenti svizzeri SSAS), Società di storia dell'arte in Svizzera SSAS, Berna 2008, 10. È posto tra i beni culturale di importanza regionale dalla Confederazione Svizzera.
Storia La chiesa è documentata storicamente dal 1261, ma la presenza di resti di una villa romana e di un tempietto romano come anche di una necropoli nell'area in cui sorge il complesso, lascia supporre che essa sia sorta molti anni prima del XIII secolo, probabilmente su un'area sacra che doveva risalire all'invasione nordetrusca testimoniata da alcune steli rinvenute nella zona archeologica.
Il primo documento è datato 14 settembre 1261 e indica una "ecclesie Sancti Mauricii di Biegio"Archivio Cantonale di Bellinzona (scatola Lugano-Torello).Il documento è riportato per esteso da Brentani, 1929, 71-73..
Le origini altomedievali della chiesa primitiva sono state scoperte mediante gli scavi archeologici degli anni 1997-1998 che ne hanno individuato i resti murari.
Il primo edificio risaliva probabilmente al V-VI secolo ed era una semplice aula di culto, forse legata alla villa romana, sicuramente sorgeva in un'area adibita a necropoli, individuata grazie al rinvenimento di diverse tombe.
Nel VII-VIII secolo si aggiunse l'abside semicircolare a cui seguì la costruzione romanica, con campanile, poi ampliata in epoca goticaGuida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 394.
Nella seconda metà del XV secolo la chiesa venne ampliata ancora a portata a tre navate.
La chiesa venne eretta in viceparrocchia dalla vicinanza di Bioggio il 13 marzo 1708 con approvazione del vescovo Francesco BonesanaDiocesi di Como#Cronotassi dei vescovi. Primo parroco fu Giovanni Staffieri (1639-1719).
A causa dello stato fatiscente, la vicinia di Bioggio, il 14 luglio 1773 decretava l'abbattimento della chiesa vecchia e la creazione di una nuovaAaVv, Chiesa di San Maurizio di Bioggio - restauro 1983, Agno 1983..
La chiesa venne integralmente ricostruita, orientata in senso opposto e posta quasi in maniera speculare a quella più antica rispetto al tracciato della strada. Venne progettata dall'architetto Girolamo Grossi (1749-1809) di Bioggio, divenuto in seguito monaco dell'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, nell'odierna forma a pianta centrale e venne completata nel 1783, mentre la vecchia era già distruttaDurante la costruzione le funzioni si tenevano in sagrestia..
Dell'edificio precedente resta visibile solo il campanile seicentesco con cupola ottagonale e qualche oggetto posto nella nuova chiesa come il fonte battesimale.
Il sagrato della chiesa è stato completamente rifatto su progetto dell'architetto Piero Conconi tra il 1996 e il 1999, al di sotto si trovano i resti della originaria aula di culto.
Costruzione della chiesa La costruzione della chiesa procedette molto a rilento in quanto si sovvenzionava con le elemosine e con le donazioni (piis elargionibus). Le maestranze erano di Gaggio, frazione di BioggioSi trattava dei Taglioni e dei Maffini. Antonio Galli - Angelo Tamburini, Guida storica del Malcantone e della Bassa Valle del Vedeggio, Lugano-Mendrisio 1911, p. 22., mentre la parte decorativa venne assegnata a decoratori locali come gli Staffieri e i Grossi.
La consacrazione avvenne il 7 luglio 1791 ad opera del vescovo di Como monsignor Giuseppe Maria Bertieri, che effettuò anche la visita pastorale, ma l'edificio non era completo. Mancavano la facciata, che era allo stato grezzo, le stuccature del catino e del battistero e la cantoria. Il campanile non venne mai costruito, ma si recuperò quello della vecchia chiesa.
Il vescovo così descrisse la nuova chiesa:
Restauri La chiesa fu sottoposta a restauri nel 1949 effettuati sui marmi e con il completamento dei pavimenti. Nel 1953 venne demolita la casa parrocchiale che era addossata alla chiesa sul lato sinistro alla facciata. Negli anni 1960-1970 vennero effettuati lavori al tetto e ad altre parti dell'edificio. Tra il 1981 e il 1983 subì un restauro generale.
