Questa pagina tratta le chiese di Teramo.

Le chiese dei quartieri storici Parrocchia del Duomo Il territorio della parrocchia coincide con quello del quartiere di San Giorgio.

Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta.

Sant'Agostino (secolo XIV). Chiesa e convento edificati su un precedente edificio sacro intitolato a San Giacomo. Appartenne ai padri agostiniani, poi alla Confraternita dei Disciplinati della Morte e infine alla confraternita della Madonna della Cintura. Nell'attigua Cappella dei Cinturati si conservano dipinti settecenteschi con Storie di Maria Vergine e affreschi raffiguranti della volta e dei pennacchi con La Vergine che consegna la cintura a Santa Monica in presenza di Sant'Agostino e i Quattro Evangelisti, dipinti nel 1853 da Bernardino De Filippis-Delfico. Tra il Settecento e l'Ottocento, la chiesa ospitò la Confraternita di Santa Maria della Cintura. Nei primi anni dell'Ottocento, il convento fu riadattato per ospitare il carcere provinciale. Nel 2010 terminarono i lavori di ristrutturazione e i locali sono stati definitivamente destinati alla sede dell'Archivio di Stato di Teramo.

Chiese storiche non più esistenti San Matteo, situata nell'attuale omonimo largo, di fronte al palazzo della Prefettura. Demolita nel 1940 per far posto ad una piazzetta (oggi Largo San Matteo) di fronte al Palazzo della Prefettura. La piazza avrebbe dovuto accogliere la folla plaudente al discorso di Mussolini, da invitare in occasione della festa della "Vittoria" dopo la ipotizzata guerra lampo. San Giorgio, situata lungo l'attuale via Cerulli Irelli. Citata nelle cronache settecentesche e ottocentesche di Angelo De Jacobis come abitazione di un eremita. Venne demolita nella prima metà dell'Ottocento. Sant'Anna a San Giorgio, lungo il corso, poi sede della Scuola di disegno di Della Monica. Demolita a fine Ottocento. Santa Maria degli angeli, situata nel largo a San Giorgio, oggi piazza Garibaldi. Demolita nel 1832 dopo opportuni permessi, insieme al relativo romitorio perché, come racconta Niccola Palma, «rompeva a destra la visuale fra l'interno e l'esterno stradone», ossia fra i due viali paralleli dell'attuale Viali dei Tigli. L'area che si liberò, racconta ancora Niccola Palma che è contemporaneo a quei lavori, e che proietta verso il futuro lo sviluppo di quella zona da dedicare a parco pubblico, «ha ampliato il bel largo al di sopra di Teramo: e darà impulso all'erezione di curvilinei sedili, ed alla formazione di un viale fiancheggiato da alberi (quando si voglia rincalzare il fossato, che tuttavia rimane da quella parte) verso settentrione, in simmetrica corrispondenza ai sedili da un pezzo piantati, ed al viale già assai inoltrato verso ostro» (est). Chiesa di San Carlo, un tempo cappella del Conservatorio delle Orfane di San Carlo, trasformato nel 1878 in tribunale e di recente in museo civico intitolato a Francesco Savini. Cappella di San Rocco, nel biennio 1527-1528 una pericolosa pestilenza che colpisce l'Abruzzo, risparmiò Teramo che fu appena sfiorata dall'epidemia. Come segno di ringraziamento in quello stesso anno venne eretta nella piazza "di sopra" o "delli bovi", addossata al muro occidentale del Duomo, una cappella in onore di San Rocco. La cappella, che recava sul frontone lo stemma del vescovo Chierigatto che l'aveva fatta edificare, fu demolita nel 1739 quando il vescovo De Rossi decise di far costruire, sul lato ovest della cattedrale, una fila di case ad uso del Capitolo Aprutino. Santa Lucia, era una piccola cappella, un tempo ubicata nel largo di San Giorgio (o del teatro comunale). Dava il nome all'attuale via D'Annunzio, prima denominata "via lunga a Santa Lucia". Venne demolita alla fine dell'Ottocento.

