Ha raggiunto il successo soprattutto per i suoi film in coppia con Terence Hill, e la coppia di attori «ha ottenuto fama mondiale e ha attirato milioni di spettatori al cinema». Il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera.

Nel nuoto è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero il 19 settembre 1950, e ha vinto più volte i campionati italiani di nuoto nello stile libero e nella staffetta. Ha conseguito la licenza di pilota di linea e di pilota di elicottero. Nel corso degli anni si è impegnato anche a sostenere e finanziare enti di beneficenza per bambini tra cui il Fondo Scholarship Spencer.

Biografia

Le origini Carlo Pedersoli nacque a Napoli, da Rosa Facchetti, di Chiari in Provincia di Brescia, e da Alessandro Pedersoli, originario di Breno in Provincia di Brescia, nel rione di Santa Lucia, precisamente in via Generale Giordano Orsini, al civico 40, come ricorderà più volte, nello stesso palazzo dello scrittore Luciano De Crescenzo (di un anno più grande di lui) con cui nel 1935 iniziò a frequentare le scuole elementari nella sua città, ottenendo buoni risultati. Pochi anni più tardi, il 28 giugno 1934, nacque la sorella minore di Carlo, Vera Pedersoli. Si appassionò a diversi sport, in particolare al nuoto, per il quale dimostrò una grande predisposizione, vincendo subito alcuni premi.

Nel 1940 Pedersoli lasciò Napoli insieme alla famiglia per motivi legati al lavoro del padre e si trasferì a Roma, dove iniziò le scuole superiori ed entrò a far parte di un circolo di nuoto. Dopo essersi diplomato al liceo scientifico con il massimo dei voti, non ancora diciassettenne, si iscrisse al corso di laurea in Chimica presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Nel gennaio del 1947 la famiglia si trasferì nuovamente, questa volta in Sud America, e Pedersoli fu quindi obbligato ad abbandonare gli studi. In Brasile lavorò presso il consolato italiano di Recife, in una catena di montaggio e come chimico (professione che gli valse il soprannome di el quimico), in Argentina come bibliotecario del River Plate, e in Uruguay come segretario dell'ambasciata italiana a Montevideo.

Carriera sportiva

Pedersoli tornò in Italia verso la fine degli anni 1940 dietro tesseramento della S.S. Lazio Nuoto; si affermò ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. È entrato nella storia dei stile libero per essere stato il primo italiano a scendere sotto il minuto netto (59,5") nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da 25 metri, sia a Vienna, primato poi da lui stesso superato nel 1951 a Genova con il tempo di 58,9".

Praticò anche il pugilato e fu, estemporaneamente, rugbista nel ruolo di seconda linea: le cronache dell'epoca riferiscono del sedicenne Pedersoli schierato, l', in un'amichevole contro l'Amatori Lazio nelle file della squadra del collegio San Gabriele ai Parioli e, nonostante la sconfitta, giudicato tra i migliori in campo.

Nel 1949 esordì nella nazionale di nuoto e l'anno seguente fu convocato per i campionati europei di Vienna dove nuotò in due finali, quinto nei e quarto con la staffetta . Nei Giochi del Mediterraneo di Alessandria d'Egitto del 1951 vinse due medaglie internazionali: secondo sia nei , sia con la mista.

Ripresi nel frattempo gli studi, Pedersoli si reiscrisse all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" migrando alla facoltà di Giurisprudenza. Superati i sessant'anni diede anche alcuni esami alla facoltà di sociologia anche se non terminò tale corso di laurea.

Il suo fisico massiccio e imponente venne tuttavia notato dall'ambiente cinematografico. Il suo esordio avvenne nel 1950 nel film di Camillo Mastrocinque Quel fantasma di mio marito, nel ruolo di un nuotatore impegnato in piscina nel salvataggio di una bagnante; poi nella grande produzione hollywoodiana Quo vadis, un peplum del 1951 nel quale impersonò una guardia dell'Impero romano. In seguito continuò occasionalmente a recitare in piccole parti, la più nota delle quali fu quella nel film di Mario Monicelli Un eroe dei nostri tempi, che lo vide contrapposto ad Alberto Sordi nei panni di Fernando, fidanzato manesco e nerboruto della giovane Marcella (interpretata da Giovanna Ralli). Nel 1954 figurò, insieme a Raf Vallone, tra gli interpreti di Siluri umani, film di guerra che rievoca alcuni aspetti particolari della guerra sul mare.

Contemporaneamente gareggiò per i colori italiani ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki nel 1952 nella gara dei 100 m stile libero, classificandosi al nono posto. Nel 1955 venne convocato ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona come pallanuotista, e in quell'occasione vinse con la nazionale la medaglia d'oro. Nello stesso anno conquistò con la Lazio il campionato nazionale indoor. L'anno dopo partecipò ai Giochi della XVI Olimpiade a Melbourne in cui nei 100 m stile libero giunse ancora fino alla semifinale. Dopo i Giochi olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, venne invitato alla Yale University, negli Stati Uniti d'America, dove trascorse alcuni mesi ottenendo il suo record personale nei 100 m stile libero.

