La basilica di San Magno è il principale luogo di culto cattolico di Legnano. Intitolata a Magno di Milano, arcivescovo ambrosiano dal 518 al 530, e costruita con uno stile architettonico rinascimentale lombardo di scuola bramantesca, è stata edificata dal 1504 al 1513. Si può ragionevolmente ritenere che il progetto della basilica sia stato realizzato sulla base di un disegno tracciato personalmente da Donato Bramante. Il suo campanile è stato costruito in seguito, dal 1752 al 1791. Il 19 marzo 1950 papa Pio XII ha elevato l'edificio sacro legnanese a basilica romana minore.
L'interno della chiesa è arricchito da varie opere d'arte, che sono state realizzate nei secoli mantenendo lo stile cinquecentesco lombardo — con influenze quattrocentesche — delle prime produzioni artistiche.. Le decorazioni più importanti conservate nella basilica sono gli affreschi della volta principale, che sono opera di Gian Giacomo Lampugnani, i resti delle pitture cinquecentesche della cappella di San Pietro Martire, che sono state realizzate da Evangelista Luini, figlio di Bernardino, gli affreschi delle pareti e della volta della cappella maggiore, che sono stati dipinti da Bernardino Lanino, e una pala d'altare del Giampietrino. Su tutte queste opere artistiche svetta., per la sua rilevanza, un polittico di Bernardino Luini, considerato unanimemente dagli storici dell'arte come uno dei capolavori dell'artista lombardo, se non la sua opera migliore..
Storia Il luogo di edificazione
Prima della basilica di San Magno la principale chiesa di Legnano era la chiesa parrocchiale di San Salvatore, la cui costruzione risalirebbe, secondo alcuni studi, al X oppure all'XI secolo.. Già nel XV secolo la chiesa di San Salvatore, che aveva uno stile romanico lombardo, era minata da problemi di stabilità che erano originati dalla vetustà delle strutture e dalle infiltrazioni dell'acqua dell'Olonella che scorreva poco distante.. A peggiorare la situazione c'erano anche le frequenti inondazioni del fiume.
La chiesa di San Salvatore crollò parzialmente alla fine del XV secolo e quindi i legnanesi ottennero dall'arcivescovo di Milano e da Ludovico il Moro, Duca di Milano, il permesso di demolire i resti del vecchio tempio e di costruire sullo stesso luogo una nuova chiesa. Dato che l'aspetto generale della chiesa di San Salvatore era piuttosto sobrio, i legnanesi del XVI secolo decisero di edificare un tempio che fosse più sontuoso del precedente.
I potenziali danni alla struttura che potevano essere causati dalle infiltrazioni d'acqua, problemi già vissuti dai legnanesi per il primigenio edificio religioso a cui facevano riferimento, testimoniano il coraggio e le capacità tecniche dell'architetto progettista della basilica che decise, nonostante i rischi, di realizzare la chiesa di San Magno sullo stesso luogo dove sorgeva l'antico tempio di San Salvatore, ovvero a ovest dell'alveo dell'Olonella, poco lontano dal corso d'acqua principale.
Per quanto riguarda lo spazio a ovest della basilica, fin dal Medioevo, in corrispondenza della moderna piazza San Magno, era situato il cimitero principale di Legnano, che fu utilizzato per secoli per seppellire le salme della gente comune e che venne in seguito completato da una stanza sotterranea.. I nobili, infatti, inumavano i propri defunti all'interno delle chiese, mentre le salme del popolo venivano seppellite nei pressi dei templi: in particolare, le salme e le ossa inumate nella basilica di San Magno vennero rimosse alla fine del XVIII secolo. A proposito dei cimiteri annessi alle chiese, Carlo Borromeo, nella sua opera De fabrica Ecclesiae, scrisse:
Mentre sulle note descrittive relative alla visita pastorale effettuata a Legnano dal cardinal Giuseppe Pozzobenelli nel 1761, in riferimento al cimitero legnanese, è riportato che:
In particolare, le colonnine divisorie citate nello stralcio della relazione del cardinal Pozzobenelli servivano a consentire l'accesso alla basilica, il cui ingresso fu spostato nel 1610 proprio a ovest, verso il cimitero. Questo camposanto era conosciuto come "il foppone" e venne utilizzato fino al 1808, quando una disposizione del governo napoleonico obbligò le amministrazioni comunali a spostare i campisanti fuori dai centri abitati..
