Il fantasma (dal latino phantasma, derivato dal greco φάντασμα, phàntasma, a sua volta da ϕαντάζω phantàzo, "mostrare" o da ϕαντάζομαι «apparire»), chiamato anche ombra, spettro o larva (dal latino larua) nelle leggende e nel folclore è la forma visibile di un'anima, spesso rappresentata come figura evanescente, vestita di bianco. La reale esistenza dei fantasmi, come di tutti gli altri elementi soprannaturali o altri esempi di vita ultraterrena, non ha mai avuto riscontri scientifici in quanto priva di prove sperimentali e restano esclusivamente oggetto di fede e di credenza popolare.

Il termine fantasma, dal greco antico φάντασμα phàntasma, φαντάζω (phantàzo, "mostrare"; dalla radice φαν-, che esprime l'idea dell'"apparire" e del "mostrare"), aveva il significato di apparizione (intesa come manifestazione soprannaturale) e solo con il tempo il suo significato si è ristretto a indicare l'apparizione di un defunto. Il fantasma è una figura ricorrente nella tradizione popolare e letteraria praticamente di tutte le civiltà. Nella tradizione orientale e in quella greca e romana l'apparizione dei fantasmi non è associata al sentimento della paura.

Ci si riferisce ad esso come a una presenza incorporea, spesso caratterizzata da alcuni elementi macabri o sinistri (avvolta in un sudario oppure senza testa, contornata da una certa luminescenza o che produce un rumore di catene). Del pari anche le circostanze delle apparizioni sono caratterizzate da elementi sinistri ricorrenti quali l'ora notturna, i luoghi lugubri e isolati, ecc.

Il fantasma è un soggetto che ha avuto ampio successo nella letteratura, dando vita al genere della storia di fantasmi, e in altri media come il cinema o i fumetti, divenendone un tipico personaggio non solo nella narrativa di genere, come quella fantastica, dell'orrore o per ragazzi, ma comparendo anche, ad esempio, in opere come lAmleto di Shakespeare o il Giro di vite di Henry James, o in commedie di Plauto oltre a diversi racconti gotici tipici del XIX secolo.

Ipotesi sulla natura delle apparizioni Sebbene vi siano persone che credono alla reale esistenza dei fantasmi, altre invece, per spiegare le testimonianze che ne asseriscono l'apparizione, hanno avanzato varie ipotesi che vanno dalle allucinazioni, alla burla, fino alla truffa e al raggiro. Alcune ricerche volte a provarne l'esistenza attraverso metodi scientifici, come ad esempio lo studio delle variazioni del campo magnetico nei luoghi dove si asseriva l'apparizione di fantasmi, non hanno mai condotto alla prova della loro reale esistenza.

Anime dei morti

La più diffusa credenza popolare vede i fantasmi come apparizione dei defunti. Questa interpretazione, sebbene priva di supporti scientifici, è riposta sulla fede, ovvero la volontà di credere, di coloro che vi aderiscono. Credere ai fantasmi significa spesso credere non solo che l'anima di una persona defunta sopravviva nell'aldilà, ma che possa in qualche modo riuscire a manifestarsi nel mondo terreno, non di rado per chiedere aiuto per portare a termine qualcosa che da viva non era riuscita ad ultimare. È sicuramente l'ipotesi più legata alla tradizione del folklore riguardante i fantasmi e, per alcune persone, è quella più rassicurante, in quanto presuppone che esista una vita dopo la morte e una continuazione dell'amore provato nei confronti dei propri cari.

