Della riscoperta in tempi recenti dell'intagliatore e scultore veneto Francesco Terilli gran parte del merito va a Giuseppe Biasuz, storico particolarmente legato agli argomenti veneti e, fra questi, il Terilli era uno dei suoi più amati. All'artista feltrino dedica innumerevoli saggi e articoli e ben tre piccole monografie, l'ultima delle quali del 1988 è particolarmente utile per la suddivisione del corpus terilliano dalla bottega e dai seguaci, documentando un discreto numero di opere firmate o di commissione certa.

Le venti opere certe sono rappresentate nei tre materiali utilizzati da Francesco: legno, bronzo e avorio; quest'ultimo è fra i più preziosi per tipologia di materiale, finezza di intaglio e rarità.

Bibliografia G. Biasuz, Francesco Terilli intagliatore e bronzista feltrino del sec. XVII, in Rivista di Venezia, a. VII, n.10, ottobre 1929, pp. 583–593. L. Planiscig, Aggiunte all'opera di Francesco Terilli, in “Rivista di Venezia”, a. VIII, n. 2, febbraio 1930, pp. 89–93. G. Biasuz, L'opera di Francesco Terilli detto il Rossetto, in “L'Arte”, fasc. II, 1938, pp. 151–164. H.R. Weihrauch, Europaische Bronzenstatuetten 15-18 Jahrhundert, Braunschweig, 1967. G. Biasuz, Francesco Terilli, Feltre, 1988.

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