Nella mitologia greca la guerra di Troia fu una sanguinosa guerra combattuta tra gli Achei e la potente città di Troia, presumibilmente attorno al 1250 a.C. o tra il 1194 a.C. e il 1184 a.C. circa, nell'Asia minore.
Gli eventi del conflitto sono noti principalmente attraverso i poemi epici Iliade ed Odissea attribuiti ad Omero, composti intorno al IX secolo a.C. Entrambi narrano una piccola parte del conflitto: lIliade i fatti avvenuti durante l'ultimo anno di guerra, lOdissea, oltre al viaggio di Odisseo per tornare in patria, narra la conquista di Troia. Le altre opere del "Ciclo Troiano" sono andate perdute e sono conosciute solo tramite testimonianze posteriori. Singoli episodi sono infatti descritti in innumerevoli testi della letteratura greca e latina, e dipinti o scolpiti in numerose opere d'arte.
Secondo lIliade, la guerra ebbe inizio a causa del rapimento di Elena, regina di Sparta, ritenuta la donna più bella del mondo, per mano di Paride, figlio di Priamo re di Troia. Menelao, marito di Elena, e il fratello Agamennone radunarono un esercito, formato dai maggiori comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo guerra contro Troia.
Il conflitto durò dieci anni, con gravissime perdite da entrambi gli schieramenti. Fra le vittime vi fu Achille, il più grande guerriero greco, figlio del re Peleo e della ninfa Teti. Achille era re dei Mirmidoni di Ftia, che condusse in molte battaglie contro Troia, venendo infine ucciso da Paride che, per vendicare la morte del fratello Ettore, lo colpì con una freccia al tallone, suo unico punto debole. Troia infine cadde grazie all'astuto Odisseo, re dei Cefalleni, e al suo piano del cavallo di legno, cambiando l'esito del conflitto.
È ancora oggetto di studi e di controversie la questione della veridicità storica degli avvenimenti della guerra di Troia. Alcuni studiosi pensano che vi sia un fondo di verità dietro i poemi di Omero, altri pensano che l'antico poeta abbia voluto raggruppare in un unico conflitto, quello fra Greci e Troiani, le vicende di guerre e assedi diversi succedutisi nel periodo della civiltà micenea.
I due poemi hanno comunque reso possibile la scoperta delle presumibili mura di Troia, collocando cronologicamente la guerra verso la fine dell'età del bronzo, intorno al 1300 - 1200 a.C., in parte confermando la datazione di Eratostene di Cirene.
Le origini della guerra
Il piano di Zeus Zeus si era accorto che la Terra era troppo popolata. Inizialmente voleva distruggere l'umanità con fulmini e inondazioni, poi su consiglio di Momo, il dio degli scherzi, o di TemiPlatone, Repubblica 2,379e., decise invece di favorire il matrimonio di Teti e Peleo, gettando così il seme della guerra di Troia, che avrebbe portato alla fine del regno degli eroi. C'è anche chi sostiene che Zeus vedesse in molti guerrieri dei potenziali usurpatori del trono di capo degli olimpi. Come racconta la mitologia greca, Zeus era diventato re degli dei detronizzando Crono, il quale a sua volta aveva preso il posto di suo padre Urano. Memore di quanto possa essere crudele la propria progenie, Zeus, che aveva avuto molti figli dalle sue tante relazioni con donne mortali, ne aveva timore: e più in generale temeva l'intera categoria dei semidei.Apollodoro, Epitomi 3.1
Il matrimonio fra Peleo e Teti Zeus venne a sapere da Temi o da Prometeo che un figlio avrebbe potuto detronizzarlo, proprio come lui aveva fatto col padre.Eschilo, Prometeo incatenato 767. Un'altra profezia aveva inoltre predetto che la ninfa Teti, con cui Zeus tentava di avere una relazione, avrebbe generato un figlio che sarebbe diventato più grande del padre.Igino, Fabulae 54; Ovidio, Metamorfosi 11.217. Per queste ragioni Teti sposò un re mortale molto più vecchio di lei, Peleo. Fece questo o per ordine di ZeusPindaro, Nemea 5 ep2 o perché non voleva fare uno sgarbo ad Era che l'aveva allevata da bambina.Esiodo, Catalogo delle donne fr. 57; Cypria fr. 4. Tutti gli dei vennero invitati al matrimonio di Peleo e Teti eccetto Eris, la dea della discordia, che fu fermata alla porta da Ermes per ordine di Zeus stesso (secondo alcune versioni, Zeus si era messo d'accordo con Eris). Sentendosi insultata, la dea andò su tutte le furieIgino, Fabulae 92. e gettò nel bel mezzo della tavolata una mela d'oro con la scritta «Τῇ καλλίστῃ (traslitterato Tê Kallístē)» (alla più bella). Era, Atena e Afrodite pensavano spettasse loro di diritto possedere la mela e cominciarono a litigare fra di loro. Nessuno degli dei tentò di favorire con la propria opinione una delle tre dee per non inimicarsi le altre due. Zeus ordinò quindi a Ermes di condurre le tre dee dal pastore Paride, in realtà un principe troiano, ignaro della sua discendenza reale, che era stato abbandonato appena nato sul Monte IdaPausania, 15.9.5. poiché un sogno premonitore aveva profetizzato che egli sarebbe stato la causa della rovina di Troia.Euripide Andromaca 298.