Allucinazioni Nella maggior parte dei casi l'apparizione di fantasmi è classificata come allucinazione (quantomeno dopo avere scartato l'ipotesi di un'impostura)Cheyne, Steve D. Rueffer, Ian R. Newby-Clark. Hypnagogic and Hypnopompic Hallucinations during Sleep Paralysis: Neurological and Cultural Construction of the Night-Mare. Consciousness and Cognition, Volume 8, Issue 3, September 1999, Pages 319-337Furuya, Hirokazu;Ikezoe, Koji;Shigeto, Hiroshi;Ohyagi, Yasumasa;Arahata, Hajime;Araki, Ei-ichi;Fujii, Naoki. Sleep- and non-sleep-related hallucinations—Relationship to ghost tales and their classifications. Dreaming, Vol 19(4), Dec 2009, 232-238.H Furuya, K Ikezoe, Y Ohyagi, T Miyoshi, and N Fujii. A case of progressive posterior cortical atrophy (PCA) with vivid hallucination: are some ghost tales vivid hallucinations in normal people?. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2006 March; 77(3): 424–425..

Nella maggioranza dei casi le potenziali allucinazioni che riguardano l'avvistamento di un fantasma sono di natura visiva ed uditiva. In altri casi si è trattato di testimoni che sostenevano di avere avuto anche un contatto fisico e di aver sentito odori di vario tipo. In questo caso, secondo la teoria, si sarebbero verificate allucinazioni tattili e olfattive. In altre occasioni l'apparizione si sarebbe manifestata con una sensazione di improvviso calo della temperatura.

La spiegazione si basa sul fatto che chiunque si rechi in un luogo particolare per assistere ad un'apparizione, se abbastanza convinto e suggestionato, potrebbe realmente assistere ad un'apparizione. La mente infatti, se posta sotto un forte stimolo di stress, potrebbe creare delle illusioni di vario genere, che possono essere diverse a seconda della persona.

Nei casi in cui due o più persone condividano la stessa esperienza illusoria si parla di allucinazione collettiva. Secondo alcune teorie parapsicologiche ciò sarebbe spiegabile con il fatto che un individuo psicologicamente forte, in caso di forte stress, può trasmettere telepaticamente l'immagine che è stata registrata dal suo cervello: questa ipotesi non ha però riscontro scientifico. L'allucinazione collettiva è spesso frutto di suggestione da parte di alcuni componenti del gruppo o della folla, che con il loro comportamento (parole, grida ecc.) finiscono per suggestionare gli altri.

Imposture

Frequentissime nella storia del paranormale sono state le vere e proprie imposture escogitate per svariati interessi, in particolare per ciò che riguarda le apparizioni dei fantasmi. Sono numerosi, ad esempio, i medium che si sono vantati della capacità di produrre materializzazioni di ectoplasmi durante le sedute spiritiche ma nessuno di questi è stato mai in grado di realizzare una prova oggettiva della natura soprannaturale di questi "fantasmi" (in molti casi è stato invece dimostrato trattarsi di garze, veli e altre sostanze del tutto naturali).

Anche le apparizioni documentate fotograficamente, oppure connotate da varie forme di interazione fra fantasmi e oggetti circostanti (ad es. spostamento di oggetti, rumori notturni ecc.), sono state spesso correlate, e successivamente spiegate, all'intenzione di determinati soggetti di attirare l'attenzione dei media e del pubblico su particolari luoghi, edifici o situazioni, per es. a scopi turistici o commerciali, o per interessi personali.

Variazioni dei campi magnetici Secondo Michael Persinger, neurologo e professore all'università Laurentiana di Sudbury, le apparizioni di fantasmi, come altri fenomeni paranormali, potrebbero essere correlate alle variazioni di campi magnetici. Anche un'indagine di un gruppo di psicologi britannici coordinati da Richard Wiseman è arrivata alla conclusione che le visioni di fantasmi potrebbero essere dovute alle variazioni di campi magnetici percepite da alcune persone particolarmente sensibili, che svilupperebbero la sensazione di avvertire strane presenze.