La costruzione
Il contributo maggiore ai fondi necessari per realizzare l'opera fu dato dalle famiglie Lampugnani e Vismara, che all'epoca erano i due più importanti casati nobiliari di Legnano nonché i più antichi... La prima pietra fu posata il 4 maggio 1504, mentre l'edificazione si concluse il 6 giugno 1513 con il completamento delle opere murarie.. Poco dopo iniziarono i lavori di decorazione degli interni con la realizzazione degli affreschi di Gian Giacomo Lampugnani, che dipinse la volta della cupola principale.. Uno scritto del 1650 di Agostino Pozzo, prevosto di San Magno dal 1628 al 1653, che fa parte dell'opera Storia delle chiese di Legnano, volume formato da 92 fogli e rilegato a pergamena, a proposito della costruzione della basilica, riporta che:
Nel 1510 furono fuse le prime due campane della basilica: il 10 aprile quella da 50 rubbi, mentre il 24 maggio la campana da 80 rubbi. Il 10 dicembre 1511 Legnano venne incendiata e saccheggiata dalle truppe svizzere, che facevano parte della Lega Santa e che erano scese in Italia per combattere la Francia di re Luigi XII: questo evento bellico, che è quello citato da Agostino Pozzo nel precedente stralcio della Storia delle chiese di Legnano, coinvolse anche la basilica di San Magno, che venne parzialmente danneggiata dall'incendio: quest'ultimo, in particolare, interessò i ponteggi installati per la sua costruzione.
Dal 1516 al 1523 ci fu una sospensione dei lavori che venne causata da una possibile carenza di fondi, oppure dalla mancata comunicazione, da parte del Bramante, delle modalità di decorazione degli interni: il grande artista urbinate si spense infatti a Roma nel 1514, quindi due anni prima della ripresa dei lavori. Per quanto riguarda l'ipotesi che si allaccia alla mancanza di denaro, era sicuramente venuta meno la gran parte delle donazioni delle famiglie nobiliari che soggiornavano, anche periodicamente, a Legnano: queste ultime, che erano originarie di Milano, si trovavano in grande difficoltà economica a causa dell'invasione dell'esercito francese, che scacciò gli Sforza dal Ducato di Milano nel 1499.
Questo ribaltamento politico portò a uno sconvolgimento anche a livello amministrativo, ambiente frequentato dai nobili milanesi che soggiornavano periodicamente a Legnano. Come conseguenza, Legnano subì un cospicuo impoverimento, che era causato dal sopraggiunto disinteresse dei nobili milanesi nei confronti delle loro proprietà possedute nel borgo legnanese: gli aristocratici milanesi erano ora impegnati a difendere i propri affari a Milano.
A questo si aggiunse la costante diminuzione dell'interesse dell'arcivescovo di Milano su Legnano, da cui conseguì anche il progressivo ritiro degli ordini monastici dai conventi legnanesi: ciò era conseguenza della sempre minore importanza strategica di Legnano, che era causata dalla perdita, da parte del Seprio, del suo atteggiamento ribelle nei confronti di Milano, tale per cui la presenza di truppe fisse nel borgo legnanese, che si trovava proprio ai confini del contado milanese, non era più giustificata..
