Saint Kilda (gaelico: Hiort ) è un arcipelago isolato situato 64 chilometri a ovest-nord-ovest di North Uist nell'Oceano Atlantico settentrionale. È composto dalle isole più occidentali delle Ebridi Esterne, della Scozia e dell'intero Regno Unito, a parte Rockall. L'isola più grande è Hirta le cui scogliere sono le più alte del Regno Unito. La popolazione di lingua gaelica scozzese probabilmente non ha mai superato le 180 unità, e dopo il 1851 è sempre stata al di sotto delle 100. Questo arcipelago è stato ininterrottamente abitato lungo l'arco di almeno due millenni, finché la popolazione locale non lo abbandonò nel 1930. Le isole continuano a essere amministrativamente dipendenti dalle isole occidentali scozzesi,. e sono considerate parte del comune di Harris.
Sono terreno fertile per molte specie di uccelli marini tra cui la sula bassana, l'uccello delle tempeste codaforcuta, il pulcinella di mare e il fulmaro. Lo scricciolo di St Kilda e il topo selvatico di St Kilda sono sottospecie endemiche. L'intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell'umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente 'naturale', 'marino' e 'culturale'. Gruppi di volontari lavorano sull'isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi kildani hanno lasciato. Condividono l'isola con una piccola base militare creata nel 1957..
Origine dei nomi
Non si conoscono santi di nome Kilda, e sono state proposte varie teorie per spiegare il nome dell'arcipelago. Martin Martin, che lo visitò nel 1697, sosteneva che il nome «è preso da Kilder, che visse qui; egli diede anche il nome al noto Toubir-Kilda».. Maclean (1972) sosteneva che potesse essere una deformazione del nome di Hirta, Childa, che gli antichi norreni davano alla primavera e diceva che una mappa del 1588 chiamava già l'arcipelago Kilda. Secondo lui avrebbe anche potuto essere una derivazione del termine Culdee usato per indicare gli anacoreti che portarono la cristianità sulle isole, o del relativo termine gaelico, visto che gli islandesi tendono a pronunciare la ‘r’ come ‘l’ trasformandone il nome in Hilta.. La teoria di Steel (1988) si basava sul fatto che gli islandesi pronunciavano la 'H' in modo gutturale trasformando quindi Hirta in qualcosa di simile a Kilta..
Haswell-Smith (2004) fece notare che il nome completo St Kilda apparve la prima volta su una mappa olandese del 1666 e che potrebbe quindi derivare dal termine norreno sunt kelda che significa 'dolce acqua', o da un'incomprensione degli olandesi che avrebbero creduto che la sorgente Tobar Childa fosse dedicata a un santo. Maclean suggerì anche che gli olandesi potrebbero aver semplicemente fatto un errore cartografico confondendo Hirta con Skildar, vecchio nome dell'isola di Haskeir più vicina alle Ebridi Esterne.. Maclean non dice quale isola provocò la confusione ma Fleming fece la correlazione 'Skildir'='Haskeir'.
Quine (2000) ipotizzò che derivasse da una serie di errori cartografici iniziati con l'uso del vecchio termine islandese Skildir che significa 'scudi' (shields) e appare come Skildar su una mappa di Nicholas de Nicolay pubblicata nel 1583. Questo, secondo la teoria, venne quindi trascritto da Lucas J. Waghenear nelle sue carte del 1592 senza l'ultima 'r', e con un punto dopo la 'S', creando quindi 'S.Kilda'. In seguito questa dicitura venne creduto il nome di un santo dagli altri, creando quindi il nome di 'St Kilda' usato per secoli..Comunque disse: "Tutti sembrano chiamarla St Kilda; e nelle mappe marine St Kilder, in modo particolare in una mappa marina olandese pubblicata ad Amsterdam da Peter Goas nel 1663". Questo avvenne un secolo dopo la pubblicazione delle carte di Waghenaer ma ormai l'errore era entrato nella parlata comune.