Le dee apparvero al giovane nude e siccome Paride non era in grado di dare un giudizio, le tre divinità promisero al giudice dei doni. Atena gli offrì la saggezza, l'abilità bellica, il valore dei guerrieri più potenti, Era il potere politico e il controllo su tutta l'Asia, Afrodite l'amore della donna più bella del mondo, Elena di Sparta. Paride diede la mela ad Afrodite. Le due dee che avevano perso andarono via desiderose di vendetta.
Il giovane si recò in seguito in città, a Troia, perché gli araldi di Priamo avevano portato via il suo toro migliore per darlo in premio al vincitore di alcune gare sportive organizzate dal re. Paride partecipò ai giochi atletici e sconfisse i nobili rampolli di Troia, vincendo di conseguenza il proprio toro. I giovani troiani, umiliati, volevano ucciderlo ma Cassandra, figlia veggente del re Priamo, riconobbe in lui il fratello perduto. Priamo decise allora di accettarlo nella famiglia reale, sebbene Cassandra avesse consigliato di non farlo.
Dall'unione fra Peleo e Teti nacque un bambino, Achille. L'oracolo predisse che sarebbe morto o vecchio a causa della maturità in una vita tranquilla e priva di imprese, o giovane sul campo di battaglia guadagnando l'immortalità attraverso la poesia degli aedi.Omero, Iliade I.410 Teti tentò di rendere immortale il figlio, provando dapprima a bruciarlo nel fuoco durante la notte, per eliminare le sue parti mortali, e poi a strofinarlo con ambrosia durante il giorno. Peleo, che aveva già perso sei figli in questa maniera, riuscì a fermarla. Teti lo bagnò allora nelle acque del fiume Stige, facendolo diventare immortale, salvo che nel tallone per il quale lo aveva tenuto, sua unica parte vulnerabile (se un Dio tocca le acque dello Stige, perde la sua immortalità).Traiamo questa notizia da un frammento dell'Achilleide di Stazio
Il rapimento di Elena La più bella donna del mondo era Elena, una delle figlie di Tindaro, re di Lacedemone (la futura Sparta). Sua madre era Leda che venne sedotta o stuprata da Zeus sotto forma di cigno.Apollodoro 3.10.7. Leda partorì così quattro gemelli, due maschi e due femmine. Castore e Clitemnestra erano figli di Tindaro, Elena e Polluce di Zeus.Pausania 1.33.1; Apollodoro 3.10.7. Secondo un'altra versione del mito, Elena era figlia di Nemesi, la vendetta.Apollodoro, 3.10.5; Igino, Fabulae 77. Quando giunse in età da marito Elena attirò alla corte del padre una moltitudine di pretendenti desiderosi di prenderla in sposa. Tindaro non sapeva chi scegliere per non offendere così gli altri.
Infine uno dei pretendenti, Odisseo, propose un piano per risolvere il dilemma, in cambio dell'appoggio di Tindaro per farlo sposare con la nipote Penelope, figlia del fratello di lui Icario.Apollodoro 3.10.9. Elena avrebbe dovuto scegliere il marito. Secondo un'altra tradizione Odisseo propose di fare un sorteggio o secondo un'altra, più accreditata, era il padre a scegliere il marito per la sposa (come farà poi Agamennone per ingannare Ifigenia e portarla in Aulide). Vennero inoltre costretti tutti i pretendenti a giurare di difendere il matrimonio di Elena, qualunque marito venisse scelto. I giovani giurarono sacrificando i resti di un cavallo. Di certo non mancarono i borbottii di alcuni.Pausania 3.20.9.
