Arruolatosi nella Marina imperiale nel 1910, si specializzò nell'impiego di naviglio silurante e frequentò anche il corso di grado inferiore al Collegio navale di Tokyo. Nel corso degli anni dieci e venti prestò servizio su svariati cacciatorpediniere e torpediniere, affinando inoltre le competenze in materia di costruzioni navali; ebbe il primo comando alla fine del 1920 e lavorò come istruttore sia presso la Scuola siluristi, sia nell'Accademia di ingegneria navale. Nella seconda metà degli anni venti intensificò il servizio in mare come comandante di alcuni cacciatorpediniere e nel 1930 gli fu affidata la 25ª Divisione cacciatorpediniere; divenne capitano di vascello tre anni più tardi e gestì altre due divisioni cacciatorpediniere. Nel 1934 divenne comandante dell'incrociatore leggero Abukuma, poi nel 1935 e per i due anni successivi fu a capo del corpo istruttori alla Scuola siluristi, infine nel 1937 assunse il comando dell'incrociatore da battaglia rimodernato , con il quale operò lungo le coste cinesi. Contrammiraglio alla fine del 1938, passò alla testa di due diverse squadriglie cacciatorpediniere fino al novembre 1940, quando fu nominato comandante della 7ª Divisione incrociatori. A bordo della propria nave ammiraglia e inserito nella 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, partecipò alle operazioni di conquista della Malesia, del Borneo e delle Indie orientali olandesi: sue unità contribuirono inoltre alla vittoria nella battaglia dello Stretto della Sonda (28 febbraio-1º marzo 1942). Dopo aver preso parte all'incursione giapponese nell'Oceano Indiano, fu promosso in maggio viceammiraglio e seguì la flotta nella battaglia delle Midway (4-6 giugno 1942); inviato a bombardare l'atollo, perse sotto i colpi dell'aeronautica imbarcata statunitense l'incrociatore pesante Mikuma. A fine giugno transitò a capo della 3ª Divisione corazzate (Kongo, ) e con essa combatté nel corso della campagna di Guadalcanal, in particolare bombardando l'aeroporto dell'isola nella notte del 12-13 ottobre.

Nell'agosto 1943 rimpiazzò Kondō come comandante in capo della 2ª Flotta, la formazione da battaglia della Marina imperiale. Il nucleo di incrociatori pesanti fu però attaccato alla fonda a Rabaul a inizio novembre e, pertanto, Kurita non poté intervenire né a Bougainville, né nel Pacifico centrale, stante anche lo scadimento dell'aviazione imbarcata giapponese. Condusse in battaglia la 2ª Flotta, opportunamente potenziata con cinque corazzate (compresa la ), nella difesa delle Marianne il 19 e 20 giugno 1944, senza avere particolare influenza sugli avvenimenti. Quattro mesi più tardi guidò nuovamente la flotta nella disperata battaglia del Golfo di Leyte, investito della riuscita finale del complesso piano applicato per l'occasione dalla Marina imperiale: sopravvissuto fortunosamente alla distruzione dell'ammiraglia, stanco e sfiduciato, la sua leadership ne risentì e agì con notevole incertezza, scegliendo in ultimo di ripiegare senza aver colto l'obiettivo prescritto – annientare l'apparato anfibio statunitense. Rimosso dal comando della depauperata 2ª Flotta, nel gennaio 1945 divenne l'ultimo direttore dell'Accademia navale a Etajima. Dopo la fine delle ostilità si ritirò a vivere nei sobborghi di Tokyo, dove morì molto anziano.