Descrizione Struttura La struttura della chiesa è a pianta centrale (a croce greca). Il corpo centrale è ottagonale e dai lati maggiori si dipartono le due cappelle laterali, il presbiterio e l'atrio. Questa caratteristica rende i lati perpendicolari e paralleli alla strada più lunghi rispetto ai lati obliqui dell'ottagono. I corpi laterali sono delle stesse dimensioni volumetriche a parte il presbiterio che è molto più lungo delle cappelle, grazie ad un piccolo coro semicircolare che lo chiude ad un'estremità.
L'atrio comunica con l'esterno direttamente sulla strada che separa la chiesa dal sagrato e dal campanile.
Il corpo centrale è coperto da una cupola a pennacchi ed è scandito da paraste corinzie sostenenti una trabeazione perimetrale avvolgente. I quattro archi della volta a cupola sono strombati e si collegano alle volte a botte lunettate delle cappelle e a quella del presbiterio che è chiusa all'estremità dal catino del coro.
L'esterno della chiesa si presenta grezzo e con materiale di costruzione a vista, mentre solo la facciata è stuccata.
La struttura della chiesa presenta molte similitudini con la vicina chiesa dei Santi Giovanni Battista e Provino di Agno, ricostruita circa 20 anni dopo di quella di Bioggio, che ha anch'essa una facciata stuccata, rivolta verso la valle del fiume Vedeggio, e con la rimanente parte esterna grezza e con materiale a vista..
La facciata La facciata monumentale è a due ordini di lesene accoppiate, separati da trabeazione. Il primo ordine è formato da lesene corinzie e il secondo da lesene ioniche, su cui poggia un frontone triangolare.
La facciata venne compiuta solamente nel 1908, dall'architetto Paolo Zanni su commissione di Pietro Grossi. Gli stucchi sono di Pietro Ramelli di Grancia. Lo stesso Pietro Grossi finanziò il tinteggio di tutta la chiesaPatricia Cavadini-Bielander, Rossana Cardani Vergani, Giovanni Maria Staffieri, Bioggio, (Guide ai monumenti svizzeri SSAS), Società di storia dell'arte in Svizzera SSAS, Berna 2008, 21..
Sul portale lunettato è visibile un affresco dei primi anni del XX secolo di Fausto Bernasconi di Bedano, raffigurante San Maurizio a cavallo davanti alla legione tebea, episodio che ricorda il martirio del santo avvenuto nei pressi di Agaunum insieme a tutta la sua legione tebana. Venne eseguito su legato di Giovanni Battista Staffieri (1861-1904), scultore di Bioggio che viveva a Rosario.
La gradinata di accesso in granito venne eseguita su commissione della famiglia Rusca.
Il campanile Il campanile è quello seicentesco già appartenente alla precedente chiesa. Si erge sul sagrato staccato dal corpo principale della chiesa. Vi sono ospitate tre campane del 1870 della fonderia Bizzozero di Varese. Venne mantenuto e salvato dall'abbattimento della vecchia chiesa di San Maurizio in quanto, mancando i fondi, non si poteva costruire uno nuovo, per cui pensò solo a rimaneggiarlo. Restaurato nel 1937, ha avuto un nuovo restauro e ristrutturazione negli anni 1979-1983 da parte dell'architetto Angelo Bianchi.
Il sagrato Il sagrato della chiesa parrocchiale forma una piazza progettata all'architetto Piero Conconi (nato nel 1962). È lastricata di gneiss e al centro presenta l'antico campanile seicentesco, mentre ai lati ha portici, di dimensioni uguali a quelle del campanile, con pilastri in calcestruzzo bianco che la delimitano. È animata dalla fontana di Reto Rigassi (nato nel 1951) che la percorre in lungo e in largo, rasoterra; da due grossi serbatoi nel campanile l'acqua piovana caduta sul tetto fuoriesce e si riversa da un rubinetto affacciato su un piccolo bacile a forma di luna, andando ad irrorare gli storaci allineati e il salice piangente.