Carriera cinematografica e televisiva Dopo le Olimpiadi di Melbourne, Pedersoli decise di dare una svolta alla sua vita e ritornò in Sudamerica, luogo cui era rimasto legato. Per nove mesi lavorò alle dipendenze di un'impresa statunitense impegnata nella costruzione della strada di collegamento tra Panama e Buenos Aires (la celebre Panamericana) nel tratto tra il Venezuela e la Colombia. Dirà più tardi che quella vita tanto dura gli fece "ritrovare se stesso, nei limiti e nelle potenzialità". Era giunto a Caracas alla fine di dicembre 1957 ed assistette in prima persona al colpo di Stato condotto dal generale Wolfgang Larrazábal, il 23 gennaio 1958, da lui definita "il prolungamento dei botti di Capodanno", ironizzando sul rumore degli spari uditi per le vie della capitale venezuelana, come lo stesso Pedersoli raccontò in un'intervista alla televisione di stato tedesca ZDF nel settembre 1983. Conclusa questa esperienza passò alle dipendenze dell'Alfa Romeo di Caracas, nella quale lavorò fino al 1960 e con cui disputò, come pilota, la Caracas-Maracaibo. Nel frattempo partecipò con la squadra venezuelana di nuoto a numerose gare nazionali e internazionali.

Nello stesso anno tornò in Italia e partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960. Il 25 febbraio 1960, presso la chiesa di San Giovanni a Porta Latina, sposò Maria Amato, conosciuta ben quindici anni prima. Il padre della moglie era il produttore cinematografico Giuseppe Amato, ma inizialmente Carlo non sembrò interessato al grande schermo; ciò nonostante firmò un contratto con l'etichetta musicale RCA, scrivendo i testi per noti cantanti italiani, come Ornella Vanoni e Nico Fidenco, e anche qualche colonna sonora.

L'anno seguente nacque Giuseppe, il primo figlio, al quale seguì, nel 1962, Cristiana. Nel 1964 il suo contratto con la RCA scadde e il suocero morì. La situazione spinse Pedersoli a cambiare attività, diventando un produttore di documentari per la Rai. Nel giugno 1967 Giuseppe Colizzi, amico di suo suocero, si rivolse alla moglie di Pedersoli per sapere se la corporatura di suo marito fosse rimasta quella di qualche anno prima e gli offrì un ruolo in un film che accettò dopo qualche esitazione. Pedersoli raccontò infatti di esser prima indeciso (fu la moglie a convincerlo) e, poi, di avere inizialmente rifiutato la parte a causa della paga offerta di solo un milione di lire, di fronte alla sua richiesta di 4 milioni di lire dovuta a due cambiali in scadenza.

Anche il colloquio con il regista non andò particolarmente bene: non si faceva ancora crescere la barba, non parlava inglese (ma conosceva lo spagnolo) e non sapeva andare a cavallo. Nonostante questo il regista non riuscì a trovare nessuno con la sua struttura fisica, pertanto dopo qualche tempo lo richiamò e gli offrì la parte alle condizioni che Pedersoli aveva richiesto. Sul set conobbe il suo compagno di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film Dio perdona... io no!, fu la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni.

L'incontro con Girotti fu un caso del tutto fortuito. Come raccontato da entrambi gli attori, il coprotagonista del film, inizialmente, avrebbe dovuto essere Peter Martell. La sera prima della partenza per Almería, in Spagna (il film si girava nel Deserto di Tabernas), Martell, in un litigio con la fidanzata, le sferrò un calcio che, schivato dalla donna, procurò la frattura del piede destro all'attore. Il regista dovette in fretta tornare a Roma per selezionare il sostituto di Martell e la scelta cadde su Girotti, che aveva appena smesso di girare un film western con Rita Pavone (Little Rita nel West) su consiglio del regista di quel film, Ferdinando Baldi. Già dal primo film i due attori parvero al regista "perfettamente complementari", tanto da scritturarli nei seguenti due film I quattro dell'Ave Maria (1968) e La collina degli stivali (1969), secondo una testimonianza dei due attori durante una puntata del programma Domenica in trasmesso nel 1983 su Raiuno.

Ai due attori venne consigliato, per le presentazioni in locandina, di cambiare i propri nomi, considerati "troppo italiani" per un film western e per fare colpo a livello internazionale; inoltre questa trovata avrebbe reso più appetitose le opere e i personaggi interpretati. Carlo Pedersoli creò quindi quello che sarebbe diventato il suo pseudonimo per tutta la sua carriera, ovvero Bud Spencer, in omaggio all'attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come "Bud".

Sua figlia Cristiana, in un'intervista trasmessa su Rai 1 il 18 luglio 2020, dichiarò che il nome "Bud", che in inglese significa bocciolo o germoglio, lo aveva scelto anche come contrapposizione alle sue grandi dimensioni fisiche, mentre Mario Girotti scelse il suo da una lista di venti nomi inventati. Bud e Terence girarono insieme diciotto film, sedici dei quali come coppia protagonista: in Annibale (1959) recitarono infatti in scene separate senza mai incontrarsi sul set, mentre ne Il corsaro nero (1971), l'interprete principale fu solo Terence e a Bud venne riservata una parte minore in un ruolo da cattivo.

La notorietà nel mondo e il lungo sodalizio con Terence Hill

Nel 1969 interpretò il ruolo di Mesito nel film Un esercito di 5 uomini, diretto da Italo Zingarelli e sceneggiato da Dario Argento.