è un film del 1961 diretto da Ishirō Honda.

Il regista Honda è considerato un maestro del kaijū eiga (cinema dei mostri) e in questo film introduce la falena gigante Mosura (Mothra nella dicitura internazionale), che in seguito diventerà una nemica-amica di Godzilla, il "re dei mostri".

Nel 1960, il produttore Tomoyuki Tanaka incaricò lo scrittore Shin'ichirō Nakamura di creare una storia originale per un nuovo film kaijū . Scritta insieme a Takehiko Fukunaga e Yoshie Hotta, la storia intitolata The Luminous Fairies and Mothra venne pubblicata a puntate in una rivista nel gennaio del 1961. Successivamente, lo sceneggiatore Shinichi Sekizawa adattò la storia in una sceneggiatura, ispirandosi ai film King Kong e Godzilla.

Mothra uscì nei cinema giapponesi il 30 luglio 1961. Una versione modificata e doppiata in inglese venne distribuita negli Stati Uniti il 10 maggio 1962 da Columbia Pictures.

Il mostro protagonista, Mothra, sarebbe poi diventato il secondo kaiju più popolare della Toho dopo Godzilla, apparendo in undici film della saga di Godzilla e in una propria trilogia cinematografica negli anni ’90.

Trama Nelle acque che circondano l’Isola Infant, considerata disabitata e usata da Rolisica per esperimenti nucleari, la nave Daini-Gen’you-Maru viene sorpresa da un tifone e finisce alla deriva. Dopo la tempesta, una squadra di soccorso recupera quattro marinai ancora vivi e inspiegabilmente immuni agli effetti delle radiazioni. I sopravvissuti raccontano di essere stati curati con un misterioso succo offertogli dagli abitanti dell’isola. La vicenda attira subito l’attenzione del giornalista Zenichiro Fukuda e della fotografa Michi Hanamura, che riescono a introdursi nell’ospedale dove i marinai sono ricoverati.

Per calmare le polemiche, l’ambasciata roliciana organizza insieme al Giappone una spedizione scientifica sull’Isola Infant, guidata dall’imprenditore Clark Nelson. Con lui partono anche il dottor Harada, esperto di radiazioni, il linguista e antropologo Shinichi Chujo e, di nascosto, Fukuda. Studiando le iscrizioni locali, Chujo scopre che un simbolo ricorrente — una stella luminosa a forma di croce — significa “Mothra”. Sull’isola il gruppo si imbatte in una giungla contaminata, in una popolazione indigena terrorizzata e in due minuscole ragazze alte appena trenta centimetri, che salvano Chujo da una pianta carnivora. Fukuda le soprannomina “Shobijin”. Le due chiedono che l’isola non venga più usata per test atomici e la spedizione decide di mantenere segreta la scoperta.

Nelson, però, torna successivamente sull’isola con uomini armati e rapisce le Shobijin, uccidendo alcuni indigeni che tentano di proteggerle. A Tokyo organizza uno spettacolo chiamato “Secret Fairies Show”, sfruttando le due ragazze come attrazione. Disperate, le Shobijin e gli abitanti dell’isola invocano l’aiuto della loro divinità, Mothra, allora ancora racchiusa in un enorme uovo. Fukuda, Hanamura e Chujo riescono a comunicare telepaticamente con loro e vengono avvertiti che l’arrivo di Mothra porterà inevitabilmente sofferenza anche a persone innocenti.

Quando il giornale di Fukuda denuncia Nelson per aver imprigionato le Shobijin contro la loro volontà, l’uomo reagisce querelando il quotidiano. Nel frattempo, sull’Isola Infant, Mothra emerge dall’uovo nella sua forma larvale e si dirige verso il Giappone attraversando l’oceano. Durante il viaggio distrugge una nave da crociera e sopravvive persino a un attacco al napalm, continuando senza sosta verso Tokyo. Nonostante il caos crescente, l’ambasciata roliciana continua a difendere Nelson e i suoi presunti diritti sulle Shobijin.