Parrocchia di Sant'Antonio

Il territorio coincide con quello del quartiere di San Leonardo Sant'Antonio, in precedenze dedicata a san Francesco (parrocchiale), edificata nel 1227. Dopo un secolo fu ampliata e ristrutturata. Inizialmente era a navata unica, con grandi archi divisori che fungevano da collegamento con le fiancate. In seguito, all'interno fu costruita una piccola chiesa in stile barocco che modificò l'architettura semplice iniziale. Per lasciare filtrare la luce verso la chiesa barocca furono realizzate grandi aperture sulla parte superiore, sacrificando una pregevole cornice collocata nella parete alta. Della cornice è possibile osservare solo una traccia nei pressi della torre campanaria. L'attuale facciata ha un portale gemello a quello della chiesa di San Francesco in Campli, con elegante decorazione in pietra. Nella parte alta è presente una finestra circolare con cornice calcarea.

Madonna delle Grazie, santuario, già monastero di Sant'Angelo delle Donne: nel 1153 un non meglio identificato Teodino, secondo quanto rivela una lapide scoperta dal Savini, fece edificare chiesa e convento di Sant'Angelo delle Donne, poi denominati "della Madonna delle Grazie" oggi protettrice della città di Teramo. Conserva al suo interno una statua lignea risalente al XV secolo e attribuita a Silvestro dell'Aquila. La statua è da sempre al centro della devozione popolare dei teramani di cui è testimonianza la imponente collezione di preziosi ex voto. L'edificio fu rinnovato nell'ultimo decennio dell'Ottocento a cura di Francesco Savini che fece demolire la chiesa antica in stile romanico per sostituirla con una moderna ricostruzione. All'interno oggi si vedono affreschi di Cesare Mariani e dipinti di Gennaro Della Monica, Pasquale Celommi e Giacinto Stroppolatini. Si è salvato l'antico chiostro del convento. Sant'Anna, detta "de' Pompetti", conosciuta un tempo come San Getulio: cappella superstite dell'antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis. Sant'Antonio Abate, situata all'interno dell'ospedale psichiatrico, sotto l'arco di porta Melatina. Legata alla tradizionale cerimonia di benedizione degli animali che si tiene annualmente, il 17 gennaio, giorno dedicato alla festa del Santo. Chiesa di San Luca, cappella dedicata al protettore degli artisti; restaurata nel corso del Novecento. Annunziata, chiesa barocca con altare seicentesco. La chiesa è sede della Confraternita che nel corso dei secoli ha organizzato la processione del venerdì Santo. Cappelle private

Santa Caterina, edificata intorno al IX secolo e documentata con certezza nel secolo XIV, è dedicata a Santa Caterina d'Alessandria. Conserva all'interno altari lignei e dipinti. All'esterno, su pietra, sono raffigurati gli emblemi di un'antica corporazione, forse quella dei carrai e dei mugnai e la ruota raggiante che richiama il modo con il quale la Santa fu martirizzata. Cappella privata di palazzo Savini, inaugurata nel 1899, con affreschi del pittore romano Cesare Mariani.

Chiese storiche non più esistenti Chiese di San Lorenzo e della Madonna dei Sette dolori, fino a metà Ottocento erano situate nel largo della Madonna delle Grazie lungo la strada che conduceva al Ponte a catena. San Marco, che ancora nella prima metà dell'Ottocento era ubicata nei pressi della chiesa di Sant'Antonio Abate.