Anche l'origine di Hirta è altrettanto oscura. Martin (1703) sostenne che «Hirta è preso dal termine irlandese Ier, che in quella lingua significa ovest». Maclean offre varie possibilità compresa una (non specificata) suggerì che potesse essere EI hirt, pericoloso o mortale derivazione celtica del termine buio o morte, o del gaelico scozzese h-Iar-Tir che significa terra occidentale. Le saghe degli islandesi descrivono un viaggio del tredicesimo secolo in Irlanda che cita una visita sull'isola di Hirtir e, osservando che l'isola somiglia a un cervo, ipotizza una derivazione dal termine Hirtir, che in norreno significa cervi. Steel (1998) cita la convinzione del reverendo Neil Mackenzie che visse sull'isola dal 1829 al 1844 e che riteneva il nome di origine gaelica (I-Àrd significa terra alta) o norrena (Hirt significa 'pastore').. In modo simile Murray (1966) ipotizza che il termine norreno Hirdö, pronunciato 'Hirtha' ('isola del bestiame') ne possa essere l'origine..
Tutti i nomi relativi all'isola sono stati oggetto di discussione da parte di Coates (1990)..
Geografia
La base geologica dell'isola è composta da roccia magmatica del Cenozoico, da granito e da gabbro, duramente colpite dagli agenti atmosferici. L'arcipelago rappresenta quanto resta di un antico vulcano a forma di anello nato da una placca marina circa 40 metri sotto il livello del mare. Hirta è l'isola più grande del gruppo, seguita da Soay (isola delle pecore) 0,5 km a nord-ovest di Hirta; e da Boreray, (isola fortificata) 6 km a nord-est di Hirta. Esistono anche numerosi isolotti tra cui Stac an Armin ('mucchio dei guerrieri'), Stac Lee ('mucchio grigio') e Stac Levenish ('fiume' o 'torrente').. L'isola di Dùn ('fortezza'), che protegge Village Bay dai venti sud-occidentali, era un tempo unita a Hirta per mezzo di un arco naturale. MacLean (1972) ipotizzò che l'arco si ruppe in seguito alla collisione di un galeone in fuga dall'Invincibile Armata, ma altre fonti, come ad esempio Mitchell (1992) e Fleming (2005), ritengono più credibile (anche se meno romantica) la spiegazione secondo cui l'arco venne spazzato da una delle tante tempeste che colpiscono l'isola ogni inverno...
Il punto più alto dell'arcipelago si trova a Hirta - Conachair ('il faro') a 430 metri, subito a nord del villaggio. A sud-est si trova Oiseval che raggiunge i 290 metri e Mullach Mòr ('cima della grande collina') con i suoi 361 metri. Ruival (137 m) e Mullach Bi (358 m) dominano le scogliere settentrionali. Boreray raggiunge i 384 metri e Soay i 378 metri. La straordinaria Stac an Armin arriva a 196 metri, e Stac Lee a 172 metri.Le altitudini sono state recuperate da , anche se il National Trust riporta 191 metri e 165 metri rispettivamente.
In tempi moderni il solo insediamento su St Kilda è Village Bay (gaelico scozzese: Bàgh a' Bhaile o Loch Hiort) su Hirta. Sia Gleann Mòr sulle coste settentrionali di Hirta sia Boreray mostrano resti di vecchi abitazioni.. Village Bay si trova sul mare ed è circondata da colline in forma semicircolare.. L'intera facciata nord di Conachair è una scogliera verticale di 427 metri di altezza,. a picco sul mare, la scogliera più alte del Regno Unito.Questo fatto viene supportato da molti autori autorevoli tra cui ; scrivono, sbagliando, che sono le più alte d'Europa: le scogliere Croaghaun sulle Isole Achill sono decisamente più alte visto che raggiungono i 668 metri. Vedi per esempio
L'arcipelago possiede le scogliere che molti considerano le più spettacolari tra quelle britanniche. Baxter e Crumley (1988) sostengono che St Kilda
64 chilometri dividono l'arcipelago dalla più vicina terra abitata. St Kilda è visibile da lontano da un punto sopraelevato come Cuillin sull'isola di Skye, a circa 129 chilometri di distanza..