Giunta a Tokyo, Mothra resiste agli attacchi militari e costruisce un gigantesco bozzolo tra le rovine della Tokyo Tower. L’opinione pubblica si scaglia definitivamente contro Nelson, costringendolo a liberare le due ragazze. L’uomo tenta allora di fuggire in Rolisica portando con sé le Shobijin nascoste in una valigia, ma proprio in quel momento Mothra completa la metamorfosi e assume la sua forma adulta, volando verso New Kirk City

Mentre la creatura devasta la città alla ricerca delle Shobijin, la polizia dà la caccia a Nelson. Cercando di scappare, il magnate viene riconosciuto dai cittadini e muore durante uno scontro a fuoco con la polizia. Le Shobijin vengono quindi affidate a Chujo.

Poco dopo, il suono delle campane delle chiese e la luce che attraversa una croce ricordano a Chujo e Hanamura il simbolo sacro di Mothra. Seguendo un’intuizione di Chujo, tutte le campane della città vengono fatte risuonare contemporaneamente per attirare la creatura verso l’aeroporto di New Kirk City, sulla cui pista è stato dipinto il simbolo di Mothra. Riunita finalmente alle Shobijin, Mothra le riporta in salvo all’Isola Infant.

Scheda tecnica

Titolo: Mosura Titolo originale: モスラ Musica: Yuji Koseki Lingua: giapponese, inglese Paese di produzione: 🇯🇵 Giappone Mostri: Mothra

Cast

Frankie Sakai: giornalista Zenichiro Fukuda Hiroshi Koizumi: Dottor Shinichi Chûjô

Emi Ito e Yumi Ito: Shobijin Jerry Ito: Clark Nelson Kyōko Kagawa: Michi Hanamura Ken Uehara: Dottor Harada Takashi Shimura: Sadakatsu Amano Masamitsu Tayama: Shinji Chujo Kenji Sahara: pilota elicottero Akihiko Hirata: dottore Bin Furuya: ballerino dell'isola Infant Robert Dunham: capo della Polizia di New York Haruo Nakajima and Katsumi Tezuka: larva di Mothra

Personaggi principali

Zenichiro Fukuda: giornalista curioso, intelligente e ironico, usato spesso per alleggerire dei momenti seri durante il film. È una persona intraprendente e coraggiosa e si oppone apertamente allo sfruttamento delle fate da parte di Nelson, diventando una delle persone più coinvolte nel tentativo di salvataggio di quest'ultime e nel tentativo di fermare la distruzione che Mothra causa. Dottor Shinichi Chûjô: scienziato specializzato in zoologia, nonché colui che comprende al meglio la natura di Mothra. È il personaggio razionale del gruppo, molto calmo e riflesso. Rispetta molto le culture indigene e cerca sempre di trovare delle soluzioni pacifiche, possiede inoltre un forte senso etico. È probabilmente il personaggio che più si avvicina al "classico eroe" del mondo cinematografico. Michi Hanamura: fotografa e assistente giornalistica, incaricata di documentare la spedizione sull'isola. Fa parte della "squadra" di Fukuda e Chujo e partecipa alla ricerca e al salvataggio delle fate rapite. È uno dei personaggi femminili più forti dei kaiju eiga, infatti non é soltanto una "dama in pericolo" ma parte attiva e utile della trama. Clark Nelson: è l'antagonista principale, il vero cattivo del film. Imprenditore senza scrupoli ossessionato dal profitto e proprietario di uno show commerciale del quale, dopo averle rapite, rende protagoniste le Shobijin. Nelson può essere visto come una rappresentazione dello sfruttamento occidentale, così come del capitalismo estremo e della mancanza di rispetto verso la natura. Le Shobijin: come suggerisce il loro nome sono delle "piccole persone bellissime", abitanti dell'isola Infant. Sono due gemelle identiche, alte circa 30 cm, che parlano e cantano all'unisono e vestono con colori accessi e abiti tradizionali. Il loro ruolo è quello di sacerdotesse spirituali di Mothra stessa, con la quale comunicano telepaticamente e attraverso il loro canto. Rappresentanti innocenza, spiritualità e armonia con la natura sono l'esatto opposto di Nelson. Gli isolani le rispettano profondamente e le proteggono ascoltando sempre i loro avvertimenti, sono viste come delle figure quasi immortali e telepatiche, molto più che delle semplici abitanti dell'isola. Mothra: nonostante sia "classicamente" un mostro, nel film viene trattata quasi come una divinità. Infatti, a differenza di altri mostri del kaiju eiga, Mothra agisce contro l'umanità soltanto per salvare le sue sacerdotesse. Nel corso del film appare sotto diverse forme. All'inizio come uovo gigante (forma con cui nasce custodita sull'isola Infant). In seguito si tramuta in larva gigantesca e potente, capace anche di distruggere una città intera attraverso la sua seta abrasiva. Sotto questa forma attraversa il Giappone (una delle sequenze più celebri del film). Dopo essersi chiusa in bozzolo, Mothra riappare in forma adulta, una forma adulta non mostruosa e spaventosa ma bella, colorata, elegante, come una falena divina, quasi sacra. Mothra, nonostante spesso sia vista come mostruosità, in questo film può rappresentare la maternità, la protezione, la spiritualità, la rinascita e chiaramente la natura vendicatrice. Mothra reagisce infatti solo e soltanto nel momento in cui l'umanità rompe l'equilibrio naturale. Abitanti dell'isola Infant: sono una popolazione indigena sopravvissuta alle radiazioni atomiche lanciate da Rolisica grazie a un succo speciale presente sull'isola stessa. È un popolo pacifico che vive in armonia con la natura e venera Mothra come protettrice e dea divina. Grazie alla loro diffida verso gli occidentali si può presupporre che rappresentano le vittime del colonialismo e le culture tradizionali minacciate dalla modernità.

