Nella religione induista, Rādhā (anche con il nome più arcaico di Rādhikā; anche Rādhārāṇī) è una gopī, una pastorella del villaggio di Vṛndāvana, compagna eterna del dio Kṛṣṇa, considerato nelle teologie viṣṇuite/kṛṣṇaite come la persona suprema, il Bhagavat.

Secondo alcuni racconti poetico-religiosi hindū, segnatamente bengalesi, Rādhā è la moglie del pastore ĀyānaCfr. le opere di Caṇḍīdās (XIV-XVI secolo).. Un altro pastore di Vṛndāvana, di nome Nanda, alleva il piccolo Kṛṣṇa, il quale divenuto giovinetto amoreggia con molte gopī, figlie e mogli dei pastoriL'evidente contraddizione tra le relazioni extraconiugali di queste pastorelle con i rigidi principi morali inerenti alla figura della moglie fedele propri dei principi religiosi hindū viene spiegata da teologi come Rūpa Gosvāmī (XVI secolo) con il fatto che le gopī appartengono ab aeterno a Dio, Kṛṣṇa, e il loro matrimonio terreno con i pastori è dovuto al solo scopo di accrescere il gioco amoroso (līlā) con il Dio stesso., tra cui, la principale, è Rādhā.

Nell'articolata simbologia teologica hindū, Rādhā rappresenta la totale devozione per Dio, Kṛṣṇa, e l'abbandono, amoroso e incondizionato, a lui (prema bhakti), sentimento che, nella visione viṣṇuita, rappresenta il più alto principio dell'intero universo. Tale forma di abbandono amoroso è governato dalla potenza del "piacere" (s. m. hlāda, hlādinī) spirituale e trascendente. In questo senso, per alcune teologie la stessa Rādhā è una manifestazione di Dio, Kṛṣṇa, ovvero della sua potenza quando egli intende manifestare il "piacere", e tale manifestazione va intesa come atemporale.

L'amore spirituale di Rādhā verso Kṛṣṇa, ma adultero nei confronti del proprio marito terreno, viene reso come la metafora dell'amore più elevato, perché solo l'amore tra gli amanti che nulla si devono l'un l'altro, a differenza di quello coniugale mediato per mezzo di un accordo, è inteso come il più puroDavid Kinsley, Hindu Goddesses: Visions of the Divine Feminine in the Hindu Religious Tradition, University of California Press, 1988, p.89..

Origini e sviluppi Non si hanno notizie certe sull'origine di questa figura mitologica e religiosa. La fonte più antica consiste in una serie di versi resi in sanscrito, pracritico e apabrahṃśa, che dimostrerebbe come intorno alla fine del millennio ella era già celebrata come compagna di Kṛṣṇa.

Nel XII secolo il poeta bengalese Jayadeva, immortala la figura di Rādhā e del suo amore per Kṛṣṇa nello splendido poema del Gītagovinda:

Con il tempo Rādhā assimilerà il medesimo ruolo della paredra di Viṣṇu, Lakṣmī, soprattutto come mediatrice tra le anime e la Persona suprema, Dio.

Con il mistico bengalese del XVI secolo Caitanya si avvierà l'adorazione della coppia Rādhā-Kṛṣṇa messi fianco a fianco (yugala-mūrti).

Note

Bibliografia Margaret Stutley e James Stutley. Dizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980, p. 352 e sgg. Donna Marie Wulff, Rādhā, in "Enciclopedia delle religioni", vol.9; Milano, Jaca Book, 2006, p. 300 e sgg.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Canto in lingua bengali dell'inno dedicato a Rādhā-Mādhava dal mistico bengalese Bhaktivinoda Ṭhākura (1838-1914). Il testo recita:

Categoria:Divinità induiste