Biografia La sua famiglia apparteneva alla nobiltà di Siviglia (con discendenza dai Marchesi di Galarza): il padre, Carlos Luis de Funès de Galarza (1871-1934), esercitava la professione di avvocato, diventando in seguito tagliatore di diamanti, mentre la madre Léonor Soto Reguera (1878-1959) si occupava della famiglia. Il nonno materno, Teodolindo Soto Barro (1848-1906), era un influente politico in Spagna.
Il 27 aprile 1936 Louis sposò in prime nozze Germaine Louise Elodie Carroyer, dalla quale ebbe un figlio, Daniel Charles Louis (nato nel 1937).
Dopo il divorzio nel 1942, l'anno successivo Louis sposò in seconde nozze Jeanne Augustine Barthélèmy, pronipote di Guy de Maupassant. Da lei ebbe due figli: Patrick Charles (nato nel 1944), divenuto medico radiologo e Olivier de Funès (nato nel 1949), divenuto comandante pilota dell'Air France.
Louis divenne pianista e fece buon uso di questa capacità in alcuni dei suoi film, quali Colpo grosso ma non troppo (1965), Chi ha rubato il presidente? (1966) e Beato fra le donne (1970).
Cimentatosi inizialmente nel teatro, malgrado le brevi apparizioni fu notato presto per la sua vena comica, in particolare da Sacha Guitry che lo ingaggiò diverse volte. Gli aspetti principali della comicità di de Funès erano la sua abilità nel mimare e fare smorfie, la prorompente vitalità nell'esprimere emozioni od opinioni, la capacità di rappresentare la collera, di emettere grugniti e rumori, di gesticolare in maniera vivace. Negli anni Cinquanta cominciò a farsi conoscere grazie a film come Ah! Les belles bacchantes e Il montone a cinque zampe, ove affiancò i più grandi attori dell'epoca, ma anche La legge del più furbo (1958), dove interpretò il ruolo del bracconiere che elude puntualmente l'occhio vigile di una guardia forestale, e che gli valse il titolo di migliore comico attuale.
Tuttavia dovette aspettare il 1964 per diventare davvero famoso con Una ragazza a Saint-Tropez, prima pellicola della serie dei Gendarmi. Appena due mesi più tardi, trionfò ancora nel ruolo di un rappresentante delle forze dell'ordine, l'ispettore Juve, in Fantomas 70 (1964), accanto a Jean Marais e a Mylène Demongeot. Mentre il successo tra il grande pubblico cresceva sempre più, alla fine del 1964 girò Colpo grosso ma non troppo di Gérard Oury, in cui apparve accanto a Bourvil. Nel 1966 fu la volta di Tre uomini in fuga, sempre con Bourvil: il film detenne il record dei biglietti venduti al botteghino in Francia (17 milioni), fino all'arrivo del film Titanic di James Cameron del 1997. Nello stesso periodo, De Funès ritornò al teatro.
A fine novembre del 1971 iniziarono le rappresentazioni di Oscar al teatro del Palais-Royal, in cui De Funès recitò quasi tutte le sere fino al settembre del 1972, salvo un'interruzione estiva. Nel 1973 girò Le folli avventure di Rabbi Jacob, che uscì il 18 ottobre dello stesso anno. Subito dopo, si trovò nuovamente sul palcoscenico al Théâtre des Champs-Élysées. Fino al 25 aprile 1974 recitò quasi duecento volte la pièce di Jean Anouilh: La Valse des Toréadors (Il valzer dei toreador), che fu la sua ultima apparizione teatrale.
Da quel momento si concesse un periodo di riposo nel castello di famiglia della moglie, situato presso Le Cellier, nel dipartimento della Loira Atlantica, dove si occupò molto di giardinaggio, rifiutando qualsiasi altro impegno prima delle riprese - che si prevedevano faticose - del successivo film di Gérard Oury, Le Crocodile, previste per il maggio del 1975, nel quale avrebbe dovuto interpretare la parte di un dittatore sudamericano.
Ma nel marzo del 1975, mentre la fase di pre-produzione de Le Crocodile era già a buon punto, fu vittima di un infarto, che lo fece rinunciare definitivamente agli impegni teatrali. Anche la sua carriera cinematografica ne risultò compromessa, dato che gli assicuratori non volevano più sostenere i rischi delle riprese di un altro film, finché Claude Zidi, il regista de L'ala o la coscia? (1976), riuscì a ottenere un'assicurazione per due settimane di riprese.