Analisi tematica Mothra (1961) rientra nel genere kaijū eiga grazie alla sua rappresentazione singolare della femminilità e della natura. Al contrario di come siamo abituati con altri mostri (ad esempio Godzilla), Mothra é dipinta come una divinità protettrice che incarna dei valori spirituali e materni. Assieme alle due Shobijin rappresenta una forza naturale benevola, che interviene soltanto per ristabilire l'equilibrio perturbato dall'avidità e dal pensiero umano.

Il film, in generale, mette in risalto quella che é un opposizione tra le forze naturali femminili, rappresentate dagli abitanti dell'isola Infant e Mothra stessa, e una modernità mascolina e distruttiva, rappresentata invece dai personaggi scientifici e capitalisti di Rolisica. Questa dicotomia rappresenta una critica al capitalismo, al colonialismo e allo sfruttamento tecnologico.

Alcuni autori come Steve Ryfle ed Ed Godziszewski, hanno notato che la Rolisica, un mix tra Russia e America, é dipinta come una superpotenza capitalista e invasiva, più interessata al commercio e al denaro di Nelson, tanto da lasciare impuniti tutti i crimini commessi in Giappone.

Ryfle osserva anche che alcuni scrittori hanno paragonato il bombardamento di Rolisica su Infant Island al bombardamento americano di Hiroshima e Nagasaki così come il rapimento delle Shobijin da parte di Nelson all'occupazione americana e alla occidentalizzazione forzata del Giappone. Sempre Ryfle sostiene che il film dipinga in modo negativo la Rolisica (e di conseguenza anche gli Stati Uniti) sottolineando come essa sfrutti gli indigeni per dei test atomici e dei guadagni commerciali (svolti tramite Nelson). Inoltre, la limitazione della copertura mediatica della spedizione da parte di Nelson è un tentativo di nascondere il coinvolgimento della Rolisica nel bombardamento di Infant Island.

Effetti speciali Gli effetti speciali del film furono ideati e diretti da Eiji Tsuburaya.

Le scene con le Shobjin (The Peanuts) furono girate separatamente dal resto del cast, per questo motivo le due gemelle non incontrarono quasi mai gli altri attori. Vennero usate delle bambole al loro posto, mentre un registratore riproduceva le battute così che gli attori sapessero orientarsi.

La tecnica usata per creare delle scene in cui le due sacerdotesse sembrassero minuscole fu quella di girarle davanti a un blu screen e con scenografie sovradimensionate, svolgendo poi un lavoro di composizione col resto del film tramite effetti di compositing.