Venne scelto come marito Menelao. Quest'ultimo non si era presentato come pretendente alla reggia ma aveva mandato il fratello Agamennone in suo nome. Aveva promesso un'ecatombe di 100 buoi ad Afrodite se avesse avuto in moglie Elena ma, non appena seppe di essere lui il prescelto, dimenticò la promessa fatta, causando l'ira della dea.Tolomeo Efestione, Nuova Storia 4 Agamennone e Menelao vivevano in quel periodo alla corte di Tindaro perché esiliati da Micene, loro terra natia, dallo zio Tieste e dal cugino Egisto, dopo la morte del padre Atreo, ucciso dallo stesso Tieste. Menelao ereditò dunque il trono di Sparta da Tindaro poiché gli unici suoi figli maschi, Castore e Polluce, erano stati assunti fra le divinità.Apollodoro, 3.11.15. Agamennone sposò in seguito Clitemnestra, sorella di Elena, e scacciò Egisto e Tieste da Micene, riprendendosi così il trono del padre.Apollodoro, Epitomi 2.15.
Durante una missione diplomatica (il recupero della zia Esione rapita da Eracle) Paride si recò a Sparta e si innamorò della bella Elena. Enea, nobile figlio di Afrodite e Anchise, re dei Dardani, accompagnava Paride. Durante il loro soggiorno a Sparta, Menelao dovette recarsi a Creta per i funerali di Catreo, il nonno materno (in quanto padre di sua madre Erope).Apollodoro, Epitomi 3.3. Paride, sotto influsso di Afrodite, riuscì a sedurre Elena e a partire con lei verso Troia, nonostante i rimproveri di Enea, portando con sé il ricco tesoro di Menelao. Era, ancora adirata con Paride, mandò contro di lui una tempesta, costringendolo a sbarcare in Egitto, ma alla fine Elena giunse a Troia. La nave arrivò poi a Sidone, dove Paride, timoroso di essere catturato da Menelao, passò diverso tempo prima di tornare in patria.Apollodoro, Epitomi 3.4.Il rapimento di donne è un crimine poco raro nella mitologia classica. Ricordiamo Io, rapita dai Fenici ad Argo: secondo il mito Zeus si era invaghito di quest'ultima ed Era gelosa ed adirata la trasformò in vacca. Europa percorse quindi l'intero Oriente perseguitata da un tafano, finché, arrivata in Egitto, Zeus ebbe pietà di lei e la restituì al suo originale aspetto. Europa, portata via dalla Fenicia e condotta a Creta: secondo il mito Zeus si era trasformato in un toro per l'impresa. Esione, sorella di Priamo, rapita da Eracle ai tempi del re Laomedonte e consegnata a Telamone, re di Salamina (cfr. Apollodoro 3.12.7.). Medea, fuggita insieme a Giasone dalla Colchide e in seguito abbandonata a Nasso dall'eroe perché gli diede una stirpe illegittima (Erodoto, Histories 1.2). Ci furono rapimenti reciproci, tuttavia i Greci mossero per primi guerra all'Asia e i rapimenti di donne furono una futile scusa per il conflitto. Erodoto, nella sua opera, parla di questi avvenimenti per comprendere i meccanismi e i comportamenti psicologici che stanno alla base delle Guerre Persiane e che hanno origini anche mitologiche (Erodoto, 1.3.1).
Preparativi achei
L'adunata in Aulide Menelao, tornato a Sparta e scoperto il ratto della moglie, inviò un'ambasceria a Troia per chiederne la restituzione, ma ricevette un rifiuto: nell'assemblea dei Troiani era prevalsa infatti la linea dura, portata avanti da Paride e Antimaco, consigliere di re Priamo. Gli Atridi decisero pertanto di ricorrere al giuramento fatto dai pretendenti in onore di Elena per radunare un esercito e attaccare i Troiani, affidando tale messaggio al savio Nestore, re di Pilo.
Odisseo e Achille