Louis de Funès recitò ancora in alcuni film, come La Zizanie (1978), con Annie Girardot, e Il gendarme e gli extraterrestri (1979). Nel 1980 realizzò una versione cinematografica di una commedia di Molière secondo la propria interpretazione personale: fu così che L'Avare raggiunse il grande schermo, anche se non ebbe che un modesto successo. Nello stesso anno Jerry Lewis gli consegnò di persona il César alla carriera.
Nel 1981 girò una trasposizione cinematografica del romanzo La Soupe aux choux di René Fallet, insieme a Jean Carmet e Jacques Villeret. La sua carriera giunse al termine l'anno seguente, con Le Gendarme et les gendarmettes: il 27 gennaio 1983 fu vittima di un altro infarto, che gli risultò fatale. È sepolto al cimitero di Le Cellier. Gli venne dedicato anche il film Papy fait de la résistance (1983), in cui doveva avere il ruolo di Papy o del fratellastro di Adolf Hitler, ma dopo la morte improvvisa fu sostituito da Michel Galabru e da Jacques Villeret.
In coppia con altri comici Il talento di de Funès si adattava bene all'ambito del duo comico, sia fisso che occasionale, con attori dei generi più diversi: Claude Gensac, nota col soprannome "Ma biche", la donna complice dei personaggi di de Funès; Michel Galabru, nel ruolo del superiore di de Funès nella serie Gendarme e che gli fa da spalla burlesca; Bourvil, nel ruolo dell'imbianchino, con cui fugge dai Tedeschi e aiuta tre paracadutisti inglesi; Yves Montand in Mania di grandezza; Coluche, che interpreta la parte del figlio di de Funès ne L'ala o la coscia?; Bernard Blier, l'ispettore che lo insegue in Jo e il gazebo; Olivier de Funès, suo figlio, in Le grandi vacanze, Beato fra le donne, Fantomas minaccia il mondo, Chi ha rubato il presidente?, Louis de Funès e il nonno surgelato, Aggrappato ad un albero, in bilico su un precipizio a strapiombo sul mare e Oscar nella versione teatrale; Jean Gabin in Nemici... per la pelle; Jacques Villeret in La Soupe aux choux; Jean Marais in Fantomas 70, Fantomas minaccia il mondo e Fantomas contro Scotland Yard; Maurice Risch, soprattutto in Le grandi vacanze, alcuni episodi di Una ragazza a Saint-Tropez e La Zizanie; Totò in I tartassati e Totò, Eva e il pennello proibito. De Funès e Totò rimasero sempre amici; spesso in Francia Totò fu doppiato da de FunèsEdoardo Caroni, Comicità alla francese. Il cinema di Louis de Funès, Bonanno Editore, 2012, pp. 22-24..
Giudizio critico Scrive il critico cinematografico italiano Edoardo Caroni:
De Funès non ha mai voluto interpretare ruoli drammatici, rimanendo fino alla fine un inguaribile clown. Il perfezionismo e la pignoleria, accompagnate da un atteggiamento sovente ansioso, ne hanno segnato il percorso artistico. Nel lavoro non si risparmierà mai, da vero professionista. È stato per due decenni (dal 1963 al 1983) il campione incontrastato del botteghino d'oltralpe e uno degli attori francesi più conosciuti al mondo.Vedi anche Edoardo Caroni, Comicità alla francese, cit., pp. 77-79. Ha avuto la capacità di adattarsi nel tempo ai gusti di un pubblico via via maggiormente esigente e colto. Il suo genio comico ha attirato nelle sale milioni di spettatori, consapevoli che con lui andavano sul sicuro, non rischiando mai di assistere ad uno spettacolo scandaloso, malinconico o violento. Ha costantemente fatto cinema per tutta la famiglia e questo è uno dei segreti del suo enorme successo.Per anni de Funès ha mantenuto la scaltra abitudine di sondare le reazioni della gente comune, recandosi senza farsi riconoscere in un cinema dei Champs-Elysées - cfr. E. Caroni, op. cit., p. 78. Ancora oggi a ogni passaggio televisivo in Francia, fa salire l'indice d'ascolto e conquista le nuove generazioni.Cfr. anche la scheda bio-cinematografica, su miticofufu.it
Musée Louis de Funès Il 31 luglio 2019 è stato inaugurato a Saint-Raphaël il Musée Louis de Funés. Nell'occasione Nice-Matin e Var-Matin hanno realizzato sette interviste a personaggi che hanno collaborato con Louis de FunèsLionel Paoli, Interview 4 / 7,Nice Matin Jeudi 25 juillet 2019 pubblicandole periodicamente nel corso dell'estate 2019.