Interno Decorazioni Lo spazio interno ha paraste di ordine corinzio che sorreggono un cornicione che corre lungo tutto il perimetro.
Gli stucchi sono opera dei maestri locali come Giovanni Battista Staffieri (1749-1808), Giovanni Battista Soldati (circa 1785-1858) di Bioggio, Pietro Grossi (1755-1845) e Andrea Rossi (1764-1843) di Bioggio.
Lo Staffieri eseguì il pulpito mentre insieme al Rossi e al Grossi eseguì il cornicione interno, i capitelli corinzi delle lesene e i cartigli posti sul colmo degli archi, seguendo il gusto rococò dell'epoca.
Le lesene vennero lasciate inizialmente grezze, furono rivestite di stucco lucido da Pietro e Giovanni Balestra e Antonio Quadri di Bioggio nel 1867.
Cupola La cupola centrale è ornata di affreschi del primo Ottocento, attribuibili a Giuseppe Reina (1759-1836) di Savosa. Essi rappresentano lApoteosi di san Maurizio e le Virtù teologali e cardinali e nei pennacchi i Quattro Evangelisti. Gli arconi in stucco dei quattro bracci presentano cartigli in stile rococò con iscrizioni sapienziali latine.
Presbiterio Il profondo presbiterio è coperto da una volta a botte lunettata che reca al sommo, entro una cornice di stucco, la colomba che rappresenta lo Spirito Santo; la posteriore semicupola del coro lunettata è scandita dall'alternanza di costoloni con girali e volute affrescate. Cinque finestroni si aggiungono ai nove degli altri tre bracci dell'aula a croce greca.
Gli stucchi della calotta absidale sono opera di Gerolamo Staffieri (1785-1837), figlio di Giovanni Battista, del 1830 così come quelli della nicchia del fonte battesimale.
L'altare maggiore è in marmi policromi con parti in lamine d'oroPatricia Cavadini-Bielander, Rossana Cardani Vergani, Giovanni Maria Staffieri, Bioggio, (Guide ai monumenti svizzeri SSAS), Società di storia dell'arte in Svizzera SSAS, Berna 2008, 23. Sull'autore dell'altare maggiore per ora non si hanno notizie, ma si presume che sia stato disegnato dal Grossi; il tabernacolo è sormontato da un tempietto con il Crocifisso coronato da quattro putti di cui due in marmo bianco.
Nel presbiterio dietro l'altare maggiore, sopra gli stalli lignei del coro sulla parete di fondo, entro una classica cornice a "orecchie" a stucco sormontata da una panoplia di armi e di bandiere recante le lettere MMEC (Maurizio martire e compagni), si trova l'imponente pala tardosettecentesca col Martirio di san Maurizio di autore ignoto.
Di fianco all'altare, sulla parete di sinistra è affrescata lAssunzione della Vergine, opera giovanile di Antonio Barzaghi Cattaneo (1837-1922) del 1865 o 1869. Venne eseguita su commissione di Maurizio Grossi. Alcuni bozzetti sono conservati presso le famiglie Staffieri e Balestra.
Sulla parete di destra c'è una grande tela raffigurante lImmacolata Concezione, opera di Emilio Maccagni di Rivera del 1933, sul modello di quella dipinta da Carlo Innocenzo Carloni (1687-1775) di Scaria nella chiesa della Santissima Trinità del convento dei frati Cappuccini a Lugano. Venne eseguita su commissione di Giuseppina Grossi.
Il coro è delimitato da una balaustra rococò con stucchi marmorei. Sul lato sinistro del presbiterio c'è il pulpito in stucco lucido e finti marmi policromi opera di Giovanni Battista Staffieri risalente alla fine del XVIII secolo.
L'aula presenta due grandi cappelle laterali ricoperte da volte a botte.
Cappella di sinistra