Buchi spaziotemporali I padri di questa teoria sono fondamentalmente due: il "cacciatore di fantasmi" Peter Underwood e il prof. Hermann Wilkins dell'Università dell'Ohio (USA), i quali sostengono che, grazie a particolari situazioni ambientali, si possa creare una sorta di "buco nella luce" che renderebbe possibile vedere nel passato per pochi istanti. Questo infatti sarebbe la spiegazione perché i fantasmi vengono visti oltrepassare i muri, fluttuare nell'aria e camminare immersi per metà nella strada; questo perché molto probabilmente nel passato non esisteva quel determinato muro, c'era una dunetta oppure la strada non era ancora stata costruita. Questa teoria sta prendendo piede negli ultimi anni, pur non avendo alcun fondamento scientifico e mancando di ogni possibilità di verifica. Inoltre, vista la natura unitaria dello spaziotempo, questa teoria non spiega il motivo per cui avvererebbero questi slittamenti solo in termini di tempo e non di spazio.

Cattolicesimo La Chiesa cattolica invita in genere alla prudenza e al discernimento, pur non avendo un pronunciamento dogmatico ufficiale sui fantasmi nel suo catechismo: la destinazione dell'anima di un defunto può essere la felicità eterna (Paradiso) o la pena eterna (Inferno). Se l'anima non è libera da ogni peccato veniale, tuttavia, può scontare un tempo più o meno lungo nel Purgatorio. Essendo queste tre le uniche destinazioni delle anime previste dalla Chiesa cattolica, non può esistere il fatto che un'anima defunta possa manifestarsi nel nostro mondo, almeno non di sua iniziativa.

Vi sono infatti eccezioni, consentite da Dio, come quelle della Bibbia, dove sono narrate apparizioni di spiriti: Saul fa evocare lo spirito di Samuele; durante la Trasfigurazione di Gesù appaiono Mosè ed Elia.

Induismo Nell'Induismo le scritture affermano genericamente che morire per suicidio (e per ogni tipo di morte violenta) porta a diventare un fantasma, destinato a vagare sulla terra fino al momento in cui si sarebbe dovuti morire se non ci si fosse suicidati.

Spiritismo

Secondo lo spiritismo e il ricercatore Allan Kardec che studiò a fondo i relativi fenomeni, i fantasmi sono reali manifestazioni degli spiriti, i quali si rendono visibili grazie a un fenomeno del tutto naturale che lui studiò e approfondì, ossia rendono più "denso" il loro corpo animico, formato da sostanza materiale estremamente rarefatta, e grazie a particolari circostanze medianiche, tra cui l'ectoplasma, appaiono a chi desiderano. Kardec descrisse il fenomeno come ad esempio un gas che in condizioni normali non è visibile, ma che sottoposto a raffreddamento divenga immediatamente semi-trasparente, fino a diventare ulteriormente solido e tangibile.

I cacciatori di fantasmi I cosiddetti cacciatori di fantasmi sono persone dedite allo studio e alla ricerca dei fantasmi con metodi più o meno scientifici o para-scientifici. Il loro scopo dichiarato è in genere cercare di esaminare in modo più neutrale e preciso possibile i documenti che hanno in proprio possesso, spesso recandosi in determinati luoghi considerati come luoghi di apparizioni. Ad esempio Harry Price (1881–1948) fu uno di questi. Hanno ispirato anche opere come il film Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984).

Tipi di apparizioni

La tradizione, le opere letterarie o televisive/cinematografiche, unito allo studio delle presunte apparizioni, hanno generato una sorta di catalogazione di differenti tipologie di apparizione (in funzione del presunto tipo di contatto visivo o uditivo, cioè quando si ha una manifestazione visiva oppure se ne sente la presenza o sentono le voci).

Poltergeist

La parola poltergeist deriva dal tedesco Polter (chiasso, rumore) e Geist, "spirito". In italiano si direbbe spirito chiassoso. La caratteristica principale di una manifestazione di tipo "poltergeist" è prettamente di carattere uditivo. Il poltergeist sarebbe quindi uno spirito invisibile la cui presenza sarebbe percepibile dai rumori che provocherebbe come, ad esempio, colpi contro il muro o facendo sbattere porte e finestre, spostando o rompendo oggetti come mobili e suppellettili varie. L'azione di un poltergeist è circoscritta in un particolare luogo (come case, cimiteri o altre costruzioni) e talvolta in una singola stanza.