Biografia Inizio della carriera e formazione Takeo Kurita nacque nella prefettura di Ibaraki il 28 aprile 1889 in una famiglia colta, che annoverava studiosi e accademici: il suo nome significa "(sii un) grande guerriero" in lingua giapponese. In giovane età decise di intraprendere la carriera militare nella Marina imperiale e riuscì a entrare all'Accademia navale di Etajima; studiò nella 38ª classe e si diplomò il 18 luglio 1910, ventottesimo su 149 allievi, ricevendo il brevetto di aspirante guardiamarina prima di essere imbarcato sull'incrociatore protetto : su questa unità completò la prima crociera di addestramento all'estero. Rientrato in Giappone, fu trasferito all'incrociatore protetto Niitaka l'11 marzo 1911 per continuare la gavetta, la quale proseguì dal 1º dicembre sulla piccola cannoniera Tatsuta; quello stesso giorno ebbe anche la qualifica di guardiamarina. Il 1º dicembre 1912 fu indirizzato al Corso base della Scuola siluristi e poi (24 maggio 1913) al Corso base della vicina Scuola di artiglieria navale; il 1º dicembre concluse anche il secondo percorso formativo, fu promosso sottotenente di vascello e assegnato alla nave da battaglia pre-dreadnought .

Il 17 marzo 1915 passò a bordo del cacciatorpediniere di seconda classe Sakaki. Infine, il 30 giugno 1916, fu trasferito all'equipaggio dell'incrociatore corazzato , concludendo su questa nave il secondo ciclo di addestramento in mare. Il 1º settembre dello stesso anno, infatti, entrò nel personale del 3º Distretto navale avente quartier generale a Sasebo. Tre mesi più tardi fu imbarcato sull'incrociatore protetto/leggero e al contempo nominato tenente di vascello, ma la nave non vide alcuna azione rilevante nella seconda metà della prima guerra mondiale. Il 9 agosto 1917, al rientro nei porti nazionali, Kurita fu riassegnato al cacciatorpediniere di seconda classe Kaba e maturò interesse nel naviglio silurante: dapprima (1º dicembre) frequentò il Corso B al prestigioso Collegio navale di Tokyo, quindi a partire dal 15 aprile 1918 attese al Corso avanzato della Scuola siluristi che concluse il 1º dicembre. Fu subito inviato al cantiere navale di Maizuru per supervisionare la costruzione e l'allestimento del cacciatorpediniere Minekaze; dopo il varo fu inserito d'ufficio nell'equipaggio, pur continuando a sovrintendere al completamento: dal 1º aprile al 1º giugno 1919 ricoprì anzi il posto di ufficiale capo addetto ai lanciasiluri. Alla data ebbe ordine di presentarsi allo stato maggiore della 5ª Divisione incrociatori, nel quale lavorò per un certo periodo.

Gli anni venti e trenta Il 1º marzo 1920 Kurita fu nominato supervisore della costruzione del cacciatorpediniere Yakaze: egli si recò a Nagasaki per attendere al compito e, dal 29 aprile, ebbe anche la responsabilità dell'allestimento del cacciatorpediniere Hakaze, impostato nello stesso cantiere; dal 19 giugno si dedicò solo a quest'ultimo e il 16 settembre, al momento del completamento e dell'entrata in servizio, salì a bordo come ufficiale capo ai lanciasiluri. Forte della sua esperienza e professionalità, il 1º dicembre gli fu affidato il comando del piccolo cacciatorpediniere di terza classe Shigure, qualcosa di simile a una torpediniera. L'8 giugno 1921 cedette il posto e rimase per circa due mesi in attesa di ulteriori incarichi, concretizzatisi il 6 agosto nella nomina a comandante del cacciatorpediniere di terza classe Oite; comunque dopo appena quattro settimane fu trasferito allo stato maggiore della 4ª Divisione incrociatori e infine, il 20 novembre, fu indirizzato alla Scuola siluristi in qualità di istruttore, prendendo in mano la gestione di una delle unità d'addestramento. Il 1º dicembre 1922 fu promosso capitano di corvetta e il 15, in virtù del suo curriculum, ebbe anche un posto di istruttore all'Accademia di ingegneria navale. Soltanto il 1º dicembre 1924 lasciò entrambe le mansioni, essendo stato nominato comandante del cacciatorpediniere di seconda classe Wakatake. Il 2 dicembre 1925 transitò alla testa del pari tipo e il 1º dicembre 1926 assunse il comando del vecchio cacciatorpediniere Hamakaze; un anno esatto più tardi, in concomitanza con la promozione a capitano di fregata, gli fu affidato l'obsoleto cacciatorpediniere Urakaze. Il 10 dicembre 1928, dopo questo lungo servizio in mare, tornò alla Scuola siluristi nel ruolo di istruttore per oltre un anno.