Il clima è oceanico con elevate precipitazioni (1 400 mm) e umidità. Le temperature sono in genere fredde, con una media intorno ai 5,6 °C a gennaio e 11,8 °C a luglio. I venti, particolarmente forti in inverno, arrivano da sud e da sud-ovest. La loro velocità media è di 13 km/h per circa l'85% del tempo e di 24 km/h per oltre il 30%. Le burrasche occupano il 2% in un anno e venti a 185 km/h sono abbastanza regolari sulle cime più alte, e velocità di 209 km/h sono state registrate anche vicino alle coste. L'escursione delle maree è in media di 2,9 metri, ma spesso se ne hanno di 5 metri. La presenza dell'oceano protegge le isole dalla neve che di solito cade solo per circa 12 giorni l'anno.
Superficie delle isole La superficie totale della terra è di 8,546 km², mentre quella del mare è di 0,23 km². L'arcipelago è composto da Hirta, l'isola maggiore, è di 6,285 km², Soay di 0,968 km², Boreray di 0,865 km², Dun di 0,32 km² e da sei altri isolotti per un totale di 0,108 km².
Flora e fauna
Saint Kilda è stato un terreno ideale per la riproduzione di molte specie di uccelli acquatici tra cui la sula bassana con circa 30 000 coppie. È una delle colonie più grandi del mondo, circa il 24% della popolazione mondiale. Ci sono circa 49 000 coppie di uccelli delle tempeste codaforcuta, il 90% degli esemplari europei. Vi si trovano anche 136 000 coppie di pulcinella di mare (30% degli esemplari inglesi) e 67 000 fulmari (13% del totale inglese). Dùn ospita la più grande colonia di fulmari del Regno Unito. Prima del 1828 Saint Kilda era l'unico luogo che presentava una tale abbondanza di volatili, ma in seguito questi si allargarono anche ad altre zone come Fowlsheugh. L'ultima alca impenne della Gran Bretagna venne uccisa su Stac an Armin nel luglio 1840.
Esistono anche due specie che si trovano solo a Saint Kilda: una sottospecie di scricciolo, il Troglodytes troglodytes hirtensis, e una sottospecie di topo selvatico noto come topo selvatico di Saint Kilda, lApodemus sylvaticus hirtensis. La terza specie endemica è una sottospecie del topo comune (topo di Saint Kilda) scomparso dopo l'evacuazione degli abitanti, visto che la loro sopravvivenza era strettamente legata ai centri abitati. Esistono molti tratti in comune con sottospecie trovate sull'isola di Mykines nelle Isole Fær Øer (Mus musculus mykinessiensis). La foca grigia attualmente vive su Hirta, ma non lo faceva prima dell'evacuazione del 1930..
Gli abitanti di Saint Kilda avevano circa 2.000 pecore che vennero portate via quando gli uomini se ne andarono, ma un gruppo di pecore di Soay vennero spostate su Hirta dove tuttora vivono allo stato selvatico. La loro quantità varia adesso tra i 600 e i 1.700 esemplari su Hirta mentre ne restano 200 su Soay. Queste pecore preferiscono i pascoli di plantago che crescono in abbondanza nelle zone esposte alle onde marine, tra cui la festuca rossa e l'armeria marittima. Le pecore rimaste a Boreray sono un incrocio tra il genere scozzese a muso nero e quello a pelo corto senza lana sulla faccia, con gambe corte ma più forti di quelle di Soay..
L'isolamento dell'arcipelago ha causato anche una certa mancanza di biodiversità. Sulle isole si trovano solo 58 specie di farfalle e falene rispetto alle 367 registrate sulle Ebridi Esterne.
La vita del mondo vegetale è fortemente influenzata dall'aria salata, dai forti venti e dal terreno acido a base di torba. Non ci sono alberi, ma sono presenti oltre 130 differenti tipi di piante floreali, 162 specie di funghi, 160 di muschi e numerose rarità tra i 194 licheni. Le alghe prosperano nei mari circostanti che contengono anche molti invertebrati marini abbastanza rari.
La spiaggia di Village Bay mostra una particolarità. È una piccola striscia di sabbia che diminuisce d'inverno, esponendo le rocce tondeggianti sulle quali si deposita. Uno studio del 1953 trovò una sola specie esistente, il crostaceo isopoda Eurydice pulchra.
Stile di vita