Filmografia
La Tentation de Barbizon, regia di Jean Stelli (1945) Le château de la dernière chance, regia di Jean-Paul Paulin (1946) Dernier Refuge, regia di Marc Maurette (1947) Six heures à perdre, regia di Alex Joffé e Jean Levitte (1947) Amore e fortuna (Antoine et Antoinette), regia di Jacques Becker (1947) Croisière pour l'inconnu, regia di Pierre Montazel (1947) I cavalieri di ventura (Du Guesclin), regia di Bernard de La Tour (1948) Vient de paraître, regia di Jacques Houssin (1949) Mon ami Sainfoin, regia di Marc-Gilbert Sauvajon (1949) Mission à Tanger, regia di André Hunebelle (1949) Millionnaires d'un jour, regia di André Hunebelle (1949) Au revoir Monsieur Grock, regia di Pierre Billon (1949) Rendez-vous avec la chance, regia di Emile-Edwin Reinert (1949) Pas de week-end pour notre amour, regia di Pierre Montazel (1949) Un certain monsieur, regia di Yves Ciampi (1949) Je n'aime que toi, regia di Pierre Montazel (1949) La strega del Rodano (Le Jugement de Dieu), regia di Raymond Bernard (1949) Vipere, regia di Emile-Edwin Reinert (1950) La Rue sans loi, regia di Claude Dolbert et Marcel Giraud (1950) Adémaï au poteau-frontière, regia di Paul Colline (1950) Knock ovvero il trionfo della medicina (Knock), regia di Guy Lefranc (1950) È più facile che un cammello..., regia di Luigi Zampa (1950) La Rose rouge, regia di Marcello Pagliero (1951) Les Joueurs, regia di Claude Barma - cortometraggio (1951) Un Amour de parapluie, regia di Jean Laviron - cortometraggio (1951) Bibi Fricotin, regia di Marcel Blistène (1951) Il sonnambulo (Boniface Somnambule), regia di Maurice Labro (1951) Boîte à vendre, regia di Claude-André Lalande - cortometraggio (1951) ...e mi lasciò senza indirizzo (Sans laisser d'adresse), regia di Jean-Paul Le Chanois (1951) Champions Juniors, regia di Pierre Blondy - cortometraggio (1951) 90 degrés à l'ombre, regia di Norbert Carbonnaux - cortometraggio (1951) Le Roi du bla bla bla, regia di Maurice Labro (1951) La vie est un jeu, regia di Raymond Leboursier (1951) La passante, regia di Henri Calef (1951) Ho ucciso mia moglie (La Poison), regia di Sacha Guitry (1951) Pas de vacances pour Monsieur le Maire, regia di Maurice Labro (1951) Le Dindon, regia di Claude Barma (1951) L'Amant de paille, regia di Gilles Grangier (1951) Folie douce, regia di Jean-Paul Paulin (1951) Ma femme est formidable, regia di André Hunebelle (1951) La ragazza di Trieste (Les Loups chassent la nuit), regia di Bernard Borderie (1951) Le voyage en Amérique, regia di Henri Lavorel (1951) I sette peccati capitali (Les Sept Péchés capitaux), regia di Jean Dréville (1952) - episodio Pigrizia Anni perduti (Ils étaient cinq), regia di Jack Pinoteau (1951) I denti lunghi (Les Dents longues), regia di Daniel Gélin (1952) Agence matrimoniale, regia di Jean-Paul Le Chanois (1952) La fugue de Monsieur Perle, regia di Pierre Gaspard-Huit (1952) Week-end à Paris, regia di Gordon Parry (1952) La sconfitta dello scapolo (Elle et moi), regia di Guy Lefranc (1952) Je l'ai été trois fois, regia di Sacha Guitry (1952) Monsieur Taxi, regia di André Hunebelle (1952) Monsieur Leguignon Lampiste, regia di Maurice Labro (1952) Le Huitième Art et la manière, regia di Maurice Regamey - cortometraggio (1952) L'ussaro fantasma (Moineaux de Paris), regia di Maurice Cloche (1952) L'amour n'est pas un péché, regia di Claude Cariven (1952) La mondana rispettosa (La Putain respectueuse), regia di Charles Brabant e Marcello Pagliero (1952) La tournée des grands ducs, regia di André Pellenc, terminato da Norbert Carbonnaux (1952) Le sorcier blanc, regia di Claude Lalande (1952) Tambour battant, regia di Georges Combret (1953) Le compagne della notte (Les Compagnes de la nuit), regia di Ralph Habib (1953)