I progetti originali della basilica sono andati perduti e quindi non esistono documenti su cui è riportata la firma del suo architetto: il nome del Bramante compare infatti solamente su testimonianze redatte in epoche successive. I lavori di edificazione furono poi materialmente eseguiti sotto la supervisione dell'artista più importante - sia per esperienza che per sensibilità artistica - della Legnano dell'epoca, Gian Giacomo Lampugnani, oltre che materialmente seguiti da un capomastro dal nome sconosciuto. Gian Giacomo era un lontano parente di Oldrado II Lampugnani, il condottiero protagonista della Legnano del XIII secolo che realizzò, tra l'altro, l'omonimo maniero e che completò la fortificazione del castello visconteo di Legnano. Nel 1515 Gian Giacomo Lampugnani affrescò anche la volta principale della basilica, che fu la prima decorazione realizzata nella chiesa legnanese. Del suo lavoro Agostino Pozzo, prevosto di Legnano, scrisse:
La basilica fu poi consacrata il 15 dicembre 1529 da Francesco Landino, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Milano.
Il XVII secolo
Fino al 1610 l'ingresso alla basilica era situato verso il moderno palazzo Malinverni e quindi, rispetto all'odierna entrata, era ruotato di 90° verso nord: poi fu spostato nella posizione attuale. In origine l'entrata principale era collocata in corrispondenza della cappella dell'Immacolata (chiamata anche "dell'Assunta"): quando venne spostato l'ingresso, la porta d'entrata venne murata e questo spazio venne trasformato da atrio a cappella. La seconda antica porta d'ingresso, che si trovava invece verso sud, in direzione delle case canonicali, nella moderna cappella del Santo Crocifisso, venne anch'essa murata nello stesso frangente.. Furono quindi aperte due nuove entrate, ovvero le moderne porte laterali della facciata principale che danno verso piazza San Magno..
La moderna porta principale fu invece aperta successivamente, forse nel 1840, oppure in precedenza, come risulta da alcune note di archivio relative alla visita pastorale effettuata a Legnano dal cardinal Giuseppe Pozzobenelli nel 1761, in cui è presente una descrizione della basilica di San Magno dove sono citate, oltre che disegnate, le tre porte prospicienti la moderna piazza San Magno.. Fu deciso di aprire la porta centrale perché i due ingressi laterali non consentivano al visitatore che entrava in basilica di trovarsi direttamente di fronte all'altare maggiore.
I lavori di spostamento delle entrate furono opera del Richini, già ingegnere delle fabbriche ecclesiastiche della Lombardia e futuro progettista della chiesa legnanese della Madonnina dei Ronchi, che modificò anche l'aspetto esterno della basilica eliminando le costolature in rilievo, aggiungendo lesene, timpani e architravi alle nuove porte d'ingresso, aprendo delle finestre barocche sulla cupola e costruendo la lanterna e il tiburio: tutti questi interventi diedero alla basilica, nel complesso, un aspetto più leggero.. Fu probabilmente questa l'occasione in cui vennero persi i progetti originali della chiesa legnanese: l'altra congettura considera invece il già citato saccheggio del 1511. In riferimento allo spostamento degli ingressi effettuato dal Richini, il prevosto Agostino Pozzo scrisse:
L'originario orientamento nord-sud fu scelto per una questione urbanistica: a ovest era presente il foppone, ovvero il cimitero, mentre a est si trova l'Olona: venne quindi deciso di realizzare le porte verso gli altri due punti cardinali. La cappella maggiore, che ospita l'altare principale, venne realizzata invece a est per tradizione cristiana. Ciò fece sorgere un problema: chi entrava in basilica dall'antica porta situata a nord si trovava l'altare maggiore a sinistra e non di fronte; da questa contraddizione conseguì la decisione di ruotare gli ingressi di 90°, cioè verso est-ovest. Un'altra congettura ipotizza invece che, durante la prima parte della storia della basilica, quando gli ingressi erano in direzione nord-sud, l'altare maggiore fosse situato in un'altra cappella che era allineata con la porta d'entrata principale.
Il 20 agosto 1611 vennero consacrate dal cardinale Federico Borromeo due nuove campane, che erano state installate sul campanile il precedente 2 luglio.. In riferimento a questo avvenimento, una nota di archivio recita: