Io voglio del ver la mia donna laudare è un sonetto di Guido Guinizelli.
In questo sonetto Guinizelli tesse un elogio della donna e, nelle quartine, la paragona alle bellezze della natura come i fiori, idealmente rappresentati dalla rosa e dal giglio, che possono simboleggiare una vasta gamma di sentimenti, in particolare l'amore e la purezza; i corpi celesti, che già trasferiscono le virtù della donna su un piano soprannaturale; le bellezze della natura con i colori, compresi quelli cangianti delle pietre preziose. L'elenco dei paragoni sublimi è fatto su modello del plazer provenzale.
Testo e parafrasi
Testo
Parafrasi
La sublimazione della donna In questo sonetto il poeta esprime nei confronti della sua donna intense parole d'amore e di lode. È una donna di estrema e straordinaria bellezza ed è così ricca di qualità morali da suscitare solo gioia e bontà in chi la vede. La donna viene vista come ispiratrice e purificatrice dell'amore stesso, e la sua apparizione produce effetti benefici e miracolosi: può addirittura convertire gli infedeli, oltre ad allontanare ogni cattivo pensiero e malessere. Si compie così quel processo di sublimazione della donna (da creatura terrena a creatura celeste) che contraddistingue la poetica stilnovistica.
Voci correlate
Dolce stil novo Guido Guinizelli Sonetto
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