Parrocchia di Santo Spirito

Il territorio della Parrocchia coincide con quello dell'omonimo quartiere

Santo Spirito (parrocchiale). La chiesa risale al XIV secolo. Inizialmente affiancata a un Ospedale, forse il primo che sia stato istituito in Teramo, legato alla chiesa e all'ospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma che ha per stemma la doppia croce, come quella posta sulla facciata, nella parte alta del portale. Nel passato la chiesa è stata sede di una confraternita che si occupava della sepoltura di persone decedute in carcere o giustiziate a seguito di delitti. All'interno una Pala d'altare del XVI secolo, di autore anonimo, raffigurante la Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Di particolare pregio e originalità è il campanile "a vela", elemento caratteristico dei panorami storici della città di Teramo. Chiesa e convento dei Cappuccini (già di San Benedetto), con altare ligneo barocco, opera del frate cappuccino Giovanni Palombieri. Chiesa e convento di San Domenico. Il periodo della costruzione si fa risalire alla prima metà del XIV secolo. Al suo interno, sotto gli intonaci, sono stati recentemente ritrovati affreschi del quattrocento, che si credevano perduti, che rappresentano le scene di vita di San Domenico. La costruzione è a navata unica. Alla destra dell'altare maggiore, all'interno di un'edicola del periodo rinascimentale, sono collocate tre statue di terracotta; la Madonna al centro con ai lati Sant'Anna e San Gioacchino, del secolo XV o XVI. Di particolare pregio è la settecentesca Cappella del Rosario, legata anche alla devozione della omonima Confraternita. Al suo interno sono custodite le spoglie dello storico teramano Francesco Savini ivi trasferito nel 1950. Durante gli anni trenta, in occasione dei lavori che interessarono il Duomo per il restauro ad pristinum (che eliminò ogni superfetazione barocca fatta realizzare dall'allora vescovo De Rossi), la chiesa di San Domenico, date le sue vaste dimensioni, fu elevata al rango di vicaria della Cattedrale e divenne quindi, dopo il Duomo, la chiesa principale della diocesi. San Giuseppe (secolo XVI), con elegante portale in pietra sormontato da un timpano. All'interno altare ligneo con dipinti del pittore Sebastiano Majewski, soffitto ligneo dipinto, resti di un organo settecentesco e, nella sacrestia, arredi sacri di pregio. Chiese sconsacrate Santa Maria della Misericordia, attualmente casa del Mutilato. Edificata dopo l'epidemia di peste del 1348. Dal secolo XVI al XVIII, in alternanza con la vicina cappella della Madonna di Loreto, fu il luogo dove veniva custodito il Carro allegorico che rappresentava il quartiere di Santo Spirito nell'annuale Festa dei Trionfi. Alla fine dell'Ottocento fu data in uso all'Associazione della Fratellanza artigiana e fu usata come sala da conferenze. Dal 1928, dopo un restauro diretto dall'architetto Pio Ferretti che ricostruì quasi completamente l'edificio in stile rinascimentale, fu denominata "casa del Mutilato" e fu adibita a sede dell'Associazione mutilati e invalidi di guerra. All'interno si conservano ancora gli affreschi del XV secolo, attribuiti a Giacomo da Campli, raffiguranti "Madonna in trono e Santi". In occasione del restauro novecentesco il pittore Ceasre Averardi eseguì nella sala delle adunanze un grande affresco raffigurante "Il Sacrificio". Santa Maria del Riparo, di proprietà privata, attualmente chiusa. Fu edificata a metà Ottocento in sostituzione dell'antica Cappella demolita nel 1863. Conservava dipinti del pittore teramano Gennaro Della Monica ed era al centro della tradizionale Festa della Madonna del Riparo, molto sentita dagli abitanti del quartiere di Porta Romana.

Chiese storiche non più esistenti Madonna di Loreto, situata in piazza Dante dove oggi si trova villa Palma. Antica cappella della Madonna del Riparo, edificata nel secolo XVI e demolita nel 1863 per liberare la carreggiata della nuova strada che da Porta Romana andava verso Penne; la cappella è raffigurata nella veduta di Teramo di Francesco Cassiano de Silva (Pacichelli, 1703) e in una fotografia del corso di Porta Romana scattata da Gianfrancesco Nardi intorno al 1861. Cappella rurale di Santa Maria degli Angeli, un tempo esistente in zona Mezzanotte e sede di una festa campagnola in auge fino all'Ottocento. San Pietro ad Portam Vetulam, antichissima chiesa ubicata nei pressi della porta di Santo Spirito. Già demolita al tempo del Palma.

Parrocchia del Carmine Il territorio coincide con quello del quartiere Santa Maria a Bitetto.