L'8 marzo 1930 Kurita fu trasferito allo stato maggiore della Divisione di ricerca per i siluri, operante presso l'arsenale di Kure, sede del quartier generale del 2º Distretto navale. Conclusa la preziosa esperienza tecnico-direttiva, il 15 novembre dello stesso anno divenne comandante della 25ª Divisione cacciatorpediniere. Il 1º aprile 1932 tornò a terra presso il 1º Distretto navale (Yokosuka) prima di assumere, il 19 maggio, il comando della 10ª Divisione cacciatorpediniere; il 1º dicembre fu elevato al grado di capitano di vascello e contemporaneamente messo a capo della 12ª Divisione cacciatorpediniere, composta da unità dell'avanzata classe Fubuki. Solamente il 15 novembre 1934 Kurita fu investito del comando di una grande unità da guerra, ovvero l'incrociatore leggero Abukuma. Per parte del suo mandato, però, la nave rimase in cantiere per una serie di lavori e modifiche, compresa l'aggiunta di una catapulta. Il 15 novembre 1935, ormai apprezzato ufficiale, fu richiamato alla Scuola siluristi per assumere la direzione generale del corpo istruttori, contribuendo alla formazioni di centinaia di giovani reclute che, negli anni a venire, avrebbero servito in guerra. Il 1º dicembre 1937 divenne comandante dell'incrociatore da battaglia rimodernato , riclassificato come "nave da battaglia veloce". Kurita familiarizzò con l'unità e quindi, nell'aprile 1938, lasciò lo Stretto di Terashima e si portò nel Mar Cinese Meridionale: il 13 fece decollare due idrovolanti dalla corazzata che bombardarono Foochow, quindi invertì la rotta e si fermò nella base militare di Keelung, sull'Isola di Formosa. Kurita completò un'altra crociera di guerra nelle acque meridionali cinesi prima di cedere il comando della Kongo il 15 novembre 1938. Alla data, infatti, era stato promosso contrammiraglio e comandante della 1ª Squadriglia cacciatorpediniere, con la quale condusse regolari pattugliamenti o missioni di supporto nel teatro di guerra cinese; il 25 novembre 1939 ebbe ordine di assumere il comando della 4ª Squadriglia, il quale mantenne per circa un anno continuando a operare sul fronte cinese.

La seconda guerra mondiale 1941-1942 e Midway

Dal 1º novembre 1940 Kurita ebbe sotto la propria responsabilità la 7ª Divisione incrociatori, composta dai moderni incrociatori pesanti (ammiraglia), Mikuma, e Suzuya. Nel gennaio 1941 navigò sino ai porti dell'Indocina francese, allo scopo di indurre il governo di Vichy a trattare la fine della guerra franco-thailandese: concluso un armistizio a fine mese, poté rientrare in patria in febbraio. Nel luglio 1941 Kurita salpò da Samah sull'isola di Hainan e vigilò sullo sbarco in forze nell'Indocina meridionale, che Vichy cedette all'Impero giapponese dopo convulse trattative, assieme allo Ashigara e alla 2ª Divisione portaerei (Soryu, Hiryu). Dopo una breve sosta a Saigon tornò a Kure durante agosto; in novembre Kurita fu informato del trasferimento amministrativo alla 4ª Flotta, ma in realtà rimase inquadrato nella 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, comandante supremo delle forze navali nipponiche assegnate a supportare l'espansione militare nel Sud-est asiatico. Kurita, che era rimasto a Kure con il Kumano, si riunì alla sua divisione a Samah il 29 novembre e fu messo al corrente della pianificazione tattica: le sue navi costituirono il nucleo della 1ª Flotta di spedizione del sud del viceammiraglio Jisaburō Ozawa che, formata anche dagli incrociatori , e dalla 3ª Squadriglia, era incaricata di operare a ovest del Borneo e sulle sue coste occidentali.